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Profound Lore

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Inviato da fabrizio 31 Mag 2011 - 23:52

Nata nel 2004 come hobby di un gruppo di amici, la canadese Profound Lore Records è stata nell’ultimo periodo protagonista di una vera e propria ascesa, tanto più notevole se si considera il periodo di crisi generalizzata e l’abbandono repentino di tanti e ben più blasonati concorrenti. In particolare, Chris Bruni, fondatore e ora solo alla guida dell’etichetta, è riuscito di recente a trasformarla in attività a tempo pieno e sua unica fonte di reddito. Conviene, però, ripercorrere la vicenda sin dall’inizio, per tentare di carpirne il segreto.



Chris, prima che main-man della Profound Lore, si è fatto conoscere come redattore per alcuni dei più importanti magazine metal canadesi (Brave Words & Bloody Knuckles e Unrestrained), al cui interno si è saputo imporre come profondo conoscitore della scena estrema e appassionato delle sonorità più coraggiose e personali. È stato così che le nostre strade si sono incrociate per la prima volta (e a ruoli invertiti), con chi scrive (Michele) impegnato come promoter per la code666, un incontro che ha portato alcune delle formazioni uscite per la label italiana a ricevere ottime recensioni e interviste al di là dell’oceano. Già ai tempi, era palese la sua voglia di andare oltre l’usuale e di confrontarsi con artisti capaci di varcare gli stretti confini imposti dagli standard usuali, come nel caso dei Vod Of Silence, cui Bruni dedicò largo spazio ai tempi di Human Antithesis. Fu proprio a quei tempi che Bruni cominciò a considerare la possibilità di creare una propria label, così da conferire forma compiuta alla sua visione musicale e diventare parte attiva nella definizione di nuovi standard in seno alla scena estrema.

Il primo nucleo della Profound Lore vedeva riuniti alcuni amici con una comune passione per la musica e per il vinile, unico supporto previsto dall’etichetta nel primo periodo di attività, spesso in edizione limitata e sempre affiancato da artwork curati e particolari. Con il passare del tempo, però, la visione di Bruni acquistò una forma più definita, fino a diventare una vera e propria missione cui dedicare sempre più energie e tempo. Questa determinazione e voglia di spingere la label verso una progressione costante ha finito per allontanare gli altri soci fondatori, che alla fine hanno lasciato Bruni completamente solo al timone della Profound Lore. Questa nuova situazione, unita alla frustrazione di un lavoro non soddisfacente e delle scarse possibilità di dare forma lavorativa agli studi intrapresi, hanno portato il main-man della Profound Lore a buttarsi sempre più sulla sua creatura, fino a raggiungere l’ambito traguardo di cui si parlava all’inizio, non senza aver affrontato sacrifici di vario tipo, come il privarsi di buona parte della sua collezione di vinili per pagare le stampe dei dischi. Ma quale è e quali contorni assume questa visione della label cui Bruni si è dedicato con un simile fervore certosino e quali sono stati i punti cardine della sua evoluzione e del suo successo?

Nelle parole dello stesso Bruni, ciò che da sempre ha cercato negli artisti è una forte personalità, capace di staccarsi dagli stereotipi e di incamminarsi lungo un proprio percorso, quale che questo fosse. Ciò che conta per rientrare nella famiglia della Profound Lore non è, infatti, tanto un determinato stile, quanto la voglia di portare la propria musica verso nuovi traguardi e nuove possibilità. Per questo, l’elemento cardine per far breccia e ottenere un contratto non è neanche la ricerca di un linguaggio unico o contaminato (la label ha prodotto ad esempio album di puro death metal), quanto il suonare e produrre la musica che si sente e che si vive in prima persona, così da superare i limiti insiti nel cercare di copiare quanto fatto da altri per riadattare a se stessi un determinato genere. Proprio la presenza di un’integrità di fondo e di una assoluta dedizione, finiscono per rappresentare il collante e la bandiera sotto cui riunire le varie formazioni  in forza alla label, siano esse di estrazione black, death, doom, avant-garde o “post”. Ciò che proprio non va giù a Bruni è chi si auto-etichetta e si chiude a priori in una gabbia di genere, quasi volesse limitarsi in anticipo per paura di allontanarsi troppo da un cammino predefinito e, per questo, sicuro.

