[audio]drome

Donato Epiro

Articoli / [over]view
Inviato da fabrizio 21 Dic 2010 - 22:14

Donato Epiro, pugliese classe 1981, da queste parti è già passato per via del fatto che suona anche in Balera Metropolitana dei Maisie (2009).







Donato cammina anche da solo. Sono tante le edizioni limitate uscite su diversi supporti per varie etichette DIY e lui stesso ne ha una (Sturmundrugs) con la quale pubblica anche altri progetti. Tolte uscite meno recenti come After Dinner Black Out (2007), che lo vedeva alla prese - all’incirca - con collage di musica concreta, è interessante vedere come negli ultimi due anni stia sviluppando una propria estetica primitivista. Donato ha fatto il conservatorio e suona il flauto traverso, ma sembra – come certi pittori del Novecento, che pure erano istruiti – volersi liberare di ogni sovrastruttura accademica e avvicinarsi a un’espressione più ingenua, ritenuta più autentica, il che nel 2010 lo fa avvicinare alle tante micro-realtà indipendenti, tra sperimentazione, ritorno al folk, noise e ciò che sta dopo il noise.

Sounding The Sun (2009, cd-r per Stunned Records) appare come una testimonianza consistente delle sue intenzioni: le sette tracce del disco ci portano dentro un museo etnografico, per una visita caotica, persi tra manufatti, maschere, statue, totem e immagini di assurde vegetazioni. Difficile qui stabilire da che culture Donato prenda spunto (africane?), ma in ogni caso la sensazione è quella di una trance causata da tante percussioni utilizzate seguendo uno stile consciamente ripetitivo, sulle quali poggiano il flauto, strumenti a corda e una miriade di campionamenti e di suoni continui, al limite del drone. Un’esperienza magica e pre-razionale, non nuova se si pensa a quanti musicisti (e non musicisti) contemporanei si siano avvicinati a suoni non occidentali, chi per via tecnologica, chi recuperando strumenti autentici, ma interessante perché l’album possiede una sua originalità e una forza autentica, quella travolgente dei tamburi di “Fiume Nero”. A fianco di Sounding The Sun può stare Supercontinent (2010, cassetta per Stunned Records), che nel suo insieme è di nuovo una specie di rito, di mantra: il ruolo delle percussioni è molto importante, il loro movimento è scientemente circolare, ma anche gli altri suoni vengono messi in loop e più o meno stratificati e manipolati allo scopo di spingere chi ascolta in qualche luogo selvaggio, in questo caso – ci viene lasciato immaginare - alla foce di un fiume che scorre da qualche parte nell’emisfero australe (Sud America? La prima traccia è “Tucano”, ma leggiamo che “Alocasia” è una pianta che sta o in Asia tropicale o in Oceania…). Rispetto all’altro disco, Donato accantona gli strumenti a corda per utilizzare di più le tastiere, spesso arrivando attraverso queste a saturare la capacità uditiva e per questo amplificando la sensazione di smarrimento in un “altrove” irrazionale. Dove invece la chitarra acustica svolge un ruolo più importante è nel cd-r uscito quest’anno per Ark Tarp (Three Different Kinds Of Poison) e nello split con Black Eagle Child (2010, Blackest Rainbow, in vinile), nei quali le parti elettroniche e le percussioni stanno maggiormente sullo sfondo: una  variante di uno stesso discorso, più o meno, dove la necessità di ottenere qualcosa di primario e sentito trova sfogo in un “folk” intimo e raccolto. Ulteriore variante è la traccia dello split con Alberorovesciato (Sturmundrugs, cd-r del 2010), nella quale il lavoro sulle percussioni rimane viscerale, ma più caotico, così come quello sugli strumenti a fiato: una specie di unplugged noise, che di nuovo si associa a qualche strano rito.
Si vedrà se qualche label con maggiore bacino d’utenza darà spazio a qualcosa che sia una summa di tutte queste suggestioni ancestrali oppure se Donato continuerà a muoversi nell’underground frammentato delle edizioni di poche copie, che poi vanno recuperate attingendo ai cosiddetti “unofficial channels” anche se ci si distrae solo per un attimo. È successo ad Architeuthis Rex di Antonio Gallucci, quando la Utech Records ha scommesso su di lui (di Dark As The Sea ora esiste addirittura una seconda edizione con nuovo artwork). Lo citiamo perché ora ha un disco in uscita proprio per Sturmundrugs, dato che il suo progetto ha molto in comune con la “visione” meticcia e il naturalismo primordiale di quest’etichetta (Donato e Antonio hanno suonato anche insieme al Kraak Festival). Al di là di tutto questo, di Donato Epiro si caldeggia l’ascolto.

donatoepiro.bandcamp.com [1]
http://sturmundrugs.blogspot.com
[2]

www.myspace.com/tubivuoti [3]

A cura di: Fabrizio Garau [fabrizio.garau@audiodrome.it [4]]

Gruppo: Donato Epiro



Data articolo: dicembre 2010

Questo articolo è stato inviato da [audio]drome
  http://audiodrome.it/

La URL di questo articolo è:
  http://audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=6984

Links in questo articolo
  [1] http://donatoepiro.bandcamp.com/
  [2] http://sturmundrugs.blogspot.com/
  [3] http://www.myspace.com/tubivuoti
  [4] http://audiodrome.it/mailto:fabrizio.garau@audiodrome.it