[audio]drome

Void Of Silence

Articoli / [over]view
Inviato da fabrizio 08 Mag 2010 - 16:23

Durante gli ultimi anni alcuni gruppi metal hanno trasformato la loro musica in qualcosa di vicino all’ambient.




Del resto, da un lato il doom può rallentare così tanto da essere quasi statico, dall’altro il riff black - così ripetitivo e veloce - può diventare una specie di texture all’interno di un contesto più ampio (vedi i Pyramids), quindi entrambi i generi possono entrare a far parte di un “paesaggio sonoro”. Quando si setacciano gli anni Novanta per cercare le origini di questa trasformazione, saltano fuori spesso e a ragione gli Earth, però ci sono stati anche altri percorsi, vicini ma non identici, perché tanti – ieri come oggi - sono i sottogeneri finiti in questo mix di suoni sia pesanti sia sperimentali, ora così di moda. Quindici anni fa, per esempio, i metallari più massimalisti potevano tranquillamente scoprire il dark ambient della Cold Meat Industry, magari grazie a personaggi come Mortiis oppure procurandosi i dischi degli MZ.412, che avevano contatti evidenti con le loro band preferite, come dimostrano ancora adesso certe mosse di Nordvargr. Un attimo prima del Duemila, la code666 – che guarda caso in catalogo ha anche un Nordvargr - era uno dei luoghi d’incontro tra metal estremo e suoni di tipo Cold Meat Industry o, più in generale, roba proveniente dalle varie galassie “industrial”: da quelle parti, infatti, si vedevano passare i Thee Maldoror Kollective, i Diabolicum, gli Aborym, gli Axis Of Perdition, gli Scald e i Void Of Silence, sui quali ora vogliamo spendere due parole in più, sia perché dopo un lungo periodo di silenzio sta per uscire finalmente un loro nuovo disco, sia perché è giusto parlare di chi in epoche non sospette ha saputo veder lontano e si è mostrato aperto di mente rispetto a nuove contaminazioni.

I Void Of Silence iniziano – a proposito di comunanza di gusti e influenze - con Fabban degli Aborym come cantante/screamer e si ricollegano alla Cold Meat Industry attraverso l’interesse di Riccardo Conforti (percussioni, tastiere e samplers) per la macelleria di Roger Karmanik, in primis per il dark ambient “sacrale” di uno dei progetti più importanti dell’etichetta, cioè Raison D’Être di Peter Andersson. Riccardo fonda la band nel 1999 assieme a Ivan Zara (chitarra e basso), proprio per incrociare il suo background con quello doom dell’amico. Quindi, mentre Sunn O))) e Khanate cominciano a plasmare i suoni delle proprie chitarre in chiave drone/ambient, parallelamente c’è chi sviluppa le potenzialità da soundscape del metal estremo ricorrendo alle macchine e a una metodologia “industrial”, quantomeno in senso lato. Ne escono tre dischi: Toward The Dusk (2001) e  Criteria Ov 666 (2002) con Fabban, infine Human Antithesis (2004) con Alan Nemtheanga dei Primordial dietro al microfono. Già il nerissimo Criteria Ov 666 è una prova molto convincente: la band possiede un sound ben definito e caratterizzante, all’interno del quale i campionamenti giocano un ruolo decisivo, sia dal punto di vista strettamente musicale, perché contribuiscono a creare un’atmosfera disturbante e ostile, sia da quello concettuale, perché in qualche modo “parlano” delle idee dei tre (quasi superfluo, viste tutte le premesse, accennare al disprezzo per la religione). Le tastiere, minimali e tristi, di solito rendono più sfumati i passaggi dall’elettronica alle parti di chitarra di Ivan, pesanti come si conviene, punteggiate da percussioni solenni, di solito o classicamente doom o più simili a certe cose di Megaptera. Compaiono, infine, momenti acustici che richiamano il neo-folk di Death In June et similia, perché sempre appaiati a elementi industrial.

