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RUNAWAY TOTEM | Roberto Gottardi

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Inviato da fabrizio 14 Lug 2011 - 20:42

Al di là di come questo poi influenzi l’approccio di chi ascolta, il mondo dell’esoterismo e quello del rock sono da sempre a stretto contatto. Negli anni decine di gruppi, chi dichiaratamente e chi in modo più o meno subliminale, hanno legato la loro musica a entità superiori e a esperienze spirituali. Con alle spalle una ormai lunga carriera sempre nel segno del progressive, i Runaway Totem rappresentano uno dei più interessanti casi made in Italy di commistione tra rock e sovrannaturale. Runaway Totem non è esattamente una band (non è in questi termini che chi ha dato il via al tutto ha scelto di parlarne), bensì un qualcosa di astratto e superiore che, partendo dalla tradizione mistica egizia, sviluppa le proprie tematiche pianificando percorsi a lungo termine. Questi percorsi, infatti, si snodano lungo più dischi, con una coerenza e competenza che vogliono dare credibilità a un progetto alla larga dalle luci della ribalta e da trovate sceniche inevitabilmente kitsch, cioè distante da quanto porta visibilità togliendo ogni parvenza di serietà.
La recente pubblicazione di un nuovo album, oltre che di un live che rievoca le antiche performance dal vivo della band, ha costituito un’occasione di quelle da non perdere per scambiare quattro chiacchiere con lo storico leader, cioè quel Roberto Gottardi meglio noto agli appassionati come Cahål de Bêtêl, discussione che si è rivelata davvero buona per entrare appieno nel complesso ed affascinante universo di Runaway Totem.



La pubblicazione di un live d’archivio sopperisce almeno in parte alla vostra rinuncia alle esibizioni dal vivo. Puoi spiegarci il perché di questa scelta, risalente - se non sbaglio - a oltre quindici anni fa?

Roberto Gottardi: Una piccola premessa doverosa: nell'inverno '95/'96 viene registrato il secondo album, dal titolo  Zed e distribuito dall'etichetta Black Widow (Genova, Italia). La pubblicazione dell’album segna la fine della precedente fase e l’inizio della nuova, denominata Kalpa. In questa viene deciso di sospendere le esibizioni live e di "entrare nell'Ombra". Entrando nell'ombra e conseguentemente sospendendo le esibizioni live, Runaway Totem ha potuto concentrarsi sulle composizioni future. Questo ha permesso di rilasciare la trilogia “Cicli Cosmici”, composta dagli album Andromeda, Tep Zepi, Pleroma, tutti distribuiti dall'etichetta Musea (Metz, Francia). Più la successiva trilogia  “4elementi5”, con la nuova uscita a marzo 2011 di Le Roi Du Monde e  i precedenti rilasci di Esameron e  Manu Menes, distribuzione a cura dell’italiana Lizard e di Musea. Con il concerto del 5 ottobre 1994 Runaway Totem ha deciso di entrare nell'ombra. Il primo libro della reminescenza documenta questo avvenimento. La performance live è una fase totalmente diversa dal lavoro in studio, è come dire fare una performance teatrale e fare un film. Il live abbisogna di un altro approccio, perché è importante coinvolgere il pubblico. Sicuramente per Runaway Totem è importante eseguire una performance che non ricalchi i lavori da studio, ma sia un nuovo capitolo. Detta più direttamente: a un pittore si chiede di rieseguire live un dipinto già eseguito? Comunque  il 18 giugno 2011 suoneremo ad Alberone di Cento (Ferrara) nell'ambito della rassegna di musica diversa “Omaggio a Demetrio Stratos” e  continueremo poi a rimanere nell'ombra.

Quasi vent’anni sono trascorsi tra l’esibizione immortalata in Ai Cancelli Dell’Ombra e la pubblicazione di Le Roi Du Monde. Come è cambiato il modo in cui pensate e create la vostra musica?

Come già premesso nella precedente domanda, l'entrata nell'ombra ha permesso a Runaway Totem di avere una visione musicale omogenea per il futuro. Con omogenea si intende “omogenea negli intenti, non nelle composizioni”. Queste ultime si muovono su di una linea che è dettata dall'argomento trattato. Ogni lavoro sin qui rilasciato è figlio del collegamento compositivo del cuore con il cervello. Come si può ben capire, le variabili diventano molteplici e il risultato compositivo varia nei vari lavori continuando ad avere di base la caratteristica Runaway Totem. Detto questo, si può capire che il progetto travalica l'elemento uomo, anche se è un elemento importante, essendo il tramite della musica. Il progetto è sviluppato in fasi, ogni fase sviluppa delle sinfonie, ogni sinfonia produce dei movimenti e avanti così, fino alla singola nota. Alla fine tutto questo sviluppo porta ai nostri lavori. La fase “Cronos”, ad esempio, ha portato alla sinfonia “Cicli Cosmici”, divisa in tre movimenti che sono altrettanti album. La fase “Nous” alla prima sinfonia 4 Elementi 5, primo movimento Esameron, secondo movimento Manu Menes e terzo movimento Le Roi Du Monde. La fase “della reminescenza” all'album Ai Cancelli Dell'Ombra.

