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NACHTMYSTIUM | Blake Judd [inter]view

Pare che Assassins dei Nachtmystium verrà annoverato tra i dischi metal più importanti del 2008. Sono molti i temi da affrontare per capirne i segreti: il fattore Pink Floyd (il sottotitolo di Assassins è Black Meddle: oggi il nostro pensiero va a Richard Wright), il fattore Sanford Parker, l’attuale legame col black metal , la capacità di interessare un pubblico più ampio pur essendo rimasti molto feroci. La parola a un Blake Judd (voce, chitarra) piuttosto di buon umore, ed è comprensibile.


Congratulazioni. Assassins sta ricevendo buone critiche e la maggioranza degli ascoltatori sembra apprezzarlo. Come stai?

Blake Judd: Grazie. Va alla grande… siamo nel mezzo di due tour al momento… ci stiamo preparando a due settimane e mezzo in Nord America con Opeth e High On Fire, poi quattro settimane coi Wolves In The Throne Room. Dovrebbe essere una bella corsa.

Sembra che l’esperienza in studio con Sanford Parker sia stata molto importante per voi. Che cosa stavate cercando quando avete deciso per quello studio e quel produttore? E che cosa avete imparato da quest’esperienza?

Sanford è mio amico da molto tempo ed è parso così naturale lavorare con lui, visto quanto è talentuoso come produttore e musicista. È anche molto comodo il fatto che lui viva proprio qui a Chicago. Lavorando con lui ho imparato un sacco di grandi cose su strumenti, equipaggiamento, registrazione, sintetizzatori vintage… È stata un’esperienza fantastica e lavoreremo con lui di nuovo in futuro.

I Nachtmystium, Sanford Parker (e Minsk), Bruce Lamont (e Yakuza) sono di Chicago. Mi pare che anche i Pelican e i Lair Of The Minotaur lo siano… C’è una scena consistente a Chicago nel 2008? Le band collaborano come voi con le persone appena menzionate?

Sì, c’è una scena fantastica qui a Chicago. In un certo senso siamo come una gigantesca famiglia… è così rinfrescante vedere tanta unità di questi tempi (non è sempre stato così). Tutte le band che hai nominato si conoscono, hanno fatto tour insieme, hanno condiviso componenti in alcune situazioni… Dalle nostre parti abbiamo anche ragazzi come gli Emperor Cabinets, che stanno facendo alcuni tra le migliori casse che puoi trovare al momento. Abbiamo un grandioso negozio metal a Chicago (Metal Haven), un sacco di bar e ristoranti a “tema metal” che settimanalmente (giornalmente, quasi) organizzano eventi. Va tutto liscio ed è esaltante essere coinvolti nella comunità metal di Chicago.


Ho letto molte recensioni: i giornalisti tendono a considerare Instinct:Decay e Assassins come parte di uno stesso processo. Sei d’accordo o pensi al tuo ultimo album come a un ulteriore punto di svolta?

Penso che Assassins sia il logico passo successivo a ciò che abbiamo iniziato con Instinct:Decay. Sapevamo di aver bisogno di un sound migliore e di uno studio (anziché registrare tutto in casa col nostro equipaggiamento, come era accaduto per ogni uscita prima di Assassins) allo scopo di ottenere ciò che speravamo già con Intinct:Decay. Penso che abbiamo fatto la mossa giusta e continueremo a imparare dai nostri dischi precedenti per poter migliorare ed evolvere il nostro sound, così come abbiamo sempre fatto.

Ho guardato un video riguardante il “making of” di Assassins.  Vi appare Chris Black, che una volta suonava il basso per i Nachtmystium. Qual è il suo ruolo ora?

Chris Black ha prodotto ogni uscita dei Nachtmystium a partire da Demise. È come l’uomo dietro le quinte, per così dire, e assieme a me ha il controllo di tutto in studio. Il suo ruolo è molto importante e sono felice che la gente stia cominciando a realizzare la sua forte presenza tra noi.

Ho sempre pensato che il problema per band come la vostra sia come aggiungere colori al sound (“Seasick”) senza perdere l’impatto (“Your True Enemy”). È un problema che percepite o è una masturbazione giornalistica?

Penso sia masturbazione giornalistica (risate, ndr), io sono molto compiaciuto di com’è venuto fuori Assassins, ma le opinioni sono sempre le benvenute.

Ho parlato di “Your True Enemy”. Mi piace tutto l’album, ma la prima volta che ho sentito questo pezzo, ho pensato: “Killer”. Che cosa mi puoi raccontare?

Quella canzone piace pure a me e un bel po’. I due riff principali erano stati scritti per il secondo album dei Twilight, che non ha mai visto la luce. Li ho messi al tavolo dei Nachtmystium, li ho riarrangiati e ci ho aggiunto musica assieme al nostro altro chitarrista Jeff Wilson, così penso che abbia finito per diventare una killer track di quest’album. Credo sia molto intensa e carica d’odio, e si attacca alle nostre radici pur essendo una canzone adatta ad Assassins, perché ci sono delle “porzioni rock” al suo interno. Sono felice che ti piaccia questa canzone, dato che è una delle mie preferite e non è una di quelle che viene menzionata di solito.

