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Unholy Bow [over]view
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Donnabavosa e Sangue Dischi [over]view

La chiacchierata che segue vede per protagonisti due amici accomunati da una sana passione per le opposte arti del suonare e del non-suonare, nonché dalla voglia di dar voce alla propria passione per la musica con due label distinte eppure per molti versi contigue. Nico (aka JDR) e Luca (aka GJHO) sono, insieme e ciascuno per proprio conto, i protagonisti di realtà cui Audiodrome ha sempre dedicato ampio e meritato risalto, dai Laghetto ai Marnero, da Donnabavosa a Sangue Dischi, dall’AntiMTVDay a DUNE e Santa Banana. Insomma, di carne al fuoco ce n’è molta e i due non si sono certo tirati indietro dal sottoporsi a questo serrato interrogatorio, cui hanno saputo apportare anche un pizzico di ironia a sdrammatizzare e rendere più piacevole il percorso. Lasciamo quindi e senza ulteriore indugio la parola ai diretti interessati, con i quali – per inciso - fa sempre enorme piacere incontrarsi e confrontarsi.

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Pippola, etichetta indipendente di musica leggera [over]view

Il manifesto di Pippola Music suonerebbe più o meno così: appeal melodico, ispirazione alla tradizione cantautorale italica “contro-culturale”, progetti pensati per colpire determinati punti dell’anima di chi si trova al confine tra underground e mainstream, non dimenticando la qualità. L'esordio coi leccesi Superpartner riportava in filigrana i segni di quanto appena esposto: al centro di tutto, quindi, “canzoni” da strofa più ritornello, con un piglio quel tantino indie-snob che può essere valore aggiunto o estremo fastidio a seconda di chi ascolta. Si diceva di certa tradizione italica: Nada, Rino Gaetano, Tenco, Milva, Battisti, Bindi. È facile ritrovare cenni e ispirazione a tali artisti in tutto ciò che è stato pubblicato finora. Emblema e successo maggiore di casa Pippola, anche in termini di risonanza commerciale, è stato l’esordio di Brunori SAS, da poco bissato dal successore Vol.2 – Poveri Cristi.

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Only Death Is Real [over]view
"An Illustrated History of Hellhammer and Early Celtic Frost 1981-1985"

Tom Gabriel Fischer

Bazillion Points Books
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Profound Lore [over]view

Nata nel 2004 come hobby di un gruppo di amici, la canadese Profound Lore Records è stata nell’ultimo periodo protagonista di una vera e propria ascesa, tanto più notevole se si considera il periodo di crisi generalizzata e l’abbandono repentino di tanti e ben più blasonati concorrenti. In particolare, Chris Bruni, fondatore e ora solo alla guida dell’etichetta, è riuscito di recente a trasformarla in attività a tempo pieno e sua unica fonte di reddito. Conviene, però, ripercorrere la vicenda sin dall’inizio, per tentare di carpirne il segreto.

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Speciale A Buzz Supreme [over]view

A Buzz Supreme non è una sigla che compare sempre sui dischi che, in qualche modo, hanno avuto a che fare con chi c’è dietro di essa. Chi si occupa della distribuzione, della promozione e dell’organizzazione fondamentale perché i dischi diventino realtà e arrivino tra gli scaffali dei negozi o in quelli virtuali di qualunque sito o shop virtuale della grande rete, non è così conosciuto dagli acquirenti così come anche dagli appassionati. A Buzz Supreme è un esempio davvero importante di chi si occupa di tutto questo e quest’intervista è un modo per approfondire i meccanismi che si celano dietro la “vita” dei dischi dopo la registrazione e un modo per mettere in risalto, senza piaggeria alcuna, il lavoro che Andrea Sbaragli e Fabio Vergani svolgono ormai da tre anni. Ecco la chiacchierata con Andrea.

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Crass Bomb - L'azione diretta nel punk [over]view
DIY
Crass bomb
L'azione diretta nel punk
Agenzia X

L'intero libro è scaricabile in formato pdf da qui.
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Epidemic Records [over]view

La Epidemic Records, attiva dal 2004, è nata per dar voce agli Smashrooms (gruppo in cui milita il fondatore della label, Gab) e, al contempo, supportare in maniera attiva la scena hardcore, intesa come insieme di attitudine e passione, voglia di suonare la musica che si ama e con questa diffondere un messaggio, sia esso espresso con i testi o con l’approccio personale. Perché, se è vero che alla fine i dischi si fanno con la musica, è altrettanto vero che l’hardcore cerca da sempre di andare oltre e di creare un nesso indissolubile con la vita di tutti i giorni. Nascono così le collaborazioni con band quali Affluente, LeTormenta, Lucida Follia, Milizia H.C., solo a citare gli esempi più lampanti di un sentire che va oltre la mera voglia di farsi conoscere e di imitare i propri idoli, compagni di strada che ben esemplificano l’approccio consapevole della label bresciana.

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Donato Epiro [over]view

Donato Epiro, pugliese classe 1981, da queste parti è già passato per via del fatto che suona anche in Balera Metropolitana dei Maisie (2009).

