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UNREAL TERROR | Luciano Palermi [inter]view

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Luciano Palermi, frontman degli storici Unreal Terror, ci canta la sua “Immigrant Song”: da Pescara a Los Angeles e (dopo più di venti anni) ritorno...

In questa intervista avrete alcuni degli ingredienti e dei retroscena di una piccola, grande storia del metal italiano, chiamata Unreal Terror. La band di Pescara, nata nel ’79 e che in breve tempo divenne la pioniera del heavy metal in Abruzzo, si è riformata per uno straordinario - sebbene fugace - concerto tenutosi al locale Blackest di Pescara lo scorso 27 dicembre 2011. Tra sogni e speranze, ora inseguiti e sfiorati, ora raggiunti e infranti, Luciano ci narra del suo passato di giovane e ambizioso “metallaro” di provincia, delle vicissitudini on the road, della sua fuga a Los Angeles e della… “Dolce Vita”! 

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ROLL THE DICE [inter]view

Tra synth, visioni kraute e input elettronici “vecchia scuola”, i Roll The Dice hanno realizzato uno di quei dischi che è un peccato possano passare inosservati a causa della marea di uscite che non accenna a placarsi. Per contribuire a che ciò non accada, di seguito la nostra chiacchierata con Malcolm e Peder.

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THE WAR ON DRUGS | Adam Granduciel [inter]view

Con Dylan in mente e un mix di Sonic Youth e My Bloody Valentine a fornire l’arsenale sonoro, l’esordio dei War On Drugs, Wagonwheel Blues, è stato uno dei migliori dischi del 2007. I due leader Adam Granduciel e Kurt Vile (entrambi voce e chitarra) avevano trovato armonia tra le loro personalità, coadiuvati da Charlie Hall a basso, organo e tastiere, Dave Harltley al basso e Kyle Lloyd alla batteria, aprendo il futuro a un buon ventaglio di possibilità e speranze. Dopo poco, però, e con sorpresa di tutti, Vile (gran disco il suo solista di quest’anno), Hall e Lloyd lasciano il gruppo, con Granduciel a raccogliere i cocci e rilanciare tutto con l’ep Future Weather e, da poco, con Slave Ambient, un disco insperato e di buona qualità. Di seguito la chiacchierata con Adam.

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PAOLO CATTANEO [inter]view

In attesa dell’imminente nuovo lavoro di Paolo, l’ep Il Gioco è il classico punto della situazione che mostra scenari futuri e conferma il talento di un artista che finora, nonostante abbia pubblicato e collaborato molto, non ha ancora trovato la “consacrazione” che meriterebbe. Intervista.

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LADYTRON | Helen Marnie [inter]view

La volta scorsa c’era Mira Aroyo, mentre in questo 2011 tocca a Helen Marnie, voce principale dei Ladytron, raccontarci qualcosa sulla band, sulla sua evoluzione e sull’ultimo album, Gravity The Seducer, che sta riscuotendo non pochi consensi qui in Italia.

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RAMESSES | Adam Richardson [2011] [inter]view

Chiunque segua Audiodrome con una certa regolarità si sarà accorto della passione che da sempre si nutre su questi lidi per i Ramesses, una formazione che abbiamo seguito passo dopo passo con occhio vigile e che ha dimostrato di meritarsi appieno l’attenzione raccolta. Con l’ultimo Possessed By The Rise Of Magik i Ramesses si sono superati e hanno colpito di sorpresa anche chi aveva alte aspettative per il nuovo album. Eccoci quindi a ritornare sul luogo del delitto per sentire cosa ha da raccontarci il cantante/bassista Adam Richardson.

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MATTER | Fabrizio Matrone [inter]view

Andiamo alla scoperta di un musicista appartato e dalle idee chiare. Il campano trapiantato a Bologna Fabrizio Matrone si presenta mostrando le sue cangianti creature musicali. Noi di Audiodrome l’abbiamo incontrato e vogliamo proporvi le sue dichiarazioni, mai lontane dalla musica che compone, che può essere electro, techno e ambient a seconda dell’umore e dell’ispirazione del momento. Ci parla soprattutto dell’ultimo lavoro uscito per l’etichetta d.i.y. tedesca Le Petit Machiniste e delle sue passioni, non senza una velata nota polemica.

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E. Piermattei [Hum Of Gnats, Poisucevamachenille] [inter]view

Il musicista pescarese è fonte inesauribile di materiali sonori, non c’è dubbio. Sensazione confermata da ogni sua produzione: la sua musica si nutre con voracità di scarti, citazioni e umori che si auto-rigenerano e creano un percorso accidentato e volutamente strambo che spiazza e affascina allo stesso tempo. Nel corso dell’intervista vi imbatterete perciò in provocazioni “assurdiste” e dotte citazioni, ma soprattutto nel mondo (im)probabile e strampalato di Ezio, uno che ascolta senza problemi i Lunapop e l’avant più eccentrico che c’è in giro. Ma a noi i “folli” piacciono parecchio, specie se hanno il coraggio di pubblicare dischi complessi come l’ultimo a nome Hum Of Gnats. Prendete poi anche nota dei suoi consigli musicali e buon divertimento.

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THE SOVRAN | Captain T [inter]view

Rock’n’roll come via d’uscita da reality e comunità virtuali, questa l’offerta dei The Sovran, devoti adoratori dell’antico fuoco che continua a contagiare musicisti e ascoltatori. It’s only rock’n’roll?

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MORNE | Max Furst, Milosz Gassan [inter]view

Freschi autori di un album, Asylum, che ne conferma le potenzialità e ne arricchisce ulteriormente l’immaginario sonoro, i Morne hanno saputo bilanciare i molti ingredienti per creare una miscela dinamica e coinvolgente. Sembrerebbe proprio l’ennesimo caso in cui la Profound Lore ha saputo accaparrarsi quanto di più interessante oggi in circolazione, per ampliare ancora una scuderia senza rivali almeno in campo estremo. Potevamo lasciarci sfuggire all’occasione di scambiare quattro chiacchiere con loro?

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EMA [inter]view

Sul valore e sul talento di Erika M. Anderson si avevano pochi dubbi, già da quando la coppia (anche nella vita, almeno fino a qualche tempo fa) formata con Ezra Buchla aveva dato vita (dopo lo split dei Mae Shi) effimera, meravigliosa e fugace ai Gowns. Red State è un ancora un gran disco e il dispiacere per la dissoluzione del gruppo è lenito quest'anno dal “debutto” in solo di EMA. Past Lifes Martyred Saints gioca con le idee di folk che passano per una testa innamorata dei feedback, distrugge e ricostruisce le anime di chi ascolta e certifica definitivamente la caratura di un'artista che ha ancora molto da dare ad un Mondo che ha terribilmente bisogno di musica come la sua, di cuori come il suo, di capacità artistiche come la sua. Di seguito l'intervista.

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VALENTINA LUPI [inter]view

Valentina Lupi è una musicista completa, con una discografia ormai arrivata al terzo episodio e un immaginario connotato, come è normale che sia, da reminiscenze culturali a più livelli, ma delineati da una personalità forte e che meriterebbe di essere accostata  a quelle di “cantantesse” più famose, da Carmen Consoli a Cristina Donà, e ottenere un riscontro mediatico maggiore. Cosa pensa al riguardo e a proposito del percorso compiuto sino al nuovo disco, ce lo racconta Valentina qui, di seguito.

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LABIRINTO DI SPECCHI | Filippo Menconi [inter]view

Una nuova giovane realtà italiana che si affaccia sull’universo del rock sperimentale, recuperando attraverso una collaborazione sorprendente anche il lato oscuro della tradizione prog nostrana.
Una chiacchierata con Filippo Menconi è l’occasione per entrare nel mondo del Labirinto di Specchi, un mondo pieno di sorprese.

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INFINITE LIGHT LTD. [inter]view

Inatteso e felice incontro via mail con due delle menti più lucide dell’asse musicale underground Canada/Usa. Prendete infatti Aidan Baker (Nadja), Nathan Admunson (Rivulets) e Mat Sweet (Boduf Songs), mischiate bene il tutto, e ne uscirà fuori un caleidoscopio di suoni particolarmente gradito alle orecchie più attente. Che mischia, partendo dalle rispettive esperienze personali, gran parte dello scibile rock contemporaneo, riuscendo in un’impresa quasi impossibile; a maggior ragione quando il tutto nasce a distanza, e scambiandosi file come una volta si faceva con i nastri.
Quello che si sviluppa, dunque, è un seme appena piantato che, come si evince nell’intervista potrebbe riservare ancora tanti frutti. E intanto riascoltiamo per l’ennesima volta l’omonimo album d’esordio recensito anche da noi di Audiodrome.

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ANTI YOU [inter]view

Alzi la mano chi ascolta hardcore. No, non metalcore, postcore, deathcore o qualche altra mutazione genetica, ma vero e proprio hardcore punk, genuino, schietto, sincero e realmente incazzato. Ecco, quelli che ancora si ricordano i brividi e l’energia che questo non-genere riesce a trasmettere si godano la nostra chiacchierata con gli Anti You. Astenersi perditempo.

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RUNAWAY TOTEM | Roberto Gottardi [inter]view

Al di là di come questo poi influenzi l’approccio di chi ascolta, il mondo dell’esoterismo e quello del rock sono da sempre a stretto contatto. Negli anni decine di gruppi, chi dichiaratamente e chi in modo più o meno subliminale, hanno legato la loro musica a entità superiori e a esperienze spirituali. Con alle spalle una ormai lunga carriera sempre nel segno del progressive, i Runaway Totem rappresentano uno dei più interessanti casi made in Italy di commistione tra rock e sovrannaturale. Runaway Totem non è esattamente una band (non è in questi termini che chi ha dato il via al tutto ha scelto di parlarne), bensì un qualcosa di astratto e superiore che, partendo dalla tradizione mistica egizia, sviluppa le proprie tematiche pianificando percorsi a lungo termine. Questi percorsi, infatti, si snodano lungo più dischi, con una coerenza e competenza che vogliono dare credibilità a un progetto alla larga dalle luci della ribalta e da trovate sceniche inevitabilmente kitsch, cioè distante da quanto porta visibilità togliendo ogni parvenza di serietà.
La recente pubblicazione di un nuovo album, oltre che di un live che rievoca le antiche performance dal vivo della band, ha costituito un’occasione di quelle da non perdere per scambiare quattro chiacchiere con lo storico leader, cioè quel Roberto Gottardi meglio noto agli appassionati come Cahål de Bêtêl, discussione che si è rivelata davvero buona per entrare appieno nel complesso ed affascinante universo di Runaway Totem.

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RETINA.IT | Lino Monaco [inter]view

Abbiamo contattato via mail Lino Monaco, metà del sodalizio partenopeo insieme a Nicola Buono, per chiedergli come vanno le cose in questo periodo dopo la pubblicazione dell’ultimo lavoro recensito anche da noi, e dobbiamo ammettere che l’uomo decisamente non le manda a dire. Anzi, si presta ben volentieri alle nostre domande, con un’umiltà ed una gentilezza uniche. E di questi tempi non è poco, credeteci.  Allora vi auguriamo una buona lettura, e vi consigliamo di dare un ascolto anche gli interessanti progetti che ci segnala, visto che ne sentiremo ancora parlare, ne siamo certi. 

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PALKOSCENIKO AL NEON [inter]view

I Palkoseniko Al Neon amano mettersi in gioco e seguire il loro istinto, riescono a cambiare pelle pur senza perdere un proprio tratto distintivo, tanto che, per il terzo disco, hanno deciso di tornare ad un linguaggio più semplice e diretto: in parole povere, più hardcore. Lucas è un album appassionato e sofferto, ricco di sfumature e bilanciato nelle sue differenti pulsioni, di conseguenza, la scusa perfetta per tornare a parlare con la band e fare il punto della situazione.

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OVO | Bruno Dorella, Stefania Pedretti [inter]view

Per gli OvO l’uscita di Cor Cordium segna una tappa importante, non solo per il cambio di label, ma anche e, verrebbe da dire, soprattutto per un sottile ma evidente spostamento negli equilibri trai molti ingredienti che ne delineano il poliedrico e sfaccettato linguaggio sonoro. Cordialissimi fuori dal palco, una volta imbracciati gli strumenti i due musicisti si trasformano e portano in scena un vero e proprio rituale ai confini tra musica, teatro e percorso iniziatico, un approccio complesso che trapela anche dalle nuove registrazioni in studio, a giudizio di chi scrive, il punto d’incontro ideale tra le vari componenti in gioco. Una ragione più che valida per andare a sentire Bruno e Stefania.

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TERRA TENEBROSA [inter]view

Terra Tenebrosa si cela dietro a maschere, nomi d’arte, storie di terre immaginarie e folli monarchi. L’intero concept del progetto lascia volutamente spazio a interpretazioni personali e va a sollecitare l’ascoltatore con una miscela musicale atta ad evocare immagini, quasi si trattasse di un viaggio iniziatico cui abbandonarsi. Impossibile non andare ad indagare alla fonte, ovvero lo stesso monarca, The Cuckoo.

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MAX PETROLIO [inter]view

È da un paio di mesi uscito il suo ultimo disco, Telefoni Mortimer, positivamente recensito su queste pagine: un surreale concentrato di elettronica e cantautorato, di angoscia contemporanea con un punto di vista critico e curioso, che non tralascia affatto l’ironia.
Ne ho parlato proprio con Massimo Panariello, in arte Max Petrolio, in questa intervista che lui ha concesso ad Audiodrome. Le sue risposte, puntuali e intelligenti, lasciano già da sole intravedere la qualità, la ricerca e l’attenzione che stanno dietro al suo lavoro.
Buona lettura.

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3/4HADBEENELIMINATED | Claudio Rocchetti [inter]view

Nuovo disco per i 3/4HadBeenEliminated e un passo in più per la definizione qualitativa di un gruppo di natura sfuggente e in costante evoluzione. Attori alla pari e al meglio quando si stringono attorno alla propria creatività per restituire qualcosa che è più della somma delle parti, Stefano Pilia, Valerio Tricoli e Claudio Rocchetti hanno da poco pubblicato su Die Schatchel un nuovo disco. Per approfondimenti di sorta, di seguito la chiacchierata con Claudio.

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DARK CASTLE | Stevie Floyd [2011] [inter]view

Se con I precedenti due lavori i Dark Castle si erano saputi imporre all’attenzione, con il nuovo Surrender To All Life Beyond Form compiono un ulteriore passo in avanti e si offrono all’ascoltatore con un’attitudine a sperimentare e rischiare in prima persona finora solo intuita. Accasati presso la Profound Lore e coadiuvati da un Sanford Parker perfettamente a suo agio nel dare pieno sviluppo alle trame sonore del duo, Stevie Floyd e Rob Shaffer hanno invitato a partecipare amici del calibro di Mike Schedit (YOB), Blake Judd (Nachtmystium) e Nate Hall (Us Christmas). Il tutto al servizio di un concept che rispecchia in pieno la filosofia dei due musicisti e che, al solito, si avvale delle illustrazioni della stessa Stevie Floyd. Di seguito vi proponiamo il resoconto di una chiacchierata con la cantante/chitarrista, nonché pittrice e tatuatrice.

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THE DEATH OF ANNA KARINA [inter]view

La mancanza di un gruppo hardcore/screamo/post punk importante come i The Death Of Anna Karina si sentiva eccome, dopo cinque anni di assenza. Ancora più curiosità aveva suscitato l’annuncio di una nuova uscita, per la prima volta completamente in italiano. Recensito Lacrima/Pantera, era d’obbligo l’intervista.

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PENDRAGON | Nick Barrett [inter]view

Alla nostra galleria prog mancava il volto di Nick Barrett, lo abbiamo contattato per saperne di più su Passion.

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MARCO PARENTE [inter]view

Autore completo, Marco ha sempre utilizzato la sua feconda creatività per rompere argini, schemi e sperimentare, in musica, come a teatro, con progetti editoriali e collaborazioni a tutto campo. Dalla sua militanza nei CSI come batterista per Ko De Mondo e Linea Gotica alla sua prima esperienza teatrale Paradiso, Inferno, Piano Terra, dal primo disco Eppur Non Basta - pubblicando per etichette storiche come la Mescal - all’idea del manifesto di “pubblicazione vivente”, l’estro e la carica innovativa per nulla snob o esageratamente criptica di Marco sono la base fondante di un pensiero, di un’etica e di un suono tra i più importanti degli ultimi anni di “cultura” italiana. Tutto questo, come ovviamente il nuovo disco La Riproduzione Dei Fiori, è stato oggetto della chiacchierata telefonica riportata di seguito.

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LENTO | Donato Loia, Lorenzo Stecconi [inter]view

Icon, nuovo album dei Lento, ha rappresentato qualcosa in più di una semplice conferma per la formazione italiana sbarcata su Denovali: vuoi per l’evidente evoluzione nella scrittura, vuoi per una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità. Con il nuovo capitolo i Lento hanno dimostrato come si possa ancora cercare una propria strada all’interno di un panorama sempre più standardizzato e asfittico, pur senza stravolgerne completamente le regole o cercare chissà quali colpi ad effetto. Lorenzo e Donato si sono sottoposti al nostro terzo grado e hanno rivelato molti particolari sulla genesi di Icon, così da tramutare l’intervista da semplice spot auto-celebrativo in un’interessante punto di vista privilegiato, così da rendere quella che segue un’occasione importante per osservare da vicino la nuova creatura di casa Lento.

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BLACK RAINBOWS | Gabriele Fiori [inter]view

L’astronave Black Rainbows viaggia nel tempo e passa con disinvoltura dagli anni Settanta ai Novanta, attraversa hard rock, psichedelia e stoner, per continuare il culto del riff e della distorsione, della saturazione valvolare e, per usare le loro parole, del fottutissimo hard rock’n’roll. La differenza rispetto ai concorrenti sta nella capacità di creare brani personali e ben bilanciati, in grado di colpire l’attenzione e di lasciare il segno: molto più di un semplice tributo, quindi, piuttosto una vera e propria sfida a chi ormai vorrebbe mandare certi suoni in pensione. Al solito, quando qualcosa cattura il nostro interesse, andiamo a fondo e ci facciamo raccontare qualcosa: tocca a Gabriele (chitarra, voce e produzione).

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L'ENFANCE ROUGE | Chiara Locardi [inter]view

L’esperienza e la solidità raggiunta sotto tutti i punti di vista rendono L’Enfance Rouge uno dei gruppi più importanti e “in forma” d’Europa. Reale punto d’incontro di sensibilità differenti e legati ad ambienti ed esperienze diverse, la sicurezza con cui hanno perseguito finora il loro percorso artistico ha quasi dello stupefacente se ne si considera la difficoltà, anche logistica del tutto. Di seguito l’intervista via e-mail con Chiara Locardi (basso e voce).

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JOYCUT [inter]view

Hanno mobilitato il gruppo L’Espresso, Xl, Coop, l’Estragon per il progetto “ecologico” che li vede protagonisti da sempre, tematiche dei dischi incluse. Hanno calcato tanti palchi, importanti o meno, hanno cementato uno stile sonoro con dei modelli di riferimento molto forti, pur mantenendo un’identità marcata, affinata dalle capacità tecniche e compositive maturate col “vivere” la musica appieno, in ogni suo aspetto. I Joycut hanno da poco pubblicato Ghost Trees Where To Disappear, secondo lavoro sulla lunga distanza, ottima occasione per scambiare quattro chiacchiere con Pasco, cantante, chitarrista e leader del gruppo.

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MOMBU | Luca T. Mai, Antonio Zitarelli [inter]view

Luca T. Mai è un nome ricorrente se si scorrono le pagine di Audiodrome, grazie agli Zu e grazie alle sue collaborazioni con Psychofagist e Dogs For Breakfast. Di recente ha dato vita ad un nuovo progetto, che lo vede in compagnia di Antonio Zitarelli (Neo), ovverosia i Mombu, dei quali ci siamo già occupati in sede di recensione. Abbiamo deciso di contattarli per saperne di più ed ecco cosa ci hanno raccontato.

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AGATHA [inter]view

Un nuovo album, una nuova formazione a due, un suono ancora più pesante e incisivo: le Agatha si presentano all'insegna della "caprezza" e delle corna alzate al cielo. Il tutto condito da testi e grafiche in bilico tra il surreale e l'auto-ironico, con tanto di istantanee di vita quotidiana in face painting: un richiamo davvero irresistibile per non porre loro qualche domanda.

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PAOLO BENVEGNÙ [inter]view

Le aspettative per Hermann erano alte: due grandi dischi come Piccoli Fragilissimi Film e Le Labbra, senza scordare l’esperienza storica con gli Scisma. Le aspettative sono state superate, anche perché Hermann è una grande “storia”, dotata di mille e più sfumature musicali e narrative, restituite con forza e lirismo di grande livello. In più pare che in Italia si stia tornando ad attribuire più attenzione al linguaggio della “canzone” (con La Riproduzione Dei Fiori di Marco Parente, ad esempio), ma forse sta accadendo anche nel mondo (con il progetto Banjo Or Freakout,  e i dischi di Anna Calvi, entrambi tra l’altro di matrice italica, Pj Harvey, Iron & Wine, Decemberists e addirittura - estremizzando un po’ - il nuovo Kode9). Forse si guarda di nuovo all’importanza di una scrittura solida, di una narrazione per note, umane, elettriche o “elettroniche” che siano, superando l’abuso di “nuovi suoni” o revival, quando non portano altro che a scarsità di contenuti. Per cercare di ragionarci un po’ su e, tornando all’oggetto principale dell’intervista, per continuare a raccontare ciò che Hermann è e sta rappresentando per Paolo e per chi l’ha ascoltato, di seguito la chiacchierata telefonica con Benvegnù, “strappato” per un po’ dalla sua incredibile e umile “forza lavorativa”, tra grande affabilità e umanità.

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MAMUTHONES | Alessio Gastaldello [inter]view

Che Mamuthones abbia fatto il salto di qualità è evidente dall’eccelsa rassegna stampa di questi mesi, ma suggeriamo di comprare il disco, dall’ascolto del quale risulterà evidente la crescita (non solo in termini di line-up) di questo progetto di Alessio Gastaldello. Lo abbiamo contattato per sapere qualcosa di più sull’ennesima band italiana originale, autonoma e di qualità apparsa sullo scenario del 2011.

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ANY FACE [inter]view

Gli Any Face sono in giro da oltre dieci anni, un lungo tragitto che non sembra averne minato lo spirito battagliero e la determinazione, proprio come non sembrano per nulla toccati dall’aver dovuto cambiare vari cantanti nel giro di un breve lasso di tempo. Di sicuro, un album come il recente The Cult Of Sickness rappresenta un punto privilegiato per raccogliere nuovamente le forze prima di gettarsi a capofitto in una nuova fase della loro avventura. Quale momento migliore per rivolgere agli Any Face qualche domanda su passato, presente e futuro della band?

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Enrico Gabrielli [Der Maurer, Mariposa, Calibro 35...] [inter]view

Un altro degli “uomini musica” del sottobosco musicale italiano, molto poco “sotto” in quanto a qualità, finisce nella rete delle nostre interviste. Impegnato nel progetto Der Maurer con Trovarobato, tra Afterhours, Mariposa, Calibro 35 e altri mille progetti di cui ancora nulla sappiamo, il “maestro” Enrico Gabrielli, polistrumentista e artista a tutto tondo, si “confessa” nella chiacchierata di seguito.

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DINO FUMARETTO [inter]view

La prorompente attività live ha reso i concerti di Dino Fumaretto tra i più seguiti e numerosi dello scorso anno. Dal vivo, infatti, emerge del tutto la vena storta e corrosiva del peculiare cantautorato che offre senza sconti Elia Billoni, la cui forza non era del tutto emersa con l’esordio La Vita È Breve E Spesso Rimane Sotto. Di seguito la chiacchierata con Dino/Elia.

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SUBROSA [inter]view

No Help For The Mighty Ones è il titolo del nuovo album realizzato dai Subrosa, formazione di cui Audiodrome si era già occupato ai tempi dell’interessante Strega e che, oggi, spicca il volo grazie ad un lavoro sorprendente da molti punti di vista. A partire dalla sconvolgente storia che ne ha ispirato l’artwork (quella della undicenne Tere Jo Duperrault, sopravvissuta al massacro della propria famiglia e ritrovata viva dopo giorni passati alla deriva sull’oceano), all’inusuale presenza di ben due violini in formazione, una particolarità che colpisce ancor più nel segno proprio perché parte integrante del suono e non mero abbellimento. Per questi e molti altri motivi, No Help For The Mighty Ones rapisce l’ascoltatore e lo risucchia in un vortice emotivo che non può lasciare indifferenti. Impossibile a questo punto non approfondire la conoscenza con i suoi autori.

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ZIPPO | Alessandro Sergente [inter]view

Maktub è il titolo scelto dagli Zippo per il nuovo album, ancora una volta su Subsound Records e nuovamente ispirato dall'opera di uno scrittore (dopo Castaneda, scelto per il precedente The Road To Knowledge, tocca ora a Coelho), un legame che i musicisti tengono a vedere come il portato di un'affinità elettiva che si incanala e trova naturale sbocco nella musica della band. Sotto il profilo strettamente musicale, il lavoro prosegue nell'evoluzione dello stile, ricco di influssi stoner e psichedelici, che ha da sempre contraddistinto gli Zippo e che oggi incorpora anche nuovi ingredienti, così da fornire lo spunto ideale per una chiacchierata con Alessandro Sergente, chitarrista della formazione abruzzese.