Da una tale impostazione, dichiarazione di intenti, discende quasi in automatico la scelta di lasciare piena libertà ai musicisti sia per quanto concerne la musica sia per quanto riguarda artwork e testi. La Profound Lore si impone di non oltrepassare mai il mero ruolo di punto di riferimento, al massimo elargendo quando richiesti semplici consigli/opinioni, così da garantirsi sempre lavori autonomi e indipendenti, dotati appunto della spiccata personalità di cui si diceva poco sopra. Questo approccio, ha portato nomi quali Yob e Krallice a tessere le lodi dell’etichetta e di Bruni, cui tutti attribuiscono la capacità di supportare gli artisti senza risultare mai invadente o, peggio, interferire nel processo creativo. Obbiettivo di Bruni è semplicemente il riuscire a ripagare le spese e offrire alle proprie band quanta più visibilità possibile, così da potersi gettare in una nuova produzione senza l’assillo di dover ripianare il passivo o con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per aiutare i propri artisti. Del resto, per sua stessa ammissione, non tutti i dischi comportano gli stessi investimenti, né si può imporre ad un gruppo di andare in tour, attività fondamentale per promuovere i propri lavori e per diffondere la propria musica.

Punto di svolta e momento cardine nella storia della label è stato, per stessa ammissione del suo titolare, Works Will Come Undone degli Asunder (2006), non solo per la capacità di spostare i confini del doom, quanto per aver rappresentato la perfetta messa a fuoco dei tratti fondanti dell’estetica Profound Lore. Con l’uscita di questo album, Bruni ha compreso che la sua visione non solo era possibile, ma stava divenendo reale. Da questo punto in avanti, l’etichetta ha subito una vera e propria crescita esponenziale, tanto da occupare sempre più una posizione centrale all’interno della scena estrema, nella doppia veste di base privilegiata da parte dei nomi più interessanti attualmente in giro (la recente entrata in squadra di Ken Mode, A Storm Of Light e Dark Castle è segni evidenti di quanto si afferma) e di trampolino di lancio per nomi emergenti in cerca di qualcuno di coraggioso e dotato del giusto fiuto.

Per dimostrare come la Profound Lore abbia probabilmente raggiunto la sua forma più completa e matura possiamo prendere, come semplice esempio, gli ultimi titoli usciti o in uscita. Bruni nel solo 2011 ha dato alle stampe i dischi di Mitochondrion, Subrosa, Grayceon, KEN Mode, Altar Of Plagues, Krallice, A Storm Of Light, Dark Castle, mentre sono in preparazione/uscita i nuovi album di Loss, Morne e Avichi. Sono poche le etichette che possono permettersi standard così alti. Al di là delle coordinate musicali dei gruppi qui elencati, spesso piuttosto lontani l'uno dall'altro, va sottolineato il fatto che ognuno di questi nomi sta attraversando un periodo di massima esposizione e, soprattutto, di grande qualità artistica. A Storm Of Light è uno dei pochi progetti che ha ancora qualcosa da dire nel proprio ambiente e lo fa con uno stile molto personale, mentre i Krallice si sono affermati tra le migliori band di metal estremo della scena statunitense e - secondo qualcuno - internazionale. Impossibile non citare poi i KEN Mode, finalmente seguiti con la giusta attenzione, così come gli Altar Of Plagues, diventati in poco tempo uno dei gruppi più discussi nella branca "atmosferica" del black metal (non a caso dopo due ep trascurabili hanno fatto il botto proprio con il primo album, edito da Profound Lore). A conferma poi della passione di Bruni per il death metal è arrivato l'ottimo lavoro dei Mitochondrion, band canadese dal suono violento, diretto e complesso, anche capace di andare oltre certi confini.