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Frohike Records [over]view

Tra le label impegnate nel traghettare la discografia tradizionale nell'epoca degli mp3 e del P2P si distingue la Frohike, una realtà che ha saputo unire sempre più la volontà di dar voce ad artisti coraggiosi/originali alla cura per il packaging come completamento della musica (e non più solo contenitore della stessa). Un ulteriore passo verso questa nuova concezione di discografia indipendente è stato compiuto con l'inizio del progetto d.i.y., ovvero il riappropriarsi anche della creazione fisica delle confezioni con materiali di recupero/riciclati, così da rendere sempre più il disco un momento artistico unico e agli antipodi del processo industriale.
Sotto un profilo prettamente musicale, la Frohike ha saputo, poi, evolvere il proprio raggio di azione, tanto da allargare sempre più il numero dei generi trattati, passando senza problemi attraverso stili e linguaggi espressivi.
L'insieme di questi fattori ha portato la label a ricoprire una posizione del tutto atipica nell'ambito del panorama attuale, soprattutto per la volontà di sfidare convenzioni e luoghi comuni, nonché le normali regole del mercato discografico, inteso come entità legata alla mera commercializzazione di un prodotto. Incuriositi dalla peculiarità del progetto Frohike, abbiamo deciso di indagare su motivazioni, speranze e paure direttamente con chi ha dato vita e continua a portare avanti una delle label più interessanti attualmente in circolazione. La parola a Simone e Marta.

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Void Of Silence [over]view

Durante gli ultimi anni alcuni gruppi metal hanno trasformato la loro musica in qualcosa di vicino all’ambient.

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Katatonia: Brave Melancholy Days [over]view

1. The Northern Silence. Introduzione
 
Eclettici, coraggiosi, emozionanti.

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At The Soundawn: video-report (1a-6a parte) [over]view

Già in occasione del precedente album (Red Square: We Come In Waves) ci eravamo soffermati sul valore degli italiani At The Soundawn, fautori di un suono tanto contaminato quanto dotato di una forte personalità e di un proprio ben definito trademark.

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Fall Of Efrafa: la trilogia su "Watership Down" [over]view

Appare opportuno, in occasione dell'uscita della versione cd di Inlè (coproduzione targata Denovali, Halo Of Flies, Sound Devastation e Alerta Antifascista), ritornare a parlare in maniera approfondita della formazione inglese, vuoi per l'indiscutibile fascino della musica proposta vuoi perché l'album segna anche l'annunciato addio alle scene di questa interessante realtà.

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Boring Machines [over]view

Smettere di divertirsi, divertendosi.

Boring Machines è una “one man label”: come Wallace Records è Mirko Spino, quest’etichetta è Onga. La cura per le edizioni, sino a partire dall’artwork, è la stessa. La personalità è (quasi sempre) diversa, ma abbonda anche qui, così come il coraggio.

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Denovali Records [over]view

La label

La tedesca Denovali Records (nata nel 2005 per volontà di Timo e Thomas) ha avuto l’indubbio merito di segnare il 2009 sotto vari punti di vista.

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Weirdo Records [over]view

Dodici uscite in grado di spaziare tra generi differenti, senza peraltro perdere di vista alcuni comuni denominatori quali la forte personalità e la voglia di osare delle band coinvolte,  questo il biglietto da visita di una label che già nel nome condensa la propria voglia di andare contro stereotipi e convenzioni. In occasione dell’uscita degli Hungry Like Rakovitz (in cui canta lo stesso Rubens, ideatore della Weirdo), abbiamo deciso di conoscere più da vicino entrambe le realtà e – soprattutto - una persona capace di passare da un lato all’altro del processo creativo nel poco tempo libero concesso dal lavoro. Passione o follia? Andiamo a scoprirlo con una lunga e approfondita chiacchierata che mette a nudo tutte le facce del vivere la musica in prima persona.

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Cursive [over]view

Loser di professione?

Non che Tim Kasher possa aver mai avuto una pensata del genere, ma il suo status di eterno outsider ai bordi dei bordi del “mercato che conta”, sia con i Cursive sia con i Good Life, non è mutato ora, con l’uscita del nuovo disco, né mai muterà rispetto a quando in casa Saddle Creek contendeva a Conor Oberst il ruolo di artista principale dell’etichetta.

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Wallace Records [over]view

Tra i maremoti e le catastrofi di un mercato musicale sempre più asfittico, in cui è dura sopravvivere per chiunque, ci accingiamo a festeggiare il decennale della nascita della Wallace Records. Dieci anni di uscite caratterizzate sempre da una qualità mai meno che buona, che trattasse di artisti di una certa fama o gente all'esordio. Solo l'entusiamo, l'abnegazione e l'onestà del suo creatore e factotum Mirko Spino, sono stati il carburante che non è mai finito e, anzi, ha saputo rinnovarsi costantemente tra modernità e tradizione. Da Bugo ai mille progetti di Xabier Iriondo e alle serie su vinile, dai R.U.N.I. ai Rollerball, dal molto hardcore agli importanti progetti avant, il catalogo Wallace è una miniera degna delle proposte di case discografiche più "famose". Ci accodiamo ai meritatissimi festeggiamenti anche noi, con le recensioni dei nuovi cd in uscita e con la seguente intervista a Mirko.