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THEOLOGIAN | Leech [inter]view

Lee Bartow/Leech era uno che mancava su Audiodrome. Di gente che ha iniziato nei Novanta a pubblicare roba industrial/ambient/noise su questo sito ce n’è parecchia e lui un posticino qui se lo meritava proprio, specie dopo che col nuovo nome Theologian (Navicon Torture Technologies dice già di più ai fan del suo giro) ha fatto un disco quasi perfetto per la beneamata Crucial Blast (The Further I Get From Your Star, The Less Light I Feel On My Face). È venuta fuori un’intervista molto focalizzata sulla musica, anche perché Lee ha glissato su certi argomenti che gli ho proposto (i suoi artwork, la scena in generale e le varie micro-scene noise nate negli anni Zero). Nonostante questo, alcune risposte sono state così chiarificatrici (sull’ep Charting The Schism, sul suo nuovo stile, su vicende più personali) che questo scambio di mail andava comunque pubblicato.

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VALERIAN SWING | David Ferretti [inter]view

I Valerian Swing avevano già incuriosito con il precedente Draining Planning For Ears Reflectors, espressione di una band coraggiosa ma - in qualche modo - ancora in fase di assestamento. Con il nuovo A Sailor Lost Around The Earth i tre musicisti, rimasti soli e tornati alla formula originaria, dimostrano di aver completato la messa a punto del motore e compiono un deciso passo in avanti. Sembra proprio giunto il momento per rivolgere loro qualche domanda, così da conoscere più da vicino questa interessante realtà.

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LILI REFRAIN [inter]view

Lili Refrain, due album alle spalle e una lunga serie di concerti per la penisola, è riuscita nell’arduo compito di accostare stili e linguaggi - spesso all’apparenza inconciliabili - all’interno di una formula personale, nonché immediatamente riconoscibile, un patchwork costruito come scatole cinesi al cui interno si annidano citazioni e rimandi, tutti frammenti offerti all’ascoltatore per ricostruire a mo’ di puzzle il mondo di Lili. Non paghi di averla dissezionata attraverso i suoi dischi, abbiamo deciso di sottoporla anche ad un serrato interrogatorio.

(le foto che corredano l'intervista sono di Francesco Viscuso)

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CANAAN | Mauro Berchi [inter]view

Introdurre i Canaan vuol dire, per forza di cose, fare i conti con una realtà che non accetta approcci distratti, magari con la pretesa di carpirne qualche fugace aspetto prima di tornare all'ennesimo fenomeno stagionale sotto la luce dei riflettori mediatici. Canaan è, infatti, sinonimo di musica per emozioni e necessita di compartecipazione da parte dell'ascoltatore, pena l'impossibilità di interagire con i brani e il loro effetto catartico (non a caso fine massimo della tragedia greca). Per i Canaan si tratta tuttavia di un rischio calcolato, come sottolinea lo stesso Mauro Berchi nel corso di questa chiacchierata, consci della mancanza di sincronia tra il loro mondo e quello che accade nella quotidianità della massa. In fondo, non amano neanche le lodi sperticate e i facili entusiasmi, per cui sarà meglio tirarla corta e lasciare spazio alla voce di Contro.luce.

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ELVENKING | Lethien [inter]view

Approdati al sesto album della loro carriera, gli Elvenking ci stupiscono ancora una volta imprimendo una notevole sferzata al loro sound. L'elemento folk, da sempre trademark del gruppo, commisto a un potente heavy metal, viene infatti rinvigorito da robuste iniezioni di hard rock, dando vita a Red Silent Tides, un'opera matura e coinvolgente, da assaporare per la sua immediatezza. Lasciamo che siano gli stessi Elvenking a illustrarci i tratti salienti della loro ultima fatica.

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VERDENA | Luca Ferrari [inter]view

C’era MTV che trasmetteva quasi solo musica, c’erano i Nirvana, c’era “Valvonauta”, c’erano tante cose che, forse, ora non ci sono più. O i ricordi colorano diversamente quanto accaduto. Tra tanti, c’erano i Verdena, appena adolescenti, già capaci di smuovere le acque tra gli appassionati. Sentimenti di amore/odio e una crescita musicale forse impensabile. E adesso c’è Wow, doppio disco su Universal e una band che pare non aver limiti in quanto ad ispirazione e personalità. I raffronti, gli sberleffi, le odi di ammirazioni lecca culo, l’amore/odio di poco su c’è ancora. Da queste parti poco importa, Wow è piaciuto e pure tanto e allora un’intervista era d’obbligo. Di seguito la chiacchierata con Luca Ferrari, batterista del gruppo e fratello di Alberto, entrambi co-fondatori dei Verdena.

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24 GRANA | Renato Minale [inter]view

I 24 Grana sono una delle più grandi band italiane, troppo poco celebrata in proporzione a quanto ha “dato” al nostro asfittico - ma perennemente in grado di stupire - mondo musicale. E loro di mondi ne hanno creati tanti, uno per ogni disco, uno per ogni scelta stilistica, testuale, emotiva. Ancora oggi, dopo un mare di canzoni sorrette dai magnifici testi in napoletano (o perlomeno in gran parte) di Francesco Di Bella e scritti con inchiostri dub, rock, pop, intellettuali, diretti a fare centro al cuore, fieri del proprio cammino, inciampi compresi. È da poco nei negozi Sulla Stessa Barca, registrato da Steve Albini, ed è l’ennesima svolta, a dimostrare voglia di crescita e creatività non comuni, neanche a guardare al di là dell’oblò italico. Di seguito l’intervista al batterista Renato Minale.

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NUMERO 6 | Michele Bitossi [inter]view

Appassionato di calcio, quello dei bei tempi, appassionato della vita e delle sue forme d’arte in ogni campo, nume tutelare di tanti progetti italici, genoana DOC, Michele Bitossi e i suoi Numero 6 rappresentano una delle realtà più interessanti in circolazione anche in prospettiva futura. Di seguito la chiacchierata con lui data l’uscita da quasi un mese del nuovo Numero 6, I Love You Fortissimo.

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BUFFALO GRILLZ [inter]view

Una manata in faccia, quella che a Roma si chiama pizza e che ti lascia con lo sguardo attonito mentre cerchi di capire da che parte sia arrivata. Questo in soldoni l’effetto di Grind Canyon, debutto del supergruppo in salsa grind formato da membri di Undertakers, Tsubo, The Orange Man Theory e Dr. Gore, nomi che non hanno certo bisogno di presentazioni. Sembrava opportuno a questo punto andare a scomodare uno dei protagonisti del progetto. Ecco cosa ci ha raccontato Cinghio.

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VREID | Sture Dingsøyr [inter]view

I Vreid sono una band con sempre maggiore visibilità, grazie ad album azzeccati e a un’attività live intensa, documentata da un dvd uscito l’anno appena trascorso. La Indie Recordings, casa di vari gruppi partiti dal black metal e giunti a un sound personale (Enslaved, Solefald, Shining e altri ancora) sembra puntare molto su di loro e ci ha proposto l’ascolto in anteprima del nuovo album “V” e la possibilità di intervistarli. Il disco è buono e allarga lo spettro sonoro della band, che perde un po’ di cattiveria ma guadagna in eclettismo. I testi rimangono interessanti e personali, di sicuro più della media di quelli dei “colleghi”. Per questo abbiamo accettato l’idea di dare un po’ di spazio in più a Sture Dingsøyr (voce e chitarra ritmica), provando a fargli aggiungere qualcosa sui contenuti del disco, sui cambiamenti musicali in atto e su alcuni punti chiave che rendono riconoscibile la band all’interno di un genere ancora oggi sovraffollato. Abbiamo ricevuto qualche risposta troppo di circostanza, ma anche qualche dritta su come “leggere” l’album.

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KONTATTO | Marziona [inter]view

Per presentare Marziona ci sarebbe da scrivere un trattato: musica, blog, libri, iniziative, concerti… Insomma, ci si trova di fronte ad un vero vulcano di idee, alimentato da un’inesauribile passione per la musica. Per questo abbiamo voluto proporle un’intervista a tutto campo che tentasse di mettere ordine e presentasse ai lettori i molti progetti che la vedono in prima linea. Ne è risultata una lunga chiacchierata da leggere in un solo fiato, ricca di aneddoti e spunti su cui riflettere, ma soprattutto esemplare di come la musica dovrebbe essere vissuta attivamente. Ma lasciamo il campo alla protagonista…

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ENSLAVED | Ivar Bjørnson, Grutle Kjellson [inter]view

Sono poche le band che nel corso di una lunga carriera hanno saputo evolversi pur senza abbandonare quel suono e quell’attitudine che le hanno rese celebri. Tra queste rientrano sicuramente gli Enslaved, che con Axioma Ethica Odini ci dimostrano di saper ancora scrivere grandi dischi, pubblicando un lavoro radicato nel loro tipico stile ma che, al contempo, sa rivelare dettagli sempre freschi, genuini e raffinati. Abbiamo raggiunto Ivar Bjørnson e Grutle Kjellson per parlare di questa esperienza che dura dai primi anni ’90 e che al momento sembra non cedere al peso del tempo.

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LINGALAD | Giuseppe Festa [inter]view

Raggiunta una certa notorietà mediatica per aver suonato all’anteprima mondiale del Signore degli Anelli, i Lingalad hanno proseguito sulla strada di un folk rock acustico particolarmente legato alla Terra ed alla natura. Giunti alla pubblicazione del loro quinto disco, possono venir considerati un punto di riferimento per chi ama un certo tipo di musica, nella quale magari anche le parole abbiano una loro poetica importanza.
Una chiacchierata con Giuseppe Festa, cantante, flautista e storico leader della band potrà farceli conoscere meglio.

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HONEYBIRD & THE BIRDIES [inter]view

In attività live e non da un po’, gli Honeybird & The Birdies solo ora arrivano al debutto. Meglio così, dato che il tempo ha fatto sì che le innumerevoli influenze musicali e umane che si scontrano/incontrano in Mixing Berries abbiano contribuito ad un affresco policromo e intrigante. Tra fascinazioni ritmiche ed esperimenti di sovrapposizioni di linguaggio, si ride, si piange, ci si innamora e si balla, tutto rigorosamente in minuscolo. E ci si rende conto che essere cittadini del mondo non è una banalità né un’espressione qualunquista. Di seguito l’intervista “corale”.

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THE SECRET | Michael Bertoldini [inter]view

Solve Et Coagula, ultimo album dei triestini The Secret, è uno dei dischi più sensazionali del 2010, che come un uragano spazza via buona parte della musica pesante degli ultimi anni: black metal, doom, post-hardcore, tanta cattiveria ed ispirazione tutti compressi in un disco licenziato dalla Southern Lord, etichetta che non ha certo bisogno di presentazioni. Doverosa quindi l'intervista ad un disponibilissimo Michael Bertoldini, l'uomo dietro alle chitarre veloci, cattive ed affilate di Solve Et Coagula. (foto dei The Secret live al Tetris di Trieste © Giulio Donini)

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SUPERCHUNK | Mac McCaughan [inter]view

Dieci anni di silenzio – al di là di altri svariati progetti personali – per una band prolifica come i Superchunk sono un’infinità. È vero che legarsi a filo doppio alla Merge, portarne avanti il lavoro e, allo stesso tempo, mantenere i forsennati ritmi dei primi anni ‘90 sarebbe stata dura per chiunque, ma non è falso confessare che le speranza di ascoltare un vero nuovo disco - e tour a seguito - del gruppo di Mac McCaughan si era ormai quasi spenta del tutto. Essere smentiti a volte è magnifico ed esserlo grazie alla solidità e al valore di Majesty Shredding è stato ancora meglio. Quattro chiacchiere con Mac erano d’obbligo.

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TO KILL [2010] [inter]view

I To Kill hanno rivestito per anni un ruolo di spicco in seno alla scena hardcore: incuranti del succedersi di mode e tendenze, hanno sempre portato avanti la propria musica e le proprie idee con ostinata determinazione, senza mai scendere a compromessi e, soprattutto, collezionando date e chilometri come ciò non costasse loro il minimo sforzo, tutto solo per raggiungere il pubblico e far conoscere la propria musica e i propri pensieri. Purtroppo, come tutte le belle avventure, anche la corsa dei To Kill è giunta al termine e i ragazzi hanno deciso di dividere le loro strade subito dopo aver registrato Antarctica, loro nuovo e ultimo album. Dopo averli seguiti nel corso degli anni, era doveroso fare un'ultima chiacchierata con loro, vuoi per presentare il disco ai lettori, vuoi per fare il punto della situazione. Ecco cosa ci ha raccontato la chitarrista Camilla.

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HULL [inter]view

Gli Hull rappresentano il classico caso di bulimia musicale: riescono ad ingurgitare innumerevoli influenze del tutto eterogenee, nonché prive di un apparente senso di continuità. L'incredibile è che questa moltitudine si trasforma nella formula vincente di un album tanto ricco quanto affascinante. Sole Lord si presenta come un lavoro multiforme, eppure non rinuncia ad una propria organicità di fondo, così da rivelarsi una delle uscite più coraggiose ed interessanti di questa fine 2010.

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SUCCEDE UNA SEGA [inter]view

La Toscana è stata, e sempre sarà, fucina formidabile per molte delle realtà musicali italiane, di culto o mainstream che siano. I Succede Una Sega li “toscanizzi” già dal nome e quando poi si passa all’ascolto del loro disco d’esordio, Il Cavallo Di Troia, ci si ritrova da subito coinvolti da ritmi wave e sarcasmo a piene mani e l’identità territoriale è ancora più evidente. Per chi volesse addentrarsi ancora di più nel mondo SUS, di seguito l’intervista corale tra battute amare e pianti di risate.

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SHINING | Jørgen Munkeby [inter]view

Blackjazz dei norvegesi Shining è senza dubbio uno dei dischi più importanti del 2010, un lavoro enorme che si abbevera alle fonti di due generi – il free jazz e il black metal – che sono molto più vicini di quanto non sembri in un primo momento. Jørgen Munkeby, sassofonista e chitarrista del gruppo proveniente da Tønsberg (e anche ex membro dei mirabolanti Jaga Jazzist), risponde con entusiasmo alle nostre domande volte a scoprire cosa si cela dietro la creazione di questo titanico album.

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INFECTION CODE [inter]view

Gli Infection Code, proprio come la loro musica, non si prestano docilmente a definizioni o etichettature di comodo, tanto per individuare un target o un potenziale mercato. Non pubblicano dischi a scadenze annuali per timbrare un cartellino. Sono piuttosto una di quelle realtà scomode che animano il mondo musicale, senza per questo accettarne regole e convenzioni, cui, a dirla tutta, si dimostrano piuttosto refrattari. Per questo, oltre che per il valore del loro nuovo album, abbiamo deciso di andare a stuzzicarli.

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SEDITIUS | Noodles [inter]view

Nuovo album e nuova conferma per i Seditius, una delle formazioni più indisciplinate e allergiche alle facili etichettature attualmente in giro per lo stivale, ovverosia una ghiotta occasione per confrontarci nuovamente con loro e vedere cosa è cambiato e come vanno le cose dopo l'uscita di Carne Da Macello. Come da tradizione, Noodles si rivela fonte inesauribile di spunti e informazioni interessanti, non solo in campo musicale. A lui la parola...

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K11 | Pietro Riparbelli [inter]view

Quattro uscite nel 2010 per Actual Noise, Afe Records, Boring Machines e Old Europa Cafe, un’estetica personale, disorientante e di complessa interpretazione, legata anche ad altre forme espressive, l’interesse della stampa straniera, la partecipazione a un'etichetta (collabora con Gronchi di Radical Matters) attenta all’elettronica sperimentale come alle diramazioni più cupe e avanguardiste del metal estremo: al di là del giudizio soggettivo sul suo lavoro, Pietro Riparbelli era uno degli italiani da intervistare quest’anno se si seguono industrial noise et similia. È stato molto soddisfacente – dato che è sempre più infrequente trovare qualcuno con una visione d’insieme - ricevere risposte così profonde, dettagliate e ricche di spunti interessanti, non solo di natura strettamente musicale.

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LOCRIAN | T. Hannum, A. Foisy, S. Hess [inter]view

C’era un patto coi Locrian riguardo a una nuova intervista per fare il punto della situazione, anche se solo a un anno e mezzo di distanza dalla prima, che era servita a inquadrarne origini  e stile musicale. Il motivo sta nel quantitativo di uscite importanti e di valore seguite al buon esordio Drenched Lands. Il fatto che nel mentre – tra le altre cose –  The Crystal World sia diventato disco di novembre per la miglior rivista di musica italiana è secondario, ma schifo non fa…

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MUSIC FOR ELEVEN INSTRUMENTS | Salvatore [inter]view

Undici strumenti ritrovati in casa, a caso, casomai ci si mette su un progetto in cui infondere il classico imprinting legato ad origini, esperienze e la voglia di rimettersi in gioco in un territorio fino ad allora lambito, a volte raggiunto, ma in cui non si era mai sostati per troppo tempo. Il mondo degli intrecci melodici,  dell’approccio dolce/amaro a una ludicità musicale sempre profonda, anche quando così non pare. Nasce così Music For Eleven Instruments, il nuovo nome di riferimento per le composizioni di Salvatore Sultano.

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UOCHI TOKI [inter]view

Rispondiamo volentieri a chiunque, non tutti sono però contenti delle risposte!

Esordisce così Rico, l’altra metà degli Uochi Toki insieme a Napo. Inscindibili e dotati di una sinergia creativa unica, sono una delle migliori realtà hip hop italiche, per quanto tale definizione non permetta di inquadrare al meglio il loro flusso di coscienza e di osservazioni, oltre che i loro mondi tascabili avvolti da elettronica noise. Dopo il buon Libro Audio, sono tornati con Cuore Amore Errore Disintegrazione e l’occasione per intervistarli era troppo ghiotta...

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ZEUS! | Paolo Mongardi [inter]view

I due Zeus! hanno fatto uno dei dischi italiani di cui si sta parlando e si parlerà nel 2010, sia per ragioni qualitative sia perché provengono da gruppi già ben conosciuti. Doveroso intervistarli, dunque. Le risposte sempre surreali e canzonatorie sono intelligentemente coerenti con la musica, i titoli dei pezzi e le immagini scelte. Paolo Mongardi (batteria) perde la sua levità solo quando nasce l’ipotesi che gli Zeus! suonino tutto sommato accessibili, tanto che si crea un cortocircuito intervistatore-intervistato. Errore di valutazione, eccesso di determinati ascolti nel passato dell'uno? Oppure, più semplicemente, paura di essere preso sottogamba, perdere l'immagine da estremista sonoro dell'altro? Siamo certi che il prossimo disco degli Zeus! sarà d’aiuto per capire.

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HAPPY SKELETON | Davide Delmonte [inter]view

Dietro il sogghigno in copertina, si nasconde la voglia di Davide Delmonte di rendere omaggio alla vita con ciò che sente più affine all’espressione della sua anima: la musica. Ne è venuto fuori un disco intrigante, serrato, non esente da difetti, ma comunque frutto di un talento sbocciato da situazioni contingenti ma che può ancora crescere. Di seguito, due chiacchiere con lui.

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PIET MONDRIAN | Michele Baldini e Caterina Polidori [inter]view

Da Fucecchio (Toscana) Michele Baldini e Caterina Polidori esordiscono sulla lunga distanza con Misantropicana su Urtovox e colpiscono subito il bersaglio. Istantanee di vita italica tra il macabro e il cabaret, per pezzi scheletrici ma profondi e venati di grande talento di scrittura. Di seguito due chiacchiere con i due cavalieri dell’Apocalisse a base di calippo.

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ENRICO CONIGLIO [inter]view

È ormai qualche anno che Enrico Coniglio cattura l’attenzione di chi ascolta ambient. Giornali ed etichette importanti nel corso degli ultimi anni hanno scommesso su di lui, che non è facilmente inquadrabile, perché a seconda del disco pesca da varie epoche e tecniche dell’elettronica, risultando piuttosto eclettico e non scontato. In più, è in grado di legare i suoi dischi al suo retroterra culturale, che è Venezia, anche se non è ovviamente la Venezia delle cartoline (e nemmeno quella celebrata da scrittori e poeti, a dire il vero). Dalla necessità di capire da dove prende i vari spunti è nata quest’intervista via e-mail.

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THE ORANGE BEACH | Paolo Broccoli [inter]view

Non è un disco recentissimo Fuzz You!, ispirato lavoro su Second Shimmy dei campani The Orange Beach. Poliedrico, intellettuale quel tanto che basta per darsi al rock nella forma che più aggrada, è passato anche troppo sotto silenzio, nonostante un valore che col tempo non è diminuito. A riprova di ciò e interessati a far sì che chi se lo fosse perso possa recuperarlo, di seguito due chiacchiere con il chitarrista Paolo Broccoli.

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KNUT | Didier [inter]view

I Knut rappresentano da sempre uno dei nomi più interessanti e personali della scena post-hardcore, vuoi per l'indubbia capacità di rinnovarsi, vuoi per l'essersi sempre dimostrati un passo avanti rispetto al branco. Con il nuovo album, frutto di una formazione a cinque pesantemente rimaneggiata, la formazione sembra in qualche modo essersi più concentrata sulla potenza di fuoco che non sulla propria indole sperimentale, fattore che in qualche modo limita l'effetto sorpresa, ma che non fa perdere ai Knut la posizione di leader all'interno di una scena sempre meno coraggiosa e spesso appiattita su standard e trend imperanti. Proprio per scoprire cosa è successo in questi anni di pausa e come è nato il nuovo album, siamo andati direttamente alla fonte. Ecco cosa ci ha raccontato Didier.

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ALTAR OF FLIES | Mattias Gustafsson [inter]view

Abbiamo cercato di conoscere un po’ meglio Mattias Gustaffson/Altar Of Flies, che, assieme a Sewer Election, è considerato tra i più interessanti nuovi esponenti in ambito industrial e noise svedese. Curioso e significativo come Mattias sembri guardare poco alla sua storia locale (CMI) e tanto al di là dell’Atlantico…

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RAMESSES | Adam Richardson [inter]view

Dopo l'esperienza con la FETO, i britannici Ramesses prendono letteralmente il volo con Take The Curse, uno dei migliori dischi dell'anno in ambito metal e derivati, uscito per la neonata Ritual Productions. Audiodrome è riuscito ad intercettare un entusiasta Adam Richardson (basso e voce) per alcune domande su questo promettente trio formato da due ex membri degli Electric Wizard.

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MOUSE ON THE KEYS [inter]view

Scoperti dalla Denovali, a ribadire ancora una volta l’apertura mentale e il coraggio della label tedesca, i giapponesi Mouse On The Keys riescono a fondere mirabilmente mondi e concezioni distanti, grazie all’utilizzo di una originale formazione pianoforte/tastiere/batteria e al crossover tra suoni di matrice jazz con una scrittura tipicamente rock (se non, addirittura, post-hardcore). Impossibile resistere alla voglia di saperne di più.

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BLACK TUSK | James May [inter]view

La Georgia si va sempre più affermando come uno dei punti cardinali della scena post-metal made in U.S.A. Tra le nuove realtà provenienti dallo Stato (e in particolare da Savannah) spiccano i Black Tusk, autori di un potente mix di thrash, hardcore e sludge, ora approdati alla corte della Relapse per la quale è uscito il nuovo album Taste The Sin. Consigliati a chi si sente orfano dei Mastodon più aggressivi e non ha mai digerito troppo l’approccio sopra le righe dei Baroness.

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VOID OF SILENCE | Riccardo Conforti [inter]view

A 6 anni da Human Antithesis, album che catturò l'attenzione di molti appassionati di metal estremo, italiani e non, i Void Of Silence hanno fatto ritorno con un disco ancora più maturo e raffinato. The Grave Of Civilization si lascia alle spalle la guerra e proietta l'ascoltatore in uno scenario catastrofico, dove emerge un suono più leggero rispetto a quanto già prodotto dal gruppo, ma al contempo solenne, dettagliato, drammatico. Chiuso il capitolo Nemtheanga si apre quello di Brooke Johnson, una scelta che ha creato non pochi dubbi in buona parte degli ascoltatori, nonostante l’affiatamento trovato con Riccardo Conforti e Ivan Zara, i due fondatori della band. Abbiamo raggiunto proprio Riccardo che ci ha raccontato la storia di questo nuovo disco, com'è nato e cosa si esprime al suo interno, svelandoci anche qualche dettaglio sul futuro prossimo dei Void Of Silence.

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PERTURBAZIONE | Gigi Giancursi [2010] [inter]view

Di ritorni inaspettati e, nonostante ciò, comunque molto attesi, il mondo della musica ne ha visti tanti e tanti ne vedrà ancora. Dei Perturbazione un po’ si erano perse le tracce, dopo “l’accasamento” forzato presso la EMI e un disco valido come Pianissimo Fortissimo, poco considerato e promosso dalla casa discografica stessa. E un po’ si era persa anche la speranza di rivedere il gruppo torinese al lavoro su musica nuova, nonostante i mille progetti e live intrapresi per “andare avanti”. Del Nostro Tempo Rubato, da poco pubblicato su Santeria, li vede invece in piena forma e pronti recuperare il tempo perduto ed è un ritorno straboccante di idee e di emozioni, famelico e denso. Di seguito l’intervista.

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UNAWARE [inter]view

Autori di un concept interessante e ricco di spunti, nonché di un sound che trae origine dal miglior post-core a cavallo tra millenni per trarne un linguaggio personale e ben bilanciato, gli Unaware si dimostrano una realtà da tenere d’occhio e su cui vale la pena indagare a fondo. Ecco cosa ci hanno raccontato.

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ARCHITEUTHIS REX [inter]view

Mentre ascoltavo e recensivo Dark As The Sea, la sensazione era che se ne stesse parlando poco, che non ci fosse la giusta copertura anche a livello di fanzine/webzine, forse perché troppe ormai sono le uscite drone e affini. Architeuthis Rex, in realtà, già con questo disco per Utech ha mostrato una serie di potenzialità, tanto che nel corso della chiacchierata via Skype con Antonio (la “testa” della band) veniamo a sapere che ci aspetta nuova musica e anche qualche data dal vivo, segno che anche altri si sono accorti di questo mix di chitarre ambientali, percussioni e altro ancora…

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DRINK TO ME | Marco Bianchi [inter]view

Spasmi elettronici, istinto rock, furiosi sciabordii ritmici e il nuovo disco dei Drink To Me ha lasciato il segno, soprattutto se si considera che è di gran lunga superiore al precedente Don’t Panic Go Organic!, già buon disco di indie rock anni Novanta recensito su queste pagine due annetti fa. Ai tempi i DTM erano su Midfinger, Brazil esce su Unhip Records ed è un altro segnale della gran capacità di talent scout del patron Uda Gandolfi. Di seguito l’intervista con Marco Bianchi, voce e chitarra del gruppo.