Non c'è dubbio che Fabban influenzi per la sua parte i contenuti dei primi due full length, caratterizzati da un approccio piuttosto violento sia nei testi che nella musica e improntati ad una rabbiosa rappresentazione di tutto ciò che c'è di sbagliato nell'uomo moderno (e nella società in cui vive). Dopo la sua dipartita si aprono nuove possibilità di sviluppo per i Void Of Silence, oramai liberi di esplorare un cammino ancora più ricco e potenzialmente unico. Toward The Dusk è stato una sorta di studio sulla psiche umana, una contemplazione dell'individuo in tutti i suoi aspetti più perversi, mentre Criteria Ov 666 ha esplicitato tutto l'odio nei confronti di quella società esaminata in precedenza. Nel terzo album l’Umanità (l’elemento di fondo di tutta la discografia del gruppo, che per altri versi può apparire poco interconnessa) subisce le conseguenze della rabbia e dell’odio descritti nei primi due. Per il gruppo è infatti arrivato il momento di approfondire l'ultimo stadio del percorso autodistruttivo intrapreso dall'uomo, e questo non può essere che il dolore più estremo. Ecco che allora si presenta il carattere di diversificazione più esplicito nella carriera della band capitolina: con Human Antithesis si passa da un'analisi della società alla rappresentazione in suoni dei turbamenti più profondi di quelle persone che hanno vissuto uno specifico periodo storico. Il tema della II Guerra Mondiale diventa la principale fonte d'ispirazione per le atmosfere che Ivan e Riccardo riescono a generare con rara capacità, portando il progetto oltre ogni aspettativa. Qui il contributo di Alan Nemtheanga alla voce si rivela l'elemento chiave per la riuscita del disco, grazie ad una prestazione che si inserisce perfettamente all'interno del contesto musicale, delineando un panorama struggente, ruvido, agghiacciante. Human Antithesis si separa dai suoi predecessori per intraprendere un nuovo cammino, dove rabbia ed odio vengono sostituiti da un'esasperante interpretazione di tutto ciò che il conflitto ha causato negli uomini che l'hanno subito in prima persona. Protagonisti ora sono la sofferenza, la paura, l'attesa, il terrore di una guerra che sconvolge il quieto svolgersi della vita di ognuno, la sensazione di angoscia che assale gli animi più deboli, trasportandoli in un vortice di pessimismo da cui non c’è uscita. Le atmosfere di Human Antithesis sanno catturare l'ascoltatore e lo permeano fin nei suoi sentimenti più intimi, ponendolo infine non solo davanti all'orrore ma costringendolo ad immedesimarsi con le sue vittime. La desolazione più totale.


Da tutto ciò emerge la nuova impostazione che la band ha deciso di assumere: lo studio dei comportamenti umani che caratterizza Toward The Dusk e Criteria Ov 666 viene accantonato, per lasciare il posto ad una vera e propria documentazione storica che trae ispirazione da materiale fotografico, radiofonico, letterario. Lo scopo è appunto quello di immedesimare chi ascolta con chi ha vissuto, ma come farlo? Riccardo, Ivan e Alan ci presentano un lavoro straziante, ricco di atmosfere cupe e malsane, impreziosite dall'intrecciarsi delle melodie di chitarra con il marziale procedere delle percussioni e la freddezza degli inserti industrial. È scavando ancora più a fondo che troviamo il grande punto di maturazione dei Void Of Silence, forse l'elemento indispensabile per raggiungere l'intento del disco. Human Antithesis viene spogliato della personalità, il motore dei suoi predecessori, e innalzato a monumento per mostrare a chiunque vuole contemplarlo che l'oggettività con cui si staglia è la testimonianza di tutto ciò accaduto nel periodo 1939-1945. Spersonalizzando la musica, questi artisti sono riusciti a trovare un modo efficace e diretto per descrivere la Guerra senza farsi coinvolgere a livello soggettivo. I Void Of Silence smettono di proporre considerazioni nate all'interno del proprio Io, mostrando al pubblico la rappresentazione della realtà che fu senza tentare di spiegarla o interpretarla, senza giudicarla. È la Musica che parla per loro, è la Musica che suggerisce che emozioni provare. Spetta all'ascoltatore trovare le parole (se ci sono) per delineare le sensazioni che sente dentro di sé, non ha bisogno di qualcuno che gli indichi la via. Human Antithesis è geniale per questo: nella sua magnificenza, nella sua solennità, diviene la colonna sonora delle immagini che riesce ad evocare, memorie offuscate che si delineano nella mente di ognuno con lo scorrere dei minuti. Void Of Silence qui diventa un progetto che accompagna l'uomo nella sua storia, ponendosi come una evoluzione estremamente raffinata della cronaca più crudele.

Tempo fa avevamo raggiunto il gruppo per chiedergli il punto della situazione con il prossimo disco, in stand-by dopo il travagliato cambio di line-up che ha visto l'ingresso di Brooke Johnson al posto di Alan Nemtheanga. Sappiamo che il nuovo full length è imminente e lo approfondiremo prestissimo, nell'attesa della recensione e magari di una ulteriore intervista abbiamo rivolto qualche domanda ad Ivan Zara per dare uno sguardo nel passato della band.

Innanzitutto benvenuto su Audiodrome, ci fa molto piacere averti qui.

Ivan Zara: Grazie e complimenti per il vostro lavoro.

Parliamo dei Void Of Silence. Qualche cosa di nuovo da rivelare?

Ivan ZaraBene, diciamo subito che al momento siamo ancora alla ricerca di un cantante (ora annunciato, ovvero Brooke Jonhson degli Axis of Perdition, ndr), ma la parte strumentale del nostro nuovo lavoro è pronta da circa 14 mesi, il tempo di risolvere questa situazione e nel giro di pochi mesi avremo un un nuovo disco in uscita per la code666.

Alan Nemtheanga è troppo impegnato con i Primordial, e di conseguenza ha dovuto dipartire dai VOS. Il suo operato direi che è stato fondamentale per la riuscita di un ottimo album, qual è Human Antithesis; quali sono state le vostre reazioni?

Guarda, non vorrei apparire scortese ma preferirei non parlare di questa situazione, Alan non fa più parte dei Void Of Silence e noi di conseguenza stiamo cercando la persona giusta che prenda il suo posto.

