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DARK CASTLE | Stevie Floyd [2011]

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Inviato da fabrizio 10 Giu 2011 - 01:38

Se con I precedenti due lavori i Dark Castle si erano saputi imporre all’attenzione, con il nuovo Surrender To All Life Beyond Form compiono un ulteriore passo in avanti e si offrono all’ascoltatore con un’attitudine a sperimentare e rischiare in prima persona finora solo intuita. Accasati presso la Profound Lore e coadiuvati da un Sanford Parker perfettamente a suo agio nel dare pieno sviluppo alle trame sonore del duo, Stevie Floyd e Rob Shaffer hanno invitato a partecipare amici del calibro di Mike Schedit (YOB), Blake Judd (Nachtmystium) e Nate Hall (Us Christmas). Il tutto al servizio di un concept che rispecchia in pieno la filosofia dei due musicisti e che, al solito, si avvale delle illustrazioni della stessa Stevie Floyd. Di seguito vi proponiamo il resoconto di una chiacchierata con la cantante/chitarrista, nonché pittrice e tatuatrice.




Sono trascorsi due anni dalla nostra prima intervista e un anno dal vostro concerto a Bologna con i Kylesa, cosa è successo in questo periodo e cosa è cambiato nel vostro approccio alla musica?

Stevie Floyd: Abbiamo suonato moltissimo, sia partecipando a festival come SXSW (South By SouthWest) e Scion, sia in tour con Zoroaster, Nachtmystium, Black Tusk, Atlas Moth, The Body e molti altri ancora. Abbiamo scritto e registrato un nuovo album, che siamo molto felici di far uscire per la Profound Lore. Il vinile sarà invece curato dalla Brutal Panda. Direi che il nostro approccio nello scrivere è rimasto lo stesso, ma si è fatto ancora più determinato: scrivere musica onesta nel modo più autentico e sincero, dal profondo del nostro cuore e con tutti noi stessi. Con le emozioni più profonde che abbiamo in noi.

Vi siete uniti alla Profound Lore, una delle label più interessanti attualmente in circolazione, come vi siete conosciuti con Chris e come è nata l’idea di unire le forze?

Stevie Floyd: Ammiravamo già molto la Profound Lore. “Una delle label più interessanti in giro” è davvero un ottimo modo per descriverla, soprattutto per le band uniche ed eccentriche che escono per questa etichetta. Leviathan, YOB, Salome, Portal, Loss, Krallice, solo per citarne alcune, rappresentano per noi delle importanti influenze. Abbiamo incontrato Chris al SXSW e sembrava interessato a far uscire il nostro nuovo album. Ho subito avvertito che il suo spirito e il suo cuore erano allineati con la musica estrema nella sua forma più vera. Il suo gusto per il metal è incredibile e le band che ama sono dei veri cult, uniche, creative e dotate di notevole estro artistico. È stato da subito a dir poco eccitante. Ci sentiamo davvero orgogliosi di far parte della famiglia Profound Lore.

Al solito, anche il vostro nuovo album è accompagnato da grafiche e artwork decisamente interessanti, vi va di parlarci del concept che le ha ispirate? Surrender To All Life Beyond Form sembra avere un forte taglio spirituale, come un inno alla natura e al suo immense potere…

Stevie Floyd: Il nostro nuovo album dichiara a lettere cubitali "Surrender To All Life Beyond Form". Questo è il concept, il tema e la nostra verità. Ho creato un differente dipinto per ogni brano: l’arte ha un ruolo importante per noi, è fondamentale riuscire a far andare di pari passo la nostra visione con la musica. Surrender To All Life Beyond Form è un concetto semplice e non nasconde altro. Tornare indietro lentamente, giorno dopo giorno, verso il luogo da cui abbiamo avuto origine, la nostra reale natura, il nostro vero spirito che si nasconde oltre la pelle e le ossa. Disimparare ciò che conosciamo e aprire i nostri cuori e le nostre menti. Diventare sempre più piccoli e non avere più bisogni. Abbandonare ciò che è stato costruito dall’uomo e che non fa parte della terra. Muoverci verso l’interno.

Credo, anche, che sia il vostro album migliore, di sicuro quello che mette in luce ed esprime pienamente le vostre potenzialità e la vostra personalità. Coinvolge vari stili, ma tutto ricade nel tipico approccio Dark Castle. È stato difficile trovare il giusto mood e lavorare sulle nuove tracce?

Stevie Floyd: Grazie per averlo detto. Credo che, anno dopo anno, siamo cresciuti musicalmente sia come individui che come band. Scaviamo sempre più a fondo e prendiamo ispirazione da ogni forma presente nella musica, nell’arte e nella natura. Sebbene siamo due persone distinte, quando ci incontriamo per scrivere o suonare tutto viene fuori con estrema naturalezza e ci perdiamo al suo interno. Anche se nel nuovo album sono presenti differenti elementi combinati in un unico organismo, tutto è stato fluido e senza forzature, abbiamo espresso ciò che dovevamo nel modo più puro e scarno possibile. Penso che più a lungo suoni con qualcuno di allineato al tuo campo energetico e che viene dal tuo stesso percorso, più forte e profonda risuonerà la musica che produci. Proprio come gli altri potranno percepire la quantità di passione e sentimenti che si celano dietro ciò che ascoltano.  