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DÉTENTE | Steve e Tiina [inter]view

Nel 2006, a venti anni esatti di distanza dall’uscita dell’album Recognize No Authority, Steve Hochheiser (bassista originario della formazione) ha deciso di ristampare il lavoro e di ricontattare i membri originari tuttora in circolazione. Da questa idea è nata una reunion con i membri storici Caleb Quinn (chitarra) e Dennis Butler (batteria), cui si è aggiunta per i primi show la cantante degli Hellion, Ann Boleyn. Riassaporata l’ebbrezza del palco e ingranata nuovamente la marcia, i nostri hanno deciso di comporre e registrare un nuovo album con la cantante Tiina Teal a sostenere il ruolo che fu della compianta Dawn Crosby, vero e proprio culto per tutti i fan della formazione. Decline riprende il discorso iniziato con Recognize No Authority, sia per i testi volti al sociale, sia per il taglio quasi hardcore della scrittura, ma al contempo inserisce nuovi elementi e attualizza la formula cara alla band. Ecco cosa hanno da dirci in proposito Steve e Tiina.

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VIRGINIANA MILLER | Simone Lenzi [inter]view

Un ritorno importante, un disco importante. Cinque anni d’assenza per la band toscana e la necessità di tornare ad assaporare la musica dei Virginiana Miller, le loro canzoni sempre legate a tripla mandata all’Italia del momento. È di qualche mese fa l’uscita de “Il Primo Lunedì Del Mondo”, l’intervista con il cantante e leader Simone Lenzi.

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NEGURA BUNGET | Negru [inter]view

I Negură Bunget possono considerarsi uno dei nomi di punta della scena black metal mondiale, un traguardo raggiunto grazie alla capacità di coniugare credibilità e voglia di osare, attaccamento alle tradizioni della propria terra e spinta ad espandere i confini della formula sonora originaria. Sopravissuti ad un drastico cambio di line-up, sono riusciti a trovare un nuovo equilibrio e a continuare il proprio percorso artistico. Negru ci spiega cosa è successo e ci presenta il nuovo album Vîrstele Pămîntului.

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SEKTOR 304 | André Coelho [inter]view

Siccome il disco dei Sektor 304 al di fuori dell’Italia è molto apprezzato, è stato giusto procurarselo, sentirlo e proporlo anche qui, accompagnato da un piccolo approfondimento in forma d’intervista. André, uno dei due Sektor 304, si è dimostrato molto disponibile e ha risposto dettagliatamente a ogni domanda. Sarà che c’è tanto background in comune, ma pare che ci si sia capiti al volo su tutto.

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STARKWEATHER | Rennie Resmini [inter]view

Sono trascorsi quasi tre anni dalla nostra ultima chiacchierata con Rennie Resmini, voce dei seminali Starkweather, ovverosia il tempo necessario alla formazione per dare alle stampe il seguito dell’ottimo Croatoan. Il nuovo This Sheltering Night non è, del resto, l’unico motivo per ritornare sul luogo del delitto: una nuova label, uno split in uscita con gli Overmars, due split in preparazione, tutti segnali di un periodo particolarmente produttivo, soprattutto per una formazione parca di uscite discografiche come gli Starkweather. Ecco cosa ci ha riferito il sempre disponibile Rennie. (foto copyright returntothepit.com)

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URAL UMBO | Steven Hess e Reto Mäder [inter]view

Abbiamo scoperto i Sum Of R e li abbiamo intervistati. Abbiamo cominciato a seguire le etichette a loro collegate (Hinterzimmer e Utech), così abbiamo scovato questa collaborazione tra Reto Mäder (Hinterzimmer Records, Sum Of R, RM74) e Steven Hess (Haptic e altro), che si è rivelata essere uno dei dischi da prendersi quest’anno se si segue quello che esce dal calderone ambient, drone, sperimentale, industrial.

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THE CHILD OF A CREEK [inter]view

Maturato pian piano, il folk di Lorenzo Bracaloni ha iniziato a far breccia ovunque.
Modalità diy, la sua tavernetta, i suoi mille strumenti e poi l’amicizia e il rispetto di tante gente che conta e che vale nel genere: Christina Carter, Carla Bozulich, Marissa Nadler, Sharron Kraus, Bachi Da Pietra, Marco Parente. Ora, con Find A Shelter Along The Path, la consacrazione. Intervista.

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PALKOSCENIKO AL NEON | Stefano [inter]view

I Palkosceniko Al Neon sono i freschi autori di un lavoro complesso e ricco di sfumature, incentrato sulla fine della società attuale e sulla rinascita del mondo ad opera degli ultimi. Un concept reso attraverso un linguaggio al contempo pesante e contaminato, in qualche modo a cavallo tra passato e presente e, proprio per questo, non del tutto affrancato da ingombranti déjà vu. Ascoltata su questo e su molto altro ancora, la formazione ha rivelato qualità sempre più rare come la voglia di mettersi in discussione e la capacità di accettare un confronto costruttivo. Laddove molti celano il vuoto pneumatico dietro una bella facciata, nel caso dei Palkosceniko Al Neon si scopre un’entità pensante cui fa realmente piacere dare spazio. Sentiamo cosa ci raccontano attraverso la voce del cantante Stefano.

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CELESTE | Johan [inter]view

Se con il precedente album Misanthrope(s) la formazione francese aveva portato al culmine il percorso stilistico iniziato con Pessimiste(s) e proseguito con Nihiliste(s), con Morte(s) Nee(s) apre nuovi spiragli e delinea possibili evoluzioni future, pur senza rinunciare ad uno stile ormai divenuto un vero e proprio marchio di fabbrica. A farci da guida nei meandri del nuovo album troviamo il cantante Johan, Caronte perfetto per una visita tra suoni, immagini e parole. Benvenuti nel mondo dei Celeste.

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SAMUEL KATARRO [2010] [inter]view

Samuel Katarro/Alberto Mariotti è uno dei talenti più interessanti saliti alla ribalta in questi anni. Dopo un esordio davvero convincente in cui folk, blues e pulsioni wave alla Pere Ubu convivevano felicemente, con il recente The Halfduck Mystery l’asticella della creatività è stata spostata parecchio più in alto. E il salto è riuscito perfettamente. Intervista.

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KYOTO DRIVE | Adam [inter]view

Avevamo conosciuti i Kyoto Drive ai tempi dell’ep Spotlights And Stars e li ritroviamo oggi con un album di debutto che ne conferma le buone potenzialità e sposta leggermente il tiro della loro proposta, pur sempre legata al filone emo/indie. Sentiamo cosa ha da raccontarci Adam (voce e basso) a proposito di questa loro nuova avventura.

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TRIPTYKON | Vanja [inter]view

Triptykon è il nome del nuovo progetto di Tom G. Warrior (già mente di Hellhammer e Celtic Frost), una delle personalità più interessanti dell'intera scena metal, nonché influenza primaria per gran parte delle correnti più estreme e sperimentali della stessa. Ad accompagnarlo nella nuova avventura, di fatto la continuazione del suo percorso artistico e saldamente legata a quanto fatto con le precedenti band, scende in campo anche la giovane bassista Vanja, di fatto la prima persona a essere contattata da Tom G. Warrior e passata in breve tempo dallo status di fan a quello di amica del musicista svizzero, fino all'attuale ruolo come parte attiva del progetto Triptykon. Contattata attraverso la rete, Vanja si è dimostrata persona oltremodo gentile e disponibile, per cui abbiamo deciso di cogliere una ghiotta occasione per osservare l'avventura Triptykon da un'angolazione differente e comprendere gli equilibri e le modalità legate alla creazione del debutto Eparistera Daimones. La parola a Vanja...

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WELTRAUM | SEC_ [inter]view

Dopo gli A Spirale, seconda ricognizione del Sud Italia alla ricerca (un po’ tardiva) di musica sperimentale, rumorosa e non allineata. SEC_ è lo pseudonimo di chi nella band sta ai synth e all’elettronica, ma stiamo parlando di un ragazzo che collabora e presenzia in vari dischi di un “giro” che quest’intervista un po’ descrive.

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APPALOOSA | Marco Zaninello [inter]view

Quattro anni di silenzio. Savana ha visto qualche mese fa il ritorno degli Appaloosa in forma smagliante. Di seguito la nostra chiacchiera con Marco Zaninello, batterista del gruppo.

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AUTHOR & PUNISHER | Tristan Shone [inter]view

Tristan Shone, cioè Author & Punisher, sarà in Italia il 15 maggio al NWEAMO Festival di Venezia e il 16 maggio a Perugia al Centrodentro. Dal punto di vista visivo il suo show dovrebbe essere decisamente un “plus” ulteriore per convincere la gente ad avvicinarsi al suo progetto musicale. Lui cerca altre date in quei giorni, quindi chi di dovere, se s’incuriosisce con quest’intervista, magari potrebbe farci un pensierino su e potrebbe contattarlo…

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A SPIRALE | Mario Gabola [inter]view

Non arriviamo primi, ma sentire gli A Spirale era piuttosto doveroso, dato che un disco come Agaspastik unisce con naturalezza spunti sperimentali e di ricerca a impatto e cattiveria. In più, i tre musicisti coinvolti si muovono molto e hanno in piedi molte collaborazioni (quella con gli Psychofagist, citata tra le altre solo perché da queste parti il nome non dovrebbe suonare nuovo), il che pian piano potrebbe permettere di scoprire un piccolo gruppo di band del Sud Italia con visione e intenti comuni. 

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THE BEAST OF THE APOCALYPSE [inter]view

Ogni tanto è utile capire che tante supposizioni sono delle cazzate. Le interviste si fanno anche per andare a verificare alcune impressioni sul disco recensito, di solito uno che è piaciuto, magari di una band di cui si sa poco, anche se con internet ormai pare impossibile non scoprire tutto su qualcuno. Grazie all’aiuto del gruppo uno aggiusta il tiro, si accorge se ha pregiudizi o se sta inserendo a forza un album dentro un proprio teorema. Insomma, non perché sono stati prodotti da Mories (Gnaw Their Tongues) o perché piazzano due o tre samples insoliti, i The Beast Of The Apocalypse possono rientrare nel novero di quel black metal che oggi piace anche al resto del mondo “indipendente”. Ancora, suonare parti ripetitive nel 2010 è sempre qualcosa di tradizionalmente black metal, senza bisogno di scomodare spettralismo e minimalismo (vedi intervista alla black metal band Liturgy). Tutte queste domande vengono liquidate con la stessa semplicità e immediatezza dei pezzi della band. “Punk”, però, è una definizione da non usare, dato che loro non lo ascoltano, anche se unire con una linea due generi ha il suo fascino. I testi e l’iconografia legati all’occultismo sono qualcosa di sentito, non un gioco o un’esigenza di crearsi un immaginario coerente e/o simbolico di qualcosa (e questo ha degli aspetti un po' buffi). A questo proposito, però, l’amore per il proprio genere preferito significa avere certe chiusure mentali, forse,  ma il senso critico può esserci sempre, come emerge da certe risposte più sfumate e da un certo scetticismo di fondo. Alla fin fine emerge che l’esordio di questa band rappresenta solo tanto divertimento per chi ama un modo “old school”, un po’ filologico quasi, di suonare black metal. Il che continua a non essere poco…

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BOLOGNA VIOLENTA | Nicola Manzan [inter]view

Bologna Violenta, Nicola eroe. Collaboratore (spesso decisivo) di un fiume di progetti della scena italica degli ultimi anni, Nicola Manzan è il protagonista assoluto del progetto Bologna Violenta. Il Nuovissimo Mondo è uscito da qualche mese, ma non ha perso un grammo della sua carica eversiva e della scintillante e corrosiva qualità. Impegnatissimo per il tour congiunto con Il Teatro Degli Orrori (di cui è diventato polistrumentista), di seguito la chiacchierata con lui.

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AIDORU | Dario e Diego [inter]view

Aidoru in giapponese corrisponde a idolo, ma è utilizzato per indicare quelle star che - protagoniste di fulgido e istantaneo successo - spariscono dalla circolazione altrettanto rapidamente. Senza grande clamore o hype particolare, gli Aidoru sono riusciti invece a conquistare un posto d’onore nel cuore degli amanti della musica italiana di qualità, centellinando le uscite e pronti a “restare” tra tendenze avant puntellate da una visione della musica molto personale e caratteristica, oltre che variegata e mai banale. Dolo qualche mese fa hanno ribadito il loro valore con lo splendido Songs Canzoni – Landscapes Paesaggi. Di seguito l’intervista con Dario Giovannini e Diego Sapignoli.

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HALL OF MIRRORS [inter]view

Due sono i protagonisti dell’intervista. Andrea Marutti, cioè Amon, Afe Records e altro ancora, è attivo da più di dieci anni nell’ambito dell’elettronica sperimentale e ambientale. Il suo approccio alla materia è molto austero e minimalista: facile parlare di dark ambient, anche se ci si deve aspettare tanta profondità e tanto buio, ma non rintocchi di campane a morto o rigurgiti lovecraftiani. Giuseppe Verticchio, cioè Nimh, moniker con il quale si muove lungo gli stessi territori di Andrea, ma con un occhio alla contaminazione con la musica etnica e non solo. Amici da tempo, pubblicano per Eibon una prima collaborazione Amon / Nimh, poi si ritrovano in uno stesso studio per dare vita ai due episodi di un nuovo progetto, Hall Of Mirrors, nel quale i loro pregi – come minimo – si sommano, dando vita a due dischi incisivi e vari, il primo più sepolcrale, il secondo più arioso e composito. Andrea e Giuseppe, tra l’altro, riescono a coagulare intorno ad Hall Of Mirrors  tutta una serie di contributi di altri sound artist italiani, così che entrambi i dischi mostrano un’interessante rete di rapporti che forse è eccessivo definire scena, ma che convince a tener d’occhio quanto succede attorno a determinate etichette di casa nostra.

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EDEMA | Mavce [inter]view

Il loro album Default, furioso e nevrotico, vede la luce dopo un intenso periodo di rodaggio artistico e di esibizioni al fianco di Extrema e Necrodeath. Fautori di un sound dinamico e versatile, gli Edema sono pronti ad imporsi prepotentemente all'interno della scena metal estrema, consapevoli di avere dato alla stampe un disco innovativo e che lascia presagire interessanti panorami futuri. Ma procediamo con ordine ed affidiamo al frontman e guitarist Mavce, mastermind e principale songwriter del gruppo, il compito di guidarci nei meandri della loro originale proposta sonora...

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STEARICA | Francesco [inter]view

Oltre degli Stearica non è riuscito ad emergere nel passaparola dei progetti italiani di valore. Cercarne le motivazioni è compito ozioso e inutile. Purtroppo capita fin troppo spesso che gruppi o artisti validi rimangano nel cono d’ombra del seguito dei propri fan, senza riuscire ad andare oltre e magari occupare il posto che altri progetti o artisti meno capaci occupano nel tran tran mediatico del nostro piccolo mondo musicale. Gli Stearica si trovano tra quel cono d’ombra  e un meritato posto al sole, nonostante la florida e importante attività concertistica. E allora abbiamo raggiunto il leader Francesco per un’intervista, con la speranza che possa aggiungere benzina alla vettura del gruppo torinese, ancora in giro per l’Italia a professare la propria religione sonora.

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THE PLIGHT | Stoz [inter]view

Con il nuovo album, Winds Of Osiris, i The Plight hanno dimostrato come si possa ancora giocare con i soliti vecchi ingredienti (punk, rock’n’roll, hard rock) per creare un lavoro fresco e coinvolgente. Abbiamo raggiunto il chitarrista Stoz per saperne di più.

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AT THE SOUNDAWN | Andrea [inter]view

Avevano saputo catturare l’attenzione con l’album Red Square: We Come In Waves, un lavoro che già mostrava le ottime potenzialità della formazione e che ben lasciava presagire per il futuro della stessa. Oggi, tornano con un nuovo disco che mantiene quanto promesso e sposta ulteriormente gli orizzonti di una formula sonora al contempo dinamica e personale, ricca di riferimenti e coesa nel suo modo di re-interpretarli. Shifting è - a suo modo - un concept, in quanto tutto ruota attorno all’idea di movimento, fisico e culturale, al rifiuto di fossilizzare la propria esistenza e la propria mente, di ancorarle a dogmi o schemi prestabiliti. Non paghi di avere ospitato i video dello studio report da loro stessi girato, siamo andati ad approfondire la genesi dell’album direttamente con loro.

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ABANDON | Francisco [inter]view

Gli Abandon (Orange County) hanno tutte le carte in regola per colpire l’interesse di chi ama l’hardcore. Artefici di un potente mix a cavallo tra vecchia scuola e più moderne contaminazioni, ma altrettanto lontani da ogni eccesso che ne possa snaturare lo spirito o sminuire l’impatto, gli Abandon si contraddistinguono anche per un messaggio politico ben articolato e per un netto rifiuto di ogni discriminazione o razzismo. In poche parole, si tratta di un gruppo hardcore nella migliore e più completa accezione del termine. Potevamo forse esimerci dal contattarli?

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KILL IT KID | Chris Turpin [inter]view

Inglesi con nel sangue il Sud degli States i Kill It Kid si sono affacciati sulla scena del rock indipendente con un album d’esordio sorprendentemente maturo ed emozionalmente carico, che li propone con merito come una delle rock band emergenti dalle migliori prospettive, soprattutto considerando che i cinque componenti della band superano di poco i vent’anni di età.
Una chiacchierata con Chris Turpin, cantante chitarrista e leader del gruppo, è l’occasione buona per conoscerli meglio e scoprire qualche curiosità sul loro conto.

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RAISE THE RED LANTERN | Dylan Patterson [inter]view

Come già scritto in sede di recensione, i Raise The Red Lantern si sono formati per volontà di tre musicisti coinvolti nella Emperor Custom Cabinets, marca di casse per amplificatori usata – tra i molti altri - da Pelican, Coliseum, Mouth Of The Architect, Genghis Tron e Minsk, ai quali si è unito di recente il batterista Jim Staffel degli Yakuza. Ciò che colpisce maggiormente nella scrittura della formazione è la capacità di estrarre dal metal il suo nucleo pulsante, fatto di chitarre distorte e riff taglienti, anthem trascinanti e una carica mutuata dai numi tutelari della prima ondata thrash. Più a proprio agio con la sei corde che con le interviste, Dylan Patterson ci ha comunque aiutato a comprendere meglio la creatura Raise The Red Lantern, autrice di una delle sorprese dell’anno appena trascorso.

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BLUENECK [inter]view

Abbiamo deciso di festeggiare il tanto atteso ritorno dei Blueneck e del loro post-rock anche con un’intervista.

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SIMONA GRETCHEN [inter]view

Ha da poco esordito con l’album Gretchen Pensa Troppo Forte, che ha rappresentato una delle uscite più significative dell’anno 2009 e uno dei migliori esordi degli ultimi anni. Un disco urgente, aggressivo e al contempo introspettivo: una personalità e una portata artistica invidiabile per una ragazza di soli ventidue anni. Nell’intervista che ci ha gentilmente concesso, parleremo di lei, del suo lavoro e di altro ancora. Buona lettura.

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JAPANDROIDS | Brian King [inter]view

Il titolo del full length dei Japandroids dice tutto: Post-Nothing. Da Vancouver uno dei dischi rockaccione a cui poco importa di post-ificare per forza tutto e che lascia spazio solo al godimento di chitarre scroscianti e piedi che pestano il ritmo. E sono solo in due, Brian King e David Prowse. Di seguito la chiacchierata con Brian.

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?ALOS | Stefania Pedretti [inter]view

Stefania Pedretti è meglio conosciuta come voce di OvO e Allun. Da un po’ ha intrapreso anche la via del progetto solista. ?aloS è un cantiere aperto dai risvolti sociologici oltre che prettamente musicali. Di recente è disponibile il nuovo capitolo, Ricamatrici, sempre su Bar La Muerte  di Bruno Dorella. Di seguito la nostra chiacchierata con Stefania.

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PSYCHOFAGIST | Stefano Ferrian [inter]view

Il Secondo Tragico, nuovo lavoro targato Psychofagist, è qualcosa in continuo divenire, composto da ingredienti eterogenei immersi in un contesto sonoro estremo mai scontato, messi insieme con la perizia tipica di chi conosce bene le proprie armi e il proprio enorme bagaglio al seguito. Figlia di una concezione che unisce in sé alcuni dei nomi più importanti della scena musicale più sperimentale e “open minded”, la formazione è riuscita nella non facile impresa di creare un lavoro tanto violento quanto sfaccettato e avvincente. Non stupisca allora la nostra decisione di voler comprendere le caratteristiche vincenti di questo “enfant prodige”.

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JUGGERNAUT | Luigi [inter]view

Tra le sorprese portate da un 2009 musicale alquanto generoso, va sicuramente menzionato Where Mountains Walk, debutto degli Juggernaut e lavoro capace di porsi al crocevia tra generi senza rinunciare ad una propria ben definita personalità. Impossibile per Audiodrome astenersi da un approfondimento che chiamasse in causa gli stessi musicisti, ecco cosa ci hanno raccontato.

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PROTEO [inter]view

Oltre un anno fa Audiodrome recensì positivamente il demo di un gruppo di Trieste, i Proteo, che destava ottime impressioni a metà strada tra l’elaborato prog ed il fruibile pop. Il 2009 ha visto quel promo diventare un album vero e proprio pubblicato dalla Ma.Ra.Cash Records, ed il suo valore è stato riconosciuto al MEI (Meeting degli Indipendenti), dove è stato premiato quale miglio disco d’esordio italiano in ambito progressive.
Una chiacchierata con la band ci ha dato l’occasione di conoscere meglio loro e la scena musicale nella quale si muovono.

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IL TEATRO DEGLI ORRORI | Giulio Favero [inter]view

I posti sono tutti occupati, teatro strapieno. L’Italia musicale aspettava al varco A Sangue Freddo, la nuova fatica del Teatro Degli Orrori, tra fan in visibilio e contestatori a cui la band non è mai stata troppo simpatica. È notorio che quando qualcosa riesce in ogni caso a scatenare una reazione, a far parlare, versare inchiostro, per attestazioni di affetto o di odio che siano, un obiettivo è stato raggiunto. Il segno è stato lasciato, si ha voce in capitolo. Probabilmente anche in questo caso il consenso non sarà stato unanime. Per quanto ci riguarda, A Sangue Freddo è un disco appassionato, personale, duro e la conferma che la band capitanata da Pierpaolo Capovilla è una delle realtà italiche più importanti. A tal proposito abbiamo raggiunto Giulio Favero, bassista del gruppo e storico “uomo-musica” della nostra penisola, dato l’impressionante numero di progetti a cui si è dedicato in veste di produttore.

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INFERNO [inter]view

Una qualsiasi introduzione, per quanto auspicabile, non potrebbe in alcun modo preparare il lettore all’incontro con gli Inferno e con la loro geometria non euclidea. Né potrebbe svelare il perché di un’inversione di ruoli che ad un certo punto costringerà l’intervistatore a subire il terzo grado, fino alla sconveniente confessione di colpa. Pertanto, non resta che lasciare senza indugi la parola alla corte infernale al gran completo. This World is fucked and so am I...

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LUMINANCE RATIO | Andrea Ferraris [inter]view

Esiste in Italia tutto un mondo di musicisti dediti all’elettronica ambientale e sperimentale, oltre che a quella di derivazione noise e industrial. I nomi di Andrea Ferraris, Eugenio Maggi e Gianmaria Aprile diranno certo qualcosa agli appassionati. Il trio ha dato vita al progetto Luminance Ratio, il cui esordio Like Little Garrisons Besieged è dimostrazione di quanto siano proficue le collaborazioni – sempre più frequenti - in questo ambito, tanto che il disco suona ben diverso da quanto ci si sarebbe potuto aspettare dalla semplice somma delle parti. Era giusto dar loro spazio per spiegare le origini e gli esiti del loro incontro.  Ancora una volta - come dice in termini schietti Onga di Boring Machines, una delle due etichette coinvolte nella pubblicazione dell’album - "è 'ora di basta' di farsi le seghe col primo giramanopole che arriva da New York piuttosto che San Francisco o Berlino, quando in Italia, almeno sul versante sperimentale, abbiamo una serie di musicisti che aprono il culo a chi vogliono". Chiaro, no?

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ACTION DEAD MOUSE | Filippo Dionisi [inter]view

È uscito da un paio di mesi Revenge Of Doormats And Coasters, secondo disco per questa formazione bolognese dal nome bizzarro ed efficacissimo. Punto di incontro tra esperienze diverse eppure accomunate dal prefisso post, la proposta degli Action Dead Mouse risulta anche intrigante e meritevole di un’attenzione maggiore di quella ricevuta finora. Quella che segue è una chiacchierata con il chitarrista/cantante Filippo Dionisi, appena reduce da un mini tour in Francia che si è rivelato, a detta dello stesso, il “più emozionante e sfigato dopo la campagna di Russia”. A voi…

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LIQUID GRAVEYARD | John Walker [inter]view

Come un fulmine a ciel sereno ecco giungere alle orecchie di noi comuni mortali On Evil Days, primo album dei Liquid Graveyard, il nuovo progetto di John Walker, ex cantante/chitarrista degli storici deathsters britannici Cancer. Assieme alla consorte Raquel e ai due titani iberici Adrian de Buitlèar e Acaymo D., il talentuoso chitarrista sfodera un disco dal profumo tutto europeo davvero formidabile: moderno, potente e suggestivo, che dimostra quanto elevata sia la voglia di guardare avanti senza fossilizzarsi su stantii cliché e formule trite e ritrite. Audiodrome non poteva non cogliere l'occasione di intervistare John Walker, uno che evidentemente ha ancora tanto da dire nell'ambito della musica estrema, e non solo.

