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Weirdo Records

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Inviato da fabrizio 09 Set 2009 - 21:36

Dodici uscite in grado di spaziare tra generi differenti, senza peraltro perdere di vista alcuni comuni denominatori quali la forte personalità e la voglia di osare delle band coinvolte,  questo il biglietto da visita di una label che già nel nome condensa la propria voglia di andare contro stereotipi e convenzioni. In occasione dell’uscita degli Hungry Like Rakovitz (in cui canta lo stesso Rubens, ideatore della Weirdo), abbiamo deciso di conoscere più da vicino entrambe le realtà e – soprattutto - una persona capace di passare da un lato all’altro del processo creativo nel poco tempo libero concesso dal lavoro. Passione o follia? Andiamo a scoprirlo con una lunga e approfondita chiacchierata che mette a nudo tutte le facce del vivere la musica in prima persona.




Immagino che prima di essere cantante e di curare una label, tu sia passato per la fase "ascoltatore". Ricordi quando per la prima volta hai compreso che la musica per te era qualcosa di speciale e come si sono evoluti i tuoi gusti lungo gli anni?
 
Sono diventato un "ascoltatore" e "fruitore" musicale un po' tardi. Da piccolo non ero un grande appassionato di musica nonostante mio padre ascoltasse Pink Floyd, Deep Purple, Led Zeppelin...
Probabilmente anche il fatto di abitare in un piccolo paesino di montagna dove nessuno dei miei amici ascoltava musica in modo appassionato ha contribuito alla mia iniziale "distanza" dall'universo musicale.
Ricordo però l'acquisto della mia prima cassetta alla bancarella del mercato, quel Dangerous di Michael Jackson, che in molti avevano dimenticato e hanno riscoperto solo ora dopo la sua scomparsa. Poi qualche tape copiata in prima liceo di Metallica e Megadeth, ma senza venirne "rapito". Fu conoscendo alcuni ragazzi che suonavano in un gruppo metal che iniziò l'ascolto di gruppi come Slayer, Biohazard, Testament, Machine Head, Sepultura, Korn, Pantera, Marilyn Manson (tanto per citarne alcuni) e il conseguente andare ai concerti. Così iniziò la ricerca di nuovi gruppi e sonorità e quindi l'allargamento degli ascolti, dal black metal all'industrial, dall'hardcore al drone. I miei gusti perciò col passare del tempo sono molto cambiati, o meglio, ampliati. E la ricerca continua. Ancora oggi non riesco a spiegarmi come e perché sia “scattata la molla” che mi ha spinto a diventare un “divoratore” di musica e successivamente a cercare di far parte di questo mondo.

Parlami della “molla”, cosa la fa scattare e che tipo di sensazioni deve trasmetterti oggi un gruppo o un disco per farti desiderare di ascoltarlo e/o metterlo sotto contratto?

Credo che il mio rapporto con la musica sia piuttosto viscerale, quando sento un disco mi deve trasmettere delle “vibrazioni”, non importa se sia del tutto originale o personale, spesso mi capita di apprezzare anche gruppi che ricordano fin troppo bene qualche altro gruppo, ma se i pezzi sono scritti bene li apprezzo comunque. Non mi importa troppo il genere o il tipo di registrazione, cerco di capire se quei suoni sono “onesti”, se il gruppo non è costruito intorno ad un tavolino o frutto di una moda passeggera. Se riesco cerco di andare oltre cercando di documentarmi leggendo interviste, guardando i video, e soprattutto cerco di andare ai concerti, che credo siano ancora il migliore banco di prova per un gruppo. Per quanto riguarda la scelta dei gruppi da produrre anche qui vale più o meno lo stesso discorso. All'inizio ho dato una mano ad amici, gente che apprezzavo sia come persone che come musicisti, poi ho cercato anche oltre quelli che già conoscevo, ascoltando un po' in giro, venendo magari colpito da certi pezzi, o grafiche. Soprattutto cerco gruppi “emergenti”, che siano al primo o secondo disco, che abbiamo qualcosa da dire e che in pochi abbiano avuto la fortuna di sentire. Poi può darsi che vinca alla lotteria e decida di produrre il nuovo dei Converge...