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Gaznevada [over]view

Bologna, Settembre 1977, Convegno sulla Repressione. Su uno dei vari palchetti improvvisati, mentre il Movimento celebra la sua imminente dissoluzione, accade che una combriccola di anomali “frics” denominatisi Centro D’Urlo Metropolitano si diverta a piazzare una rasoiata fuori programma, così, tanto per vedere l’effetto che fa.

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The Decemberists: Sua Maestà Colin Meloy [over]view

Ok, non è carino nei confronti di qualsiasi gruppo piazzarne sul trono il leader e considerare in tono minore il resto della formazione. Il “problema” è che certi leader lo sono in tutto e per tutto e non semplici fantocci a uso e consumo dell’immagine mediatica. È innegabile come i desideri, le velleità narrative, la cifra stilistica, l’immaginario poetico, l’inglese ricercato e vittoriano, finanche il timbro particolare della voce di Sir Colin siano fondamentali per l’esistenza e la connotazione dei Decemberists. Personalità straripante, abilità da frontman consumato, che altro? Ah, le canzoni le scrive tutte lui.

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Solidarietà al Gruppo Tetris e all'Etnoblog [over]view

Su Trieste e sul suo rapporto con la musica dal vivo ci sarebbe molto da scrivere, ma non è questa la sede.

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Valvolare Records [over]view

Se, da un punto di vista delle opportunità e delle occasioni, il vivere in una grande città o nelle sue immediate vicinanze comporta innumerevoli vantaggi, spesso determina anche una minore spinta all'agire, proprio per l'enorme mole di eventi e realtà da cui si è circondati.

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John Frusciante: spiriti liberi [over]view

Spiriti. Quelli nella sua testa, quelli che gli parlano da quando è “guarito”, quelli che erano i Red Hot Chili Peppers, presi dal successo e dalla consueta - e agghiacciante per quanto si ripeta ciclicamente - parabola di ascesa e caduta dal paradiso. John è quello che ha pagato maggiormente: la sua gioventù messa al servizio delle luci della ribalta e della materialità ancestrale del rock, del funk, delle droghe. Se n’è riempito lo stomaco, il cuore, il cervello, tanto da passare anni chiuso in casa guardando catatonico il televisore in compagnia della sua migliore amica. Da lì, chissà come, è rinato, ferito, provato eppure felice e pronto a risalire sul ring dello show-buisness, con quel Californication che con la sua band ha visto ripiovere incassi da capogiro e tour, fan, MTV… Ma di quel percorso qui poco importa. Questa è la storia della strada solitaria di John, dell’efficacia per una volta del classico “rimedio curativo” della carriera solista, sfogo di già di tanti, ma che in questo caso risulta peculiare e decisamente più interessante di quanto poi intrapreso dal figliol prodigo con i Red Hot.

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Speciale Karyn Crisis solo album [over]view

Karyn Crisis solo album: a work in progress

Karyn è stata la cantante e il simbolo dei Crisis, uno dei gruppi più innovativi in ambito metal negli anni Novanta, nonché autori di album fondamentali per lo sviluppo di una concezione evoluta e contaminata della musica estrema. Dopo un lungo silenzio (l'ultimo lavoro dei Crisis è datato 2004) e un momentaneo distacco dalla scena musicale, ha di recente comunicato l'intenzione di realizzare un album solista e ha chiamato a coadiuvarla due musicisti italiani di cui Audiodrome si è spesso occupato. I due nomi coinvolti sono quelli di Eraldo Bernocchi (Sigillum S, ma anche attivo a fianco di musicisti di fama internazionale come Bill Laswell, Mick Harris, Thomas Fehlman, Zu, Toshinori Kondo e molti altri ancora) e Davide Tiso (Ephel Duath), artisti che con lei condividono una profonda e genuina passione per l'esplorazione di nuove contaminazioni e nuovi orizzonti sonori.  Difficile per noi di Audiodrome restare indifferenti di fronte ad una simile notizia, impossibile non tentare di saperne di più e documentare passo per passo questa nuova avventura che sfocerà nel primo album solista della cantante americana. Per questo, abbiamo deciso di contattare direttamente i musicisti, i quali, oltre a dimostrarsi di una disponibilità assoluta, ci hanno offerto di accompagnarli lungo le fasi di realizzazione dell'album. Siamo pertanto orgogliosi di presentarvi il primo passaggio di questo viaggio all'interno del processo creativo, certi che simili occasioni rappresentino un'opportunità più unica che rara per osservare da vicino il momento in cui le idee si trasformano in note.