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BARONESS | Summer Welch [inter]view

Quando oggi si nominano le parole “metal” ed “evoluzione” è quasi impossibile non tirare in ballo il nome dei Baroness. Il gruppo, con soli due full length, è riuscito a sconvolgere la scena di appartenenza grazie ad un mix eclettico e dirompente, capace di risvegliare l’assopita comunità estrema. Tra sperimentazione e tradizione, i Baroness non solo si sono imposti come una delle band di punta dell’intera scena, ma hanno dimostrato - come bene si intuisce da questa intervista - di non volersi crogiolare sugli allori, superando se stessi con un album semplicemente perfetto.
Un cordiale Summer Welch ci spiega cosa si cela dietro questo importantissimo lavoro, pur volendo, comprensibilmente, lasciare un alone di mistero per quanto riguarda l’aspetto più concettuale della band.

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PORT-ROYAL | Attilio Bruzzone [inter]view

“Dimensione internazionale” (ondarock.it), “Dying In Time doveva essere il disco della maturità e lo è stato” (rockline.it), “‘Hva (Failed Revolutions)’ è forse il pezzo che gli Archive si sognano la notte e che la 4AD vorrebbe da anni in catalogo” (sentireascoltare.com), “‘Anna Ustinova’ orbita intorno alla Mir in tempesta boreale” (Blow Up #137). Questa è un po’ di trionfale (sembra quasi finta) rassegna stampa riguardante una band, il suo ultimo disco e un paio dei suoi brani. Arriviamo praticamente ultimi, insomma, nonostante chi fa le domande abbia pure partecipato all’organizzazione di una data di questo gruppo, ma per farci perdonare approfondiamo il discorso con i diretti interessati. Ecco l’esito di uno scambio di e-mail con Attilio dei port-royal.

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APSE | Robert Thoer [inter]view

Il cambiamento fa paura, ma è un processo inevitabile nella vita di ognuno. Tanti gruppi nella storia del rock sono stati capaci di affrontarlo, pervenendo a risultati memorabili così come a tonfi clamorosi. Il nuovo disco degli Apse, Climb Up, è un inno alla trasformazione, data la consistente differenza rispetto a Spirit, lavoro di qualche annetto fa, grazie al quale la band di Robert Thoer si è prepotentemente imposta. E pare che proprio del cambiamento di pelle di disco in disco che Bobby e gli altri siano discepoli devoti. Riguardo a questo, e a tutto ciò che è stato ed è il mondo Apse, ecco la chiacchierata con Thoer.

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MARIPOSA | Michele Orvieti [inter]view

Da sempre gruppa di punto della scena italiana, i Mariposa hanno vissuto una ulteriore fase di rinascita con il nuovo disco, dato alle stampe qualche mese fa. Tra quello, la partecipazione al progetto Il Paese È Reale degli Afterhours e i due tour relativi sono stati band di punta dei live in giro per l’Italia. Tra una data e l’altra abbiamo rivolto alcune domande a Michele Orvieti, tastierista del gruppo.

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COUNT RAVEN | Dan Fondelius [inter]view

Il ritorno dei Count Raven è uno di quegli avvenimenti che non possono passare inosservati. Questa formazione svedese ha scritto con la propria musica alcune fra le pagine migliori del doom degli anni Novanta, e solo per questo meriterebbe di essere conosciuta e apprezzata anche al di fuori della ristretta cerchia di estimatori della musica del destino. A distanza di ben tredici anni dal precedente album in studio, paiono non avere perso nulla di quella profondità che ne aveva caratterizzato la passata produzione, ed è stato dunque naturale volerne approfondire la conoscenza tramite le parole di un disponibilissimo Dan Fondelius. A voi...

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GERDA [inter]view

Pure in un’annata ricca di soddisfazioni (seppure solo sotto un profilo strettamente musicale), i Gerda sono riusciti ad imporsi grazie ad un album di indiscutibile valore e in grado di innalzarne le (già elevate) quotazioni. L’intervista che segue dimostra come alla loro musica corrispondano - dato non scontato - anche una profondità di pensiero e una capacità non comune di riflettere su alcuni meccanismi basilari a coinvolgere linguaggio, musica e relazioni interpersonali. Inutile dilungarsi oltre, molto meglio lasciar loro la parola e riflettere sui numerosi spunti che scaturiscono da questa intervista in cui i Gerda si alternano senza soluzione di continuità, proprio come accade nella loro musica.

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LITURGY | Hunter Hunt-Hendrix [inter]view

I Liturgy sono un’altra ottima band black metal uscita dagli Stati Uniti. Molti gli argomenti da approfondire: il legame con l’hardcore e il post-hardcore (il loro chitarrista e leader suona anche nei Birthday Boyz/Survival), la collaborazione con Colin Marston (magrissimo e ipertecnico musicista parte di band come Behold... The Arctopus, Dysrhythmia, Krallice, Infidel? / Castro!, oltre che produttore), ma soprattutto il loro stile scarno, minimale e caotico e dissonante, che è ancora black metal, ma con elementi di novità e punti di contatto con altri generi, che rendono l’esordio Renihilation uno degli album da procurarsi in questo 2009. Hunter Hunt-Hendrix (pare si chiami davvero così) ci ha messo un po’ a ingranare la marcia con le risposte, ma per fortuna quando si è trattato di parlare nello stretto del suo stile ha saputo essere molto esauriente.

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EXETER [inter]view

Ci siamo occupati di Grey Noise/White Lies, debutto sulla lunga distanza degli Exeter. Raggiunti via e-mail, J. Michael Parker (cantante/chitarrista),  Cameron Creamer (chitarrista/backing vocals) e Ky Williams (batterista) si sono rivelati particolarmente loquaci oltre che molto consapevoli dei propri obiettivi e dei propri mezzi. La sanno proprio lunga questi texani…

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GARY SUICIDAL KIDS COMMANDO [inter]view

Autori dell’incredibile Par La Douleur La Joie, i Gary Suicidal Kids Commando rappresentano una delle realtà più originali e coraggiose della scena post-core francese. Accanto agli strumenti tradizionali, utilizzati per dar vita a un hardcore mutante e ricco di elementi “altri”, il commando ama schierare sax, tastiere, archi e ogni strumento che possa servire a colorare e rendere più ricca l’originale proposta. Visto che a brevissimo saranno in tour nella penisola, abbiamo pensato fosse opportuno presentarveli in prima persona.

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LOADSTAR | Alessandro Pacella [inter]view

Giunti finalmente all’esordio discografico dopo ben venticinque anni di difficile ma incrollabile fede nella musica amata, i napoletani Loadstar stanno cercando, con le consuete difficoltà del caso, non ultime quelle della posizione geografica, di trovare il giusto posto all’interno di una scena che proprio loro hanno contribuito prima di molti a creare. Calls From The Outer Space non è solo il traguardo di una band dalle grandi capacità tecniche ed esecutive, ma rappresenta anche la prima legittima tappa di un viaggio che si spera possa continuare stavolta in condizioni più favorevoli.

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MONDRIAN OAK | Francesco [inter]view

Realtà interessante e non facile da ingabbiare all’interno delle usuali definizioni, i Mondrian Oak utilizzano un linguaggio a cavallo tra post-core e avant-metal per costruire trame strumentali dal forte taglio cinematografico e dall’indubbia deriva emozionale. Proprio in questi giorni vede la luce il disco Through Early Seed, un primo passo all’interno di un cammino che sembra proprio non conoscere pause, per questo abbiamo cercato di fare il punto della situazione con la formazione marchigiana.

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GIARDINI DI MIRÒ | Corrado Nuccini [inter]view

L’occasione di sonorizzare un film: la magica alchimia tra immagini e musica, un nuovo mondo da esplorare artisticamente. Il tutto ha dato il la per concepire quanto realizzato come un nuovo disco. Il nuovo disco di una delle band italiane più importanti degli ultimi anni, legata all’immaginario post-rock, ma sempre capace - contro le avversità o i mutamenti a cui il tempo dà vita - di esprimere una visione chiara e personale della propria arte. Riecco i Giardini Di Mirò con Il Fuoco: di seguito il resoconto della chiacchierata con Corrado Nuccini, chitarrista, voce e co-fondatore del gruppo.

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Nicola Ratti [Ronin, Pin Pin Sugar] [inter]view

Nicola Ratti è un altro grande esponente di quel sottobosco di personalità italiche dotate di una visione e grandi capacità musicali. Tra lo sperimentale e una formulazione sonora più diretta, si serve, al pari di Valerio Cosi o Fabio Orsi, di più generi e modalità di scrittura per portare a compimento qualcosa che è in tutto e per tutto personale. Già nei Pin Pin Sugar, ora nei Ronin di Bruno Dorella (disco in uscita ad ottobre e di prossima recensione), ha da poco pubblicato a suo nome Ode. Di seguito quattro chiacchiere con lui.

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INCOMING CEREBRAL OVERDRIVE [inter]view

Controverso, il nuovo lavoro degli Incoming Cerebral Overdrive, esce per la Supernatural Cat e presenta agli ascoltatori una formazione matura e pienamente consapevole delle proprie potenzialità, oggi più che mai realtà di primo piano e da tenere in considerazione se si vuole avere un quadro completo sullo stato di salute della scena italiana. Colpiti dall’evoluzione nel suono e dall’onda d’urto provocata dai nuovi brani, abbiamo deciso di farvi presentare Controverso direttamente dai suoi “genitori”.

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SHELTER RED | Austin Crook [inter]view

Strana formazione questi Shelter Red, partiti in tre, sono restati in due e propongono una strana miscela strumentale a cavallo tra post-core e metal evoluto, dai forti richiami math e prog. Una miscela - ben bilanciata e mai sopra le righe - che ci ha incuriosito non poco. Scontato che andassimo a chiedere lumi...

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BRUTAL TRUTH | Dan Lilker [inter]view

Dei tanti ritorni che hanno affollato i palchi nell’ultimo periodo, quello dei Brutal Truth ha colpito l’audience per l’enorme foga e per l’attitudine travolgente che la formazione ha saputo trasmettere a vecchi e nuovi fan. Raggiunto Dan Lilker, non abbiamo potuto far altro che constatare come certi personaggi riescano ancora ad imporsi per l’enorme carisma e la schiettezza con cui affrontano il proprio ruolo di musicisti seminali per l’intera scena estrema (hardcore, metal o grind diventano in questi casi semplici etichette senza valore). La parola a mr. Lilker.

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LOOM | Jarom [inter]view

Autori di una originale miscela a base di post-core, dai chiari rimandi al post-punk e caratterizzata dall’utilizzo del violino come parte integrante del songwriting, i Loom sanno senza dubbio come catturare l’attenzione e come distinguersi dai troppi gruppi copia/incolla alle prese con l’ultimo trend in voga. Per questo Audiodrome ha deciso di concedere loro una possibilità per farsi conoscere anche nel vecchio continente, dove sono ancora in pochi ad averli scoperti.

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DYSKINESIA [inter]view

I Dyskinesia hanno saputo fare dell’ibridazione tra generi e della libertà espressiva un linguaggio complesso e, al contempo, compiuto: la loro è una Babele sonora in cui molteplici idiomi vengono ad assumere nuovo senso, alla luce di un amalgama sfuggente e riluttante ad essere ingabbiato dentro etichette di comodo o schemi pre-costituiti. Tale approccio al suono ha assunto le sembianza di un album che convince e rapisce l’ascoltatore, tanto da meritarsi il “must read” su queste stesse pagine. Date le premesse, era inevitabile cercare di approfondire la conoscenza con i musicisti coinvolti nel progetto.

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BURNT BY THE SUN | Teddy Patterson III [inter]view

I Burnt By The Sun hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell’evoluzione del suono estremo, valore ribadito dall’ultimo lavoro in studio, al contempo completamento e perfetta conclusione della parabola artistica della formazione. Raggiunto dalle nostre domande, il bassista Teddy Patterson III non si è lasciato andare troppo e ci ha risposto in maniera cordiale ma alquanto stringata, un peccato vista la ghiotta occasione (nonché probabilmente l’ultima) di confrontarsi con una simile realtà. Speriamo di rifarci a Perugia, dove la formazione si esibirà ad ottobre.

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DEVASTATOR | Luca [inter]view

I Devastator sono in missione per riportare il divertimento in seno alla scena underground, un atteggiamento che una volta non avrebbe scandalizzato nessuno, ma che oggi sembra essersi un po’ perso per strada. Scherzano meno, al contrario, sotto il profilo musicale, visto che la loro originale formula crossover non si pone limiti e sembra nata per infrangere gli steccati tra generi. La parola a Luca, il drummer della band.

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COSE PERSE | Flavio [inter]view

Quando alla musica si aggiungono attitudine e voglia di condividere i propri ideali, il disco diventa solo una delle parti in gioco nel dar vita ad un insieme più grande e complesso. Questo è il caso dei Cose Perse, formazione con una gran voglia di mettersi in discussione e di comprendere cosa rimane oggi dell’originaria ideologia punk e d.i.y.. Il minimo che Audiodrome poteva fare era porre loro alcune domande per completare il quadro offerto in sede di recensione.

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COALESCE | Jes Steineger [inter]view

L’uscita di di Ox, quarto album dei Coalesce, ci ha dato modo di fare quattro chiacchiere con Jes Steineger, membro fondatore nonché chitarrista della band di Kansas City. Abbiamo scoperto una persona disponibilissima ad intrattenersi con noi su passato, presente e futuro… con alcune ghiotte anticipazioni.

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WE ROCK LIKE GIRLS DON’T | Ros [inter]view

Le inglesi We Rock Like Girls Don’t hanno da poco pubblicato l’album How Did It Get To This, un disco che sta riscuotendo buoni consensi e critiche positive. In realtà, su Audiodrome il lavoro non è stato accolto in maniera proprio entusiasta, lasciando più di un dubbio irrisolto al recensore di turno. Lontane dalla classica spocchia di chi si sente incompreso, le ragazze hanno piuttosto cercato di capire i motivi della recensione non proprio positiva e da questo scambio di idee è nata l’idea di un’intervista che servisse a garantire loro il diritto di replica e desse la possibilità ai lettori di conoscere più da vicino le due musiciste Ros e Vas. Sentiamo cosa hanno da dirci.

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M.E.S.S. | Tamar [inter]view

I M.E.S.S. vengono da Tel Aviv, Israele, per contaminare il mondo con una proposta estrema a cavallo tra grind-core e vecchia scuola thrash-core. Potevamo forse esimerci dal rivolgere loro qualche domanda? Ecco cosa ci ha raccontato la cantante di questa originale formazione sul loro debutto, la scena estrema in Israele e una loro curiosa apparizione in televisione.

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EGLE SOMMACAL [inter]view

Come ribadito in sede di recensione del suo nuovo disco (Tanto Non Arriva), Egle Sommacal è uno dei migliori chitarristi in giro. Da sempre attivo ad ampio spettro, tra la ricerca stilistica sulle orme di John Fahey e colonne sonore per svariati film, il progetto per cui è conosciuto è sicuramente individuabile nei Massimo Volume, dei quali faceva parte assieme al carismatico Emidio Clementi. Cogliendo le occasioni fornite dalla storica reunion del gruppo - avvenuta qualche mese fa - e dal disco solista di cui si parlava poco su, di seguito quattro chiacchiere con Egle.

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SOPHYA BACCINI [inter]view

Già ben conosciuta come voce dei Presence e turnista d’eccellenza, è senz’altro una delle più belle voci femminili in ambito rock. Dopo diversi anni di carriera arriva finalmente il primo, sorprendente, album solista che la consacra anche come autrice e musicista di altissimo livello. Approfittiamo della sua cortesia per farle qualche domanda e conoscerla meglio.

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THE SLEEPY SUN | Rachael Williams [inter]view

Dell’ondata targata 2009 di band pyscho-stoner, quella in cui brume di fuzz e sferzate elettriche pulviscolari la fan da padrone, gli Sleepy Sun rappresentano la new entry di qualità da cui ci si aspetta molto d’ora in poi. Con Embrace hanno messo in mostra capacità di alto livello e un certo orientamento alla forma canzone che li differenzia da band come Pontiak o Arbouretum. A rendere ancora più valida questa tendenza ci pensa la voce di Rachael, intervistata di seguito.

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ZENERSWOON [inter]view
Autori di un granitico mix tra hardcore e rock’n roll, gli italiani Zenerswoon sono stati protagonisti qualche mese fa dell’uscita di "Frames", loro secondo disco. Di seguito l’intervista...
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Ninni Morgia [La Otracina, The Right Moves...] [inter]view

Chitarrista dei La Otracina, della storica band catanese White Tornado e del progetto The Right Moves assieme a Kevin Shea, l’italiano Ninni Morgia è stato “costretto” dalle contingenze a “fuggire” negli USA per realizzare i propri sogni. Riuscendoci ampiamente. Di seguito la nostra intervista.

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VONNEUMANN [inter]view

Gruppo italiano di lungo corso, i Vonneumann hanno fatto la storia italiana della musica improv. Quest’anno hanno deciso di dar sfogo anche alla loro capacità di comporre con in mente la forma canzone, conservando in ogni caso un forte spirito improvvisativo. Per saperne di più, il rimando è alla recensione e all’intervista di seguito.

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DARK CASTLE [inter]view

Musicisti, pittori, tatuatori, Stevie e Rob rappresentano il classico esempio di artisti poliedrici e completamente assorbiti dalla loro creatività. Presentati alla corte della At A Loss dagli amici Kylesa e Minsk, i due hanno saputo sfruttare questa possibilità per realizzare un album saldamente ancorato al metal, eppure al contempo teso a cercare una possibile evoluzione per questo genere. Un’evoluzione che parla di percorsi musicali che si incrociano, ma anche di un viaggio dello spirito verso una maggiore consapevolezza del proprio rapporto con la natura circostante. Sentiamo cosa hanno da raccontarci Stevie e Rob.

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IQ | Peter Nicholls [inter]view

Da quasi trent’anni sulla scena musicale, gli IQ sono di diritto tra i simboli del movimento new prog. L’uscita del nuovo disco Frequency ci ha dato l’opportunità di fare qualche domanda a Peter Nicholls, storica voce del gruppo inglese. 

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SUM OF R [inter]view

È con vero piacere che aggiungiamo alla recensione dell’esordio del 2008 anche un’intervista ai Sum Of R. La band svizzera si muove in un ipotetico terreno comune tra industrial, drone/ambient e psichedelia, ha una line-up originalissima e si presenta con un immaginario potente ed evocativo. Insomma, in tutto il diluvio di uscite del 2008 ce li stavamo quasi perdendo, ma li abbiamo recuperati e abbiamo cercato di conoscerli meglio: hanno un’etichetta, progetti propri e in comune con altri artisti, un rapporto speciale con le arti visive e altro ancora…

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LOCRIAN | André Foisy, Terence Hannum [inter]view

Sono ormai moltissimi i progetti più o meno underground nei quali si vede la combinazione di ambient, noise e sperimentazione con suoni pesanti di chitarra. La stampa specializzata ha individuato qualche nome da portare in superficie, ma sotto c’è ancora chi sta sfruttando un abbinamento che - grazie alla libertà dalla forma canzone, al poter improvvisare e all’apertura verso l’utilizzo di nuovi strumenti o alle collaborazioni -  garantisce una serie cospicua di possibilità, anche se non mancano affatto avvisaglie di stagnazione. I Locrian per fortuna sanno spaziare molto all’interno di questo contesto sonoro e hanno pubblicato un full length (Drenched Lands) in cui ogni elemento concorre molto bene a rappresentare quei paesaggi che più sembrano ispirarli, cioè le tante rovine della civiltà industriale. Dato che non godono di distribuzione italiana, abbiamo deciso di dar loro voce con quest’intervista. Rispondono entrambi i componenti della band di Chicago,  André Foisy (chitarre) e Terence Hannum (sintetizzatori).

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BIG COCK | Dave Henzerling [inter]view

[english version here]



Dave Henzerling (chitarra), Robert Mason (voce), Colby (basso), John Covington (batteria). Questi sono i rocker maleducati e maledetti -sebbene dotati di gran classe - del futuro, anche se hanno maturato le loro esperienze negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta. E il futuro sta per “venire”, cari miei. Davvero in pochi possono competere con il sarcasmo, l’irriverenza e le liriche allupate di questa band a tutto tondo americana, la quale ha portato la musica rock verso un nuovo standard, dove la canzoni non durano troppo ma eiaculano precocemente tutto il loro carico di energia e freschezza dritto in faccia. Con già tre album pubblicati negli ultimi cinque anni, questo gruppo di Scottsdale, Arizona, ha dato al buon vecchio hard rock una nuova, positiva prospettiva e un nuovo spirito.
Signore e signori, i Big Cock!

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PURE | Peter Votava [inter]view

Peter Votava è attivo nel mondo della musica elettronica sin dai primi anni Novanta. La nostra attenzione è stata catturata dal suo ultimo disco, Ification (2008): Peter è stato capace di dar vita a uno degli album (dark) ambient più interessanti degli ultimi tempi e abbiamo deciso di raggiungerlo per capire il suo percorso artistico e per rubargli qualche segreto. Ecco saltare fuori le origini industrial e new wave e l’esperienza come dj, poi l’abilità nel manipolare le fonti sonore fino a stravolgerle, anche quando queste non provengono da una library, bensì da un musicista chiamato a “contribuire”, il che ci ricorda un altro pregio, cioè l’apertura nei confronti di altri generi come il rock e il metal, specie quello estremo. Proprio questo gli ha permesso di dar vita a qualcosa di vario, che però rimane coerente nelle atmosfere e nel sound molto cupo, teso, tagliente e freddo, con quel pizzico di “malattia” a renderlo appetibile a un arco di ascoltatori che va dagli amanti di Lustmord ai fan delle uscite della Mego (sulla quale aveva pubblicato il precedente Noonbugs) e dell’elettronica sperimentale in genere, incuriosendo forse un po’ quelli che seguono Sunn O))) e tutti quei gruppi che mischiano metal e musica ambientale.

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ELETTROFANDANGO | Giovanni e Stefano [inter]view

Con In Quanto Già Peccato, disco blues noise rugginoso e alcolico, gli Elettrofandango hanno conquistato tutta la stampa, che di loro ha parlato unanimemente bene. Ora tocca suonare un po’ dal vivo e farsi conoscere dal pubblico, che li vedrà aprire per nomi come Lydia Lunch, Zu o Giorgio Canali. Diverse sono le curiosità sulla band, a partire dalle influenze musicali per arrivare al linguaggio, passando per collaborazioni eccellenti (Remo Remotti, Giulio Favero), scelte grafiche azzeccate e alle visuals. Alle domande hanno risposto Giovanni (voce) e Stefano (basso).

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GIORGIO CANALI & ROSSOFUOCO [inter]view

Nonostante si lamenti sempre - e a ragione, in fondo - del fatto che il suo nome venga sempre stampato più grande rispetto a quello del gruppo, Giorgio Canali è parte fondamentale della storia della musica italiana degli ultimi anni e quindi tale dannazione durerà. Tra la fine dell’esistenza dei CCCP, passando per CSI e PGR, ai mille “aiuti” alle giovani speranze dell’indie italico, in veste di produttore o di semplice “guest star”, Giorgio è riuscito a dar vita ad un gruppo tutto suo, dalla forte caratterizzazione musicale e ideologica. In occasione dell’uscita del nuovo lavoro, Nostra Signora Della Dinamite, l’abbiamo raggiunto via e-mail. Di seguito ciò che ne è scaturito.

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GOLLUM | Frank Stroehmer [inter]view

Formazione poco conosciuta ma dai molti spunti interessanti, i Gollum hanno appena pubblicato un nuovo lavoro, al cui interno confluiscono metal e generi apparentemente distanti per dar vita ad una formula niente affatto banale. Vediamo cosa hanno da raccontarci.

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SVETLANAS [inter]view

Dal calderone delle tante promesse italiane, son spuntati dal nulla gli Svetlanas, che pur non proponendo musica dalla spiccata originalità, con l’ep Kgb Session hanno saputo coniugare incisività e potenza dei migliori gruppi punk del 77. Nell’attesa di poter verificare con un full length il futuro del gruppo, di seguito la nostra intervista.

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LES FAUVES | Roberto Papavero [inter]view

Arrivati al traguardo del secondo disco, i Les Fauves danno piena dimostrazione di una straripante creatività e duttilità non così comune nel mondo musicale italiano. Di seguito la nostra intervista con Roberto Papavero, leader, chitarrista e voce del gruppo.

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THE DRONES | Gareth Liddiard [inter]view

L’Australia è costellata di piccoli centri e grandi città ad alto tasso di popolazione in contrapposizione a sconfinati territori praticamente disabitati. Non è un caso che la musica che finora ci è pervenuta dal continente di Melbourne sia in buona parte esemplificatrice di tale disposizione geografica, recando con sé, anche negli episodi più marcatamente rock e concisi, sensazioni di profonda magia ancestrale legata indissolubilmente ai principi fondamentali della madre terra/natura e segnata da un classicismo “altro” che ha fatto la fortuna delle evoluzione del Re Inchiostro, degli innumerevoli esponenti dell’Aussie punk e dei Drones stessi. In concomitanza con l’uscita del nuovo disco del gruppo di Gala Mill, di seguito la nostra intervista a Gareth Liddiard, leader della formazione.

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GIORGIO CESARE NERI [inter]view

Giorgio Cesare Neri è un artista che - al suo esordio sul mercato discografico - ha destato ottime impressioni con un disco coraggioso e non certo per tutti i palati, progressivo nel senso pieno del termine. Abbiamo approfittato della sua cortesia per scambiare quattro chiacchiere e conoscerlo meglio.