L'attività della Profound Lore non è comunque un caso isolato, anzi si rivela essere uno dei più grandi punti di riferimento per un Paese, il Canada, che in ambito musicale ha saputo esportare anche oltreoceano suoni e dischi dalla forte personalità, negli ambienti più o meno estremi. Una tendenza che possiamo rilevare a partire dai primi anni Duemila, anche se di testimonianze importanti ne troviamo ovviamente andando ancor più indietro nel tempo, ma si tratta soprattutto di singoli fenomeni (solo a citare due esempi significativi, i seminali Voivod, mai troppo osannati e capaci di segnare un vero e proprio spartiacque per quanto concerne l’evoluzione scena metal, o il capolavoro black metal dei Blasphemy, Fallen Angel Of Doom, uscì nel 1990 ed ebbe molta importanza nella scena, ma si tratta di uno dei pochi che è riuscito a farsi apprezzare a livello internazionale). Oggi se si parla di musica estrema canadese bisogna fare riferimento almeno a nomi come Gris, Neige et Noirceur, Skagos, Menace Ruine e Wold (questi ultimi – guarda caso - su Profound Lore, sono esempio di una nuova tendenza “noise black metal”), tutti progetti interpreti di un nuovo modo di concepire e rappresentare l'atmosfera tipica delle produzioni "pesanti" (non solo metal). D'altro canto è doveroso sottolineare che proprio a Toronto è nato uno dei musicisti più influenti in ambito ambient/drone/shoegaze, ovverosia Aidan Baker, del quale Chris ha ristampato Bliss Torn Of Emptiness del progetto Nadja. Figlio di una tradizione musicale sicuramente diversa da quella che ha influenzato i gruppi sopra citati, Baker è in ogni caso accomunato a questi dalla capacità di sperimentazione sonora presente in modi e quantità differenti per ogni nome. L'etichetta è la sintesi di questo pseudo-bipolarismo sonoro che caratterizza la sua terra (e più in generale il Nord America). Nelle sue pubblicazioni si spazia dall'heavy metal raffinato dei (Dawnbringer) alle sfuriate black/death, quelle degli “irregolari” Portal, dei Mitochondrion. Necessario nominare i gruppi con un lato “melodico”, ad esempio Alcest e il suo black metal shoegaze, tra i maggiori successi di critica marchiati Profound Lore (per la quale è uscito anche il progetto fratello Amesoeurs), Caina, i già citati Nadja e gli imprendibili Grayceon, senza scordare quelli tipicamente USBM, come i Krallice, gli Altar Of Plagues, gli Howling Wind (cogliamo l’occasione per citare i Cobalt e il loro sfregiante “war metal”).

Oggi, la Profound Lore ha dovuto per forza di cose aprire anche alla realizzazione di cd, soprattutto per assecondare le richieste delle band e per agevolare la spedizione e, quindi la circolazione dei loro album.  A proposito di spedizioni, vale la pena sottolineare come Bruni curi personalmente anche il mailorder della label, seguendone ogni fase con il fine di evadere gli ordini entro il minor tempo possibile (si parla di un paio di giorni per il materiale immediatamente disponibile). Così, anno dopo anno, la label part-time messa in piedi da un manipolo di amici, con il solo scopo di produrre vinili in edizione limitata per appassionati par loro, si è trasformata in una vera e propria realtà di prima grandezza, seppur sempre fieramente indipendente.

Ci siamo conosciuti molto tempo fa, quando eri editor per alcune riviste musicali di rilievo. Sono curioso di sapere se questa esperienza ha influenzato in qualche modo le tue attività con l'etichetta. Non solo per via dei numerosi contatti, ma anche nel modo di approcciarsi/gestire le band e le questioni promozionali.