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To Lose La Track [over]view

Bit ricolmi di musica che si spostano da un capo all'altro del mondo in quantità impensabili fino a qualche tempo fa: catastrofi annunciate, catastrofi avvenute, il precariato nell'anima che cinge d'assedio la vita di molti, fuochi fatui e stelle di prima grandezza che si alternano su palchi molto spesso esteri. In barba e durante tutto questo, con la fede e la passione nel cuore, in Umbria nasceva una label molto moderna e allo stesso tempo radicata e modellata secondo metodi artigianali e "umani", forgiata con scelte e modus operandi... "classici".
Di seguito l'intervista con Luca Benni, deus ex machina della To Lose La Track.

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Poll 2008 [over]view

Nuovo tentativo di organizzare una poll "seria", nuova vittoria della natura anarchica ed eterogenea di [audio]drome. Non fosse per Portishead e Black Mountain...

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Deerhoof [over]view

Al momento sbagliato, facendo sempre la cosa giusta.

Un po’ come gli Oneida, i Deerhoof hanno sempre prodotto cd almeno buoni, ma non hanno mai goduto di particolare fama, nemmeno di quella classicamente definita “di culto”. E se c’è stata, anche se di seconda classe, è diventata tale solo da Apple’ O in poi e si è leggermente assestata dopo Friend Opportunity del 2007. Niente new sensation e primi posti in classifica alla Fleet Foxes.

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My Honey Records [over]view

In occasione di ben tre nuove uscite targate My Honey Records approfittiamo per intervistare Paolo Spelorzi, leader della casa discografica specializzata in indie-pop, che pian piano si sta ritagliando uno spazio importante. Dall’altra parte della barricata.

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Public Guilt & Implied Sound [over]view

Baltimora, 2004 - J.R. Fritsch fonda la Public Guilt quando decide di pubblicare una raccolta di materiale fuori stampa dei Cream Abdul Babar, band dal sound fatto di elementi punk, metal e noise, con tanto di suonatore di trombone fisso nella line-up (salta fuori un doppio cd: l’idea iniziale era quella di realizzare solo dei 7’’, che diverranno il formato principe della “sister label” Implied Sound). Tocca poi all’omonimo dei Trephine, e pare quasi prendere forma un’etichetta metal con un certo gusto per il bizzarro e l’insolito, visto che la band in questione possiede anch’essa grande impatto, ma è capace di giocare vari numeri prog e math, senza tuttavia prendersi mai troppo sul serio.

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Broken Social Scene, Arts & Crafts [over]view
Contaminazioni collettive
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Tornado Ride [over]view

Per alcuni la musica è un semplice hobby, occupa lo spazio di qualche stagione per ritirarsi nell’angolo dei ricordi di gioventù al compimento della maggiore età, per altri invece assume la forma di un passione bruciante, si insinua sotto pelle e resta come un tatuaggio, che il tempo sbiadisce ma non consuma mai del tutto.

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Artcore Issue 25 [over]view

Vinyl Fanzine Vol.2: Beef People “Pavlo’s Dog”
Damaged Records

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Soundgarden (a personal matter) [over]view

Scordatevi per un attimo del grunge come fenomeno esploso a livello mondiale, lasciate da parte la moda, le major che si accoltellavano per scritturare l’ennesimo clone e l’industria discografica che costruiva gruppi post-grunge a tavolino, fregatevene del fastidio per gli stilisti di grido che lanciavano camicione di flanella e pantaloni da boscaiolo, fate tabula rasa di tutto quello che sarebbe successo da lì a poco e di ciò che inevitabilmente ha finito per snaturare un suono che ancora ignorava di venire crocifisso (Jesus Christ Pose) sul Monte dei Paschi di Siena.

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Speciale Cruella D'Ville [over]view

[english version here]



Sorpresi tra inferno e paradiso.

Nella jungla del rock n’roll americano di fine anni Ottanta ogni qualvolta la Costa Ovest degli Stati Uniti chiamò, la Costa Est rispose sempre a tono. In particolar modo quando il suadente lato selvaggio della California lasciava libere creature come i Pair-A-Dice, i Vain, I Faster Pussycat o i Tuff, la Florida si faceva prepotente di altrettanto lascivi soggetti come i Roxx Gang, i Julliet, i Tuff Luck o gli Intice.
E tra i gruppi che facevano parte di quest’ultima schiera ce n’era uno che solo per il nome insolito che adottava avrebbe dovuto stuzzicare interesse. Loro sì che erano interessanti, infatti, e questo era il loro eccentrico nome: Cruella D’Ville.
La storia dei Cruella D’Ville si rivolge alle più profonde origini della scena sleaze/glam/melodic hard rock dello “stato del sole” e pochissime band possono vantare la stessa quantità di esperienze acquisite durante il corso degli anni. I Cruella nacquero nel lontano 1986 col nome di Valentine e sconvolsero tutti quelli che allora erano i migliori rock club di Tampa, dal The Volley Club e dal Mr T's Club 19 allo Stadium Lounge, dallo Squires al The Sunset, dallo Yankee Rose al London Victory Club... Ma stravolsero anche Keith Collins, l’allora bassista dei Savatage, il quale decise seduta stante di produrre il loro primo ep di quattro brani, ed in seguito anche Juan Croucier, bassista dei Ratt. Ma lascerò a Rick Bales in persona l’onere di raccontarci la genesi della sua band ed il resto della storia dei Cruella D’Ville attraverso l’intervista inedita in fondo.
Per adesso mi limiterò solo a descrivere quanto la loro musica fosse, e fortunatamente sia ancora, degna di lode.