"Spirit Ritual" mi ha molto colpito, ti va di parlarci della sua storia e di cosa l’ha influenzata? Si basa su un rituale legato a qualche luogo/cultura specifici?

Stevie Floyd: "Spirit Ritual" è un progetto separato che ho registrato insieme a Mike Scheidt degli YOB. È nato spontaneamente e sul momento, con le campane tibetane e gli esperimenti vocali. Ci siamo dati ispirazione a vicenda e spero che registreremo presto nuove cose insieme. Lui rappresenta un’enorme influenza per noi e lo è da molti anni. Volevamo anche altri cantanti che ammiriamo sul nostro album. 

Un altro dei miei brani preferiti è "To Hide Is To Die", che ha un taglio unico e si distacca in qualche modo dal vostro approccio usuale. Dobbiamo considerarlo un episodio a sé o qualcosa che svilupperete in futuro?

Stevie Floyd: "To Hide Is To Die" è stata influenzata pesantemente da Sanford, con i vecchi sintetizzatiori e Moog fatti passare insieme a parti di poesia recitata attraverso un vocoder. Parla di essere sepolti vivi e di sentirsi a proprio agio nella terra, di liberarsi e muoversi verso la luce.

Da Sanford Parker a Blake Judd, molti amici si sono uniti a voi sull’album, raccontaci qualcosa su come queste collaborazioni sono nate e si sono sviluppate.

Stevie Floyd: Volevamo che a questo nuovo disco partecipassero quanti più artisti talentuosi fosse possibile. Vorrei ne avessimo potuti avere di più. Mi ha stupito vedere quanto le mie vocals e quelle di Nate si intrecciassero e diventassero una cosa sola in “Stare Into Absence.” Blake ogni tanto si fermava a trovarci mentre lavoravamo a “Learning To Unlearn.” Il modo in cui è nato quel brano ha del magico: l’ho scritto su un vecchio piano stonato. A Blake è piaciuto molto e così gli ho chiesto se voleva cantarci e ha subito accettato. Adoro fare le cose senza premeditazione, al momento e senza piani prestabiliti. Credo che così il risultato sia più onesto e lasci trasparire i sentimenti con più forza.

Avete condiviso il palco con molte band, quali vi hanno colpito di più e vi hanno influenzato? Ti va di suggerire qualche nome interessante ai nostri lettori?

Stevie Floyd: Abbiamo suonato con così tanti musicisti incredibili: con i Nachtmystium abbiamo suonato per trenta serate di fila, o qualcosa del genere, e abbiamo assistito al loro set ogni sera. La loro energia e la loro presenza sono così potenti e hanno un che di incontrovertibilmente epico. Lo stesso vale per Kylesa, Zoroaster, Minsk. Non ne abbiamo mai abbastanza. I Black Cobra sono tanto heavy. I Baroness ci hanno mandato fuori di testa. I Bloody Panda mi hanno preso di sorpresa e mi hanno portato ad adorarli completamente. I The Body sono la band più rumorosa in circolazione. I  Salome mi hanno aperto la mente sin dalla prima volta che li ho visti. Lo stesso vale per gli US Christmas. Non ho neanche le parole per descrivere come riescono a farmi sentire gli YOB quando li guardo dal vivo. Suonare con i Crowbar, poi, è stato probabilmente il più grosso onore della mia vita. Kirk è stato sempre una vera forza motrice per me. Il fatto che sia così genuino non fa che farmelo amare ancora di più. Abbiamo suonato pure con gli Eyehategod, wow. Ce ne sarebbero moltissimi altri.

Oltre alla musica, come trascorrete il vostro tempo, siete sempre attivi come tatuatori?

Stevie Floyd: Quando non siamo in tour, io passo il tempo a dipingere, tatuare e scrivere musica. Ho anche realizzato delle copertine per alcune band, che è una cosa che ho sempre sognato fare. Ho anche un progetto solista chiamato Natur che ho cominciato a portare dal vivo. Rob passa il tempo a scrivere musica, è anche il batterista dei francesi Monarch e durante il prossimo tour suonerà con gli YOB.

Spero che tornerete presto a suonare in Italia, c’è qualche progetto in tal senso?

Stevie Floyd: Saremo in tour in Europa con gli YOB a settembre/ottobre. Non vediamo l’ora!

::Dark Castle su Audiodrome:: [1]

A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [2]]

Gruppo: Dark Castle
Intervistato: Stevie Floyd 



Data intervista: giugno 2011

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