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Lo sguardo d'insieme. Su un gruppo, un genere, un'etichetta.
Altre forme d'arte, quando queste s'incrociano con la musica.


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To Lose La Track [over]view

Bit ricolmi di musica che si spostano da un capo all'altro del mondo in quantità impensabili fino a qualche tempo fa: catastrofi annunciate, catastrofi avvenute, il precariato nell'anima che cinge d'assedio la vita di molti, fuochi fatui e stelle di prima grandezza che si alternano su palchi molto spesso esteri. In barba e durante tutto questo, con la fede e la passione nel cuore, in Umbria nasceva una label molto moderna e allo stesso tempo radicata e modellata secondo metodi artigianali e "umani", forgiata con scelte e modus operandi... "classici".
Di seguito l'intervista con Luca Benni, deus ex machina della To Lose La Track.

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Poll 2008 [over]view

Nuovo tentativo di organizzare una poll "seria", nuova vittoria della natura anarchica ed eterogenea di [audio]drome. Non fosse per Portishead e Black Mountain...

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Deerhoof [over]view

Al momento sbagliato, facendo sempre la cosa giusta.

Un po’ come gli Oneida, i Deerhoof hanno sempre prodotto cd almeno buoni, ma non hanno mai goduto di particolare fama, nemmeno di quella classicamente definita “di culto”. E se c’è stata, anche se di seconda classe, è diventata tale solo da Apple’ O in poi e si è leggermente assestata dopo Friend Opportunity del 2007. Niente new sensation e primi posti in classifica alla Fleet Foxes.

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My Honey Records [over]view

In occasione di ben tre nuove uscite targate My Honey Records approfittiamo per intervistare Paolo Spelorzi, leader della casa discografica specializzata in indie-pop, che pian piano si sta ritagliando uno spazio importante. Dall’altra parte della barricata.

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Public Guilt & Implied Sound [over]view

Baltimora, 2004 - J.R. Fritsch fonda la Public Guilt quando decide di pubblicare una raccolta di materiale fuori stampa dei Cream Abdul Babar, band dal sound fatto di elementi punk, metal e noise, con tanto di suonatore di trombone fisso nella line-up (salta fuori un doppio cd: l’idea iniziale era quella di realizzare solo dei 7’’, che diverranno il formato principe della “sister label” Implied Sound). Tocca poi all’omonimo dei Trephine, e pare quasi prendere forma un’etichetta metal con un certo gusto per il bizzarro e l’insolito, visto che la band in questione possiede anch’essa grande impatto, ma è capace di giocare vari numeri prog e math, senza tuttavia prendersi mai troppo sul serio.

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Broken Social Scene, Arts & Crafts [over]view
Contaminazioni collettive
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Tornado Ride [over]view

Per alcuni la musica è un semplice hobby, occupa lo spazio di qualche stagione per ritirarsi nell’angolo dei ricordi di gioventù al compimento della maggiore età, per altri invece assume la forma di un passione bruciante, si insinua sotto pelle e resta come un tatuaggio, che il tempo sbiadisce ma non consuma mai del tutto.

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Artcore Issue 25 [over]view

Vinyl Fanzine Vol.2: Beef People “Pavlo’s Dog”
Damaged Records

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Soundgarden (a personal matter) [over]view

Scordatevi per un attimo del grunge come fenomeno esploso a livello mondiale, lasciate da parte la moda, le major che si accoltellavano per scritturare l’ennesimo clone e l’industria discografica che costruiva gruppi post-grunge a tavolino, fregatevene del fastidio per gli stilisti di grido che lanciavano camicione di flanella e pantaloni da boscaiolo, fate tabula rasa di tutto quello che sarebbe successo da lì a poco e di ciò che inevitabilmente ha finito per snaturare un suono che ancora ignorava di venire crocifisso (Jesus Christ Pose) sul Monte dei Paschi di Siena.

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Speciale Cruella D'Ville [over]view

[english version here]



Sorpresi tra inferno e paradiso.