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Speciale Notturna [over]view

I Notturna sono senza timor di smentita una delle migliori realtà rock e hard’n’heavy della storia musicale del nostro paese. Una storia lunga e controversa, un profilo umano e professionale di grande personalità e un’attitudine invidiabile ne hanno costruito la dimensione, anche e soprattutto frutto della personalità eclettica ed interessantissima del leader della band, Michele Rizzi, musicista cantante e paroliere quasi miracoloso. A più di vent’anni dalla fondazione della band, Audiodrome dedica con piacere ed onore uno speciale ai Notturna, a tributo del grosso contributo che hanno dato alla musica rock del nostro paese. E per l’occasione, abbiamo avuto anche la possibilità di conoscere e intervistare Michele Rizzi. Buona lettura e, soprattutto, buona scoperta.

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Speciale Dig, Lazarus, Dig!!! [over]view

A volte, indipendentemente dall’effettivo valore, il nuovo disco di un artista che ha segnato in modo indelebile il corso della musica (rock) contemporanea genera  spontaneamente le riflessioni più disparate. Per il nuovo disco di Nick Cave & The Bad Seeds abbiamo deciso di offrirvi tre punti di vista, uno che si focalizza sul fenomeno “mediatico” che sta intorno all’ultimo Cave, cercando anche di mettere in risalto i testi, uno più incentrato sull’aspetto prettamente musicale ed un altro incentrato su una visione personale dell’ultimo disco del Re Inchiostro.

Fabio Stancati

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Chorus Of One [over]view

La Chorus Of One è una label tanto giovane quanto determinata nelle proprie scelte e - per certi versi - decisamente controcorrente.
Il primo aspetto che salta agli occhi è la capacità di far uscire band tra loro distanti sia per sonorità che per attitudine, così da passare senza problemi dagli scum-rockers The Nerds ai melodici Rydell, dai “ragazzi terribili” Greedy Mistress ai rocker scandinavi Nude Pube Banglers. In secondo luogo, non si limita a produrre esclusivamente formazioni italiane, né ha paura di spingersi all’estero nella continua ricerca di suoni e musicisti capaci di attrarne l’attenzione, ma non per questo sottovaluta o trascura le potenzialità delle molte formazioni valide attive nella penisola.
Altro aspetto interessante su cui vale la pena soffermarsi è la decisione della label di confrontarsi con il mutato assetto del mercato, tanto da scegliere di distribuire le proprie uscite anche in formato digitale. Insomma, sebbene sia una realtà decisamente giovane, la Chorus Of One sembra avere dalla sua determinazione, chiarezza di intenti e soprattutto voglia di affrontare le sfide necessarie per raggiungere i propri obbiettivi. Sentiamo cosa hanno da dirci Max e Matte.

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Agipunk [over]view

La Agipunk, cui si affiancano Tetanus e Disastro Sonoro per quanto concerne distribuzione e booking, rappresenta un caso su cui vale davvero la pena soffermarsi, soprattutto se si considera il panorama discografico odierno in cui a prevalere sono concetti quali massificazione della proposta, disaffezione del pubblico, scomparsa della musica come oggetto con una sua materialità in favore dell’impalpabile file da scambiare e diffondere via internet.

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Twin Dragons [over]view

[TC Tolliver + Mike Hickey - english versions]


I Twin Dragons sono la dimostrazione che oggi parlare di nazioni, stati e di provincialismi vari non ha davvero più senso. Questa band, che gira intorno alla figura di Nathaniel Peterson, vede al suo interno tre elementi americani e due italiani. Non solo. Questi musicisti vengono da esperienze diversissime tra loro ed in molti casi non si sono mai incontrati. Insomma, quando si dice che la musica non ha confini ma parla un linguaggio universale…  Per questo ed altro ancora, cercate di leggere le risposte di ognuno di questi temerari del pregiudizio facile e fatevene una ragione: i Twin Dragons suonano usando unicamente il linguaggio del cuore.

Un grazie a www.iragency.eu.

Qui la nostra intervista a Mr. Peterson.

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Anfibio Records [over]view

La Anfibio Records rappresenta un ottimo esempio di realtà legata alla musica più dalla passione che non dall’illusione di un’effimera fama o di ancora più effimeri guadagni. Paladina del suono oi! e street-punk, la Anfibio si muove per dare visibilità ad una scena che in Italia sembra avere davvero poche possibilità di farsi conoscere all’esterno. Per sapere come è nata questa avventura e cosa bolle in pentola, abbiamo messo sotto torchio il suo fondatore Christian.

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Silken Tofu [over]view

Lo speciale sulla cd-r label Silken Tofu è un modo per osservare ancora le realtà DIY nella musica.