Quanto conta anche ciò che sta intorno alla musica (immaginario, attitudine, personalità dei musicisti e rapporto che si instaura con loro), insomma guardi solo alla musica o anche alle persone che la realizzano?

Credo che la cosiddetta “attitudine” e i rapporti umani siano importantissimi. Difficilmente riuscirei ad investire dei soldi per gente con cui non condivido certe scelte o con cui non vado d'accordo. Quindi la musica è importante ma non è il solo fattore che mi fa scegliere un gruppo piuttosto che un altro. E soprattutto le prossime uscite seguiranno questa linea, gente con cui condivido la stessa passione.
 
Siamo nell'epoca della crisi dei mercati e del download selvaggio, quale malcelato sentimento masochista porta una persona ad aprire una label, o dobbiamo forse parlare di amore talmente grande da far perdere ogni buon senso?

Un po' di pazzia credo ci voglia, anche solo per pensare di aprire una label al giorno d'oggi. Diciamo che la mia scelta è stata fatta inizialmente più per gioco, perché avevo finito di registrare il disco del mio vecchio gruppo e farlo uscire per un'etichetta tutta mia sembrava figo. Poi mi son fatto prendere la mano ed eccomi ancora qui. Qualche volta mi chiedo cosa mi spinga a continuare, nonostante le vendite non siano rosee mentre le problematiche siano elevate. La risposta che mi do è che la passione, la gioia di avere il disco finito, i rapporti con le band e le altre label, il piacere di vedere qualcuno che compra dalla tua distro e ti fa i complimenti sopperiscono a tutti i problemi che devi affrontare per portare avanti il progetto.


 Parliamo allora anche della tua attività di cantante, è appena uscito il disco degli Hungry Like Rakovitz e credo valga la pena di parlarne. Mi piacerebbe soprattutto sapere qualcosa del suo immaginario sia visuale che lirico, ti va di parlarcene?

Finalmente dopo varie vicissitudini è uscito il nostro primo ep, dopo una demo con un'altra formazione. Siamo molto soddisfatti del lavoro nella sua interezza, i riscontri sono molto positivi, anche se col senno di poi molto cose potevano venire meglio. Però le cose migliori stanno uscendo coi nuovi brani, c'è più coesione tra di noi, abbiamo imparato molto anche dai nostri concerti, vedendo e ascoltando molti gruppi. Infatti non vediamo l'ora di entrare in studio a registrare il nuovo disco. Anche per quanto riguarda le grafiche abbiamo ricevuto molti complimenti, sono state curate dal nostro batterista e dal chitarrista, siamo molto influenzati da gruppi come Integrity, Cursed, la vecchia scena black metal... Diciamo che non abbiamo scelto grafiche solari. Di fondo ci sono temi antireligiosi e apocalittici, con anche un velo di ironia (come testimonia anche il nome del gruppo). Per quanto riguarda i testi la maggior parte sono scritti da me e il resto dal chitarrista. I miei testi credo che servano più a me che a chi ascolta, in quanto sono esternazioni di mie sensazioni, sentimenti, emozioni, delusioni, paure, incubi. Una specie di terapia che comunque finora non ha dato molti risultati positivi. Non credo di essere in grado di insegnare nulla a nessuno né di dire cosa è giusto o sbagliato fare. È più una mia valvola di sfogo.