Chris Bruni: Non credo che mi abbia influenzato nelle attività attuali con l'etichetta, perché la Profound Lore è più una riflessione personale su quel che mi piace riguardo la musica. È un'avventura più mia rispetto a quando scrivevo per quelle riviste. Quello che dici tu è qualcosa di cui mi rendo conto meglio, adesso, ma credo che abbia avuto qualche influenza su di me a un livello pratico, dato che anche per la label devo comunque fare del lavoro di scrittura e che, inizialmente, ho intrecciato i primi rapporti nell’industria (discografica) attraverso le riviste per cui scrivevo. Tuttavia, allo stesso tempo, molti di questi rapporti sembrano ora essere irrilevanti nel contesto dell'etichetta, perché sono sicuro che molti di questi contatti non sanno nemmeno che gestisco la Profound Lore. Il che è un bene, poiché l'etichetta è una entità completamente separata che eclissa il mio lavoro come giornalista in ambito metal.

Quali etichette ti hanno influenzato o ispirato nel dar vita alla Profound Lore?

La Peaceville e Avantgarde Music nei primi anni, Misanthropy Records, la Deathlike Silence di Euronymous (solo per via dell' attitudine senza compromessi che aveva nel pubblicare musica e nel voler influenzare gli ascoltatori), poi qualche etichetta non-metal come Mute e 4AD.

La Profound Lore è nata con il coinvolgimento di più persone. In seguito, i tuoi collaboratori se ne sono andati e tu hai continuato da solo. Quali sono le maggiori difficoltà e quali i benefici nel gestire un'etichetta in completa solitudine?

Alcuni collaboratori pensavano che io mi stessi muovendo troppo velocemente e, fondamentalmente, non capivano la parte estetica e quello che cercavo di raggiungere (lo hanno capito una volta che non ne erano più parte). È piuttosto facile gestire Profound Lore per mio conto, anziché dover consultare altri pareri o addirittura chiedere il permesso (mi si passi il termine impreciso) per fare qualsiasi cosa. E funziona anche al modo contrario: non devo confrontarmi con le idee di qualcun altro.

Molte delle tue band hanno sangue misto (noise con metal estremo, shoegaze con black metal, ambient e metal...). È una scelta consapevole? Possiamo considerare questo come uno dei tuoi scopi e, ancora meglio, sei d'accordo nel dire che il futuro del metal risiede in una forte volontà di evolversi e provare nuovi linguaggi?

Non direi che l'andare in cerca di un certo tipo di gruppi sia una mossa consapevole, ma posso dirti che qualche volta diventa una scelta cosciente allontanarsi da gruppi che dicono di mischiare black metal e shoegaze. Sono comunque d'accordo che il metal non solo troverà il suo futuro nei generi di nicchia ma, affinché possa evolversi (o dovrei dire "rimanere interessante", perché non ascolto molto nuovo metal in questi giorni), dovrà esplorare nuovi territori e non rinchiudersi. Questa è solamente una serie di pensieri generali, perché di sicuro non voglio che un genere come il death metal tenti di incorporare nuove influenze estranee per evolvere il proprio sound. Piuttosto, il death metal per evolversi ha bisogno di diventare più malefico e sinistro, più estremo in generale, e dovrebbe coprire tematiche che si riferiscono al lato oscuro della vita anziché cantare di problemi sociali o cose simili.

I KEN Mode rappresentano un esempio perfetto del tuo ampio spettro (musicale), un nome di vero culto nella scena postcore, attivo fin dal 1999 e che finalmente ha interrotto un silenzio durato tre anni con il nuovo album Venerable. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un altro dei tuoi fidanzamenti strambi, per cui sarebbe utile sapere come li hai conosciuti e che cosa ha condotto alla firma per la Profound Lore.

