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PENDRAGON | Nick Barrett

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Inviato da fabrizio 10 Giu 2011 - 00:51

Alla nostra galleria prog mancava il volto di Nick Barrett, lo abbiamo contattato per saperne di più su Passion.




Nei testi del vostro ultimo disco metti in risalto la contrapposizione tra la passione e l’empatia. Come vive questo dualismo Nick Barrett?

Nick Barrett: È interessante che tu l’abbia notato. Beh, io credo che ci sia un po’ di conflitto tra le due cose, perché la passione spesso porta con sé un pulsante di autodistruzione, come quando la gente parla di affari o un presidente ci dice che stiamo andando a stanare i terroristi... ma poi ha il sopravvento l’ego e si rovina tutto. Ma se riesci a far lavorare per te la tua passione allora c’è qualcosa di molto importante, hai anche la compassione e l’empatia.

Alle contaminazioni heavy già presenti in Pure, si è aggiunto un inserto hip-hop in “Empathy”, che personalmente non mi ha molto convinto. Come nasce questo esperimento?

Io scrivo la musica che mi piace, non lo faccio per compiacere gli altri, per gli artisti è molto importante farlo  altrimenti non si riesce ad essere realmente creativi, e la creatività è prendersi tutti i rischi e pericoli del caso, altrimenti diventa noioso. Volevo portare a nuovi suoni e influenze, come Genesis e Pink Floyd hanno fatto negli anni ‘70.

Oltre venticinque anni dopo la pubblicazione di “The Jewel”, cos’è cambiato nei Pendragon e nella scena musicale?

Ovviamente le vendite di dischi sono state danneggiate dal download illegale, il che ha reso molto più difficile sopravvivere. Un sacco di gente dice “ah, non è davvero un danno per le band, è una buona promozione”. Beh, forse lo è per un gruppo completamente sconosciuto, ma rende la vita molto più difficile per le band come i Pendragon. Ma d’altra parte Internet ha anche creato un nuovo fantastico modo di raggiungere le persone....
I Pendragon hanno avuto qualche "epoca": negli anni Ottanta furono molto incerti sulla direzione che stavamo prendendo e non molto produttivi in termini di nuove uscite discografiche, gli anni Novanta furono migliori e abbiamo avuto un suono molto sinfonico che ebbe successo, ma circa dal 2003 sono andato alla ricerca di nuove sonorità e stili che allarghino i confini della musica progressive, e da Believe sento che la band si è reinventata.

Ti va di ripercorrere brevemente per noi la carriera dei Pendragon? Quali sono i dischi ai quali sei più legato e quali (se ce ne sono) quelli che a posteriori ti soddisfano di meno?

Mi piace Not Of This World, perché sprigiona un’ emozione molto forte e penso che le canzoni siano buone, mi piacciono davvero molto le melodie di questo album.
Mi piacciono anche Pure e Passion che sono recenti e quindi suonano molto freschi.
Non ce n’é nessuno che non mi piaccia.

Avete pubblicato nove album in studio, che non sono moltissimi considerando la vostra lunga carriera. Dei tre-quattro anni che separano un disco dal successivo quanto tempo dedicate all’attività live, quanto alla composizione e quanto al meritato riposo?

... Creare la musica è circa il 10% del lavoro, nessuno vede tutti le altre cose che devo fare (come queste interviste, devo farne un sacco). Fino a poco
tempo fa,  cioè fino a quando abbiamo firmato per la Snapper, mi occupavo anche di tutta la promozione, oltre che dello scrivere ed arrangiare la musica ed i testi, poi di organizzare tutte le date del tour, ingaggiare il personale, il bus per gli spostamenti, le prove, mixare il dvd, produrre le t-shirts, gestire una casa discografica, seguire la contabilità, rispondere alle e-mail e un milione di altre cose. Credimi, non mi restava molto tempo libero!
Inoltre, non siamo stati in grado di fare tutti gli album che avrei voluto, perché devo fare tutto questo lavoro e finanziariamente abbiamo avuto parecchi problemi nel corso degli anni. Non è stata una scelta quella di non fare dischi, è derivato da diversi fattori esterni . Molte persone non si rendono conto di questo, credono che io stia seduto tutto il giorno strimpellando una chitarra, ma posso dirti che da agosto 2010 ad oggi  ho avuto libero solo il giorno di Natale, e lavoro ogni giorno 12-15 ore per i Pendragon.

Anche in questo tour state suonando in mezza Europa (Francia, Italia, Spagna, Portogallo e naturalmente Gran Bretagna). Che differenze trovi tra il pubblico dei diversi paesi?

Il paesi mediterranei sono di solito un po 'più selvaggi, la Spagna è fuori di testa! Probabilmente Madrid e Barcellona sono stati i miei show preferiti in questo tour insieme a Varsavia e Cracovia in Polonia. Poi dipende se il pubblico è in piedi, cosa che noi preferiamo in quanto di solito è più ricettivo di un pubblico seduto.

Una curiosità. Tu sei l’autore di quasi tutti i brani dei Pendragon: è mai successo che qualche pezzo da te proposto sia stato scartato dalla band?

No, non è mai successo. Io scrivo tutte le musiche e testi, anche tutte le melodie e ritmi di tastiera, così è come funziona per noi! Forse è diverso per altre band, ma questo è il sistema Pendragon.

Segui la scena prog moderna? C’è qualche gruppo nuovo che ti ha impressionato?

Certo. Non mi piacciono molto le band che copiano primi Marillion o i Genesis, è stato fatto troppe volte... e il più delle volte senza melodie molto buone. Magari non saranno considerati progressivi dal puristi (quelli che sembrano voler etichettare tutto), ma mi piacciono gruppi come i Foo Fighters, Rammstein, Pendulum, Porcupine Tree, Opeth, Stone Sour, Katatonia,Radiohead, Pure Reason Revolution, Riverside, Air, Blackfield.  Per me sono quelli che stanno facendo le cose più interessanti! Ma mi piacciono ancora prog band originali degli anni Settanta come Genesis, Camel e Pink Floyd.

Hai mai prodotto - o pensato di farlo - altri artisti?

No, è una fregatura colossale! Ho abbastanza da fare con i musicisti dei Pendragon, non voglio dover fare da babysitter ad altri... Se il disco è brillante il gruppo ha tutto il merito, se fa schifo è colpa del produttore!

Quali sono i cinque dischi dai quali non ti separeresti mai, escludendo ovviamente i tuoi?

Pink Floyd, Dark Side Of The Moon
Genesis, Lamb Lies Down
Camel, Moonmadness
Tears For Fears, Seeds Of Love
Steely Dan, Two Against Nature

A cura di: Alessandro Martellani [alessandro.martellani@audiodrome.it [1]]

Gruppo: Pendragon
Intervistato: Nick Barrett 



Data intervista: giugno 2011

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