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Poll 2007 [over]view

Puntuale come la banalità, giunge infine la poll 2007 di [audio]drome. Più organizzata della prima, ma ugualmente simbolo di eterogeneità assoluta.
Ecco quello che salviamo di quest'anno.

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SPERMBIRDS | Me And My People [over]view

Dopo aver celebrato le gesta di una formazione seminale come i Jingo De Lunch, la Rookie Records passa ad occuparsi dei veterani Spermbirds, una delle realtà più longeve e conosciute della scena tedesca.

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Speciale Radiohead | In Rainbows [over]view

Introduzione

Un nuovo album dei Radiohead sarebbe già una ghiotta occasione per pubblicare uno speciale, quando poi una band di questo spessore compie una piccola “rivoluzione” in campo musicale, farlo diventa quasi obbligatorio.

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Chew-Z [over]view

Da queste parti si parla spesso di realtà DIY, ma è la prima volta che si prova a tracciare il profilo di una net label.

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SIR! NO SIR! di David Zeiger [over]view

Arriva in Italia, distribuito dalla Goodfellas, Sir! No Sir!, il documentario di David Zeiger su una pagina della storia contemporanea ampiamente rimossa perché deliberatamente censurata: il movimento dei militari statunitensi contro la guerra in Vietnam.

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Fanzine: generazioni a confronto [over]view

Piccolo manuale per masochisti (ovvero delle delizie e delle pene del  dedicare il proprio tempo a scrivere su carta nell’era della rete, o ancora di come si possa testardamente portare avanti con determinazione fuori dal comune una filosofia di vita ai più ormai estranea, o meglio di cosa si intenda oggi per etica punk e DIY e di cosa in realtà vogliano dire questi termini, o, infine, di come due persone separate da una manciata di anni e da diverse centinaia di chilometri possano in realtà convenire su parecchie cose e riuscire a discuterne amabilmente per la gioia - o tedio - di voi lettori...)

Attori principali: Michele, Perno, Zora (Perno e Zora sono i creatori della 'zine CasaPerno&Zora, giunta in prossimità del decimo numero, età invidiabile per una 'zine cartacea, soprattutto di questi tempi, oltre a occuparsi di una label e di organizzazione concerti).

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Audiodrome e i cospiratori [over]view

(ovvero del "fattelo da solo")

Parlare di Audiodrome non è semplice, soprattutto per chi ne ha seguito ogni passo sin da quando era solo un’idea, meglio ancora un’esigenza: l’esigenza di gettarsi nuovamente nella mischia dopo la brutta batosta rappresentata dalla chiusura di HMP.it, il portale che aveva riempito la mia vita negli ultimi e difficili anni (ancora un grazie ad Alessandro, suo ideatore e instancabile curatore).

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Il Class Metal [over]view

L’atto di nascita  del “nostro” Class Metal ed il suo firmatario: Beppe Riva.

Con questa "special review" affermo definitivamente davanti a tutto il popolo dei media e dei fan italiani che questo termine, "class metal" appunto, non esiste nel vocabolario internazionale dell’hard n'heavy!

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Poll 2006 [over]view

Coerentemente alla natura anarco-insurrezionalista di Audiodrome, far votare il 2006 è stata impresa non da poco. Ecco l'anno musicale (e non) in pillole (anfetamine e optalidon): vano ogni tentativo di categorizzazione.
I redattori che hanno preso parte al gioco sono qui elencati in ordine alfabetico.

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L'hardcore punk in Italia: dieci dischi fondamentali [over]view

L'hardcore punk negli anni Ottanta non era visto solamente come uno “stile musicale”, ma proprio come uno “stile di vita”.

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Talez From The Glam Crypt [over]view

Il glam/street in 50 dischi

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code666: strade perdute del suono [over]view

David Lynch ha ispirato il vecchio sito della code666.

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Artcore #23 [twenty year anniversary] [over]view

Artcore è, al di fuori di ogni dubbio, una delle pubblicazioni in ambito hardcore più interessanti sia dal punto di vista dei contenuti sia da quello grafico, capace di combinare in maniera ottimale la vecchia attitudine "do it yourself" con un tocco personale e decisamente unico.

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Piccole Speranze [over]view

La storia

A volte le cose migliori nascono attorno ad una tavola, magari dopo una cena tra amici con del buon vino ad annaffiare il tutto.

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The Cure [over]view

Introduzione, brevi cenni biografici e guida alla lettura

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Kiss - L'autobiografia (Kiss And Make-Up) [over]view

Kiss - L'autobiografia (Kiss And Make-Up)
Gene Simmons
Sperling & Kupfer

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La sottile linea bianca [over]view

"La sottile linea bianca" ("White Line Fever: Lemmy - The Autobiography")
Lemmy Kilmister & Janiss Garza
Baldini Castoldi Dalai

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Justice For All - La Verità Sui Metallica [over]view
Joel McIver
Justice For All - La Verità  Sui Metallica (The Truth About Metallica: Justice For All - Joel Mciver)
Arcana
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Megadeth [over]view

La storia degli inizi dei Megadeth la conosciamo tutti, è uno dei pochi casi nel mondo della musica in cui un componente licenziato da una band che avrà  in seguito un successo enorme, riesce comunque a diventare famoso formando un nuovo gruppo.