Direi che i KEN Mode sono probabilmente una delle poche band per cui ho dovuto fermarmi a riflettere un attimo all’inizio, perché quando mi hanno contattato ho pensato che potessero essere fuori linea con il resto delle band su Profound Lore. Il che è una situazione difficile da immaginare. Ma sì, è il tipo di band più atipica con cui ho lavorato: fondamentalmente mi hanno contattato perché volevo ripristinare il loro nome nella scena. La loro etichetta precedente - con cui hanno realizzato I primi due dischi - è fallita e, così, hanno realizzato l’album prima di Venerable da soli. Erano incastrati in un punto di stallo che non gli offriva l'opportunità di essere veramente conosciuti nonostante la loro decennale carriera e di eccellere come avrebbero potuto, credo soprattutto a causa di un pessimo tempismo. Quindi, si spera che con l'uscita di Venerable i KEN Mode possano raggiungere qualche tipo di riconoscimento, dato che sono una delle hardcore band canadesi più importanti, sia in Canada sia nell’odierno panorama estremo. Personalmente, credo che dovrebbero stare al livello di gruppi come i Converge.

Colin Marston e i Krallice sono con Profound Lore dal 2008, sarebbe interessante sentire il tuo punto di vista sul loro particolare black metal sperimentale, e più in generale anche riguardo la scena metal nordamericana.

Non vedo i Krallice come una band black metal, onestamente, ma come un gruppo influenzato dagli elementi sonori del genere (soprattutto nel primo album), a riguardo del quale chi ci suona è molto informato. Con il loro nuovo album, che è più death metal - secondo me - perché più pesante e oscuro, hanno dimostrato ancora una volta di aver creato un suono personale, dato che non ci sono altri gruppi nel metal estremo che assomiglino loro. Ammetto che non ho prestato molta attenzione alla scena black metal nordamericana, ma ho davvero apprezzato il materiale di tutti i gruppi compresi nel Black Twilight Circle. Penso anche che i Dispirit siano una grande band e una delle mie preferite, al momento. E ovviamente anche il nuovo album dei Negative Plane è splendido, così come il prossimo disco degli Avichi che pubblicherò questa estate (The Devil's Fractal), un lavoro che diventerà tra i più importanti della scena black metal statunitense dei nostri tempi.

Solitamente, personalità artistiche così forti vogliono anche il completo controllo della musica e degli aspetti correlati. Quale è il tuo approccio con le band che lavorano con Profound Lore? Interagisci in qualche modo con il processo creativo o le loro decisioni?

Non interagisco con il processo creativo, qualche volta posso dare suggerimenti casuali e opinioni (quando alcune delle band me lo chiedono), ma di solito lascio che i gruppi facciano le loro cose, poiché sono musicisti da cui so bene cosa aspettarmi quando si tratta della loro musica. Confido nel fatto che consegneranno un prodotto di notevole qualità.

Almeno da un punto di vista europeo, la critica musicale sembra amare la Profound Lore. Sembra che tu abbia scoperto alcune delle più interessanti - e forse influenti - band di metal estremo degli ultimi anni: Krallice, Alcest, Portal, Wold, Cobalt... Questa cosa si riflette sulle vendite? Pensi che alcuni di questi gruppi abbiano aggiunto pagine importanti alla storia della musica estrema?

Credo che le lodi della critica possano aiutare le vendite fino a un certo punto. Di sicuro, alcuni siti come Pitchfork e NPR, o anche il New York Times, sono hanno influito sulle vendite degli album, però per una band, se vuole eccedere le aspettative di vendita, è necessario andare in tour e suonare live il più possibile.
Per la seconda parte, penso che ogni band abbia degli obiettivi diversi. Ma ritengo che gruppi come Krallice, Portal e Cobalt abbiano raggiunto nuovi standard nel metal e, più specificamente, nel loro rispettivo genere di riferimento.


Domanda collegata a quella precedente. Come reagisci quando vedi che le tue band vengono recensite da testate quali Pitchfork e The Wire? Queste persone hanno odiato il metal fino a ieri: che cosa è cambiato adesso? O che cosa ha cambiato il pregiudizio, nei tuoi gruppi?