Che cosa mi puoi raccontare sull’artwork? Lo trovo molto appropriato.

Ho voluto un artwork che fosse molto tardi anni Sessanta e molto psych rock, ma che mantenesse una certa morbosità, e penso che gli artisti che abbiamo scelto per realizzarlo abbiano fatto un lavoro eccellente. Penso si adatti bene alla musica e che non puzzi di tipico artwork black metal come quello di certi nostri dischi precedenti. La grafica di questo e di Instinct:Decay è la migliore che abbiamo mai avuto.

Siete stati in tour coi Genghis Tron. È un’accoppiata interessante, perché voi siete presi dall’equipaggiamento analogico, mentre loro hanno la filosofia cut&paste della musica elettronica. Che pensi di questa band?

Penso che spacchino. Anche ragazzi simpatici, ci siamo divertiti molto on the road. La loro musica è molto creativa ed è questo che mi ha preso subito all’inizio. Dopo essere diventato un fan dei loro dischi, veder loro ricrearli dal vivo è stato un bel regalo per me. Sono pieni di talento e stanno portando qualcosa di diverso nel mondo della musica estrema: li rispetto per questo.

Relativamente alla domanda precedente, come descriveresti la tua band live? La vostra formazione è chitarre/basso/batteria, ma i vostri album stanno diventando di volta in volta più ricchi in termini di strumentazione: come reinventate il vostro sound sul palco, sempre se lo reinventate? In generale, pensi che avrete bisogno di un tastierista in futuro?

Dal vivo i Nachtmystium sono molto selvaggi. Dovremmo avere qualche mancanza lato synth, ma lato chitarre e pedali cerchiamo di porvi rimedio. Probabilmente aggiungeremo un tastierista allo scopo di portare nel live i nuovi elementi del nostro sound, ma per ora siamo così impegnati che non abbiamo il tempo di cercare una persona che sia disponibile quanto noi abbiamo bisogno per portare questi suoni dentro l’esibizione. Si spera che il prossimo anno ci sia un’aggiunta permanente alla formazione. In ogni caso, ci sembra di ricevere grandi risposte la maggior parte delle volte che suoniamo dal vivo, perché è uno show di grande energia… diamo tutti sempre il 110% e questa formazione è solida e intensa molto più di tutte quelle precedenti, insomma penso che stiamo facendo bene nonostante la mancanza di quegli elementi che hai menzionato.

Ho letto alcune delle tue interviste: hai problemi col tuo pubblico? Quando dici che Assassins è “Black Meddle”, ci stai solo avvisando che dobbiamo aspettarci un disco influenzato dai Pink Floyd oppure si tratta anche di un modo per testare il senso dell’umorismo dei fan black metal più oltranzisti?

Non direi che abbiamo problemi col nostro pubblico, è più la vecchia parte 'kvlt black metal' dei nostri ascoltatori ad avere problemi con noi. Ma va bene, davvero non mi interessa che alla gente piaccia ciò che facciamo. La band adesso ha un seguito che non ha mai avuto, e la cosa è lusinghiera, e non mi riguarda se alla gente del passato interessi ancora quello che facciamo. Compiacere un pubblico non è mai stato uno dei miei scopi. Gli intenti del titolo erano decisamente tutti quelli che tu hai menzionato.


A proposito: grazie ad alcune particolari extreme metal band, la stampa “indie” ha scoperto il metal. Che pensi quando leggi una tua recensione su Pitchfork  tra notizie su Morrissey e interviste ai Portishead?

Sono molto colpito. Non sapevo nemmeno cosa fosse Pitchfork fino a quando vi sono uscite le nostre prime interviste e recensioni nel 2006, all’epoca di Instint:Decay. È fantastico adesso sapere cos’è quel sito e che coprano anche la musica estrema. Mi fa piacere che la nostra musica colpisca orecchie non metal, perché penso che la nostra band abbia qualcosa da offrire al pubblico con la mentalità più aperta, più di altre metal band.

"One Of These Nights" è il vostro tributo a "One Of These Days" (Pink Floyd), ma ascoltandola un mio amico ha detto: "Fermo! Questa è 'Children Of The Grave'!". Possiamo immaginare un mondo senza i Black Sabbath?

(Risate, ndr) Abbiamo sentito anche noi qualche cosa di “Children Of The Grave” là dentro, fidati (risate, ndr)… si suppone che suoni di più come “One Of These Days”… sia come sia, entrambe le band sono grandi. Sabbath e Floyd sono senza dubbio le mie due band preferite, visto che le ho ascoltate nel corso di tutta la mia vita e mi hanno influenzato e ispirato pesantemente come musicista. Non posso nemmeno immaginare un mondo senza una di queste due band leggendarie.

Piccolo gioco finale. Per favore, associa un aggettivo a ciascuna di queste band: Motörhead, Darkthrone, Pink Floyd.

Motörhead: Divinità
Darkthrone: Thrash
Pink Floyd: leggende.


::Nachtmystium su Audiodrome::

A cura di: Fabrizio Garau [fabrizio.garau@audiodrome.it]

Gruppo: Nachtmystium
Intervistato: Blake Judd

Data intervista: settembre 2008

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