Mi interesserebbe anche sapere come è avvenuto il tuo ingresso nella formazione dopo l’uscita del vecchio cantante (che credo non fosse la persona più facile da sostituire, visto che non era proprio l’ultimo arrivato) e come hai affrontato questa nuova sfida…

Conoscevo già da qualche tempo sia Enrico (chitarra), sia Simone (basso), avevo sentito il demo con Lucio degli Ephel Duath alla voce e ne ero rimasto particolarmente colpito. Una sera suonai col mio vecchio gruppo quello che poi fu il nostro ultimo concerto e a vederci c’erano i 3 Hungry (senza Lucio) che avevano suonato nel pomeriggio in versione strumentale. Lucio, a causa degli impegni con la sua band principale, era un po’ di tempo che non andava alle prove, io ero rimasto senza gruppo, così i ragazzi mi chiesero se volevo fare qualche prova con loro, per sentire come venivano i pezzi con un po’ di urla qua e là. Dopo qualche prova un po’ ci speravo che Lucio non tornasse, perché mi ero trovato molto bene con loro sia come persone che come musicisti. Inoltre trovare in zona gente che volesse suonare un certo tipo di hardcore “evoluto” era praticamente impossibile. Ricordo che ad alcuni miei annunci qualcuno mi rispose chiedendomi cosa fosse il mathcore... Alla fine Lucio non si fece più sentire ed io entrai definitivamente nel gruppo. Ricordo ancora le prime prove in cui non riuscivo a capire le strutture dei pezzi ed ero un po’ intimidito dal confronto col mio predecessore, ma i ragazzi mi misero subito a mio agio e mi spinsero a continuare e a migliorarmi.

Parliamo un po’ delle altre uscite Weirdo, quante ne hai realizzate finora?

Le uscite finora sono 12, in ordine cronologico dalla prima all'ultima: Mind The Gap “Tomatoes Increase Muscles” (gruppo di Bergamo dedito ad un miscuglio di hardcore old e new school, con richiami metal e strutture intricate), Cibo “Ignorante” (secondo disco per i torinesi, vocalizzi grind, musiche rock 'n' roll, testi ironici e spirito hardcore), My Own Voice “De Ira” (secondo disco per i milanesi, hardcore old school bello incazzato), Ipotesi Perversa “Everything Collapses” (prima ed unica uscita del mio vecchio gruppo, un po' metal, un po' hardcore, qualche melodia),  AA.VV. “Hell On The Hills Compilation” (raccolta di brani per un festival che poi è stato annullato, contiene alcuni dei migliori gruppi italiani), Angelica Mariner “On Failure And Consuption” (screamo post hardcore dalla Valtellina, ep d'esordio), Agatha “Getting Dressed For A Death Metal Party” (noise trio al femminile di Milano, sia cd che 7”, tre copertine intercambiabili), The Hirudo Effect “Saziando L'Uomo” (debutto per gli ex Anti Jap Riot, una miscela esplosiva di hardcore, grind e funky), I Am The Tiger (primo disco di rock 'n roll, southern metal e hardcore per le tigri romane), Head In Pollution “The Art Of Mind Revolution” (debut album anche per i piacentini, autori di un mix di hardcore e metal senza scadere nel banale), Hungry Like Rakovitz “HolymosH” (album di debutto per il mio nuovo gruppo, hardcore e thrash si mescolano a schegge grind e post-hc), Tears|Before “Reversal” (esordio col botto per i bellunesi, post math core).

So che è una domanda un po’ imbarazzante, ma c’è qualche uscita cui ti senti più legato o che pensi sia stata meno compresa dal pubblico e dai media?

Sicuramente sono molto legato alla prima uscita, i Mind The Gap, una sfida, quella da cui tutto è iniziato e poi sono amici. Poi ci sono i The Hirudo Effect che è stato un parto molto travagliato, non per colpa mia o loro, ma per colpa di un'etichetta straniera che aveva fatto loro promesse poi non mantenute, gli I Am The Tiger perché il disco è una bomba e loro sono dei ragazzi simpaticissimi... Ogni uscita ha qualcosa di diverso per cui mi sento molto legato. Molte delle uscite a mio avviso non hanno ricevuto la giusta attenzione da parte del pubblico, vuoi perché alcune band non sono riuscite per vari motivi a promuovere i dischi con numerosi concerti, vuoi perché potrei anche aver sopravvalutato alcuni gruppi, ma io vado avanti per la mia strada.

Hai mai pensato di realizzare anche vinili? Che tipo di rapporto hai con questo supporto che sembra stia tornando di moda?