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DM STITH [inter]view

Entrato in scena in sordina con l’Ep Curtain Speech, Dm Stith non ha tradito la fiducia concessagli dal capo di Asthmatic Kitty - mister Sufjan Stevens - e ha dato alle stampe Heavy Ghost, esordio rivelazione di questo primo scorcio di 2009 che sicuramente troverà il suo meritato posto nelle classifiche di fine anno. Di seguito l’intervista col suo autore.

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BROKENDOLLS [inter]view

Autori di uno dei più trascinanti album rock’n’roll usciti di recente, i Brokendolls danno scacco matto all’ascoltatore in tre mosse o, meglio, in tre accordi. Del resto, un titolo come No Ice In My Drink vale più di mille parole e non lascia certo adito a dubbi o tentennamenti di sorta. Ladies and gentlemen, The Brokendolls!

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GNAW | Alan Dubin [inter]view

Non pago di aver segnato la storia della musica estrema grazie ai suoi trascorsi musicali con OLD e Khanate, formazioni che lo hanno visto schierato al fianco di artisti quali Plotkin e O’Malley, Alan Dubin si presenta oggi con un nuovo progetto denominato Gnaw, ulteriore tassello per la sua parabola artistica e nuova leccornia per tutti i fan della sperimentazione sonora.
Oltremodo disponibile e schietto, Alan si dimostra ancora una volta una delle figure cardine per comprendere il sottile filo trasversale che da sempre unisce gli artisti e i progetti più interessanti in ambito estremo.

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THE LOW FREQUENCY IN STEREO [inter]view

Con Futuro i norvegesi Low Frequency In Stereo hanno ottenuto la quadratura del cerchio in merito alla loro cifra stilistica. Della band e di questo si è discusso con Per Steinar Lie (leader, cantante e chitarrista) nell’intervista che segue.

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SAMUEL KATARRO [2009] [inter]view

Chi lo avrebbe mai detto che un blues man psichedelico sarebbe emerso dalla campagna pistoiese? Beh, forse in pochi lo avrebbero detto, anche se stiamo sempre parlando di una delle città italiane del Blues.
Il blues man in questione è il ventitreenne Samuel Katarro / Alberto Mariotti, che con simpatia e disponibilità si è prestato a questa breve intervista per Audiodrome, nella quale si discorre delle sue influenze musicali, di chitarre, di blues e di tutto il resto. In breve, di musica. Buona lettura a tutti.

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MYSIA [inter]view

Esponenti della sempre più interessante scena pescarese, cui danno una marcia in più anche in ambito estremo, con No Backwards i Mysia hanno pubblicato uno degli esordi migliori del 2008. Un sound che non conosce confini, capace di conquistare sin dal primo ascolto grazie a forte impatto emotivo, freschezza e personalità. Omar si è fatto portavoce di tutto il gruppo per rispondere via mail alle nostre domande.

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THE KILIMANJARO DARKJAZZ ENSEMBLE | J. Köhnen [inter]view

L’olandese Jason Köhnen è conosciuto per il suo progetto breakcore Bong-Ra, con il quale getta nel frullatore jungle, techno, drum’n’bass, metal e jazz. Dal inizio 2000 (ma l'esordio è appena del 2006) lo troviamo, assieme a Gideon Kiers, alla guida di un nuovo gruppo, i The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, formazione nata con lo scopo di realizzare - come da splendida descrizione della Planet Mu, loro prima etichetta - “soundtracks for non-existing movies” ispirate dai lavori di Murnau e di Lang. Il sound è un mix piuttosto originale di ambient, downtempo, jazz, lasciato sviluppare all’interno di strutture libere e caratterizzato da atmosfere notturne e malinconiche. Oggi è fuori anche un ep di sei tracce, Mutations, con il quale l’Ensemble si allarga e pare diventare tale di fatto e non solo “di moniker”. Siccome non è mai facile orientarsi nel mondo di Köhnen, così ricco di citazioni e collegamenti possibili, siamo andati a sentire che aveva da raccontarci riguardo a questa band, con la quale, tanto per non smentirsi, ha anche un progetto parallelo che chiama la Mount Fuji Doomjazz Corporation.

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GRAILS | William Slater [inter]view

I Grails hanno realizzato un album - Doomsdayer's Holiday - estremamente affascinante e d'atmosfera, giocato su riff e momenti ambient di matrice squisitamente psichedelica. Abbiamo raggiunto la band (già ospite in passato sulle pagine di Audiodrome) per saperne di più circa i processi di lavorazione di questo disco e lo spirito che lo anima.

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ZU | Jacopo Battaglia [inter]view

Se un italiano cita gli Zu a uno straniero appassionato di musica, suscita complimenti o comunque la certa identificazione di un progetto importante per l’ultimo decennio di avventure sonore in ambito avant-jazz. In pratica, la band italiana più importante ed elogiata all’estero. Di seguito la chiacchierata con Jacopo Battaglia, batterista che assieme a Luca Mai e Massimo Pupillo forma il nucleo storico del progetto.

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REIGNS | Tim Farthing [inter]view

Una band poco conosciuta in Italia con di certo una grande attenzione per le atmosfere, ma dal sound di difficile catalogazione. Il loro nuovo disco ha destato un certo interesse anche qui da noi, ecco perché era giusto conoscere meglio i Reigns. Ci siamo fatti aiutare da uno dei due fratelli che hanno dato vita al progetto: Tim Farthing (tra le altre cose, anche nuovo chitarrista dei mitici Hey Colossus).

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DEERHOOF | Greg Saunier [inter]view

Offend Maggie dell’anno scorso è stato un altro tassello della splendida carriera dei Deerhoof, band poco celebrata rispetto a ciò che meriterebbe. Ma di questo si è già parlato nell’articolo loro dedicato, per cui spazio alla chiacchierata con uno dei fondatori del gruppo: Greg Saunier (batteria).

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SAMOTHRACE | Bryan Spinks [inter]view

Scoperti troppo tardi per essere inseriti nella playlist dell’anno appena passato, i Samothrace sono riusciti a catturare l’attenzione con un debutto che miscela sapientemente doom di scuola europea e sludge americano, per dar vita ad una formula tanto avvincente quanto ricca di pathos. Per chi ancora non fosse entrato in contatto con questa nuova realtà nata nel Midwest, ecco il resoconto di uno scambio di idee con Bryan Spinks, voce e chitarra della formazione.

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THE BULEMICS | Gerry Atric [inter]view

I Bulemics sono una delle formazioni che meglio ha saputo rappresentare negli ultimi anni l’autentico spirito del punk più iconoclasta e che ha riportato il rock’n’roll alla sua originaria pericolosità. Guidati dallo scatenato Gerry Atric, i Bulemics si apprestano ad invadere il nostro paese con una serie di concerti che sospettiamo lasceranno una lunga scia di ossa doloranti e acciacchi post-sbornia. Abbiamo pertanto deciso di contattare il cantante della formazione per sapere come si sta preparando per questa scorribanda lungo la nostra penisola.

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ULTRAVIXEN [inter]view

All’esordio dopo un rodaggio iniziatico sui palchi di mezza Europa, gli UltraviXen sono una delle band di punta della mai troppo lodata Wallace Records. Di seguito l’intervista comunitaria, nonostante si sia prestato come portavoce ufficiale Alessio, chitarrista e autore dei testi del gruppo.

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MARISSA NADLER [inter]view

Con Little Hells, Marissa Nadler compie un serio passo in avanti nella sua crescita artistica personale. Elemento fondamentale dei suoi desideri, com’è possibile constatare dall’intervista di seguito.

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FEN | Grungyn [inter]view

I Fen sono una nuova scoperta della code666: provengono dall’est dell’Inghilterra (vedremo perché in questo caso l’origine geografica è determinante), suonano un black metal contaminato dal folk e dallo shoegaze e stanno raccogliendo in giro molti consensi grazie al loro The Malediction Fields. Si sono guadagnati un’intervista su Terrorizer, ma subito dopo Grungyn è stato gentile ed esauriente nel raccontarci la storia della band e altri dettagli che ci aiutano a capirne alcuni aspetti del sound.

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JULIE'S HAIRCUT | Luca Giovardi [inter]view

Autori del più interessante disco italiano pubblicato quest’anno (chiaramente finora), i Julie’s Haircut si confermano come una delle migliori realtà musicali in cui sperimentazione, psichedelia e struttura-canzone assumono un’ulteriore forma artistica, superiore alla somma delle parti. Assunta la dimensione di vero e proprio collettivo, con Our Secret Ceremony confermano la loro presenza nel roster A Silent Place, attivissima etichette di Andria(Ba) su cui torneremo presto con uno speciale dedicato. Di seguito l’intervista a Luca Giovardi, principale songwriter del gruppo assieme a Nicola Caleffi.

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SUPERPARTNER [inter]view

I Superpartner sono autori di un pregevole disco indie-pop, quindi - per quanto sembri strano – si muovono in un contesto non poi così di facile approccio dal punto di vista commerciale in Italia. Nemmeno gestire l’aspetto contenutistico è semplice, dato che basta davvero poco per scadere nella maniera e nella faciloneria delle canzoncine zuccherose. Con loro non è accaduto: di seguito la nostra intervista.

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SCOTT KELLY [inter]view

Storico membro fondatore dei Neurosis, Scott Kelly ha pubblicato nel 2008 un altro tassello della sua carriera solista. In merito ad essa e a tutta la sua produzione musicale abbiamo chiacchierato e riportato nell’intervista di seguito.

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DORIAN GRAY | Davide Catinari [inter]view

Con Forse Il Sole Ci Odia, a fine 2008-inizio 2009 è tornata una band storica dell’underground italiano. Della formazione originale è rimasto solo il leader Davide Catinari. Di seguito l’intervista con lui.

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SUBINTERIOR | Andrea Freschi [inter]view

Siamo passati molto spesso dalle parti di Andrea Freschi, sia parlando dei Canaan, sia delle uscite della sua etichetta Opaco Records, ma pure occupandoci più in profondità di suoi e nostri amici come Andrea Marutti, Andrea Penso e Giuseppe Verticchio. Abbiamo dunque approfittato dell'uscita di Mesmerize per fare quattro chiacchiere anche con lui.

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GEISHA | Anton “Caligula” Maiof [inter]view

Con Die Verbrechen Der Liebe, secondo lp dei Geisha, la band bristoliana si spinge ancora più a fondo negli abissi di rumore già esplorati nel precedente Mondo Dell'Orrore, pubblicato anch'esso dall'infallibile Crucial Blast. Audiodrome incontra via mail Anton “Caligula” Maiof, voce e chitarra del gruppo, per sottoporgli qualche domanda sui suoi mondi dell'orrore...

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FOU | Tony Taglialucci e Paolo Morandi [inter]view

Con Procurarsi Guanxi, I Fou si sono aggiunti al nutrito gruppo di musicisti italiani che ha contribuito a rendere molto interessante l’anno appena passato. Di seguito l’intervista a Claudio Calamita (Tony Taglialucci, cantante e leader del gruppo) e a Paolo Morandi (basso).

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HELMS ALEE | Ben Verellen [inter]view

Il disco d'esordio degli Helms Alee, Night Terror, è senza dubbio una delle migliori opere prime del 2008. I tre ragazzi di Seattle sembrano lanciatissimi nel voler portare avanti la tradizione musicale di una città che agli inizi dello scorso decennio era sulla bocca – e nelle orecchie, soprattutto – di tutti. Audiodrome non poteva lasciarsi scappare la ghiotta occasione di rivolgere qualche domanda a Ben Verellen, chitarra e voce del gruppo.

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ELECTRIC FRANKENSTEIN | Sal Canzonieri [inter]view

Sal Canzonieri è uno che sa il fatto suo, non deve nascondersi dietro a pose da intellettuale o a una falsa modestia di facciata: è consapevole di non essere nato per cambiare le sorti della musica, ma sa anche che i suoi Electric Frankenstein hanno superato largamente i quindici anni di attività (la band si è formata nel 1991) e che ben pochi concorrenti hanno saputo fare altrettanto. Inoltre, da sempre fior fiore di disegnatori si è fatto avanti per curarne le grafiche, tanto che la nota casa editrice Dark Horse ha di recente stampato un volume a catalogarle e a documentarne il valore. Se a tutto ciò si aggiunge l’elevato numero di label indipendenti coinvolte nella pubblicazione di album, ep e singoli a firma Electric Frankenstein, viene il sospetto che ci sia una formula segreta su cui vale davvero la pena di indagare.

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PAVIC | Marko Pavic [inter]view

Marko Pavic è il talentuoso chitarrista che guida la band Pavic, una delle new sensation dell'hard rock moderno del nostro Paese. Dopo più che entusiastiche recensioni che la stampa ha riservato in ogni dove al suo secondo album, più una serie di esperienze che ne hanno accresciuto la sagoma professionale, l'axeman incontra Audiodrome in un momento di riposo, in attesa di riprendere febbrilmente un'attività live decisamente ricca. Ne è nata una conversazione piacevole e a tratti interessante, dove si scorge non solo la lucidità del musicista ma anche la personalità rilevante dell'uomo.

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MORKOBOT [inter]view

Un fine 2008 col botto per i Morkobot, autori, con Morto, di una della prove più convincenti dell'intera scena alternativa italiana (e non solo, visto il taglio internazionale della loro proposta). Una musica genuina e all'insegna della sperimentazione più pura, scevra di ogni qualsivoglia dogma, se non quello di osare con gli strumenti per cercare una via personale all'arte. Personalità, appunto, un concetto di cui si parla e riparla ma - in fondo - applicabile a ben poche band, soprattutto se si parla di scena italiana o presunta tale. Abbiamo fatto due chiacchiere con Lan per approfondire l'universo Morkobot.

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BUEN RETIRO | Mauro Spada [inter]view

Forti di una lunga presenza nella scena indie underground, i Buen Retiro sono autori di Escargot, un lavoro complesso e di non facile assimilazione, ma estremamente affascinante. Abbiamo incontrato Mauro Spada (basso e voce) per saperne qualcosa di più.

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TREACHERY | Rachael Kozak [inter]view

Incuriositi dall’originale miscela di suoni che confluisce nelle composizioni a firma Treachery, abbiamo raggiunto Rachael Kozak (Hecate). Personalità complessa e a tratti controversa, è cantante della formazione ma anche mente della label Zhark International, nonché musicista impegnata in molteplici progetti e collaborazioni.

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SOVVERSIVO [inter]view

Forti di un successo di critica straordinario, i Sovversivo mostrano, sotto la scarica di domande del nostro redattore, un orgoglio non comune che di certo è la vera chiave di volta di una band non incline ad abbassare la testa o a fermarsi di fronte alle difficoltà di una scena difficile.
In occasione della pubblicazione del loro primo cd, l'ottimo Wild Emotions, quindi,  Audiodrome ha voluto conoscere più a fondo questa genuina realtà rock nostrana, nella speranza che anche il pubblico si mostri attento.

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BACHI DA PIETRA | Giovanni Succi [inter]view

Giovanni Succi e Bruno Dorella sono i Bachi Da Pietra e dispensano splendido blues primigenio da un po’ di anni a questa parte. Il 2008 ha visto l’uscita di Tarlo Terzo, perfetto compimento del lavoro iniziato con i precedenti, oltre che una delle migliore uscite italiane dell’annata. Di seguito l’intervista a Giovanni. (foto © Recap Modotti)

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GENEROUS MARIA | Göran Florström [inter]view

Si può parlare oggi di rock senza dover per forza pensare a qualche vecchia gloria imbolsita o a qualche plasticosa star mainstream? Ad ascoltare la musica dei Generous Maria si direbbe proprio di sì! Autore di un hard-rock energico e viscerale, il gruppo svedese rappresenta l’anima più autentica e genuina del genere. La Tornado Ride non si è lasciata sfuggire l’opportunità di pubblicare i due album della band in vinile e, come al solito, ha dimostrato un gran fiuto nell’aggiungere alla propria scuderia anche i Generous Maria, formazione cui siamo andati immediatamente a rivolgere qualche domanda.

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PHRAGMENTS | Matej Gyarfas [inter]view

Phragments, duo martial/neoclassical/industrial di Bratislava, potrebbe essere un nuovo progetto sul quale scommettere, così come ha fatto Malignant Records, che ne ha pubblicato l'ultimo solidissimo album. [photos by Jergusk - Soundcypt.com]

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1RKO | Simon Daniels [inter]view

[english version here]


Sin dalla nascita, una delle primissime raccomandazioni che ci vengono fatte è quella di non fare mai affidamento sugli estranei o addirittura di non rivolgere loro neanche la parola. Quanto conoscenza in fumo, invece! È veramente triste notare che la maggioranza dei redattori di mezzo mondo tenga conto solo dei “pezzi grossi” della musica e non si curi affatto di quelli che diventeranno “grossi”. Personalmente, mi ritengo una sorta di giornalista “gonzo” del rock n’roll. Mi spiego. Penso che sia decisamente più importante vivere la musica dall’interno, carpire anche i più piccoli eventi che la caratterizzano, dal basso soprattutto. Vi siete mai chiesti quanti meravigliosi e geniali esseri umani la realtà nasconda lì fuori? Uno di loro è sicuramente Simon Daniels. Un estraneo, appunto. Ma un estraneo che agisce, pensa e crea musica come uno che ha attinto ad una superiore coscienza del mondo e dei suoi mezzi artistici. Ciononostante, non sto parlando unicamente di un individuo, ma di un vero e proprio terremoto californiano chiamato 1RKO. Simon ed il suo gruppo dal nome bizzarro hanno concepito un lavoro di coerente e incontaminato hard rock che rappresenta magnificamente quello che un domani verrà osannato come un classico. Lui preferisce più modestamente riassumerla in questo modo: “un esaltante e puro concentrato di rock n’roll influenzato da AC/DC, Kiss, Def Leppard, Cheap Trick, Aerosmith, Beatles e Rolling Stones”. Al contrario, per le mie orecchie i tentativi di descrizione non sono stati altrettanto scorrevoli, dato che le canzoni degli 1RKO mi hanno letteralmente travolto. Devo essere onesto? Oggigiorno mi capita molto di rado di venire rapito dalla musica che mi viene propinata.
Mentre gli 1RKO ed il loro management si stanno dando da fare per ottenere un contratto major, dal mio canto, tutto ciò che posso fare è diffondere l’immenso verbo di questa fremente Rivelazione hard rock e del suo carismatico leader e guru. Signori e signore, l’uomo che è stato in grado di prestarmi un nuovo entusiasmo, una rigenerata fiducia nell’umanità, un amore più profondo per la musica e la vita.

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KNYGHT [inter]view

Dopo un demo d'esordio che ne ha mostrato le buone capacità, i romani Knyght si sono avventurati nelle lande germaniche per produrre il loro primissimo ep, che, a giudicare dai primi sentori e dalle parole dei ragazzi, farà innalzare di molto le valutazioni del gruppo. Al ritorno dalla Germania, i Knyght hanno trovato Audiodrome ad attenderli per una chiacchierata.

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FATHER MURPHY | Freddie [inter]view

Dal collettivo Madcap, una delle più vivide realtà indipendenti italiane, sono nati i Father Murphy. Giunti al loro disco più importante e “impegnativo”, pubblicato dalla Boring Machines, affrontano ancora una volta il mondo per dimostrare il periodo di salute della musica nostrana. Di seguito quattro chiacchiere con loro.

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BLITZEN TRAPPER | Eric Earley [inter]view

Autori di due poliedrici dischi come Wild Mountain Nation e Furr, distanziati solo da un anno, i Blitzen Trapper si sono dimostrati una delle più interessanti “indie” band in circolazione. Di seguito la chiacchierata e le risposte “psichedeliche” del leader Eric Earley.

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ERAMALE [inter]view

Autori di un cd - RML - di cinque brani estremamente interessanti e ricchi di spunti e di idee, gli Eramale emergono come una proposta musicale nuova e molto promettente. Li abbiamo raggiunti per conoscerli meglio.

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VOETSEK [inter]view

Oggi va di moda parlare di thrash revival e spesso si confonde il fenomeno creato a tavolino dalle varie label con l’originale spinta dal basso, partita già ad inizio millennio e radicata profondamente nella scena hardcore punk. Parliamo, ovviamente, di formazioni come Voetsek, Crucial Unit, S.M.D., Deadfall, D.F.A. e gli ormai famosi Municipal Waste. Per fare un po’ di chiarezza e per dare il giusto risalto al loro ultimo album Infernal Command, abbiamo deciso di chiamare in causa proprio i Voetsek, prime movers della scena e autentici paladini del thrash-core più crudo e genuino.

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ESSIE JAIN [inter]view

Talento innato, Essie Jain affina con The Inbetween quanto mostrato nel disco d'esordio. I due dischi sono arrivati in Italia quest'anno e a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, nonostante in patria sia intercorso un intero ed importante anno. Di seguito la nostra chiacchierata con lei.

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THE NIRO | Davide Combusti [inter]view

Classificatosi secondo al premio "Fuori Dal Mucchio" e autore di uno dei migliori esordi italici dell'annata, The Niro alias Davide Combusti fa quattro chiacchiere con noi. (le foto sono © Andrea Massari)

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ZOZOBRA | Caleb Scofield [inter]view

Caleb Scofield (Cave In, Old Man Gloom) ha da poco pubblicato il secondo album a firma Zozobra, questa volta accompagnato alla batteria da Aaron Harris (Isis). Il lavoro si intitola Bird Of Prey e rappresenta una delle uscite più interessanti di questo 2008 agli sgoccioli, per cui era impossibile resitere alla tentazione di saperne di più.

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THE BLACK ANGELS | Christian Bland [inter]view

Dopo il buon Passover sembravano spariti nel nulla. Dal nulla sono riapparsi quest’anno con Directions To See A Ghost, uno dei dischi rock più lisergici dell’annata. Di seguito l’intervista con Christian Bland, cantante/chitarristadel gruppo di Austin.

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CUBRE | Sylus [inter]view

Voglia di forzare i limiti e di percorrere la propria strada fino in fondo, queste le caratteristiche principali dei Cubre: una formazione che ha raggiunto i dieci anni di attività e si prepara a realizzare un album che ne celebri l’infaticabile attività live. Impressionati dal loro ultimo album in studio (Sights Of Unstable Flows), abbiamo intercettato il bassista Sylus per sentire come vanno le cose e quali progetti bollono in pentola per i Cubre.

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ENSLAVED | Grutle Kjellson, Herbrand Larsen [inter]view

Uno dei “rischi” che si devono accettare quando si intervista un gruppo in cui si crede molto e che si ritiene “importante” nell’ambito di una determinata scena, è quello di restare delusi.
Infatti, è cosa nota che un artista può essere incredibilmente capace sotto il lato artistico, quanto pessimo sotto il lato umano: vuoi per spocchia, saccenza, stronzaggine. E, pur essendo due ambiti separati, è innegabile che anche amando molto un determinato artista/gruppo, scoprire un lato umano “deludente” è qualcosa che fa dispiacere.
Il discorso opposto vale per gli Enslaved: tanto eccelsi sotto il profilo artistico, quanto disponibili, gentili e simpatici sotto il lato umano. Del resto questa intervista parla da sé: ci troviamo di fronte a due persone (Grutle Kjellson, voce, basso, fondatore e mente degli Enslaved, e Herbrand Larsen, nel gruppo dal 2004, tastiere e cori) incredibilmente aperte, appassionate, dedite alla loro causa e  acculturate, che non si sono limitate a fornire delle risposte striminzite, ma hanno sviscerato ogni aspetto che abbiamo sottoposto alla loro attenzione. Per un gruppo che, non ci stancheremo mai di dirlo, rappresenta tutto ciò che una band estrema dovrebbe essere (eclettismo, personalità, apertura mentale), scoprire questo ulteriore aspetto positivo non può che fare immensamente piacere. Potrete non condividere le loro idee, ma non potrete negare la cura e la dedizione con cui gli Grutle e Herbrand hanno spiegato il loro pensiero sui vari temi toccati nel corso di questa lunga intervista. Ringraziando nuovamente gli Enslaved, vi auguriamo buona lettura.

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BLAKE/E/E/E [inter]view

Dalle ceneri di uno dei più importanti gruppi avant-folk italiani, i Franklin Delano, nasce il progetto Blake/e/e/e con un disco, Border Radio, che non rinnega il passato, ma è intriso di modernità ed echi di forza musicale primigenea. Intervista a Paolo Iocca e Marcella Riccardi.

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BEATRICE ANTOLINI [inter]view

Disco importante A Due di Beatrice Antolini, per lei e per la musica italiana. Felice seguito dell’altrettanto valido Big Saloon, fotografa perfettamente lo stato dell’arte della musicista maceratese. Di seguito l’intervista.

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THE DEAD SCIENCE | Sam Mickens [inter]view

Villainaire si è dimostrato il disco della consacrazione per i Dead Science, dopo anni di onorevolissimo lavoro sotterraneo. Di seguito quattro chiacchiere con Sam Mickens, leader, chitarrista e voce del gruppo.

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SPARKLE IN GREY [inter]view

Autori di uno dei migliori dischi elettro/improv dell’anno, gli Sparkle in Grey
hanno fatto quattro chiacchiere con noi. Eccone il resoconto.

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CAUL | Brett Smith [inter]view

Il progetto di Brett Smith è conosciuto da tutti gli appassionati di dark ambient (in Italia e non solo), grazie al lavoro di diffusione che ne ha fatto negli ultimi anni la Eibon Records. L’uscita della collaborazione con Kirchenkampf per l’ottima Malignant Records, altra etichetta che ha permesso di scoprire l’incredibile forza evocativa ed emozionale di Caul, è stata una chance per contattare Brett e approfondire la discussione sulla sua musica e sul suo mondo interiore, che non mancherà di sorprendere qualcuno. Il discorso sull’esistenza di migliaia di cloni in questo ambito è noto, trito e ri-trito, tanto che un approccio distratto potrebbe lasciare colpevolmente in secondo piano quest’artista, che si concentra molto sui suoni e non sul trovare elementi di novità per un genere al quale non sente nemmeno di appartenere, alla fin fine. In ogni caso, Caul è la dimostrazione di come si possa lasciare il segno ugualmente, grazie a un grande senso della profondità e  - banalmente – al talento.

