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THE BOOKS | 3/5/2011

Articoli / [live]view
Inviato da fabrizio 14 Mag 2011 - 00:30

Locomotiv - Bologna



Una garanzia la coppia Zammuto / De Jong in questa serata, accompagnata da un non meglio identificato ragazzo di origini orientali, un valido polistrumentista che aggiunge forza e colore al progetto, e che avevamo intercettato aggirarsi ramingo per le vie del centro poco prima dell’esibizione. Che risulta essere forse una delle più belle alla quale abbiamo assistito fino a questo scorcio di stagione.
The Books sono probabilmente uno dei massimi esempi di positiva commistione musicale contemporanea, che lavora su linguaggi complementari, li rielabora in un curioso cut and paste e li fa suoi, fondendoli in un’interdisciplinarietà che mutua e supera abbondantemente il concetto di “popular music” per abbracciare quello di una musica ancora più “totale”, mai però troppo snobistica, anzi.


La fusione musica-immagini, che è la loro grande forza, si dipana dunque senza soluzione di continuità, risultando come la vera novità del gig, che si snocciola velocemente a partire dall’iniziale “Group Autogenics I” ─ traccia di apertura dell’ultimo, strepitoso The Way Out ─ per poi proseguire, tra le altre, con una “Tokyo” ripresa dal secondo full-length The Lemon Of Pink, che è uno strumentale funambolico e acustico, suonato con un’ottima tecnica finger-picking proprio dal terzo musicista, continua felicemente con “A Cold Freezin’ Night”, sempre dall’ultimo apprezzatissimo album, fino ad arrivare alla morbidezza esecutiva di “Free Translator” e all’incedere melodico e schiacciasassi della notevole “Free”.


Il loro è di fatto un pop “plunderphonico” mai troppo rigido, che si fregia di chitarre, bassi, violoncello ed elettronica analogica per ricreare della sana ed organica “glitch-music” con delle basi mai troppo invadenti, sempre in sincrono con le immagini, il che è, lo ribadiamo, uno dei veri punti di forza del gruppo newyorchese. Tanto che si raggiunge l’apice nelle finali “Meditation Outtakes”, un breve speech molto divertente, e le quasi consequenziali “Smells Like Content” e “Take Time”, due tracce che sono paradigmatiche del loro percorso musicale sempre affascinante, vedi anche il volto estasiato di De Jong, concentratissimo e timido, che fa da contraltare all’atteggiamento più divertito di Zammuto, che presenta addirittura un filmato che vede protagonista suo fratello maggiore da adolescente, mentre si cimenta a giocare e scherzare con gli strumenti ascoltando i Nirvana, il tutto accompagnato da una deliziosa e brillante folk-tune che fa letteralmente urlare di gioia il numeroso pubblico del Locomotiv.


Chiudono velocemente nel bis finale poi con una “stonata” ma alquanto ossequiosa versione di “Cello Song” di Nick Drake (tratta da “Fives Leaves Left”), tanto per ribadire il tortuoso percorso intrapreso e da dove arrivano questi simpatici compositori, che hanno dimostrato di saper stare sul palco e di saper architettare un live davvero coi fiocchi.


A cura di: Maurizio Inchingoli [info@audiodrome.it [1]]

Gruppo: The Books



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