Il vinile è sicuramente la riscoperta di questi ultimi anni, anche e soprattutto da parte mia. E sicuramente nel futuro prossimo punterò molto anche su questo formato, ma non perché sta tornando di moda ma perché credo sia davvero un oggetto che riesce a darti quel qualcosa in più rispetto agli altri formati.

Hai un piano di uscite prestabilite o decidi quanti Cd realizzare in base ai gruppi interessanti che incontri lungo la strada? Cosa hai in progetto per i prossimi mesi?

Non ho mai pianificato molto le uscite, mano a mano che trovavo un gruppo che mi sembrava interessante iniziavamo a pensare all'uscita. Per il futuro però sto pensando di concentrarmi su meno uscite e curarle di più. La prima nuova uscita sarà il disco dei VØID, l'altro mio progetto drone/doom/ambient, sto definendo gli ultimi dettagli e quasi sicuramente sarà in edizione limitata con un packaging molto particolare. Poi sto già pensando su cosa puntare per il 2010, ho un paio di idee legate al vinile, vediamo come si evolveranno le cose. Poi sto pensando anche di realizzare un sito internet ed un restyling del logo grazie all'aiuto di un mio amico, perché il profilo MySpace è limitante. Posso dire che la Weirdo sta maturando e del prossimo anno ci saranno un po' di novità.

Se posso chiedertelo, che tipo di feedback hanno le tue uscite, quanto si vende nell’epoca del p2p?

Le vendite sono un po' limitate, ma non credo sia tutta colpa del p2p. Il pubblico è spesso poco recettivo rispetto all'underground, alcuni dei “miei” gruppi non fanno parte del “giro giusto”, io non riesco a dedicare il tempo e i soldi che vorrei alla promozione dell'etichetta. Sinceramente non so spiegarmi perché alcuni dischi che costano massimo 7-8 euro non vendano molto, così come spesso vedo pochissime persone a certi concerti...

A proposito di p2p, credi ci sia stato anche un cambiamento nel modo di fruire la musica da parte del pubblico? Che tipo di difficoltà/problematiche incontri nel gestire la label e quante di queste credi che siano collegate, se lo sono, al cambiamento di costumi di cui ti chiedevo sopra?
 
Sicuramente il p2p e i vari lettori mp3 hanno reso più semplice/semplicistico l'ascolto della musica. Questo da un lato ha sicuramente dato modo all'ascoltatore di avere un "database" musicale vastissimo a costo zero (senza il download probabilmente conoscerei meno della metà della musica che conosco ora) e alle band di farsi autopromozione, anche grazie a community come MySpace.
L'altra faccia della medaglia è che sicuramente il download selvaggio ha creato non pochi problemi alle etichette discografiche, e di conseguenza ai musicisti che vivono grazie alla vendite dei propri dischi. Credo però che il problema più grosso sia la concezione "usa e getta" che si ha oggi della musica, lo scaricare discografie intere senza avere il tempo di ascoltarle, per non parlare della porcheria che passa in radio e in tv, la mancanza di cultura musicale e di passione che ti spinge a comprare il disco, scartarlo, sfogliare il libretto, apprezzare l'artwork, leggere i testi...
Fortunatamente gli appassionati ci sono eccome, e si stanno riscoprendo formati che ormai si davano quasi per morti come il vinile e la musicassetta, in quanto il cd ha perso molto della sua importanza come supporto fisico musicale, a meno che non sia corredato da un bel digipack o comunque non sia il classico case di plastica con libretto di due pagine.
Una delle difficoltà più grosse che ho nel gestire la Weirdo è il poco tempo (causa lavoro) che riesco a dedicarle, per aggiornare il MySpace, fare promozione, portare la distro ai concerti, seguire le band, fare scambi con altre label, ecc... Un problema invece legato ad un diverso tipo di fruizione è quello di riuscire a far capire a certi ascoltatori dell'ultima ora quanto lavoro da parte mia e soprattutto da parte delle band stia dietro ad un'uscita, che supportare un gruppo andando ai concerti, comprando il disco o il merchandising fa mantenere vivo l'underground e far capire che se il disco costa solo 6-8-10 euro non significa che sia di minor valore rispetto alle "grosse" uscite, anzi spesso e volentieri spulciando tra le distro si trovano delle sorprese davvero interessanti e che ci sono gruppi italiani che non hanno nulla da invidiare a quelli stranieri.