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RC2 | Eduardo Benatar [inter]view

Arriva dal Sud America una delle più belle sorprese di questo 2008 in ambito prog, e precisamente dal Venezuela. Gli RC2, con il loro Future Awaits, si sono rivelati una formazione matura ed interessante, proponendo una piacevole miscela di rock, metal e tradizione sudamericana.
Abbiamo approfittato della cortesia di Eduardo Benatar, il batterista del gruppo, per conoscere un po’ meglio questa band.

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AUCAN | Giovanni Ferliga [inter]view

Gran disco d'esordio per gli Aucan, recensito settimane addietro su [audio]drome. Di seguito una chiacchierata via mail con Giovanni Ferliga, un po' avaro di parole. Che allora sia principalmente la musica a parlare per loro.

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LONG DONG SILVER [inter]view

Ancora una volta siamo ad occuparci di un gruppo dedito al rock’n’roll più marcio e bastardo in circolazione, ancora una volta volgiamo lo sguardo alla Brianza e scopriamo legami con formazioni  quali Greedy Mistress, Seditius, The Leeches, Thee STP, ancora una volta c’è lo zampino della Scarey Records, ancora una volta abbiamo sentito forte il richiamo della foresta e ci siamo affrettati ad intervistare i diretti interessati. Ladies and gentlemen: The Long Dong Silver!

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NEVERDREAM | Gabriele Palmieri [inter]view

L’Italia ha qualcosa da dire in ambito prog-metal? Si direbbe proprio di sì, a giudicare da alcuni gruppi che stanno emergendo negli ultimi anni. Tra questi meritano un posto di primo piano i Neverdream, il cui ultimo lavoro Souls è stato recentemente recensito su Audiodrome. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Gabriele Palmieri, batterista della band.

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THE NEW YEAR | Matt Kadane [inter]view

I fratelli Matt e Bubba Kadane sono stati alfieri dello slowcore con i Bedhead negli anni Novanta. La fine di quel progetto ha portato alla nascita, poco più tardi, dei The New Year, di cui è appena uscito il quarto disco. Ottima occasione per quattro chiacchiere con Matt.

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EXPO '70 / BE INVISIBLE NOW! | Split interview [inter]view

Uno split transoceanico azzeccatissimo per la Boring Machines, la cui filosofia è portare in Italia artisti sconosciuti e artisti italiani all'estero. Due artisti accomunati dalla passione per kraut e corrieri cosmici, in alcuni casi quasi telepatici, in altri ben diversi tra loro (per me Be Invisible Now! i Black Sabbath non li ascolta). Abbiamo colto l'occasione per realizzare un'intervista doppia, idea per niente originale visto quello che passa per Berlusconia, ma in questo caso appropriata.

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ONEIDA | Kid Millions [inter]view

Come avrete visto dalla doppia recensione, l’ultima fatica degli Oneida ha diviso le opinioni (sintomo di un disco, comunque sia, oggettivamente interessante, come qualsiasi cosa capace di provocare un dibattito),  ma i giudizi sull’importanza e la grandezza di questa band sono unanimi. Così come unanimi sono i nostri sentimenti nei confronti di Kid Millions, batterista e cantante degli Oneida, dimostratosi una persona incredibilmente disponibile, modesta ed interessata alle nostre domande. Questo è il resoconto della nostra chiacchierata, che ha toccato gli argomenti più disparati e che ci regala dei punti di vista estremamente personali, validi ed interessanti. In attesa di ascoltare il triplo Rated O, prossimo tassello della trilogia denominata “Thank Your Parents”, godetevi le parole di Million e le trame oniriche e psichedeliche di Preteen Weaponry… E non scordatevi di continuare a guardare la luce… Potreste trovare molte sorprese al suo interno!

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NUMERO 6 | Michele Bitossi [2008] [inter]view

Autori dello splendido ep Quando Arriva La Gente Si Sente Meglio, recensito settimane fa su queste pagine, abbiamo raggiunto il leader e motore del gruppo, Michele Bitossi. Di seguito l’intervista.

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ALEXANDER TUCKER [inter]view

In campo (neo)folk, sul versante di certi suoni vicini al metal come i progetti solisti di Steve Von Till e Scott Clarke (Neurosis), si è distinto particolarmente Portal, terzo disco di Alexander Tucker. Di Portal e del suo mondo musicale ce ne parla nell’intervista di seguito.

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UNDERGROUND RAILROAD | Raphael Mura [inter]view

Al loro secondo cd per One Little Indian, gli Underground Railroad iniziano a farsi notare davvero. Benedetti da NME e prodotti a Seattle da chi ha lavorato con Nada Surf e Death Cab For Cutie, li abbiamo intervistati e abbiamo scoperto che lavorano duro, vanno matti per i campionatori ed ascoltano Charles Aznavour...

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BAUSTELLE | Francesco Bianconi [inter]view

Abbiamo raggiunto telefonicamente Francesco Bianconi nel pieno della preparazione della trasferta Berlinese della band, in missione per un live show nella capitale tedesca (18 Settembre, Lido-Berlin) e per la realizzazione del video de “Il Liberismo Ha I Giorni Contati”. Una voce un po’ stanca, ma entusiasta di quanto realizzato finora, risponde alle domande. Di seguito il resoconto della chiacchierata.

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VESTIGIAL [inter]view

Siamo contenti di aggiungere Vestigial alla nostra collezione di interviste riguardanti il mondo Cold Meat Industry. Siamo sicuri, infatti, che Translucent Communion sia una delle uscite più convincenti dell'etichetta da almeno due anni a questa parte. Abbiamo cercato di conoscerlo meglio.

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NACHTMYSTIUM | Blake Judd [inter]view

Pare che Assassins dei Nachtmystium verrà annoverato tra i dischi metal più importanti del 2008. Sono molti i temi da affrontare per capirne i segreti: il fattore Pink Floyd (il sottotitolo di Assassins è Black Meddle: oggi il nostro pensiero va a Richard Wright), il fattore Sanford Parker, l’attuale legame col black metal , la capacità di interessare un pubblico più ampio pur essendo rimasti molto feroci. La parola a un Blake Judd (voce, chitarra) piuttosto di buon umore, ed è comprensibile.

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COSTANZA FRANCAVILLA [inter]view

È stato un piacere poter conversare con Costanza Francavilla. Non è solo l’autrice di un promettente esordio sulla lunga distanza, ma anche un’artista "totale", capace di spiegare come dietro alla sua musica ci sia cultura, idee, vite e progetti. Quest’intervista serve a mostrare proprio lo spessore di Costanza, troppo spesso liquidata da formulette giornalistiche e di marketing come "la musa di Tricky".

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DEADBIRD | Phillip Schaaf [inter]view

Autori di uno dei dischi più interessanti e sorprendenti (per più di una ragione) di questo 2008, i Deadbird si dimostrano anche persone di una disponibilità e soprattutto di un’umiltà fuori dalla norma. Sempre pronti a sottolineare la loro voglia di suonare in giro per il mondo e la gratitudine nei confronti di chi si è avvicinato al loro universo in note, i musicisti di Fayetteville confermano di meritare in pieno le attenzioni che Twilight Ritual sta riscuotendo un po’ ovunque.

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STILLHED | Helge [inter]view

Il batterista Helge è ormai persona nota in quel di Audiodrome, ex membro dei Dora Diamant e attivo in prima persona nella scena squat teutonica, il musicista tedesco ci ha recentemente contattato per parlare della sua nuova avventura in note, gli Stillhed. Sentiamo cosa ha da raccontarci.

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HEY COLOSSUS [inter]view

Gli Hey Colossus sono appena usciti col loro miglior album: non potevamo non abbinare un’intervista alla recensione e dare un po’ più spazio del solito a questa band, anche per parlare del giro attorno all’ottima etichetta Riot Season, che pubblica questo Happy Birthday.

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EVA | Steff Brusa [inter]view

Non so se definire gli EVA come la band principe del panorama rock melodico italiano sia corretto. Certo è che nessuno come questa band ha saputo ridurre e colmare lo scarto qualitativo che ha separato e separa l’AOR italiano dai più illustri esempi scandinavi o americani. Il loro ultimo album Blue, di recente pubblicazione dopo mille stenti, ne è stata la definitiva consacrazione e non ha fatto che confermare quanto di buono già si era visto con The One. Ho l’occasione di parlarne con l’amico Steff Brusa, tastierista e compositore della band.

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STRAIGHT OPPOSITION [inter]view

Sempre più spesso, oggi, l'hardcore viene vissuto come un mero genere musicale, così da tralasciare completamente il portato ideologico/attitudinale riassunto in modo perfetto nella frase: "la musica è una cosa, l'hardcore un'altra". Essere un gruppo hardcore non consisteva tanto in un determinato suono o in una determinata immagine, quanto nell'aderire ad una vera e propria filosofia di vita che aveva i propri principi fondantinel "do it yourself" e nel rifiuto di ogni forma di prevaricazione/massificazione. Nonostante l'attuale tendenza a ridurre tutto ad un mero discorso musicale, resistono ancora realtà intenzionate a mantenere vivo un approccio a 360°: i pescaresi Straight Opposition esemplificano alla perfezione questa scuola di pensiero e non sembrano certo avere intenzione di cambiare rotta.

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STARS LIKE FLEAS | S. Fields [inter]view

Gli Stars Like Fleas sono un altro dei sorprendenti e validissimi collettivi dediti a “forme di pop” e considerato depositario di musica di alta qualità, oltre che fucina di talenti. Il loro nuovo disco The Ken Burn Effects ha ulteriormente confermato la loro grandezza. Raggiunto al telefono, Shannon Fields (la persona che insieme a Montgomery Knotts ha dato vita al progetto) risponde alle nostre domande.

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SEDITIUS | Noodles [2008] [inter]view

Figli della sottile linea che ha saputo accomunare negli anni formazioni differenti per stile e provenienza, eppure vicine quanto ad energia trasmessa, i Seditius sanno come triturare all'interno del proprio sound gli ingredienti più disparati per rovesciare sull'ascoltatore una travolgente miscela a base di rock'n'roll, punk e hardcore. Abbiamo cercato di estorcere a Noodles (vocals) il segreto del loro sound, a voi le sue risposte...

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CAT CLAWS [inter]view

Gruppo romano all’esordio con Magic Powers  per la 42 Records, si è già imposto come live act dei più interessanti di questo periodo. Tanto che dopo aver aperto per i Babyshambles di Doherty mesi fa, il 2 agosto saranno tra quelli scelti per fare da opening act per gli storici Gang Of Four. Segno della qualità della proposta musicale e della validità di entertainment della proposta stessa dal vivo. Di seguito l’intervista a più voci con tutti - o quasi - i gatti più importanti del momento.

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MARGARET DOLL ROD [inter]view

Le risposte di Margaret sono dirette e semplici come la sua musica: nessuna sovrastruttura, nessun giro di parole, eppure hanno l’incredibile capacità di centrare il nucleo delle cose, proprio come i brani che compongono il suo ultimo lavoro, Scintillating. È bello sapere che in giro ci sia ancora gente come lei, persone per cui la musica non è un mezzo per arrivare a qualcosa, ma un dono da condividere con gli altri.

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ASCEND | Gentry Densley [inter]view

La musica non è una linea dritta, ma un dedalo di percorsi che in alcuni casi non si incontreranno mai, altre volte, al contrario, si intrecceranno per dar vita a nuovi tracciati, tanto improbabili, quanto affascinanti. Ecco, quindi, che può accadere di ritrovare musicisti, con cui si è avuto a che fare singolarmente, riuniti sotto un unico nome e da ciò partire per un gioco di rimandi capace di collegare come un invisibile filo decenni di storia musicale. Ascend incorpora frammenti di Engine Kid, Iceburn, Void, Soundgarden, Earth, Sunn 0))), Eagle Twin e molto altro ancora. Un caso? Non si direbbe, almeno a giudicare dalle parole di Gentry Densley, che ci guida e ci introduce nel complesso mondo degli Ascend, una vera e propria band e non il solito progetto estemporaneo, mordi e fuggi.

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COMBO DE LA MUERTE | Jacopo [inter]view

C’è poco da fare gli schizzinosi, il Combo De La Muerte rappresenta una piacevole novità di assoluta rilevanza nel panorama musicale metal e/o in quello ad esso legato.
In pochissimo tempo, questa band transnazionale ha raccolto un numero impressionante di consensi in tutto il mondo, grazie ad una formula innovativa, ricca e divertente: il loro “voodoo latin jazz” style col quale coverizzano i grandi classici del metal.
Audiodrome non poteva farsi sfuggire l’opportunità di un loro intervento, ed è per questo che ha raccolto subito la possibilità di discutere con Jacopo, uno dei fondatori dell’indiavolata comitiva. Gli lascio la parola, per un’intervista tutta da leggere riguardo una band tutta da scoprire.

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BULL BRIGADE | Eugy [inter]view

Strade Smarrite, prima prova in studio per i torinesi Bull brigade, è un lavoro capace di colpire al cuore anche chi solitamente non impazzisce per certe sonorità. Forte di testi mai banali e di anthem in grado di catturare e contagiare sin dal primo ascolto, il disco è opera di una formazione nata dall’unione tra musicisti già visti all’opera con Banda Del Rione e Bad Dog Boogie.
La parola al cantante Eugy cui spetta il compito di introdurci nel mondo dei Bull Brigade.

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DREAMSTEEL [inter]view

I DreamSteel sono una giovane quanto stupefacente power-prog band di Bologna. Giunti di recente all’esordio discografico, sono riusciti a stupire addetti ai lavori e pubblico con un disco, You, recensito su queste pagine, che ne ha messo in luce le grandissime capacità e la notevole forza innovativa. In questo momento roseo per la band, Audiodrome ne ha approfittato per scambiare quattro chiacchiere con i ragazzi della band, mostratisi estremamente disponibili e alla mano. Ulteriore conferma di stile per un gruppo che merita tutta l’attenzione che sta raccogliendo intorno a sé.

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LADYTRON | Mira Aroyo [inter]view

Dopo il tour con I Nine Inch Nails, il nome Ladytron è sbucato un po’ su tutti i giornali.
Da semi-sconosciuti, apprezzati soprattutto in patria e arrivati in Italia senza lasciare il segno, oggi  i Ladytron hanno conquistato un posto di tutto riguardo all’interno della scena (meglio, del calderone) alternative.
Electro-pop, synth-pop, industrial e una dose di new wave sono gli elementi che rendono davvero unica la proposta della band; una proposta che, pur essendo debitrice nei confronti di molti, viene sempre sviluppata con una grande personalità e, come verrà ribadito da Mira nel corso dell’intervista, con tanta voglia di stupire e di non ripetersi mai. E Velocifero ne è la più grande dimostrazione.

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GNAW THEIR TONGUES | Mories [inter]view

Se il fiuto non mi inganna, Gnaw Their Tongues diventerà uno dei progetti di musica estrema più apprezzati in giro. Con la Crucial Blast che gli pubblica l'ultimo An Epiphanic Vomiting Of Blood, non dovrebbe trovare difficoltà ad affermarsi nei vari circuiti underground, grazie al diluvio di suono che è capace di riversare sull'ascoltatore: un vero e proprio baccanale, dal quale sarà per tutti durissima riprendersi. Siamo andati a vedere quali impressioni sul disco erano giuste e quali no, vista la quantità considerevole di suggestioni che Mories (stiamo parlando di una one man band) stratifica in ogni sua traccia.

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MYLAND | Guido Priori [inter]view

A sfondo dell’enorme successo che il secondo album dei Myland sta avendo in Italia e non solo, Audiodrome ha voluto intervistare un simpatico e vivacissimo Guido Priori, il vocalist della band. Un cantante, ma non solo, un professionista che è rimasto fan e che, a fronte delle soddisfazioni che sempre di più raccoglie, rimane una persona sincera e tranquilla.

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CHRIS CATENA [inter]view

Chris Catena è recentemente tornato agli onori della cronaca per la pubblicazione del suo ottimo secondo album, confermando le capacità e la creatività già mostrata nel primo full length. Contattato da Audiodrome per un’intervista, il cantante romano non solo si è prestato favorevolmente all’intervento, ma ha reso questo ancora più prezioso, concedendoci l’onore di una chiacchierata sincera e, per certi versi, intima, in cui l’artista mostra l’uomo e viceversa, senza alcuna contraddizione.

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NADJA | Aidan Baker [inter]view

È appena uscito Desire In Uneasiness per Crucial Blast, nuova delle molte fatiche di Aidan Baker a nome Nadja. Aidan è uno tra i musicisti più prolifici che conosciamo, ma è difficile trovare qualcosa di suo che sembri buttato su frettolosamente. Capace di esprimersi secondo diversi stili (provate a sentire – ad esempio – cosa ha fatto a suo nome per Afe Records), con questo progetto si è ritagliato uno spazio autonomo che poteva essere ingombrato dalla figura importante - altrettanto versatile e prolifica - di Justin Broadrick. Del resto, il sound dei Nadja è stato felicemente definito “shoegaze doom”, genere ibrido al quale anche gli Jesu di Silver e Conqueror sembrano aspirare. Non stiamo dunque parlando di un clone, anche se l’influenza dei Godflesh non viene negata, ma di un artista poliedrico capace di applicarsi alla musica pesante e tirarne fuori una versione personale nonostante i legami dichiarati.

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LOVE IN ELEVATOR | Anna e Michela [inter]view

Re Pulsion giunge dopo un importante cambio di formazione e i Love In Elevator confermano l’abilità a distorcere e suonare a volumi esagerati. Un gruppo particolare, che siamo andati a intervistare per poter approfondire la personalità dei suoi componenti e la loro visione del mondo musicale.

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CESARE BASILE [inter]view

Con Storia Di Caino quest’anno è tornato uno dei più importanti e magici cantautori italiani. Un disco fortemente segnato da radici musicali folk/blues
e da testi molto vicini alla poesia, tra miti e segni vitali trasfigurati in immagini forti. Di seguito l’intervista.

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Daniel O'Sullivan [Guapo, Æthenor, Mothlite...] [inter]view

Nel giro di un mese, ci siamo ritrovati in redazione due dischi a firma Daniel O’Sullivan: Elixirs dei Guapo, ora approdati su Neurot, e The Flax Of Reverie, debutto di un nuovo progetto a nome Mothlite. A questi si è aggiunto il secondo Æthenor, band che lo vede assieme a Stephen O’Malley e Vincent de Roguin, già seguita con attenzione dall’esordio dello scorso anno. Daniel O’Sullivan, londinese classe 1980 è, quindi, musicista prolifico, ma soprattutto versatile. Non è infatti solo polistrumentista, anche se lo vediamo quasi sempre dietro al piano Rhodes, ma è capace di passare dal prog (oltre che coi Guapo, anche coi Miasma And The Carousel Of Headless Horses) a situazioni diversamente sperimentali con Æthenor (un progetto non più solo ambient) e – appunto – con la nuova creatura Mothlite. Senza dimenticare la presenza in quel caleidoscopio musicale che sono i Chrome Hoof. Tutte queste band, di difficile inquadramento, sono influenzate dai gruppi più oscuri e dagli ascolti più ricercati, come se Daniel preferisse ripercorrere alcune strade musicali nascoste per raccogliere particolarità e originalità, anche se scopriremo che si tratta più semplicemente di un’attitudine onnivora che lo fa sempre sembrare qualcosa di diverso a seconda di chi lo sta ascoltando. Un’intervista a un personaggio del genere era doverosa non solo perché è dietro ad alcune cose tra le più interessanti di quest’ultimissimo periodo, ma anche per provare a tirar fuori qualche spunto onde comprendere meglio di cosa diavolo siano la risultante tutti questi dischi. C’è voluto il lavoro di due redattori: non è stato facile, probabilmente dispersivo e viziato anche dall’essere più fan di una cosa che di un’altra, oltre che dal non poter maneggiare tutta questa musica con la stessa sicurezza, ma Daniel è stato gentilissimo e ci ha messo anche quel pizzico di humour inglese qui e là.

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EL TOPO | Adriano Lanzi [inter]view

Autori di Pigiama Psicoattivo, un buon esempio di post-rock con moltissime sezioni di elettronica e jazz, gli El Topo hanno pubblicato un disco che conferma l'interesse italiano per il genere. Li abbiamo raggiunti per saperne qualcosa in più.

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LETORMENTA | Enrico ed Ezio [inter]view

LeTormenta, ovverosia un gruppo che non si accontenta di colpire l’ascoltatore con i suoni, ma ne sfrutta il potenziale espressivo per veicolare pensieri, idee e concetti in maniera tutt’altro che banale o scontata. Difficile restare indifferenti di fronte al pathos che scaturisce da composizioni tanto particolari sotto il profilo squisitamente musicale, quanto affascinanti da un punto di vista lirico. La caratteristica principale della formazione è la capacità di far convivere i differenti aspetti senza che si crei mai una netta sudditanza psicologica o che uno di essi finisca per mettere in ombra l’altro. Dimenticatevi, quindi, il classico gruppo incline a proclami e slogan o propenso all’utilizzo di partiture stereotipate.  Vista la mole di annotazioni e pensieri presenti nei vinili e cd a firma LeTormenta, ci è sembrato opportuno scambiare quattro chiacchiere con loro.

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DEADSEA | Adam Smith [inter]view

Suonano insieme da poco più di un lustro, ma ognuno di loro ha alle spalle altre esperienze musicali che spaziano dall'hardcore dei Three Studies For A Crucifixion al metal più classico, cui il loro secondo e omonimo album deve molto. Soprattutto in termini di passione, la stessa che Adam Smith, loquace cantante e chitarrista della formazione, ha riversato in quella che si è rivelata essere una piacevolissima intervista telematica. A voi...

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DESERT CLOUDS [inter]view

A caccia di talenti italici: stavolta è il turno dei Desert Clouds, band dai forti legami emozionali interni che si riflettono sulla loro musica. Di seguito l’intervista rilasciataci qualche giorno addietro.

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SIKITIKIS | Diablo [inter]view

Intervista con i Sikitikis, gruppo sardo di punta di Casasonica.

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EFFETTI COLLATERALI | Fabio [inter]view

Autori di un lavoro interessante e difficile da etichettare, gli Effetti Collaterali si dimostrano in possesso di idee chiare, voglia di fare e soprattutto di una sana attitudine d.i.y. sempre più rara in questo periodo. Paladini dell’aspetto umano e del confronto come momenti determinanti della propria esperienza come band, sembrano davvero rappresentare la classica voce fuori dal coro o, comunque, una voce che vale la pena fermarsi ad ascoltare. Perché di cose da dire gli Effetti Collaterali ne hanno parecchie... Dunque, bando alle ciance e lasciamo lo spazio a Fabio, voce della formazione nonché curatore della ‘zine Tutti Morimmo A Stento (il cui ultimo numero potrete scaricare anche nella nostra sezione download).

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EVANGELISTA | Carla Bozulich [inter]view

Con Hello, Voyager e la formazione di un suo gruppo, si è definitivamente consacrato il talento di Carla Bozulich, veterana di tante scene musicali, ma solo in tempi recenti apprezzata per davvero nel mondo intero. Una vita funestata da sofferenza  e spesa ai margini l’ha temprata e portato alla luce la capacità di infondere misticismo e sensualità, sacro e profano in ogni singola nota dei suoi quadri out-rock. Caratteristiche che emergono ancora di più nella dimensione live. In occasione della sua seconda “discesa” in Italia, passando per Trieste, Appiano (BZ), Firenze, Faenza, Giussago (PV) e Verona, abbiamo avuto la possibilità di porle alcune domande a cui ha risposto da par suo.

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IRON MOLAR [inter]view

Cosa accade quando dei nomi storici della scena hardcore si uniscono per dar vita ad un progetto noise? Quale percorso porta ad una simile scelta stilistica? Come può il dolore prendere vita e diventare suono? Di questo e di altro ancora abbiamo parlato con xmelphegor (aka bastardbrother), una delle menti che si celano dietro il nome Iron Molar.

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HELLBASTARD | Scruff [inter]view

In questo ultimo periodo, mi è capitato in più occasioni di veder citato il nome di Malcolm “Scruff” Lewty, non solo a causa della recente reunion degli Hellbastard, ma anche perché menzionato nel libro di Ian Glasper sulla scena anarco-punk inglese (volume appena tradotto in Italia dalla casa editrice Shake). Io e Scruff ci siamo conosciuti negli anni Novanta grazie ad un paio di comuni amici e siamo rimasti a lungo in contatto, poi, come spesso succede, le strade si sono separate, almeno fino alle ultime settimane, quando (complici anche i ragazzi di Agipunk e la loro pagina MySpace) siamo nuovamente tornati a sentirci. Mi è venuto, perciò, spontaneo proporgli una chiacchierata sulla reunion degli Hellbastard, ma anche sui giorni dell’anarco-punk e sulla sua militanza nella seminale band The Apostles. Al solito, Scruff non è tipo da tirarsi indietro quando si tratta di raccontare della sua vita in maniera onesta e schietta, soprattutto senza nascondersi dietro false pose da star o tacere gli aspetti meno esaltanti delle vicende. Ecco, quindi, il frutto di una lunga chiacchierata con un musicista che ha vissuto sulla propria pelle alcuni dei momenti più esaltanti della musica made in England degli scorsi decenni, oggi tornato più in forma che mai e pronto a far nuovamente danni insieme ai redivivi Hellbastard.

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DARSOMBRA | Brian Daniloski [inter]view

Se non fossero esistiti Earth e Sunn 0))), forse non staremmo parlando qui di Darsombra, ma quello che c'è di positivo è che non si tratta per nulla di un progetto clone, il che permette di potersi occupare di drone metal o di ambient metal senza annoiare nessuno e scoprendo ancora progetti interessanti, nonostante questo sotto-trend stia già saturando molte orecchie. La parola a Brian. 

