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[inter]view


A confronto con gruppi o singoli musicisti.

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ENSLAVED | Ivar Bjørnson, Grutle Kjellson [inter]view

Sono poche le band che nel corso di una lunga carriera hanno saputo evolversi pur senza abbandonare quel suono e quell’attitudine che le hanno rese celebri. Tra queste rientrano sicuramente gli Enslaved, che con Axioma Ethica Odini ci dimostrano di saper ancora scrivere grandi dischi, pubblicando un lavoro radicato nel loro tipico stile ma che, al contempo, sa rivelare dettagli sempre freschi, genuini e raffinati. Abbiamo raggiunto Ivar Bjørnson e Grutle Kjellson per parlare di questa esperienza che dura dai primi anni ’90 e che al momento sembra non cedere al peso del tempo.

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LINGALAD | Giuseppe Festa [inter]view

Raggiunta una certa notorietà mediatica per aver suonato all’anteprima mondiale del Signore degli Anelli, i Lingalad hanno proseguito sulla strada di un folk rock acustico particolarmente legato alla Terra ed alla natura. Giunti alla pubblicazione del loro quinto disco, possono venir considerati un punto di riferimento per chi ama un certo tipo di musica, nella quale magari anche le parole abbiano una loro poetica importanza.
Una chiacchierata con Giuseppe Festa, cantante, flautista e storico leader della band potrà farceli conoscere meglio.

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HONEYBIRD & THE BIRDIES [inter]view

In attività live e non da un po’, gli Honeybird & The Birdies solo ora arrivano al debutto. Meglio così, dato che il tempo ha fatto sì che le innumerevoli influenze musicali e umane che si scontrano/incontrano in Mixing Berries abbiano contribuito ad un affresco policromo e intrigante. Tra fascinazioni ritmiche ed esperimenti di sovrapposizioni di linguaggio, si ride, si piange, ci si innamora e si balla, tutto rigorosamente in minuscolo. E ci si rende conto che essere cittadini del mondo non è una banalità né un’espressione qualunquista. Di seguito l’intervista “corale”.

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THE SECRET | Michael Bertoldini [inter]view

Solve Et Coagula, ultimo album dei triestini The Secret, è uno dei dischi più sensazionali del 2010, che come un uragano spazza via buona parte della musica pesante degli ultimi anni: black metal, doom, post-hardcore, tanta cattiveria ed ispirazione tutti compressi in un disco licenziato dalla Southern Lord, etichetta che non ha certo bisogno di presentazioni. Doverosa quindi l'intervista ad un disponibilissimo Michael Bertoldini, l'uomo dietro alle chitarre veloci, cattive ed affilate di Solve Et Coagula. (foto dei The Secret live al Tetris di Trieste © Giulio Donini)

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SUPERCHUNK | Mac McCaughan [inter]view

Dieci anni di silenzio – al di là di altri svariati progetti personali – per una band prolifica come i Superchunk sono un’infinità. È vero che legarsi a filo doppio alla Merge, portarne avanti il lavoro e, allo stesso tempo, mantenere i forsennati ritmi dei primi anni ‘90 sarebbe stata dura per chiunque, ma non è falso confessare che le speranza di ascoltare un vero nuovo disco - e tour a seguito - del gruppo di Mac McCaughan si era ormai quasi spenta del tutto. Essere smentiti a volte è magnifico ed esserlo grazie alla solidità e al valore di Majesty Shredding è stato ancora meglio. Quattro chiacchiere con Mac erano d’obbligo.