Sono passati 5 anni dal vostro ultimo full length, e poche sono le informazioni che lasciate trapelare riguardo ad una nuova release. A cosa è dovuto questo "silenzio", questo periodo di pausa che vi siete presi?

Sono ormai due anni e mezzo che stiamo lavorando a questo disco, e ancora più che nei nostri precedenti lavori, stiamo cercando di migliorare anche i minimi dettagli. Personalmente, a lavoro pubblicato, non vorrei ritrovarmi a dover pensare se questo o quello si poteva fare meglio, professionalmente cerco sempre di avvicinarmi alla perfezione, di conseguenza ci stiamo prendendo tutto il tempo necessario.

Parlando più nello specifico di Human Antithesis, potete dire quali sono le idee, le ispirazioni, i motivi che si celano dietro questo vostro lavoro, e su che basi si fonda?

Quando concepiamo un disco cerchiamo di incanalare nella musica le nostre più oscure paure, una proiezione mentale di ciò che ci disturba. Con Human Antithesis è stato lo stesso, una sorta di visione di un mondo che non dovrebbe essere.

Perché proprio "Human Antithesis"? Qual è il suo significato?

Il suicidio del mondo, il rifiuto di ciò che ci circonda, l'uomo che continua imperterrito a compiere gli stessi errori unico nemico di se stesso. Che altro aggiungere!

L'agonia sviluppata con "Human Antithesis" e "Grey Horizon (M.P.H. MMIII)" viene interrotta da "Untitled". Il pezzo dura poco più di un minuto. Perché questa scelta? In quel breve lasso di tempo c'è un qualcosa dietro come in altri brani?

Sfortunatamente non si tratta di una nostra composizione, Riccardo ha semplicemente "manipolato" un canto popolare alpino, una commemorazione funebre per i caduti in montagna, a noi sembrava di grande impatto emotivo e diamo ad esso la stessa importanza che diamo a gli altri brani.

Dalle notizie trapelate ho saputo che il nuovo album si discosterà dalle sonorità precedenti. Puoi dirci qualcosa in più?

Forse abbiamo realizzato un lavoro più "arioso", ma non così distante dalle nostre precedenti composizioni, diciamo una nostra naturale evoluzione, allo stesso tempo però posso affermarti che questo è indubbiamente il materiale più "pesante" da noi realizzato fino ad oggi. Non ti preoccupare, siamo sempre i Void Of Silence.

I vostri dischi sono pervasi da sonorità particolari, oscure, angoscianti, ed anche i testi sono veramente particolari. Che cosa vi ha spinto finora in questa determinata direzione?

Per quanto riguarda il lato musicale abbiamo sempre cercato di congiungere due generi che, anche se distanti tra loro, a livello di senzazioni sono molto affini, semplicemente suoniamo ciò che ci piace suonare, esprimendo tramite la musica la natura del nostro vero "io".

Stai seguendo il panorama musicale di questo periodo? O ti stai concentrando solo sui tuoi progetti?

Come già detto la realizzazione di questo lavoro mi sta impegnando da molto tempo, ma ciò non mi impedisce di accompagnare la mia vita con della buona musica, e poi dipende cosa intendi per panorama musicale, se parliamo di standard "vicini" al nostro sono rimasto molto colpito in maniera favorevole dall' ultimo lavoro degli Arcana Coelestia, veramente un ottima band.

Ora che il nuovo cantante è stato annunciato, insieme alla data di uscita del disco, come procederete col gruppo? Cioè, presumendo che i tempi siano corretti (anche se gli imprevisti sono sempre in agguato), organizzerete qualche concerto/tour promozionale? O pensate di concentrarvi su nuovo eventuale materiale e progetti vari?

Speriamo proprio che gli imprevisti siano terminati! Comunque come ti dicevo prima al momento il nostro unico obiettivo è l'uscita di questo lavoro. Per quanto riguarda una nostra eventuale esibizione dal vivo, voglio ribadire un concetto da noi già espresso molte volte in passato: sarebbe molto difficile, se non impossibile, riproporre le atmosfere che caratterizzano il nostro sound, di conseguenza si rischierebbe di proporre uno spettacolo non all'altezza. 

Bene, direi che siamo giunti alla conclusione di questa travagliata intervista. Lascio a te le ultime battute. Grazie per la disponibilità e buon proseguimento con i Void Of Silence.

Un ringraziamento di cuore a te (soprattutto per la pazienza) e a tutti i tuoi lettori. Ciao.

A cura di: Giacomo Tomasetti [giacomo.tomasetti@audiodrome.it [1]]
A cura di: Fabrizio Garau [fabrizio.garau@audiodrome.it [2]]

Gruppo: Void Of Silence



Data articolo: maggio 2010

Questo articolo è stato inviato da [audio]drome
  http://audiodrome.it/

La URL di questo articolo è:
  http://audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=6176

Links in questo articolo
  [1] http://audiodrome.it/mailto:giacomo.tomasetti@audiodrome.it
  [2] http://audiodrome.it/mailto:fabrizio.garau@audiodrome.it