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Extreme [over]view

Una delle band più sottovalutate di sempre.

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Shotgun Messiah [over]view

Tim Skold è attualmente un ricco signore sulla quarantina, dai corti capelli platinati (che comunque mantengono intatto tutto il suo fascino) e, particolare questo abbastanza rilevante, noto a tutti per essere il bassista di un certo Marilyn Manson, avendo preso il posto di Twiggy Ramirez.

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XYZ [over]view

Gli XYZ da Hollywood, California, dopo anni passati a suonare nei localini di Los Angeles, autoprodussero il loro primo ep (di quella formazione facevano parte Paul Villet alla batteria e Uncle RV Alliroll alla chitarra), che subito attirò l'attenzione della Enigma Records e di Don Dokken, il quale pretese di produrre personalmente (e a suo piacimento, infatti sembra di sentire i Dokken!) il debut album omonimo nel 1989.

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Dangerous Toys [over]view

I texani Dangerous Toys nascono nel 1987 dalle ceneri degli Onyx, quando il chitarrista Scott Dalhover, il bassista Mike Watson e il drummer Mark Geary decidono di sostituire la loro egocentrica cantante con Jason Mc Master, il vocalist dei technical thrashers Watchtower, che in seguito abbandonerà la sua vecchia band per scegliere loro.

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Wrathchild [over]view

Parafrasando la loro canzone più famosa, oserei definire i Wrathchild le "Trash Queens" degli anni '80, data l'importanza che la band britannica ha avuto per la rinascita e lo sviluppo della tanto amata musica glam.

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Cruella D'Ville Special [over]view

Caught between heaven and hell.

Time after time in the late 80’s American jungle of rock n’ roll when the West Coast called, the East Coast always responded properly. But in particular, when the charming wild side of California let awesome creatures like Pair-A-Dice, Vain, Faster Pussycat or Tuff loose, Florida came on strong with other same lascivious acts like Roxx Gang, Julliet, Tuff Luck, Intice, etc.
Among Florida greatest talents there was one with a name that anybody would have said to himself: "This group’s name sounds special!" They were indeed and their name was Cruella D’Ville.
Cruella D’Ville have a story that goes back to the very roots of the Florida sleaze/glam/melodic hard rock scene and maybe very few bands could ever be prouder than this one for the huge amount of experience accumulated through the years. They were born as Valentine in 1986 and they blew all of the Tampa rock clubs away (The Volley Club, Mr T's Club 19, The Stadium Lounge, Squires, The Sunset, The Yankee Rose, the London Victory Club, etc.) and even Keith Collins, the bass player from Savatage, who decided to produce their first 4-song EP. Then also Juan Croucier from Ratt was impressed by them. By the way I will let Rick Bales himself explain the genesis of his band and the rest of Cruella’s story through the special interview linked here.
For now I will only try to describe how much praiseworthy their music was and, fortunately, is still.

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Twin Dragons [english versions] [over]view
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Trazeroeuno Productions [over]view

Trazeroeuno è qualcosa di complesso e composito, un ginepraio. Bello e intellettualmente stimolante.

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Travis Smith [over]view

Uno degli aspetti più interessanti di un album è il suo artwork, o meglio come le immagini si sposano con il contesto musicale che rappresentano. È innegabile, uno dei primi elementi che salta all'occhio quando si acquista un disco è la sua copertina e il suo artwork, che da mero "contenitore esterno" può diventarne, a seconda delle sue fattezze, parte integrante. Prendete quelli dei Katatonia, degli ultimi Anathema, dei Nevermore, dei Novembre di Novembrine Waltz e prendetene alcuni di Devin Townsend; quanto perderebbero senza i loro splendidi artwork? Quante sensazioni verrebbero sminuite senza il fantastico aspetto visuale che li caratterizza? Abbiamo avuto la possibilità di intervistare il creatore di queste opere, il creatore di questi artwork e, soprattutto, il creatore di queste emozioni. Un Artista con la "A" maiuscola, capace di farci vivere un incubo e un sogno in una sola, splendida immagine. La parola passa a Travis Smith, uno dei più grandi visionari degli ultimi anni.

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Valerio Evangelisti [over]view

Valerio Evangelisti è senza dubbio uno degli scrittori italiani più legati all'immaginario metal e maggiormente amati dal popolo della musica estrema. Autore di vari romanzi incentrati sulla figura dell'inquisitore Nicolas Eymerich, è stato l'ispiratore di alcuni ottimi dischi dei Time Machine. Per questo, ho ritenuto fosse giusto riproporre una chiacchierata fatta con lo scrittore e rimasta, per vari motivi, a distanza di due anni tuttora inedita. Credo sia giunto il momento di ringraziare pubblicamente Evangelisti per l'intervista concessami, approfittando dell'occasione per rivolgergli le mie personali scuse per questo enorme ritardo. Buona lettura.