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TO KILL [2010] [inter]view

I To Kill hanno rivestito per anni un ruolo di spicco in seno alla scena hardcore: incuranti del succedersi di mode e tendenze, hanno sempre portato avanti la propria musica e le proprie idee con ostinata determinazione, senza mai scendere a compromessi e, soprattutto, collezionando date e chilometri come ciò non costasse loro il minimo sforzo, tutto solo per raggiungere il pubblico e far conoscere la propria musica e i propri pensieri. Purtroppo, come tutte le belle avventure, anche la corsa dei To Kill è giunta al termine e i ragazzi hanno deciso di dividere le loro strade subito dopo aver registrato Antarctica, loro nuovo e ultimo album. Dopo averli seguiti nel corso degli anni, era doveroso fare un'ultima chiacchierata con loro, vuoi per presentare il disco ai lettori, vuoi per fare il punto della situazione. Ecco cosa ci ha raccontato la chitarrista Camilla.

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HULL [inter]view

Gli Hull rappresentano il classico caso di bulimia musicale: riescono ad ingurgitare innumerevoli influenze del tutto eterogenee, nonché prive di un apparente senso di continuità. L'incredibile è che questa moltitudine si trasforma nella formula vincente di un album tanto ricco quanto affascinante. Sole Lord si presenta come un lavoro multiforme, eppure non rinuncia ad una propria organicità di fondo, così da rivelarsi una delle uscite più coraggiose ed interessanti di questa fine 2010.

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SUCCEDE UNA SEGA [inter]view

La Toscana è stata, e sempre sarà, fucina formidabile per molte delle realtà musicali italiane, di culto o mainstream che siano. I Succede Una Sega li “toscanizzi” già dal nome e quando poi si passa all’ascolto del loro disco d’esordio, Il Cavallo Di Troia, ci si ritrova da subito coinvolti da ritmi wave e sarcasmo a piene mani e l’identità territoriale è ancora più evidente. Per chi volesse addentrarsi ancora di più nel mondo SUS, di seguito l’intervista corale tra battute amare e pianti di risate.

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SHINING | Jørgen Munkeby [inter]view

Blackjazz dei norvegesi Shining è senza dubbio uno dei dischi più importanti del 2010, un lavoro enorme che si abbevera alle fonti di due generi – il free jazz e il black metal – che sono molto più vicini di quanto non sembri in un primo momento. Jørgen Munkeby, sassofonista e chitarrista del gruppo proveniente da Tønsberg (e anche ex membro dei mirabolanti Jaga Jazzist), risponde con entusiasmo alle nostre domande volte a scoprire cosa si cela dietro la creazione di questo titanico album.

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INFECTION CODE [inter]view

Gli Infection Code, proprio come la loro musica, non si prestano docilmente a definizioni o etichettature di comodo, tanto per individuare un target o un potenziale mercato. Non pubblicano dischi a scadenze annuali per timbrare un cartellino. Sono piuttosto una di quelle realtà scomode che animano il mondo musicale, senza per questo accettarne regole e convenzioni, cui, a dirla tutta, si dimostrano piuttosto refrattari. Per questo, oltre che per il valore del loro nuovo album, abbiamo deciso di andare a stuzzicarli.

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SEDITIUS | Noodles [inter]view

Nuovo album e nuova conferma per i Seditius, una delle formazioni più indisciplinate e allergiche alle facili etichettature attualmente in giro per lo stivale, ovverosia una ghiotta occasione per confrontarci nuovamente con loro e vedere cosa è cambiato e come vanno le cose dopo l'uscita di Carne Da Macello. Come da tradizione, Noodles si rivela fonte inesauribile di spunti e informazioni interessanti, non solo in campo musicale. A lui la parola...

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K11 | Pietro Riparbelli [inter]view

Quattro uscite nel 2010 per Actual Noise, Afe Records, Boring Machines e Old Europa Cafe, un’estetica personale, disorientante e di complessa interpretazione, legata anche ad altre forme espressive, l’interesse della stampa straniera, la partecipazione a un'etichetta (collabora con Gronchi di Radical Matters) attenta all’elettronica sperimentale come alle diramazioni più cupe e avanguardiste del metal estremo: al di là del giudizio soggettivo sul suo lavoro, Pietro Riparbelli era uno degli italiani da intervistare quest’anno se si seguono industrial noise et similia. È stato molto soddisfacente – dato che è sempre più infrequente trovare qualcuno con una visione d’insieme - ricevere risposte così profonde, dettagliate e ricche di spunti interessanti, non solo di natura strettamente musicale.