In anni di carriera la formazione di Runaway Totem è cambiata molte volte, con tanto di uscite e rientri importanti. Come viene scelto di volta in volta il personale adatto a partecipare ad un nuovo disco?

Gli Elementi che compongono Runaway Totem hanno preso possesso nel corso del tempo di differenti persone. È importante capire che il loro avvicendarsi non è dato da vicissitudini umane, ma è frutto della volontà di Runaway Totem. Ogni Elemento, ogni accadimento, è funzionale all’obiettivo che Runaway Totem si è dato. Ecco quindi che quando un Elemento se ne va, è perché ha esaurito la sua funzione in quel luogo ed in quel tempo. L’Elemento torna quindi al suo luogo d’origine, mentre la persona che lo ha ospitato non può far altro che seguire questi eventi, allontanandosi così dal gruppo.
Gli Elementi di Runaway Totem ci sono da sempre e ci saranno per sempre: sia quelli già manifesti, sia quelli che ancora attendono il momento di fare la loro comparsa.

In Le Roi Du Monde c’è la “Modern Totem Ensemble”, cioè una vera e propria sezione cameristica con archi e fiati che fa da supporto alla band, contribuendo alla creazione di un sound particolarmente sinfonico che è, a mio avviso, uno dei principali pregi del disco. Com’è stato collaborare con dei musicisti di estrazione classica ed inserirli nella vostra musica?

La “Modern Totem Ensemble” è un'entità che si  manifesta e ruota attorno a Runaway Totem come un pianeta del sistema solare ruota attorno alla sua stella. Questo perché le musiche di questo lavoro, scritte e codificate nelle partiture da Runaway Totem, avevano bisogno di  un ulteriore movimento circolare, quell dei componenti della “Modern Totem Ensemble”, i quali, come giustamente rilevato, non sono solo dei musicisti classici (aggiungo veramente bravi). Tutto questo abbisogna di una coordinazione costante, ma ogni elemento è funzionale non a se stesso ma all'opera stessa. Come già accennato, tutto questo lavoro lo si deve vedere, percepire come un sistema planetario dove al centro del sistema sta la stella e attorno ruotano i pianeti, i satelliti, e la stessa stella fa parte di un sistema più complesso di stelle, e queste stelle si conformano in galassie sino a formare l'universo. Di conseguenza il “disegno” è uno, gli esecutori sono vari, essi sono in equilibrio tra loro e questo con una regia specifica che mantiene un'armonia naturale, questa regia è creata dalla stella Runaway Totem. Va da sé che l'atmosfera che regna nella realizzazione del disegno è di grande armonia ed equilibrio tra le varie componenti, e se questo stato mancasse tutti gli elementi collasserebbero come un sistema squilibrato.

Chi è il “Re del Mondo”?

Scrive René Guénon nel libro Il Re Del Mondo: “L'opera postuma di Saint-Yves d'Alveydre intitolata Mission de l'Indie, pubblicata nel 1910, contiene la descrizione di un centro iniziatico misterioso indicato col nome “Agarttha”. Non era stata fatta menzione in Europa né dell'Agarttha né del suo capo, il Brahmàtmà (Il Re del Mondo) fino ad allora. Tuttavia nel 1924 è avvenuto un fatto nuovo e inatteso: il libro Bètes, Hommes et Dieux, nel quale Ferdinand Ossendowski racconta le sue peripezie nel corso di un laborioso viaggio compiuto fra il 1920 e il 1921 attraverso l'Asia centrale, è l'occasione di rompere finalmente il silenzio sulla questione dell'Agarttha. Il titolo di “Re del Mondo”, inteso nella sua accezione più elevata, viene attribuito propriamente a Manu, il “Legislatore primordiale e universale.” Più avanti scrive René Guénon: “... Troviamo innanzitutto, cosa che poteva parere inverosimile anche in Saint-Yves, l'affermazione dell'esistenza di un mondo sotterraneo, le cui ramificazioni si estenderebbero dappertutto, sotto i continenti e anche sotto gli oceani, e per mezzo del quale si stabilirebbero invisibili comunicazioni fra tutte le regioni della terra. Passando a questioni più particolari, c'è il passo in cui il “Re del Mondo” è raffigurato dinanzi alla tomba del suo predecessore, quello in cui si parla dell'origine degli Zingari, i quali un tempo avrebbero vissuto nell'Agarttha”. Siccome dire chi è o chi non è il “Re del Mondo” è un argomento molto complicato, Runaway Totem vi consiglia la lettura del libro di René Guénon, vi introdurrà in un “mondo” molto ampio! 