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La Città È Quieta... Ombre Parlano [over]view

Carlo Cannella
La Città È Quieta... Ombre Parlano
2005/Autoprodotto (laramonamour@yahoo.it)

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Marco Philopat - COSTRETTI A SANGUINARE [over]view

Romanzo sul punk 1977-84
1998 / Shake

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Ragazzi Del Mucchio | Come Se Nulla Fosse [over]view

Silvio Bernelli: I Ragazzi Del Mucchio (Sironi Editore, 2003)

Roberto Perciballi: Come Se Nulla Fosse - Storie Di "Pank" A Roma (1980-2000) (Castelvecchi, 2000)

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Neurosis [over]view

Nati nel 1985 come atipica formazione hardcore, i Neurosis debuttano ufficialmente con Pain Of Mind (1987), un album la cui forza sta proprio nel mostrare da subito la ferma volontà della band di uscire dal seminato e di sovvertire i dettami del genere.

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Scena Romana [over]view

L'idea per questo speciale è nata constatando quante band interessanti e valide provengano dalla capitale, band profondamente differenti tra loro, band con una personalità e una caratura spesso superiori a tanti nomi che riempono le pagine dei giornali e il video delle televisioni specializzate.

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Ristampe hardcore/punk italiano anni '80 [over]view

Chiunque nel corso degli anni abbia tentato una ricerca a posteriori sulla storia in note della scena punk e hardcore italiana targata anni Ottanta si è immancabilmente scontrato con l'enorme difficoltà nel reperire il materiale discografico del periodo.

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Black Flag [over]view

Ed eccoci a trattare del terzo pilastro dell'hardcore americano anni '80, il gruppo che influenzò più di qualunque altro il concetto stesso di hardcore punk: i Black Flag.

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Bad Brains [over]view

Come promesso nel mio articolo sui Minor Threat, il secondo gruppo hardcore di cui tratto sono i gods del rasta-core: i Bad Brains (vi anticipo che il terzo gruppo di cui mi occuperò saranno, doverosamente, i Black Flag).

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Minor Threat [over]view

Iniziare la mia serie di monografie sull'hardcore anni '80 con un altro gruppo sarebbe stata una bestemmia. Tanto per non lasciare dubbi, lo dico subito: i Minor Threat sono stati LA migliore band hardcore mai esistita. E con queste parole potrei chiudere il discorso. Ma poiché tessere le lodi di questa leggenda hardcore non è mai troppo, mi dilungherò ancora un po' sul tema.

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Hardcore Punk [over]view

Brevissima introduzione all'hardcore punk

Premessa: L'articolo che segue rappresenta esclusivamente la mia personalissima "interpretazione" dell'hardcore, nata da più di 17 anni di passione per questo genere. Non pretendo di possedere verità  su questo tema e nel decidere cosa (o chi) è importante o meno sono influenzato solo dai miei gusti personali. Chi si sente di dissentire dalle mie opinioni può e deve farlo... e probabilmente ha pure ragione!

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La Dischord Records e l'harDCore [over]view

Una leggenda "locale"

Minor disturbance: le origini. Washington DC, capitale federale degli Stati Uniti, non ha mai fatto parte delle "capitali del rock" al pari di New York o Los Angeles (ma anche Boston, San Francisco o Chicago), nonostante rappresenti uno dei centri culturali più importanti del paese.

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Bandana Thrash [over]view

Non c'è dubbio che gli anni '90 furono per l'hardcore punk un periodo piuttosto infelice: l'energia iniziale di questo genere si disperse tra scene molto diverse tra loro (new-school, macho-core, pop-punk, emo, etc.), ma tutte accomunate da una distanza estrema dai modelli stabiliti all'inizio degli anni '80 dai padri fondatori.

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Ricordando Syd [over]view

It's awfully considerate of you to think of me here
And I'm much obliged to you for making it clear
That I'm not here.

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Eibon Records [over]view

La Eibon è una delle poche label per cui nutro una incredibile ammirazione, vuoi per il coraggio di scegliere band di un indiscusso valore artistico indipendentemente dal loro appeal commerciale o meno, vuoi per la cura e la professionalità  delle sue uscite. Era dunque d'obbligo sentire cosa avesse da dire la mente dietro a questa fabbrica dei sogni...
Ne è scaturita un'intrervista completa ed avvincente che rende inutili e superflue ulteriori presentazioni. Un solo consiglio, lasciatevi tentare ed immergetevi in questo nuovo mondo.
La parola a Mauro Berchi.

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PA(E)SSAGGI DI IDENTITÀ: INDUSTRIAL METAL [over]view

Parlare di musica industriale (intesa qui - in un senso ovviamente più dottrinale che realmente vicino alle pratiche degli sperimentatori industrial - come elemento sonico destabilizzante più che come pratica codificata vera e propria qual è la vera musica industriale) e delle sue contaminazioni col metal è impresa ardua e in larga parte impossibile, data la miriade di bands che si sono da sempre fatte tentare dal sommo piacere perverso di mettere in crisi, snaturare e decostruire/ricostruire le modalità  d'attuazione di un genere e di un tipo di violenza espressiva conservatrice per eccellenza!

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