Nella jungla del rock n’roll americano di fine anni Ottanta ogni qualvolta la Costa Ovest degli Stati Uniti chiamò, la Costa Est rispose sempre a tono. In particolar modo quando il suadente lato selvaggio della California lasciava libere creature come i Pair-A-Dice, i Vain, I Faster Pussycat o i Tuff, la Florida si faceva prepotente di altrettanto lascivi soggetti come i Roxx Gang, i Julliet, i Tuff Luck o gli Intice.
E tra i gruppi che facevano parte di quest’ultima schiera ce n’era uno che solo per il nome insolito che adottava avrebbe dovuto stuzzicare interesse. Loro sì che erano interessanti, infatti, e questo era il loro eccentrico nome: Cruella D’Ville.
La storia dei Cruella D’Ville si rivolge alle più profonde origini della scena sleaze/glam/melodic hard rock dello “stato del sole” e pochissime band possono vantare la stessa quantità di esperienze acquisite durante il corso degli anni. I Cruella nacquero nel lontano 1986 col nome di Valentine e sconvolsero tutti quelli che allora erano i migliori rock club di Tampa, dal The Volley Club e dal Mr T's Club 19 allo Stadium Lounge, dallo Squires al The Sunset, dallo Yankee Rose al London Victory Club... Ma stravolsero anche Keith Collins, l’allora bassista dei Savatage, il quale decise seduta stante di produrre il loro primo ep di quattro brani, ed in seguito anche Juan Croucier, bassista dei Ratt. Ma lascerò a Rick Bales in persona l’onere di raccontarci la genesi della sua band ed il resto della storia dei Cruella D’Ville attraverso l’intervista inedita in fondo.
Per adesso mi limiterò solo a descrivere quanto la loro musica fosse, e fortunatamente sia ancora, degna di lode.

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Speciale Notturna [over]view

I Notturna sono senza timor di smentita una delle migliori realtà rock e hard’n’heavy della storia musicale del nostro paese. Una storia lunga e controversa, un profilo umano e professionale di grande personalità e un’attitudine invidiabile ne hanno costruito la dimensione, anche e soprattutto frutto della personalità eclettica ed interessantissima del leader della band, Michele Rizzi, musicista cantante e paroliere quasi miracoloso. A più di vent’anni dalla fondazione della band, Audiodrome dedica con piacere ed onore uno speciale ai Notturna, a tributo del grosso contributo che hanno dato alla musica rock del nostro paese. E per l’occasione, abbiamo avuto anche la possibilità di conoscere e intervistare Michele Rizzi. Buona lettura e, soprattutto, buona scoperta.

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Speciale Dig, Lazarus, Dig!!! [over]view

A volte, indipendentemente dall’effettivo valore, il nuovo disco di un artista che ha segnato in modo indelebile il corso della musica (rock) contemporanea genera  spontaneamente le riflessioni più disparate. Per il nuovo disco di Nick Cave & The Bad Seeds abbiamo deciso di offrirvi tre punti di vista, uno che si focalizza sul fenomeno “mediatico” che sta intorno all’ultimo Cave, cercando anche di mettere in risalto i testi, uno più incentrato sull’aspetto prettamente musicale ed un altro incentrato su una visione personale dell’ultimo disco del Re Inchiostro.

Fabio Stancati

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Chorus Of One [over]view

La Chorus Of One è una label tanto giovane quanto determinata nelle proprie scelte e - per certi versi - decisamente controcorrente.
Il primo aspetto che salta agli occhi è la capacità di far uscire band tra loro distanti sia per sonorità che per attitudine, così da passare senza problemi dagli scum-rockers The Nerds ai melodici Rydell, dai “ragazzi terribili” Greedy Mistress ai rocker scandinavi Nude Pube Banglers. In secondo luogo, non si limita a produrre esclusivamente formazioni italiane, né ha paura di spingersi all’estero nella continua ricerca di suoni e musicisti capaci di attrarne l’attenzione, ma non per questo sottovaluta o trascura le potenzialità delle molte formazioni valide attive nella penisola.
Altro aspetto interessante su cui vale la pena soffermarsi è la decisione della label di confrontarsi con il mutato assetto del mercato, tanto da scegliere di distribuire le proprie uscite anche in formato digitale. Insomma, sebbene sia una realtà decisamente giovane, la Chorus Of One sembra avere dalla sua determinazione, chiarezza di intenti e soprattutto voglia di affrontare le sfide necessarie per raggiungere i propri obbiettivi. Sentiamo cosa hanno da dirci Max e Matte.

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Agipunk [over]view

La Agipunk, cui si affiancano Tetanus e Disastro Sonoro per quanto concerne distribuzione e booking, rappresenta un caso su cui vale davvero la pena soffermarsi, soprattutto se si considera il panorama discografico odierno in cui a prevalere sono concetti quali massificazione della proposta, disaffezione del pubblico, scomparsa della musica come oggetto con una sua materialità in favore dell’impalpabile file da scambiare e diffondere via internet.