Otto album in studio ed un live sono ormai un bel po’ di materiale pubblicato. Quali sono i vostri dischi che ad oggi ti piacciono di più e quali, se ce ne sono, non ti soddisfano del tutto e perché?

Per Runaway Totem è una necessità e un'esigenza esprimere il proprio linguaggio in forme comprensibili e universali come la musica e va da sé che i lavori fatti sono il risultato di questo percorso. Di conseguenza non ci sono lavori che soddisfano o lavori che soddisfano meno. Definire la propria musica con degli aggettivi (bella, brutta, piacevole o qualsiasi altro termine) che racchiudano l'universo che scaturisce da essa per Runaway Totem è limitativo. Questo non per voler essere pieni di prosopopea considerando la propria musica qualcosa di sommo, ma proprio al contrario per dar la possibilità all'ascoltatore di entrare in quell'universo personale che ciascuno di noi crea ascoltando “musica”. Entrare in rapporto con la musica è qualcosa di intimo e personale.

Sei un perfezionista nella ricerca del suono oppure preferisci la spontaneità dell’esecuzione?

Crediamo che sia il giusto equilibrio tra spontaneità e perfezione esecutiva a dare quel “quid” in più. Se si vuole un suono perfetto basta far suonare il computer e avrai sempre un suono perfetto senza anima! Se fai suonare un musicista solo con la spontaneità verrà snaturata la partitura da eseguire e sembrerà più un'improvvisazione. Come si diceva, è il giusto equilibrio tra spontaneità e perfezione la strada maestra per Runaway Totem.

Da anni siete distribuiti - oltre che dall’italiana Lizard - dalla francese Musea, una delle maggiori etichette prog a livello europeo. Come risponde il mercato estero alla vostra musica rispetto a quello italiano? Dove avete i migliori riscontri commerciali?

Runaway Totem ha avuto l'onore di muovere i suoi primi passi discografici nel 1993 assieme ai Black Widow, quella volta anch’essa agli inizi come label. Detto questo, realtà indipendenti come Lizard, Musea e tante altre hanno svolto un lavoro incessante di talent scout con risultati artistici di gran livello, portando alla luce gruppi e sopratutto musica di qualità. Questo lavoro ha portato ad aprire degli spazi che purtroppo sono “pertugi” e non “fiumi”, e non per demerito delle etichette. Fare un'analisi dei perché è difficile, entrano in causa molti fattori che ci porterebbero a discorsi commerciali, di musica da svago (la musica è da svago?), di business e tante altre schifezze… non siamo interessati! Conosciamo molto bene Loris Furlan (Lizard) e possiamo dire che profonde un impegno e una passione encomiabili, oltre a essere un buon amico, e Bernard (Musea) svolge un lavoro altrettanto encomiabile. Questo per dire che sono realtà molto importanti nel nostro panorama discografico e i loro sforzi sono costanti e lo spazio che si sono ritagliati è meritato. Noi da parte nostra abbiamo fondato la label Runaway Totem Records e collaboriamo con Lizard e Musea, e questo per noi sono i migliori riscontri.

Quali sono i cinque dischi di altri artisti che Runaway Totem consiglia a tutti di ascoltare?

A Runaway Totem più che consigliare cinque dischi piacerebbe dare un consiglio di ascoltare le discografie di artisti vissuti in varie epoche senza dare giudizi, ascoltare ciò che viene proposto liberando il proprio “sé”, lasciare che le frequenze si impadroniscano del nostro corpo per avere quelle vibrazioni e sensazioni che l'artista spera di poter far recepire (fossero schifo, rigetto, noia, paura, buio, tensione, insofferenza, nausea, ma anche luce, potenza, gioia...). Con questo non vogliamo dire che non si debbano avere dei gusti personali. Sicuramente ciascuno di noi ama di più una musica che un'altra, proprio perché la musica amata è più in correlazione con il suo spirito (il suo “sé”) e non digerisce e non piace ciò che non è correlato con il suo “sé”. Il concetto è : “Tutta l'arte è creazione”, perciò ci vuole rispetto! Runaway Totem crede che nella creazione non ci siano delle cose belle o brutte, buone o cattive, grandi o piccole e via via in tutte le dualità cartesiane, ma ci siano lo “Yin e lo Yang” e cioè non la dualità, ma la compenetrazione. Perciò Runaway Totem può dare un piccolo contributo con qualche nome di artisti come Mozart, Zappa, Bach, Vander, Stravinsky, Fripp, Berio, Davis, Varése e molti altri.

::Runaway Totem su Audiodrome:: [1]

A cura di: Alessandro Martellani [alessandro.martellani@audiodrome.it [2]]

Gruppo: Runaway Totem
Intervistato: Roberto Gottardi 



Data intervista: 2011

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