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RINGS | Nina Mehta [inter]view

Pare che Nina Mehta (chitarra e voce nelle Rings, anche se i ruoli non sono assegnati rigidamente) abbia risposto dal suo soggiorno a questa e-mail interview. Pare anche che nel suo soggiorno ci fossero gli Animal Collective. Ecco, magari non è vero, ma io gli artisti su Paw Tracks me li immagino proprio così: tutti amici, un po' fricchettoni e con la testa tra le nuvole, ogni sera a casa di qualcuno di loro, buttati sul divano a suonare o a disegnare. In ogni caso era giusto parlare un po' di più dell'esordio delle Rings, un disco che ha mosso la penna di giornalisti importanti (Simon Reynolds), che hanno fatto paragoni importanti (e ingombranti: Slits e Raincoats).

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KONTATTO | Koppa [inter]view

Forti di un suono che miscela in maniera devastante crust e primissima scuola italiana (Wretched su tutti), i Kontatto non sembrano amare troppo i giri di parole o le mezze misure quando si tratta di esprimere le proprie idee o i propri sentimenti. Dal ficcante artwork ai testi, tutto ciò che ruota intorno alla loro musica concorre a dipingere un quadro ben poco rassicurante della società odierna in ogni suo aspetto. Incuriositi, abbiamo deciso di sentire dalla loro viva voce il perché di un titolo come “Disillusione” e quanto lo stesso si rifletta anche sul loro attuale stato d’animo come musicisti e come persone. La parola a Koppa…

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COLOSS [inter]view

I romani Coloss sono tornati con un disco capace di ribadirne ancora una volta l’indiscusso valore: brani veloci e contagiosi che nel giro di poche battute trascinano l’ascoltatore nell’occhio del pit più infuocato. Ironici, trascinanti e mai uguali a se stessi, i Coloss sono tornati a far danni, potevamo perdere l’occasione per rivolgere loro qualche domanda?

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THE ZEN CIRCUS | Andrea Appino [inter]view

Dopo tanti problemi raccontati anche in sede di recensione, gli Zen Circus, coadiuvati dal bassista dei Violent Femmes Brian Ritchie, hanno pubblicato Villa Inferno per la Unhip Records. Ricchissimo di ospiti, dalle sorelle Deal all’ex tastierista dei Talking Heads Jerry Harrison, è uno dei migliori dischi italici usciti finora. Di seguito l’intervista con il leader storico Andrea Appino.

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DIRTY POWER GAME [inter]view

Autori di un album capace di catturare l’attenzione sia sotto il profilo strettamente musicale che per gli argomenti toccati nelle liriche, i romani Dirty Power Game sono fautori di una miscela estrema capace di inglobare al suo interno differenti linguaggi e di risputarli sull’ascoltatore con effetti devastanti. Se a ciò si aggiunge la decisione di utilizzare il formato in vinile, appare chiaro come i Dirty Power Game abbiano tutti i requisiti necessari per dar vita ad un’intervista tuttaltro che banale.

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Pino Scotto [inter]view

In occasione della pubblicazione del suo nuovo album solista, Datevi Fuoco, Audiodrome ha avuto la possibilità di scambiare una breve chiacchierata con Pino Scotto, grazie alla disponibilità della Valery Records.

 

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DOME LA MUERTE AND THE DIGGERS [inter]view

Veloci e dirette come la musica che propongono i The Diggers, le risposte di Dome La Muerte ci aiutano ad approfondire la conoscenza con il suo nuovo progetto: rock’n’roll energico e trascinante all’insegna del migliore garage, ma capace di incorporare in sé anche elementi provenienti dallo sfaccettato background dei musicisti coinvolti. La parola a mr. Dome…

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LA CURA GIUSTA | M3 e Rix [inter]view

La parola ai La Cura Giusta, dei quali abbiamo recensito Grida. Si è parlato di musica, ma anche dei temi molto significativi trattati dalla band.

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TWINSPIRITS [inter]view

In occasione del concerto di Ronchi dei Legionari abbiamo avuto l’occasione di fare una chiacchierata con Daniele Liverani, Alberto Rigoni e Tommy Ermolli dei Twinspirits. Si è parlato della tournée in corso, dell’album di esordio The Music That Will Heal The World e di musica in generale. Come avrete modo di leggere sotto, i ragazzi si sono dimostrati davvero disponibili e ci hanno permesso di capire meglio cosa sono i Twinspirits e quali sono le aspettative della band.

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SHOUT OUT LOUDS | Adam Olenius [inter]view

Dopo essere stati “scaricati” ingiustamente dalla Capitol a causa delle vendite del loro frizzante esordio Howl Howl Gaff Gaff, inadeguate per gli standard di una major ( pensavano di avere a che fare con i Tokio Hotel?), gli svedesi Shout Out Louds ci hanno riprovato con Our Ill Wills, recensito qui da Audiodrome e distribuito in Italia dalla Homesleep: il risultato è stato positivo. Di seguito le opinioni del leader/cantante del gruppo Adam Olenius, raggiunto mentre la band era in tour negli USA.

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THE MASS | Tom [inter]view

Una delle cose che apprezzo di più nello scrivere di musica su un portale come Audiodrome è la possibilità di farlo in maniera libera e svincolata da pressioni o imposizioni di sorta, così da poter dar spazio a chi più mi incuriosisce e non solo ai classici nomi già trattati un po’ ovunque. Ecco perché questa volta ho deciso di dare voce ai The Mass, un gruppo al di fuori dagli schemi e dotato di una personalità non comune. Autori di un ep uscito in edizione limitata su cd-r, i The Mass non sembrano il classico gruppo alla ricerca del successo a tutti i costi, vediamo cosa hanno da dirci…

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GROWING CONCERN [inter]view

Sembra ieri, eppure ne è passato di tempo dallo scioglimento dei Growing Concern e ancor più dalla nascita di uno dei nomi storici della scena hardcore (non solo) capitolina. Viste le recenti esibizioni live che li hanno riportato sul palco e la bella raccolta Our Roots Our Pride, uscita di recente per la Still Life, abbiamo deciso di andare a scomodare i Growing Concern per farci raccontare passato, presente e futuro della hood-crew per eccellenza. Si è trattato solo di una rimpatriata o c’è qualcosa di più?

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STIGMA | Flavio [inter]view

Complice l'uscita del loro esordio When Midnight Strikes!, abbiamo approfittato per contattare gli Stigma e farci raccontare direttamente da loro qualcosa in più. 

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Mike Gallagher [MGR, Isis] [inter]view

Mike Gallagher, chitarrista degli Isis e titolare del progetto MGR, mi ha raccontato qualcosa della sua ultima fatica solista, di sé, della sua band e... di Kurt Vonnegut. Non credo che nell'ambito della musica pesante siano necessarie altre presentazioni. Sarebbe stato sbagliato da un punto di vista critico, oltre che troppo irrispettoso, cogliere l'occasione di parlare solo del gruppo ormai famoso che tutti conoscono: ho preferito dare un taglio alle domande che permettesse di capire anche qualcosa sugli Isis, ma soprattutto la personalità e le idee di un musicista.

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BLACK MOUNTAIN | Josh Wells [inter]view

Nell'ambito del rock odierno, se si dovesse scegliere una band capace di portare alla mente le gloriose sonorità di un certo rock anni '70 e allo stesso tempo di non sembrare una scialba copia di gruppi del passato, piuttosto di esprimersi con personalità senza mai risultare banale o scontata, la scelta ricadrebbe senza dubbio sui Black Mountain. Canadesi e fieri di esserlo, i Black Mountain, con il nuovo album In The Future, hanno dimostrato di voler andare oltre l'ottimo debutto, cercando soluzioni sempre più eclettiche senza però suonare ridondanti o vuoti. Un lavoro, In The Future, che ha trovato grandi consensi in tutta la stampa specializzata e che è stato recensito col massimo dei voti sulle nostre pagine. Risponde alle nostre domande Josh Wells, batterista della band, il quale, tra l'altro, smentisce con le sue risposte mai scontate e sempre interessanti la "leggenda" sui Black Mountain, ovverosia il loro non essere molto amanti delle interviste e della stampa in generale.

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GENGHIS TRON | Hamilton Jordan [inter]view

Mookie, Hamilton e Michael. Voce, chitarra e programming, synths e programming. Niente basso. Niente batterista umano. Sono su Relapse.

Cosa? Sì.

Sono diventati amici per merito dei Cryptopsy, ma parlano tranquillamente di Autechre e Boards Of Canada.
Dato che Board Up The House è davvero un ottimo album, abbiamo raggiunto Hamilton Jordan per fare quattro chiacchere.

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ETERNAL DEFORMITY | Smyczek e Kofi [inter]view

Quindici anni d’esistenza, qualche album alle spalle poco considerato, poi la possibilità di raggiungere più persone con Frozen Circus, pubblicato da code666. Abbiamo cercato di capire insieme agli Eternal Deformity perché questa sembra proprio essere la famosa volta buona.

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EARTH | Dylan Carlson e Steve Moore [inter]view

Raggiungo Dylan Carlson (chitarra) e Steve Moore (organo e trombone) degli Earth al termine del suggestivo show tenutosi al Bronson di Ravenna, ultima data italiana del loro tour europeo – il giorno successivo saranno a suonare in Austria – dopo Milano e Roma. Nonostante l'ora avanzata (sono le due passate) e la comprensibile stanchezza dovuta ai ritmi incessanti della vita on the road, i due sono comunque disponibili nel rispondere a qualche breve domanda relativa agli ultimi sviluppi della loro creatura.

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THE SUN OF WEAKNESS | Alessandro e Alessio [inter]view

I Sun Of Weakness sono stati una sorpresa, un fulmine a ciel sereno nel contesto della scena “metal” italiano. Le virgolette sono d’obbligo perché, pur avendo molte affinità con un certo tipo di gothic/doom metal anni ’90, la band si è spinta oltre cercando di arricchire il proprio sound al di là degli stretti confini del metal e ricevendo forti influenze anche da ambienti extra-musicali, creando così una proposta molto intensa e personale. Alessandro ed Alessio rispondono alle nostre domande con molta disponibilità, approfondendo ogni aspetto legato alla loro band. E dalle loro risposte traspare una passione ed un’intensità che rappresentano una vera boccata di aria fresca in una scena “metal” italiana, ultimamente molto atrofizzata.

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Michael T. Ross [Accomplice, Hardline, Angel] [inter]view

[english version here]


Michael T. Ross respira letteralmente musica rock. L’ha amata sin da quando era un bambino ed ora il destino sembra ripagarlo sempre di più giorno per giorno. Non di meno, è uno che sa veramente come il music business e le sue relazioni possano dare buoni frutti se uno li gestisce appropriatamente. Insomma, date un’occhiata a questa storia di rock con sotto lo scenario di Los Angeles, una storia dove duro lavoro, passione e avvedutezza appaiono condensate l’una con l’altra perfettamente.

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AMOR FOU | Alessandro Raina [inter]view

Con La Stagione Del Cannibale (Homesleep), gli Amor Fou hanno meritatamente attirato l’attenzione del pubblico musicale italiano. Di seguito l’intervista ad Alessandro Raina, già cantante dei Giardini Di Mirò, compositore principale della band assieme a Leziero Rescigno e Cesare Malfatti, seconda testa pensante dei La Crus.

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DEVILLE | Andreas Bengtsson [inter]view

Una combriccola di amici di quelli a cui piace suonare alla vecchia maniera, solo per passione. Sufficientemente validi ed energici da averci invogliato a saperne di più, eccoli presentarsi ai lettori di Audiodrome nelle parole del cantante e chitarrista Andreas Bengtsson.

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LULE KAINE | Luigi Pugliano [inter]view

Abbiamo deciso di dare più spazio ai Lule Kaine, band che irreggimenta suggestioni post-rock e post-punk nel proprio sound. Collaborazioni eccellenti e un concept affascinante per un album liberamente scaricabile dalla rete: giudicate voi.

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MOTORCITY BRAGS [inter]view

Se dovessi riassumere in una frase l’essenza più pura e incontaminata del rock’n’roll, penserei immediatamente alla famosa citazione: “È uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare!”.
Sporco, perché il rock’n’roll non è musica per bravi bambini, bensì genere fuorilegge per eccellenza e - in quanto tale - si fonde perfettamente con l’attitudine della scena proto-punk a stelle strisce (MC5, Stooges, Dead Boys, NY Dolls, tanto per capirci).
Se troppi gruppi sembrano oggi aver perso di vista questo principio basilare, così da suonare come una sbiadita forma di quella ferina sostanza, i Motorcity Brags ne riescono a mantenere vivo lo spirito in maniera tanto naturale, quanto irresistibile. Vediamo cosa hanno da dirci.

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POETS TO THEIR BELOVED | Saskia e Marcel [inter]view

Siamo andati a sentire il duo dei Poets To Their Beloved, ultima scoperta in casa Equilibrium Music, che ha pubblicato il loro freschissimo esordio Embrace The Fool, tra folk, etnico e Dead Can Dance.

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INFERNO | PSYCHOFAGIST | OVO [inter]view

Signore e signori, allacciate le cinture e preparatevi a seguire le orme di Dante per un viaggio in tre tappe che ha come punto di partenza, appunto, l’Inferno...
Quella che segue è una tripla intervista basata sull’interessantissimo split che vede confrontarsi Inferno, Psychofagist e OvO. Un pugno di domande per tre differenti concezioni di estremismo sonoro.

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Michele Luppi [Vision Divine, Mr. Pig] [inter]view

Il 2007 è stato sicuramente il suo anno. Il grandioso album Los Angeles lo ha consacrato come l’unico e solo AOR-hero italiano nonostante la sua carriera non sia poi così pienamente contraddistinta da questo genere. Invece, dopo aver lavorato con gli artisti più disparati quali Maurizio Solieri, Andrea Braido, Max Magagni, Roberto Priori, Alex De Rosso, Glenn Hughes, Ian Paice, Mr. Pig, Vision Divine, Umberto Tozzi, Michele Luppi si è voluto togliere lo “sfizio”: ha reso omaggio alla musica che maggiormente ha colorato i suoi più profondi ed adolescenziali sogni da rock star e lo ha fatto con la tutta la maturità, la saggezza e la semplicità che gli sono proprie.
Lo abbiamo voluto intervistare in due, io e Paolo Budicin (altro redattore della sezione hard rock melodico) perché ci sembrava giusto mettere in risalto e - da italiani - farci vanto di questo piccolo grande gioiello made in Italy.
Michele Luppi: non solo la Ferrari ed i tortellini.

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WILDILDLIFE | Matt [inter]view

Poco si conosce di questi tre personaggi di San Francisco - autori di un unico lavoro sulla lunga distanza, Six, uscito per la Crucial Blast nell'anno appena trascorso - se non i loro nomi (Matt, Andy e Will) e qualche altra breve notiziola sparsa sul web, oltre a un simpatico video busker-style che gira su Youtube. I Wildildlife sono gli autori di un lavoro davvero sorprendente, un'opera da considerarsi “rock” nel senso più ampio del termine, che ingloba gli elementi più disparati, dal pop al doom, e che - nonostante la loro eterogeneità - riesce a farli convivere con armonia. Non una mera accozzaglia di generi, quindi, ma un qualcosa di altro, nuovo ed eccitante. Audiodrome non poteva lasciarsi scappare l'occasione di intervistarli, per conoscerli meglio e soprattutto per sapere cosa bolle in pentola per questi incredibili cavalieri del rock. Alle domande, alle quali si è voluto dare un tono un po’ ironico, provando ad immaginarsi quale razza di personaggi sarebbero stati intervistati, risponde Matt, il chitarrista del gruppo.

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WORK OF ART | Robert Säll [inter]view

Robert Säll, chitarrista dei Work Of Art, uno dei gruppi rivelazione dell’AOR contemporaneo, ci parla della sua formidabile band e del loro album d’esordio Artwork, non disdegnando di esprimere il suo punto di vista sul panorama musicale odierno.

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BLACK COBRA [inter]view

I Black Cobra sono un giovane duo californiano, fautore di una proposta semplice ma a suo modo particolare. Come potrete evincere da questa breve chiacchierata, Jason e Rafael sono anche persone umili, alle quali importa solo scaricare le proprie tensioni calcando le assi di un palco. E se il risultato di questa loro attitudine saprà mantenersi ai livelli del recente Feather And Stone, che continuino pure così. A loro la parola...

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ALL MY FAITH LOST | Federico [inter]view

Siccome The Hours è uno dei migliori dischi usciti di recente per la Cold Meat Industry, non era possibile dimenticarsi di intervistare gli All My Faith Lost. E poi è proprio bello vedere come passo dopo passo Federico e Viola stiano conquistando sempre più visibilità e consensi, senza mai strafare, senza mai perdere il senso della misura, proprio come nelle risposte che seguono.

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SHIVER | Jon [inter]view

Degli Shiver ci eravamo già occupati al tempo dell’album Last Rides Of The Midway nel 2005, un lavoro fresco e non stereotipato che lasciava presagire un futuro radioso per la band di Pittsburgh. Gli Shiver hanno invece colto tutti di sorpresa con la decisione di prendersi un lungo periodo di pausa: un break che si è protratto per quasi un anno. Per comprenderne i motivi e per sapere cosa accadrà ora, abbiamo deciso di contattare la formazione e di farci svelare cosa bolle in pentola.

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ALUK TODOLO | Antoine Hadjioannou [inter]view

Presentiamo un'intervista a una delle rivelazioni del 2007 per quanto riguarda il metal estremo. Gli Aluk Todolo sono i più post-punk dei post-black in circolazione.

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SETTLEFISH | Jonathan Clancy e Emilio Torreggiani [inter]view

Con Oh Dear, i Settlefish danno una spallata al loro stile e si presentano come band macina canzoni a tutto tondo, dimostrando maturità e voglia di mettersi in gioco. Di seguito l’intervista a Jonathan Clancy (voce, chitarra) e Emilio Torreggiani (chitarra).

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YELLOW CAPRA | SATAN IS MY BROTHER [inter]view

Quest’anno abbiamo avuto modo di apprezzare sia Chez Dédé degli Yellow Capra, sia l’esordio di Satan Is My Brother. Anche se non sembra, i progetti hanno molto in comune al di là dei moniker divertenti. Infatti, in entrambe le band troviamo Alessandro Midlarz al sax e Luca Freddi al basso. Con quest’ultimo abbiamo provato a far emergere l’identità dei due gruppi attraverso il loro confronto, ma sono venute fuori soprattutto le cose in comune: l’ironia, il divertimento, il legame con le immagini e il gusto per l’improvvisazione e per “l’incontro”.

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ROSETTA | Matt [inter]view

Non potevamo non approfondire il discorso sui Rosetta dopo un disco come Wake/Lift, una band americana, appartenente alla "galassia" post-core, che merita di essere conosciuta anche qui in Europa.

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SHADE | Emma Shade [inter]view

Gli Shade sono una delle più interessanti band emergenti in circolazione per quel che concerne melodia e dintorni. È appena uscito il loro primo album One Way Line ed ho il piacere di parlarne con la stupefacente vocalist Emma Shade.

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AREKNAMES | Michele Epifani [inter]view

Con due splendidi album all’attivo, gli Areknames si sono rivelati tra le novità più interessanti degli ultimi anni in ambito progressive, in Italia e non solo.
Abbiamo approfittato della cortesia di Michele Epifani, tastierista, voce, nonché songwriter degli Areknames, per scambiare quattro chiacchiere.

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BLACK DICE | Eric Copeland [inter]view

I Black Dice sono uno dei progetti sperimentali più seguiti e apprezzati degli ultimi tempi. In giro da molti anni, stanno guadagnando progressivamente notorietà e riscontri. Il loro sguardo particolare sul mondo e sulla musica andava analizzato più in profondità, specie ora che è uscito un nuovo disco a loro nome, poco dopo l'album solista di uno dei tre, Eric, che in una pausa del tour si è preso carico di rispondere alle mie domande.

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NEVER HUSH [inter]view

Dopo la pubblicazione dell’ottimo Mai Silenzio, Audiodrome ha incontrato i Never Hush, grande, giovane speranza dell’heavy rock italiano, per una chiacchierata che fa il punto della situazione.

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SCORN | Mick Harris [inter]view

Dopo un bel po’ di tempo, è uscito Stealth, un nuovo disco di Scorn. Si tratta di un album che suona proprio come chi conosce il progetto si immagina: imponente, denso, lento, mesmerico, con atmosfere piuttosto malsane. Sempre più scarnificato, sempre più nudo, quindi più vero e immediato.
Dunque, era giusto tentare di intervistare Mick Harris, non solo per il fatto che è stato batterista di Napalm Death e Painkiller, oltre ad aver collaborato in varie forme con moltissimi artisti diversi (al di là dei componenti delle due band succitate, cioè ad esempio Broadrick, Laswell, Zorn, ricordiamo anche Jah Wobble, Plotkin, Bernocchi…). A un dato momento si è posto il problema di che domande fare a qualcuno con da un lato una certa molteplicità di impegni e di conseguenza poco tempo a disposizione, dall’altro una carriera che dà centinaia di spunti. Una battaglia persa in partenza, per certi versi. Un amarcord sarebbe risultato noioso e un po’ retorico, tanto quanto una galleria di singoli personaggi, col rischio di dare fastidio inutilmente nel caso qualche rapporto sia andato a male (magari chiedendo di Nick Bullen, una volta parte degli Scorn). Ho provato a capire un minimo chi è e da dove viene, rimanendo solo “nei pressi” di certi argomenti, per provare a farcelo finire dentro. Ecco che è emersa una certa impostazione punk originaria che sopravvive nell’essenzialità di Scorn, l’amore per John Peel e il suo ruolo di divulgazione, oppure quello per Miles Davis. Alla fine ha detto direttamente lui come vuole che suoni il suo progetto principe.

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TINY Y SON | Torben [inter]view

Vengono dalla Germania e propongono una miscela originale a cavallo tra vecchia e nuova scuola, con abbondanti dosi di melodia e qualche pennellata di metal a rendere il tutto più interessante.  In occasione della recente uscita curata dall’italiana Chorus Of One, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con i Tiny Y Son.

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ANIMALI RARI | Riki Ferranti [inter]view

In occasione della pubblicazione di "Anima Live", primo live album degli Animali Rari, Audiodrome ha incontrato Riccardo Ferranti, il bravissimo chitarrista della band, e l’ha sottoposto ad una task force di domande riguardanti la storia e l’attività del gruppo e i suoi progetti personali.

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CRIPPLE BASTARDS | Giulio The Bastard [inter]view

Dopo avere visionato il colossale doppio DVD appena uscito (più di sei ore di girato complessivamente raccolto nei due dischi), è nata la voglia di fare un’intervista che cercasse di coprire in maniera approfondita l’intera carriera dei Cripple Bastards, senza limitarsi alle solite domande di circostanza o convenevoli di rito. A spingerci non è stato certo il desiderio di tirare fuori argomenti scomodi o fare i conti in tasca alla formazione, quanto di comprendere fino in fondo cosa si cela dietro ad una delle realtà più credibili e importanti dell’attuale panorama estremo mondiale (con buona pace di detrattori e invidiosi di turno). Il risultato finale è un excursus complesso che non mancherà di interessare vecchi fan e nuovi adepti, ma anche tutti coloro che forse tendono a liquidare il nome Cripple Bastards con un affrettato giudizio sommario.
Un grazie particolare a Giulio The Bastard per la disponibilità e per aver acconsentito a ripercorrere con noi la storia della sua creatura, senza paletti e senza preclusioni di sorta.

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THE EARLY YEARS | Roger Mackin [inter]view

È stato da poco ridistribuito in Italia l'ottimo debutto dei The Early Years, con un succoso bonus cd di inediti. Abbiamo telematicamente attraversato la Manica, per scambiare quattro chiacchiere con la band. Ad attenderci, Roger Mackin, che si è gentilmente offerto di discutere di passato, futuro ma soprattutto presente, di come farsi amico Brian Eno e di spiegarci perché i Radiohead quasi regalano dischi mentre loro si chiudono nelle custodie della batteria...
P.S.: I The Early Years suoneranno a Milano il 6 Novembre, alla "Casa 139". Se siete da quelle parti, fateci un salto!

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SANCHEZ | Jose Sanchez [inter]view

[english version]


Visto l'ottimo album di recente pubblicato, abbiamo raggiunto Jose Sanchez per conoscerlo un po' meglio.

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les:petits:enfants/terriblez | Beppe [inter]view

In occasione del concerto al Tetris di Trieste, approfittiamo per fare quattro chiacchiere con una delle rivelazioni del 2007: les:petits:enfants/terriblez. Risponde Beppe (batteria), ragazzo estremamente simpatico e tranquillo, ma nel contempo autentica macchina da guerra dietro le pelli, che di lì a poco lascerà uscire con forza l’anima più irrazionale e feroce del gruppo, per un’esibizione eccezionale soprattutto nella seconda parte, dove i brani dell’album sono stati proposti senza soluzione di continuità e l’istinto ha prevalso sulla mera riproposizione di quanto su cd.

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gORE [inter]view

gORE non è personaggio incline alle semplificazioni: rocker, punk, metallaro, ma anche crooner e legato all’immaginario Fifties, difficile capire esattamente dove finisca una delle sue innumerevoli personalità e ne inizi un’altra. Oggi torna con un lavoro che ne riconferma l’indole irrequieta, ma per molti versi mischia nuovamente le carte in tavola e inizia una nuova partita: vediamo cosa ha da dirci.

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SIGILLUM S | Eraldo Bernocchi [inter]view

Ha scritto qualcuno che senza Sigillum S in Italia non esiterebbero scene (industrial) ed etichette. Ne parliamo, in occasione dell’uscita del disco del ventennale, con Eraldo Bernocchi, uno che nel corso della propria carriera ha potuto collaborare con Mick Harris, Ferretti, Raiz o Harold Budd, oltre che partecipare alla realizzazione delle colonne sonore di due film di Salvatores (Denti e Nirvana).