Personalmente, non mi importa se questo tipo di persone recensisce le mie uscite, perché comunque ne deriva solo maggiore esposizione per le band. In genere recensiscono le mie uscite (il che non avviene su basi regolari) solo se ne sono veramente attratti. Di certo i pareri positivi su magazine come Pitchfork e NPR si sono dimostrati utili per la vendita dei dischi. Credo che alcuni dei recensori di queste testate si siano aperti maggiormente e siano rimasti affascinati da questa subcultura della musica heavy, perché ci vedono un potenziale di contaminazione.

Internet può procurare un grande aiuto nella promozione della tua etichetta e diffondere la tua musica in tutto il globo. Dall'altro lato, è la casa del p2p e del file-sharing, che ha allontanato molte persone dall'acquisto dei dischi. Qual è la tua posizione? Pro o contro?

È strano perché non ho mai avuto l'opportunità di lavorare con la label quando non c'era ancora tutto questo download, ovvero quando le etichette vendevano molti più album rispetto ad ora. Quindi non ho esperienza del tempo in cui le vendite erano alte, dato che l'etichetta è partita con l'intero fenomeno del downloading già al massimo. È un’arma a doppio taglio, ovviamente, ha i suoi benefici, ma so per certo che se non ci fossero il free download e il file sharing le mie uscite venderebbero qualcosa in più, ma anche che alcune ottime recensioni che i miei dischi ricevono possono dipendere da questo e le recensioni aiutano molto a vendere gli album.
Allo stesso tempo, credo che la sovrappopolazione di tutti questi gruppi mediocri prevenga e riduca la vendita della musica di qualità, allo stesso modo del download illegale e del file sharing. Sono colpevoli allo stesso modo.

Il SXSW è uno dei riflettori più importanti per etichette come la Profound Lore, ti va di condividere con noi le tue impressioni su questa esperienza? Perché, secondo te, il festival ha raggiunto un ruolo così importante nel corso degli anni?

Il fatto è, SXSW è sempre stato un evento più che altro legato all’industria (una sorta di fiera dell’industria discografica, ndr) ma ciò nonostante è divenuto il maggior evento musicale in America. Non solo negli anni si è sempre più rivolto ai fan, ma oggi c’è anche una buona fetta di metal coinvolta. Sembra proprio che questo sia l'anno con più metal al SXSW, e si è giunti addirittura al punto in cui si sono sovrapposti tra di loro molti metal  showcases. Di sicuro, aiuta a portare maggior attenzione intorno alla etichetta ed è una esperienza importante. Bisogna esserci per capire di cosa si tratti e per realizzare quanto sia grande. Questo è stato il mio secondo anno al SXSW, ed è stata un'esperienza grandiosa, ma al contempo stressante e sfiancante. È stato bello vedere alcune delle mie band veramente entusiaste di partecipare al SXSW, e suonare quanti set e spettacoli possibili, perché, a meno che tu sia nel giusto stato mentale per affrontare il SXSW come gruppo (sostanzialmente, sbattendosi per suonare quante più volte possibile, a volte anche fino a 2-3 show per ogni singolo giorno in mezzo al caos del festival), essere spinti dentro questo evento può sopraffarti, nel bene e nel male.

Stai per pubblicare molti nomi realmente interessanti nel prossimo futuro, puoi darci qualche anticipazione?

Tenete d'occhio i nuovi album di Krallice, A Storm Of Light, Dark Castle, Loss, Morne, Disma, Avichi, e nella tarda estate il nuovo album degli YOB.


::Profound Lore su Audiodrome:: [1]


A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [2]]
A cura di: Giacomo Tomasetti [giacomo.tomasetti@audiodrome.it [3]]

Label: Profound Lore
Intervistato: Chris Bruni 



Data articolo: maggio 2011

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