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FATHER MURPHY / BEMYDELAY | 14/7/2011

Articoli / [live]view
Inviato da fabrizio 26 Lug 2011 - 19:54

Vicolo Bolognetti - Bologna




Senza disturbare e senza l’ausilio di strombazzamenti mediatici, al Vicolo stasera sono di scena due delle migliori realtà musicali italiane. I Father Murphy e il nuovo progetto di Marcella Riccardi, chiamato BeMyDelay, fanno parte di quell’alveo culturale composto da gente che predica poco ma razzola bene, non a caso un’etichetta attenta e illuminata come la veneta Boring Machines li tiene sotto la sua ala protettrice.
Sono le 21 e 30 e il trio trevigiano è già ai posti di comando senza che quasi nessuno se ne accorga: attacca subito con il suo blues scorticato e felino che lentamente conquista i più, che accorrono sotto il palco quasi come ipnotizzati da tanta potenza musicale. Armati di batteria, chitarra e tastierino, i ragazzi ci danno dentro senza apparentemente accorgersi di chi gli sta attorno. E quando la macchina noise parte, nessuno più li ferma: allora vai di lunghe sevizie alla forma canzone accompagnate da un cantato salmodiante e straziato, come si evince anche dalle smorfie di Federico Zanatta alla chitarra. Ma le cose rimangono di livello superiore anche quando l’aria si calma improvvisamente e il sabba dimesso di “In Their Graves” prende possesso del cortile senza fare prigionieri. Questo nonostante il luogo stesso non sia particolarmente adatto a queste specifiche atmosfere, che hanno bisogno di spazi angusti - secondo noi - per esprimere la forza celata nelle trame di un suono apparentemente timido, che però per lunghi tratti si fa anche estenuante e muscoloso. Quando queste stesse spirali sonore si fanno più free, si ha addirittura la sensazione di vedere un ensemble di rock-impro che inscena assordanti vaneggiamenti al limite del jazz, come dimostra il notevole drumming di Vittorio De Marin, che ricorda per certi versi quello del grande Steve Noble. Da menzionare, in buona sostanza, l'innata capacità dei Father Murphy di azzannare la polpa blues, di rimasticarla con forza e di solidificarla a forza di essiccamenti violenti, fino a renderla callosa e degna di devota attenzione. Tanto da finire il breve set con una sorta di jam rumorosa - accompagnata da campanacci e feedback assordanti - davvero notevole.
Arriva poi il momento della Riccardi, che era sotto il palco ad ammirare anch’essa la musica del “reverendo” e che si prepara velocemente indossando la chitarra, imbastendo un set più movimentato della volta precedente (l’abbiamo vista infatti in guisa più rilassata e free-form di supporto ad Anna Calvi lo scorso aprile e ci ha fatto subito un’ottima impressione). Ribadiamo: il suo è un lavoro coraggioso sullo spettro di un rock di stampo decisamente younghiano che non t’aspetti. Come quando la psichedelia di marca floydiana si scontra col blues e il rock “nero” dei Velvet Underground, in particolare quello cosmico di Sister Ray, e lo immergi inavvertitamente nella formalina, estraendolo all’improvviso e risuonandolo come fosse un fantasma “chimico” di se stesso. Questo è il suo discorso, ampiamente dimostrato nel disco ToTheOtherSideΔ, e sviscerato dal vivo per quest’occasione, accompagnata anche da una scarna batteria in stile Moe Tucker, a perpetuare il suo vibrante echo-rock fatto di feedback e loop cangianti. Le sue nenie dell’altro mondo ─ come la title-track, in speziata salsa pow-wow ─ quasi inavvertitamente vanno anche a lambire il freak rock dei mai troppo lodati Faun Fables. Il set si chiude poi velocemente con un breve mantra al sapor di morfina accompagnato dall’harmonium e dalla sua voce, in questa occasione più altalenante del solito ─ ma questo particolare conta relativamente poco nell’economia del suo singolare progetto ─ ed effettata al punto giusto. Poi ce ne torniamo velocemente a casa pensando al fatto che, solo quando lo vuole veramente, questa terra martoriata in maniera virale dal disgusto supremo per la cultura, sa come far uscire buoni frutti degni di essere definiti tali.

::Father Murphy su Audiodrome:: [1]

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A cura di: Maurizio Inchingoli [info@audiodrome.it [3]]

Gruppo: Father Murphy
Gruppo: BeMyDelay



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