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CANADIANS | Duccio Simbeni [inter]view

Rivelazione indie-rock italiana di quest’anno al pari di quella dei Micecars dell’anno scorso, i Canadians son autori di un bel disco, recensito qui da Audiodrome. Di seguito l’intervista a Duccio Simbeni, cantante del gruppo.

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KINSKI | Chris Martin [inter]view

Il recente ritorno sulle scene dei Kinski spinge Audiodrome ad avventurarsi in un intervista che vede come interlocutore l'introverso chitarrista Chris Martin. La sua probabile avversione verso le interviste telematiche non impedisce però la rivelazione di alcune curiosità legate alla gestazione del sorprendente Down Below It's Chaos. In fondo, è sempre meglio che sia la musica a parlare per sé...

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Jamie St. James [Black n'Blue, Warrant] [inter]view

[english version here]


Amo i Warrant ed amo i Black N’Blue. Amo Jani Lane ed amo Jamie St. James. Conciliare più amori a volte è davvero traumatico! Il fatto è che, da quando Jamie ha preso il posto di Jani nei Warrant, hanno sì finalmente tirato fuori un disco degno dei Warrant, ma nello stesso tempo mi rimane difficile pensare ai Warrant senza il loro cantante originale, è più forte di me! Dall’altro lato St. James, che comunque è ancora il cantante dei Black N’Blue (anzi pare che il nuovo album debba vedere la luce a momenti), rimane un rocker della vecchia guardia che merita tutto il rispetto possibile: carismatico, coerente, dotato musicalmente, inesauribile songwriter. Insomma, come diceva Kierkegaard, nella propria esistenza è la scelta che provoca l’angoscia… dannazione! 

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G.U.T. | Cornelius Jakhelln [inter]view

I G.U.T. sono il secondo progetto solista per Cornelius, il filosofo giramondo del dinamico duo conosciuto con il nome di Solefald, che aveva già tentato questa via con gli Sturmgeist, riscuotendo un discreto successo. Quello con Mr. Jakhelln è un viaggio tra discoteche EBM, pericolose cover dei Darkthrone e rivelazioni sui Solefald, con sullo sfondo un dilemma impossibile da risolvere: meglio il limoncello o lo Jägermeister?

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ORBE | Fabio [inter]view

Abbiamo raggiunto gli Orbe, autori di un buon post-rock nel promo Opera Al Nero. Si tratta di un lavoro promettente, sulla scia di gruppi come Isis e Pelican, punti di riferimento ormai di una scena underground italiana ricca di proposte di qualità.

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LUIGI SCHIAVONE [inter]view

Luigi Schiavone è conosciuto maggiormente per essere il chitarrista e coautore di Enrico Ruggeri.
Di mia iniziativa, ho voluto ardentemente redigere questa intervista assieme a lui per metterne in luca tutto gli aspetti conosciuti e, soprattutto, non conosciuti.
È stato per me un piacere immenso l’aver avuto concessa questa lunga chiacchierata, da fan che sono, ma è stato anche l’onore di aver indagato insieme a lui tutto il corso della sua carriera.
Lo considero uno dei più grandi chitarristi italiani di sempre, ma senza timor di smentita mi sento di attribuirgli anche l’altisonante titolo di “uno dei padri del rock italiano”. Come chitarrista, compositore, produttore o semplice esecutore, Luigi Schiavone è uno dei principali rappresentanti della tradizione rock italiana, uno dei suoi maggiori ambasciatori e fautori, una delle sue fondamentali eminenze, grigie e non.
La sua fama di uomo riservato rende questa intervista ancora più preziosa, e lo ringrazio di cuore pubblicamente, per avermi fatto questo regalo immenso. Lui non ha avuto renitenze a rispondere alle mie domande, e spero che possa significare per lui quello che significa per me, almeno in parte, che volevo realizzare “L’Intervista a Luigi Schiavone”. Spero di esserci riuscito.

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EPHEL DUATH | Davide Tiso con Eraldo Bernocchi [inter]view

Quali sono oggi le migliori band italiane in circolazione? Quelle che potrebbero suonare ovunque, quelle che qualsiasi etichetta indipendente vorrebbe con sé? Gli Zu? Ok. I Larsen? Certo. Il Teatro Degli Orrori? Sicuro. E gli Ephel Duath? Non dimenticateli. Li intervistiamo in occasione dell'uscita dell'album di remix di Pain Necessary To Know, realizzato da Eraldo Bernocchi, uno che di collaborazioni eccellenti se ne intende. Fidatevi anche del suo orecchio.

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DWELLING | Nuno Roberto [inter]view

Quando si ha a che fare con un disco come l'ultimo Dwelling, onestà intellettuale vuole che si incontri gli artisti, magari anche solo per via telematica, come in questo caso. Troppe le influenze, troppa la musica da conoscere per informare correttamente chi legge solo con una recensione.

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SOUVENIR’S YOUNG AMERICA [inter]view

Piuttosto restii a considerarsi parte di una vera e propria scena, i Souvenir’s Young America danno alle stampe il loro secondo disco, An Ocean Without Water, senza dubbio un lavoro riconducibile al cosiddetto “post-rock”, un’etichetta comunque ancora troppo indefinita. Si tratta di una proposta di grande qualità, nella quale - come tocco personale – troviamo atmosfere kyussiane oltre a rimandi alla musica tradizionale statunitense. Abbiamo raggiunto il gruppo per saperne di più riguardo questo progetto (rispondono tutti i componenti della band: Ken, tastiere e elettronica, Graham, batteria, e Ken, chitarra, ndr).

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Bruno Dorella [Ronin, OvO, Bachi Da Pietra] [inter]view

Un musicista a dir poco eclettico, presente in tre ottimi gruppi italiani: Bachi Da Pietra, OvO e i suoi Ronin. Partendo dall’ultimo disco dei Ronin, abbiamo fatto il punto della situazione e quattro chiacchiere.

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STARZ | Richie Ranno [inter]view

[Original English Version Here]

Per una volta voglio vantarmi sul serio. L’intervista che sto per introdurvi, infatti, sa di leggendario! Questa volta non verranno messi in tavola dei discorsi per pochi intimi riguardanti artisti rock sconosciuti ai più o piccole stelle del firmamento underground dell’hard n’heavy, ma si lascerà parlare una vera “stella” dell’hard rock americano. L’hard rock americano! Ma in fondo in fondo, chi sa di cosa è fatto storicamente l’hard rock di stampo americano? Di cosa è composta questa magnifica formula chimica ad alto tasso corrosivo? È stato rubato agli inglesi, secondo voi, oppure ne è un derivato frivolo e consumistico? Nossignore!
L’hard rock americano fa parte di una progenie completamente diversa e speciale rispetto a quello inglese e non è, ne è mai stato, minimamente complessato rispetto al fratello britannico. Se l’hard rock è il frutto prediletto degli anni Settanta, non bisogna per forza di cose appioppargli, come fanno purtroppo in molti, una firma perennemente europea. Come in una sorta di ennesima guerra di indipendenza dalle contaminazioni britanniche, gli americani hanno dato un loro imprinting alle sonorità “dure” di quel tempo e - se è vero che il rock n’roll nacque in terra americana - hanno riportato a mo’ di credito restituito, dopo le prime evoluzioni stilistiche da parte di Led Zeppelin, Deep Purple e Black Sabbath, il rock alla sua espressione più popolare e massificante. Il mitico triunvirato inglese aveva certamente innalzato l’essenza del rock n’roll verso cieli mistici e atmosfere a volte rarefatte, a volte impenetrabili, ma non aveva considerato che prima o poi la natura terrena, sporca e sensuale di questo genere musicale avrebbe di nuovo preso il sopravvento. E come? Semplicemente calandosi come un ratto viscido e astuto nei cunicoli maleodoranti di New York, come nel caso dei Kiss, o nelle cantine della Boston più malfamata, come nel caso degli Aerosmith, o ancora per le minacciose strade di Detroit, città natale di Alice Cooper e Ted Nugent.
Oltre ai Kiss nella Big Apple c’era un altro grande fenomeno destinato a riportare il rock n’roll alla propria rotta iniziale e questo fenomeno si fece chiamare Starz. Gli Starz - oltre ai succitati act addizionati a Van Halen, Angel, Legs Diamond e Cheap Trick - sono tutto quello che dovete sapere su come si “suona americano” (e gli inglesi li hanno per questo maledetti più volte durante gli anni ’80!). Gli Starz hanno letteralmente svelato al mondo quali sono gli ingredienti magici per come far sviluppare in non più di cinque, sei minuti un brano che abbia allo stesso tempo una notevole consistenza lirica e compositiva, dosi massicce di melodia, un refrain edulcorato ed un taglio - prendendo in prestito il titolo di un brano dei Rough Cutt - assolutamente “hot and heavy” (“caldo, eccitante e pesante”) .
Se vi siete mai chiesti da dove Nikki Sixx abbia preso lo spunto essenziale per la struttura così brillantemente riuscita tra l’approccio sleaze e gli arrangiamenti opulenti per quanto riguarda il classico Dr. Feelgood, o se in maniera più semplice non sapete fare la genealogia di quanto prodotto da Dokken, Poison, Bon Jovi, Warrant, SouthGang, Lillian Axe, Cinderella e chi più ne ha più ne metta, allora, signore e signori, abbiate un attimo di pazienza per leggere queste quattro chiacchiere a tu per tu con la leggenda, il chitarrista leader degli Starz, Richie Ranno. 

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MARK HAMN | Francesco Giannico [inter]view

Intervistare Francesco è stato davvero un piacere, non solo perché è un piacere dare spazio a chi merita e si sta facendo pian piano conoscere, ma anche perché, come ci sarà modo di leggere, è un ragazzo con il quale si è potuto parlare di tutto, non solo del disco.

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MICECARS [inter]view

I Micecars sono una splendida realtà del sottobosco musicale italiano, gente che sa come scrivere canzoni senza essere banale o ricalcare stilemi facili e abusati. Ecco di seguito l’intervista pazzamente amorevole, proprio come loro.

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ROBIN BECK [inter]view

Livin’On A Dream ha segnato il ritorno sulle scene di Robin Beck, una delle migliori voci femminili in circolazione per quel che concerne il panorama AOR e affini. Cosa si può dire di Robin? Per esempio che il suo secondo album, Trouble Or Nothing, uscito nel 1989, può essere considerato un capolavoro di female AOR: un concentrato di brani di altissima qualità tra cui il fortunatissimo singolo “First Time”, divenuto poi jingle di uno spot della Coca-Cola. A lavori qualitativamente validi come Human Instinct si sono poi alternati album non sempre all’altezza della fama dell’artista, in alcuni casi per eccesso di commercialità, in altri per canzoni oggettivamente deboli. Ora esce sul mercato Livin’On A Dream, prodotto ottimo che gode della collaborazione di sua maestà Tommy Denander nonché di una band di tutto rispetto. Con Robin abbiamo discusso di questo e di alcuni momenti significativi della sua carriera, con domande che – ahimè - spesso sono uscite dalla professionalità del redattore per sconfinare nella civetteria del fan. La cantante si è prestata al gioco con grande disponibilità e simpatia e ne è uscita una gustosa chiacchierata.

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STEVE BRAND [inter]view

Steve Brand è uno di quelli a cui noi dobbiamo dare spazio: avercene di persone con le idee così chiare e ben realizzate. Looking Into The Other riprende una delle lezioni di Steve Roach, proponendola in chiave personale, senza utilizzare metodi scontati per richiamare l’attenzione, ma solo la cura del dettaglio.

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GREEDY MISTRESS [inter]view

Il lato positivo di scrivere di musica è che si possono scoprire band che rischiano di sfuggire all’ascoltatore medio, principalmente causa il sovraffollamento della scena e la scarsa visibilità di chi cerca di percorrere una propria strada personale senza troppo legarsi a trend e mode del momento. Uno di questi casi fortuiti (o meglio fortunati) si è verificato grazie alla Chorus Of One, giovane label che tra gli altri promo ci ha spedito il lavoro dei Greedy Mistress, originale formazione che si professa paladina della sexploitation e usa come arma una musica veloce e melodica al punto giusto. A questo punto, dovere di chi scrive è quello di diffondere queste scoperte e di dare visibilità a chi ne colpisce l’attenzione. Potevamo, perciò, non contattare gli autori di Your Shoes, My Tongue?

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PERTURBAZIONE | Stefano Milano [inter]view

Gruppo ormai di tradizione importante nel nostro panorama musicale.
Ha da poco pubblicato “Pianissimo Fortissimo” recensito da Audiodrome qui. Ecco di seguito l’intervista.

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KIM NOVAK [inter]view

Abbiamo raggiunto tramite MySpace i francesi Kim Novak, autori del bell'album di debutto Luck & Accident. Tra suggestioni cinematografiche e riflessioni sul "mercato" della musica, ecco quello che ci siamo detti.

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THE MOON AND THE NIGHTSPIRIT | Mihaly [inter]view

Forse il folk ha stufato, forse anche le voci celestiali. Forse stufa anche questo recupero della tradizione, unito a quello di alcuni pensatori mistici. Infine (e non forse) hanno stufato gli elfi e i maghi. A proposito di magia però, questa risiede sempre nella musica, quindi una possibilità d'ascolto ai  The Moon And The Nightspirit non andrebbe negata. L'intervista serve dunque a dar loro più spazio, inoltre le origini ungheresi, così come ogni origine non europea-occidentale, costituiscono legittimo desiderio di approfondimento anche extra-musicale.

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THE NERDS | Monkey Motherfucker [inter]view

Se il rock’n’roll va considerato un lavoro sporco che qualcuno deve fare, i The Nerds sono quel qualcuno. Senza peli sulla lingua, capaci di dipingere la realtà in tutta la sua crudezza, disinteressati a dare di loro un’immagine rassicurante e in qualche modo “vendibile”, i The Nerds tornano oggi con un album che ribadisce quanto di buono detto finora e ne conferma le potenzialità. Potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per andare a pestare loro la coda?

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MANES | Cern [inter]view

Intervistare gruppi come i Manes è necessario non solo per la qualità di quanto pubblicano, ma perché una recensione quasi mai inquadra i loro ultimi album, How The World Came To An End compreso: ci sono molte idee, molte fonti d'ispirazione distanti tra loro, motivazioni spesso non indovinabili e una volontà chiara di essere soggetti a più letture. Sentiamo cosa ci racconta Cern, l'unico a far parte dei Manes da sempre, sin dai tempi “necro and low” di Maanens Natt.

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UFOMAMMUT | Urlo, Poia, Vita [inter]view

Quando l’Italia è un passo avanti: Ufomammut

Spesso, cliccando per i webmagazine italiani, ci si imbatte in una moltitudine di band tricolore “di cui andare fieri”. Senza voler togliere nessun merito a chicchessia, troviamo scandaloso che quando realmente v’è qualcuno da coccolare ed esaltare si piombi nel più bieco mutismo. L’Italia pesante ha prodotto ottimo materiale, band culto, ma anche tante, troppe, realtà usa e getta dell’ultim’ora, capaci di far rizzare il pelo a orde di utenti dotati di tastiera dal “capolavoro!” un po’ troppo facile. Negli ultimi anni, invero, è nata una realtà musicale tutta “nostra” che ha guadagnato con merito blasone internazionale, cosa che qui in Italia non è accaduto e continua a non accadere. Forse perché gli Ufomammut sono effettivamente troppo lontani e “avanti” presso un pubblico metal ancora alle prese con polemiche da due soldi per i gruppi “false” al Gods Of Metal e troppo “sanguigni” e duri per il pubblico alternativo eccessivamente “indie”, snob e radical-chic.
Il progetto Ufomammut nasce nel 1999 grazie a quattro ragazzi di Tortona (è così fastidioso che non sia “from Los Angeles”?) che riescono, con una noncuranza che ha dell’incredibile, a coniugare pesantezza, psichedelia, anarchia industriale, sludge, Pink Floyd, Neurosis, Godflesh, Monster Magnet ed Electric Wizard in un suono talmente personale e coinvolgente da diventare una delle “next big thing” della musica dura internazionale. Dopo essersi fatta notare su alcune compilation (“Stone Deaf Forever” e “Blue Explosion”), la band compone e pubblica “Godlike Snake” nel 2000 (edito dall’italiana Beard Of Stars). Il successo è immediato, soprattutto presso la critica settoriale, che non esita a far apparire il disco ai vertici delle classifiche di fine anno. Il virus è iniettato nei tessuti dell’underground, Ufomammut inizia a circolare come uno dei nomi che scottano. Passano quattro anni e la band esce con il secondo album: “Snailking”, rilasciato dall’etichetta statunitense The Music Cartel. La proposta è ancora più sperimentale e personale, gli Ufomammut non solo confermano il loro status di band culto, ma riescono anche a imporre il loro sound come uno dei più efficaci e straordinari all’interno del panorama della musica “heavy” (o “rock”, se preferite). Risale poi ai nostri giorni il mini-album “Lucifer Songs” (Rocket Recordings/Supernatural Cat, quest’ultima label degli stessi Ufomammut), pubblicato come trio, concreto esperimento sonoro di una band conscia delle proprie intime capacità che ha ormai imboccato una propria precisa strada, volta a un’interpretazione completamente originale del concetto di “musica dura”. Questa intervista è un piccolo sprone, da parte di chi scrive e di Audiodrome, per cercare di aprire gli occhi al pubblico italiano (se leggete Audiodrome sicuramente il cervello è acceso!) su questa grossa realtà di casa nostra.

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NADA [inter]view

Attrice di una svolta artistica rischiosa ma dalla grande qualità, Nada, passando per Sanremo, è uscita con un disco promosso a pieni voti dalla critica e pare anche dal pubblico. Di seguito un’intervista realizzata durante lo spostamento tra una data e l’altra del tour di Luna In Piena.

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PIMENTOLA | Risto-Matti Salo [inter]view

La Cold Meat Industry sta ampliando il suo raggio d'azione col rischio più frequente e inevitabile di sbagliarsi. Nel 2007 però ne ha subito azzeccata una, che noi abbiamo intervistato.

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THREE STEPS TO THE OCEAN [inter]view

I Three Steps To The Ocean sono un gruppo nato tra la provincia di Varese e quella di Milano a inizio 2006: a distanza di un solo anno hanno già accumulato diverse date dal vivo e un EP estremamente interessante, nel quale propongono dell’ottimo post-rock, miscelato a diverse altre sonorità. Di fronte a una realtà così giovane e già così promettente, Audiodrome non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione: ecco quindi qualche domanda alla band, per permetterci di capire meglio la loro musica.

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STARKWEATHER | Rennie Resmini [2007] [inter]view

Quando si pensa ad un metal in chiave moderna, capace di ripensarsi e mettersi in gioco, contaminarsi e rigenerarsi, difficilmente si pensa alla band che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta diede un contributo fondamentale alla causa, grazie ad un approccio che sposava la potenza del metal all’attitudine hardcore (nulla a che vedere con il trito metal-core in voga oggi), la volontà di progredire tecnicamente alla capacità di scrivere musica ricca di pathos e drammaticità. Il suo nome: Starkweather.

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EVEN VAST | Antonietta Scilipoti [inter]view

Che dalla penisola escano ormai molti dischi interessanti è un dato di fatto, ma che ciò vada ad arricchire, e positivamente, un genere inflazionatissimo come quello dark/gothic, è di sicuro una sorpresa. Audiodrome si sente dunque in obbligo di porre alcune domande agli Even Vast che, da poco accasatisi presso My Kingdom Music, hanno dato alle stampe un album di grande valore quale Teach Me How To Bleed.

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SHANNON WRIGHT [inter]view

Shannon Wright è una delle ragazze "terribili" del rock, a cui la vita sembra non aver risparmiato nulla in quanto a dolori e sofferenze. Con l'ultimo disco, recensito qui da Audiodrome, sembra aver trovato un po' di pace e ciò ha reso il disco più intimo e pacificato. Vediamo la diretta interessata cosa ne pensa, colta davvero al volo durante una pausa del suo tour.

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PAYBACK | Damiano [2007] [inter]view

I romani Payback sono da sempre sinonimo di hardcore potente, diretto e senza mezze misure: con il nuovo Kings Of Nothing portano a segno il terzo centro e si riconfermano una delle realtà di spicco della scena hardcore nazionale. Eccoci quindi nuovamente a confronto con Damiano per comprendere cosa dobbiamo aspettarci dai Payback e dal loro nuovo album.

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STANDBYE [inter]view

Giovani, talentuosi e con un desiderio viscerale di suonare per il solo fine di ricevere e trasmettere emozioni. È questo l’identikit degli Standbye, gruppo A.O.R. italiano dagli ottimi mezzi tecnici e creativi a cui le label del settore dovrebbero dar fiducia, al fine di permettere alla band di poter esprimere al meglio le proprie reali potenzialità. Autore di un pregevolissimo demo già recensito su Audiodrome, il gruppo è ora al lavoro per la realizzazione di nuovo materiale. Le fonti di ispirazione? Beh, sono tante – i classici del genere in primis - e confesso che è un piacere ritrovarne gli echi sparsi qua e là nei pezzi. Ciononostante gli Standbye dimostrano un’anima e una buona personalità, requisiti fondamentali per farsi largo nel mercato discografico. Ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere e di levarmi qualche curiosità con Simone Roman (voce) e Dario Rizzo (chitarra), due ragazzi disponibilissimi e pieni di entusiasmo.

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TM Stevens [inter]view

Ho voluto lasciarmi “l’uscita” di questo articolo in occasione della fine della prima parte di attività di un locale, il Rock House di Pescara, che è oramai una specie di seconda famiglia per me, per dirgli “grazie!”. Questo luogo, qui in Abruzzo, regione storicamente devota al culto della chitarre distorte, ha fatto rincontrare più amici che Maria De Filippi. Vi dicono qualcosa Stormlights, Unreal Terror, Requiem, Def Killer, Insider?
Qui tra i mari ed i monti non c’è tanto da fare a volte ed allora le cantine, le sale prove, le camerette risuonano di note che trasudano sogni lontani. Ecco perché questo club, con pochi mesi, ha catalizzato tutta l’attenzione possibile su di sé: poiché semplicemente è nato grazie all’amore per il rock vissuto sulla propria pelle! Chi gestisce e chi frequenta questo posto non ama i compromessi in fatto di buona musica, credetemi!
Tra i tanti eventi che hanno caratterizzato l’attività live del Rock House ce n’è stato uno che sopra gli altri ha fatto capire l’estremo coraggio ed il gusto della direzione artistica di questo club, e cioè il concerto di TM Stevens. Questo eccentrico ed energico bassista e cantante di origine newyorkese ha lavorato come turnista in studio e dal vivo per i maggiori big di ogni genere: da Bernie Worrell a Billy Squier, da Steve Salas a Gabrielle Roth, da Taylor Dane a Steve Vai, da Tina Turner a Joe Cocker, da Miles Davies a James Brown, da Al Di Meola a Cindy Lauper ed i Pretenders. Ha da poco pubblicato un album,Shocka Zooloo, in cui mischia freneticamente i colori del funky, la potenza del hard rock e l’impeto della soul music! Non solo. TM, giusto per sconvolgere e stupire ancor più il suo pubblico, ha contaminato il suo sound con percussioni afro e ritmi reggae! Insomma, provate ad immaginare i Dan Reed Network, i Living Colour, i Mother’s Finest, Bob Marley e James Brown creare una jam tutti assieme truccati come gli stregoni di una tribù africana!
Ma a parte le definizioni, un fatto è certo: il concerto del 21 Aprile al Rock House di TM Stevens è stato uno dei più divertenti ed elettrizzanti a cui abbia mai assistito.
L’incontro per l’intervista si è svolto un paio di giorni prima della data del concerto nella scuola di musica TO Live di Gianni Del Gallo (ex-Stormlights, tra l’altro!) a Pescara, alla presenza anche dei due ottimi musicisti che hanno accompagnato il tour di TM, ovverosia il chitarrista Mike Barnes e TC Tolliver (ex-Plasmatics).
Enjoy!

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KID ON MOON [inter]view

I Kid On Moon sono una formazione giovane e con le idee chiare: nell’hardcore la melodia non è necessariamente sinonimo di “commerciale”, bensì rappresenta una delle tante possibili declinazioni del genere, una variante di cui questi musicisti hanno deciso di farsi portavoce qui in Italia. La cosa ci ha incuriositi e siamo andati a chiedere maggiori informazioni direttamente agli interessati.

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CONCRETE BLOCK [inter]view

I Concrete Block sono la nuova band nata dall’unione tra membri di Woptime e Sickhead, due nomi di spicco della scena torinese che di sicuro non hanno bisogno di presentazione. Incuriositi da un debutto potente e curato in ogni dettaglio, abbiamo stretto all’angolo il singer Saverio, persona che non ama girare troppo intorno ai concetti per andare subito al sodo.

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OPETH | Peter Lindgren [inter]view

Abbiamo incontrato in un pomeriggio estremamente tranquillo all'interno del Rolling Stones Peter Lindgren. Il chitarrista degli Opeth si è dimostrato rilassato e disponibile e si è prestato molto volentieri a una chiacchierata sui diversi aspetti della musica della propria band e non solo.

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LIFEND | Sara Moriconi [inter]view

Abbiamo avuto modo di parlare in toni positivi dei Lifend in sede di recensione. Innerscars, debutto per la band tricolore, è sicuramente un disco interessante, pregno delle più disparate influenze e all'insegna dell'ibridazione musicale. Abbiamo parlato dell'album e di molto altro con Sara.

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N.C.O. | Martin Hallin [inter]view

Pure Black Disease, come già  detto in sede di recensione è puro veleno. Solo, sarebbe utile che la prima release dei Nephenzy Chaos Order non passasse inosservata ai più. Il death/black metal della band ferisce per la sua violenze deviata, per uno dei dischi più malati che le mie disperate orecchie hanno avuto la "sfiga" di sentire lungo l'anno in corso. Del disco e di altre questioni, troverete nell'intervista che segue, realizzata per l'occasione con Martin Hallin.

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MACHINE HEAD | Adam Duce