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LOCRIAN | T. Hannum, A. Foisy, S. Hess [inter]view

C’era un patto coi Locrian riguardo a una nuova intervista per fare il punto della situazione, anche se solo a un anno e mezzo di distanza dalla prima, che era servita a inquadrarne origini  e stile musicale. Il motivo sta nel quantitativo di uscite importanti e di valore seguite al buon esordio Drenched Lands. Il fatto che nel mentre – tra le altre cose –  The Crystal World sia diventato disco di novembre per la miglior rivista di musica italiana è secondario, ma schifo non fa…

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MUSIC FOR ELEVEN INSTRUMENTS | Salvatore [inter]view

Undici strumenti ritrovati in casa, a caso, casomai ci si mette su un progetto in cui infondere il classico imprinting legato ad origini, esperienze e la voglia di rimettersi in gioco in un territorio fino ad allora lambito, a volte raggiunto, ma in cui non si era mai sostati per troppo tempo. Il mondo degli intrecci melodici,  dell’approccio dolce/amaro a una ludicità musicale sempre profonda, anche quando così non pare. Nasce così Music For Eleven Instruments, il nuovo nome di riferimento per le composizioni di Salvatore Sultano.

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UOCHI TOKI [inter]view

Rispondiamo volentieri a chiunque, non tutti sono però contenti delle risposte!

Esordisce così Rico, l’altra metà degli Uochi Toki insieme a Napo. Inscindibili e dotati di una sinergia creativa unica, sono una delle migliori realtà hip hop italiche, per quanto tale definizione non permetta di inquadrare al meglio il loro flusso di coscienza e di osservazioni, oltre che i loro mondi tascabili avvolti da elettronica noise. Dopo il buon Libro Audio, sono tornati con Cuore Amore Errore Disintegrazione e l’occasione per intervistarli era troppo ghiotta...

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ZEUS! | Paolo Mongardi [inter]view

I due Zeus! hanno fatto uno dei dischi italiani di cui si sta parlando e si parlerà nel 2010, sia per ragioni qualitative sia perché provengono da gruppi già ben conosciuti. Doveroso intervistarli, dunque. Le risposte sempre surreali e canzonatorie sono intelligentemente coerenti con la musica, i titoli dei pezzi e le immagini scelte. Paolo Mongardi (batteria) perde la sua levità solo quando nasce l’ipotesi che gli Zeus! suonino tutto sommato accessibili, tanto che si crea un cortocircuito intervistatore-intervistato. Errore di valutazione, eccesso di determinati ascolti nel passato dell'uno? Oppure, più semplicemente, paura di essere preso sottogamba, perdere l'immagine da estremista sonoro dell'altro? Siamo certi che il prossimo disco degli Zeus! sarà d’aiuto per capire.

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HAPPY SKELETON | Davide Delmonte [inter]view

Dietro il sogghigno in copertina, si nasconde la voglia di Davide Delmonte di rendere omaggio alla vita con ciò che sente più affine all’espressione della sua anima: la musica. Ne è venuto fuori un disco intrigante, serrato, non esente da difetti, ma comunque frutto di un talento sbocciato da situazioni contingenti ma che può ancora crescere. Di seguito, due chiacchiere con lui.

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PIET MONDRIAN | Michele Baldini e Caterina Polidori [inter]view

Da Fucecchio (Toscana) Michele Baldini e Caterina Polidori esordiscono sulla lunga distanza con Misantropicana su Urtovox e colpiscono subito il bersaglio. Istantanee di vita italica tra il macabro e il cabaret, per pezzi scheletrici ma profondi e venati di grande talento di scrittura. Di seguito due chiacchiere con i due cavalieri dell’Apocalisse a base di calippo.