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Twin Dragons [over]view

[TC Tolliver + Mike Hickey - english versions]


I Twin Dragons sono la dimostrazione che oggi parlare di nazioni, stati e di provincialismi vari non ha davvero più senso. Questa band, che gira intorno alla figura di Nathaniel Peterson, vede al suo interno tre elementi americani e due italiani. Non solo. Questi musicisti vengono da esperienze diversissime tra loro ed in molti casi non si sono mai incontrati. Insomma, quando si dice che la musica non ha confini ma parla un linguaggio universale…  Per questo ed altro ancora, cercate di leggere le risposte di ognuno di questi temerari del pregiudizio facile e fatevene una ragione: i Twin Dragons suonano usando unicamente il linguaggio del cuore.

Un grazie a www.iragency.eu.

Qui la nostra intervista a Mr. Peterson.

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Anfibio Records [over]view

La Anfibio Records rappresenta un ottimo esempio di realtà legata alla musica più dalla passione che non dall’illusione di un’effimera fama o di ancora più effimeri guadagni. Paladina del suono oi! e street-punk, la Anfibio si muove per dare visibilità ad una scena che in Italia sembra avere davvero poche possibilità di farsi conoscere all’esterno. Per sapere come è nata questa avventura e cosa bolle in pentola, abbiamo messo sotto torchio il suo fondatore Christian.

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Silken Tofu [over]view

Lo speciale sulla cd-r label Silken Tofu è un modo per osservare ancora le realtà DIY nella musica.

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Poll 2007 [over]view

Puntuale come la banalità, giunge infine la poll 2007 di [audio]drome. Più organizzata della prima, ma ugualmente simbolo di eterogeneità assoluta.
Ecco quello che salviamo di quest'anno.

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SPERMBIRDS | Me And My People [over]view

Dopo aver celebrato le gesta di una formazione seminale come i Jingo De Lunch, la Rookie Records passa ad occuparsi dei veterani Spermbirds, una delle realtà più longeve e conosciute della scena tedesca.

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Speciale Radiohead | In Rainbows [over]view

Introduzione

Un nuovo album dei Radiohead sarebbe già una ghiotta occasione per pubblicare uno speciale, quando poi una band di questo spessore compie una piccola “rivoluzione” in campo musicale, farlo diventa quasi obbligatorio.

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Chew-Z [over]view

Da queste parti si parla spesso di realtà DIY, ma è la prima volta che si prova a tracciare il profilo di una net label.

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SIR! NO SIR! di David Zeiger [over]view

Arriva in Italia, distribuito dalla Goodfellas, Sir! No Sir!, il documentario di David Zeiger su una pagina della storia contemporanea ampiamente rimossa perché deliberatamente censurata: il movimento dei militari statunitensi contro la guerra in Vietnam.

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Fanzine: generazioni a confronto [over]view

Piccolo manuale per masochisti (ovvero delle delizie e delle pene del  dedicare il proprio tempo a scrivere su carta nell’era della rete, o ancora di come si possa testardamente portare avanti con determinazione fuori dal comune una filosofia di vita ai più ormai estranea, o meglio di cosa si intenda oggi per etica punk e DIY e di cosa in realtà vogliano dire questi termini, o, infine, di come due persone separate da una manciata di anni e da diverse centinaia di chilometri possano in realtà convenire su parecchie cose e riuscire a discuterne amabilmente per la gioia - o tedio - di voi lettori...)

Attori principali: Michele, Perno, Zora (Perno e Zora sono i creatori della 'zine CasaPerno&Zora, giunta in prossimità del decimo numero, età invidiabile per una 'zine cartacea, soprattutto di questi tempi, oltre a occuparsi di una label e di organizzazione concerti).

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Audiodrome e i cospiratori [over]view

(ovvero del "fattelo da solo")

Parlare di Audiodrome non è semplice, soprattutto per chi ne ha seguito ogni passo sin da quando era solo un’idea, meglio ancora un’esigenza: l’esigenza di gettarsi nuovamente nella mischia dopo la brutta batosta rappresentata dalla chiusura di HMP.it, il portale che aveva riempito la mia vita negli ultimi e difficili anni (ancora un grazie ad Alessandro, suo ideatore e instancabile curatore).

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Il Class Metal [over]view

L’atto di nascita  del “nostro” Class Metal ed il suo firmatario: Beppe Riva.

Con questa "special review" affermo definitivamente davanti a tutto il popolo dei media e dei fan italiani che questo termine, "class metal" appunto, non esiste nel vocabolario internazionale dell’hard n'heavy!

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