Vogliamo fare i brontoloni e dire che quando il reperire un disco era questione di fatica, viaggi verso i pochi negozi di dischi forniti, rinuncia ad altre cose per accumulare i soldi, etc. forse ci si poneva in maniera differente e si ascoltava in maniera più attenta? Siamo al conflitto generazionale in cui internet e gli mp3 hanno avuto lo stesso impatto della chitarra elettrica o dei cd?

Non sono mai stato un grandissimo compratore di dischi, a causa dei pochi soldi e dell'avvento dei masterizzatori prima e del download poi. Però se compravo pochi dischi i soldi li investivo comunque nelle magliette e nei concerti. È pure vero che quando compro un disco originale gli dedico più attenzione, me lo gusto di più. Ed è per questo che credo che i supporti fisici difficilmente scompariranno. È palese che un ragazzo che ha oggi 14-15 anni si approccia in maniera diversa alla musica e ai suoi supporti. Adesso si scaricano i dischi mesi prima che escano, si ascoltano e poi forse si compra l'originale. Prima si compravano i dischi e li si scambiava con gli amici, si copiavano le cassette, adesso si scaricano decine di dischi in pochi minuti e spesso si finisce per non ascoltarli nemmeno. Però fa sempre piacere vedere che ci sono ancora ragazzini che indossano le magliette del proprio gruppo preferito, che decidono di iniziare a suonare uno strumento, e noto che non sono nemmeno così pochi come possa sembrare. Adesso loro hanno una potenzialità enorme di conoscere musica che chi ha qualche anno sulle spalle non aveva. La cosa importante è saper sfruttare al meglio questo potenziale. Prima internet e poi gli mp3 hanno rivoluzionato la musica più di ogni altra cosa, sia nel bene e nel male. Ogni rivoluzione anche con intenti positivi porta comunque delle conseguenze negative. Per capire cosa ci riserverà il  futuro non possiamo fare altro che aspettare.

A parte la musica cosa altro riempie le tue giornate? Cinema, libri, fumetti, televisione, cosa finisce per influenzarti al di fuori delle sette note?

Come dicevo prima la cosa che più riempie le mie giornate è il lavoro, purtroppo. Non riesco a dedicare alla musica e agli altri miei interessi il tempo che vorrei. Il tempo libero lo passo soprattutto ascoltando un sacco di musica, tenendomi informato tramite internet, poi ci sono le prove del gruppo e quando riesco mi guardo un po' di film o serie tv. La tv ormai è anni che non la accendo più, e sto molto bene senza. Per quanto riguarda i libri invece sono il mio tallone d'Achille, non riesco mai a finirne uno, leggo qualche pagina poi mi addormento, anche se mi rendo conto che sto perdendo una grande occasione. Comunque credo che qualsiasi cosa mi circondi possa, nel bene o nel male, influenzarmi, dal lavoro a ciò leggiamo sui giornali o vediamo in tv, dalla musica al cinema, dal bere birra con gli amici al conoscere persone nuove.

Direi che siamo arrivati alla conclusione di questa chiacchierata, a te le ultime parole famose...

Un grazie a te e ad Audiodrome per questa possibilità di far promozione alla Weirdo e soprattutto ai suoi gruppi. Un consiglio a tutti: sostenete l'underground andando ai concerti, comprando dischi e merchandising, non importa che siano della Weirdo, ci sono un sacco di gruppi ed etichette interessanti. Tenete d'occhio il sito www.myspace.com/weirdorecordshc [1] perché la distro è sempre in aggiornamento e c'è sempre qualche offerta.

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A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [3]]

Label: Weirdo Records [www.myspace.com/weirdorecordshc [4]]



Data intervista: settembre 2009

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