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ENRICO CONIGLIO [inter]view

È ormai qualche anno che Enrico Coniglio cattura l’attenzione di chi ascolta ambient. Giornali ed etichette importanti nel corso degli ultimi anni hanno scommesso su di lui, che non è facilmente inquadrabile, perché a seconda del disco pesca da varie epoche e tecniche dell’elettronica, risultando piuttosto eclettico e non scontato. In più, è in grado di legare i suoi dischi al suo retroterra culturale, che è Venezia, anche se non è ovviamente la Venezia delle cartoline (e nemmeno quella celebrata da scrittori e poeti, a dire il vero). Dalla necessità di capire da dove prende i vari spunti è nata quest’intervista via e-mail.

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THE ORANGE BEACH | Paolo Broccoli [inter]view

Non è un disco recentissimo Fuzz You!, ispirato lavoro su Second Shimmy dei campani The Orange Beach. Poliedrico, intellettuale quel tanto che basta per darsi al rock nella forma che più aggrada, è passato anche troppo sotto silenzio, nonostante un valore che col tempo non è diminuito. A riprova di ciò e interessati a far sì che chi se lo fosse perso possa recuperarlo, di seguito due chiacchiere con il chitarrista Paolo Broccoli.

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KNUT | Didier [inter]view

I Knut rappresentano da sempre uno dei nomi più interessanti e personali della scena post-hardcore, vuoi per l'indubbia capacità di rinnovarsi, vuoi per l'essersi sempre dimostrati un passo avanti rispetto al branco. Con il nuovo album, frutto di una formazione a cinque pesantemente rimaneggiata, la formazione sembra in qualche modo essersi più concentrata sulla potenza di fuoco che non sulla propria indole sperimentale, fattore che in qualche modo limita l'effetto sorpresa, ma che non fa perdere ai Knut la posizione di leader all'interno di una scena sempre meno coraggiosa e spesso appiattita su standard e trend imperanti. Proprio per scoprire cosa è successo in questi anni di pausa e come è nato il nuovo album, siamo andati direttamente alla fonte. Ecco cosa ci ha raccontato Didier.

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ALTAR OF FLIES | Mattias Gustafsson [inter]view

Abbiamo cercato di conoscere un po’ meglio Mattias Gustaffson/Altar Of Flies, che, assieme a Sewer Election, è considerato tra i più interessanti nuovi esponenti in ambito industrial e noise svedese. Curioso e significativo come Mattias sembri guardare poco alla sua storia locale (CMI) e tanto al di là dell’Atlantico…

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RAMESSES | Adam Richardson [inter]view

Dopo l'esperienza con la FETO, i britannici Ramesses prendono letteralmente il volo con Take The Curse, uno dei migliori dischi dell'anno in ambito metal e derivati, uscito per la neonata Ritual Productions. Audiodrome è riuscito ad intercettare un entusiasta Adam Richardson (basso e voce) per alcune domande su questo promettente trio formato da due ex membri degli Electric Wizard.

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MOUSE ON THE KEYS [inter]view

Scoperti dalla Denovali, a ribadire ancora una volta l’apertura mentale e il coraggio della label tedesca, i giapponesi Mouse On The Keys riescono a fondere mirabilmente mondi e concezioni distanti, grazie all’utilizzo di una originale formazione pianoforte/tastiere/batteria e al crossover tra suoni di matrice jazz con una scrittura tipicamente rock (se non, addirittura, post-hardcore). Impossibile resistere alla voglia di saperne di più.

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BLACK TUSK | James May [inter]view

La Georgia si va sempre più affermando come uno dei punti cardinali della scena post-metal made in U.S.A. Tra le nuove realtà provenienti dallo Stato (e in particolare da Savannah) spiccano i Black Tusk, autori di un potente mix di thrash, hardcore e sludge, ora approdati alla corte della Relapse per la quale è uscito il nuovo album Taste The Sin. Consigliati a chi si sente orfano dei Mastodon più aggressivi e non ha mai digerito troppo l’approccio sopra le righe dei Baroness.

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