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INFINITE LIGHT LTD.

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Inviato da fabrizio 05 Ago 2011 - 23:37

Inatteso e felice incontro via mail con due delle menti più lucide dell’asse musicale underground Canada/Usa. Prendete infatti Aidan Baker (Nadja), Nathan Admunson (Rivulets) e Mat Sweet (Boduf Songs), mischiate bene il tutto, e ne uscirà fuori un caleidoscopio di suoni particolarmente gradito alle orecchie più attente. Che mischia, partendo dalle rispettive esperienze personali, gran parte dello scibile rock contemporaneo, riuscendo in un’impresa quasi impossibile; a maggior ragione quando il tutto nasce a distanza, e scambiandosi file come una volta si faceva con i nastri.
Quello che si sviluppa, dunque, è un seme appena piantato che, come si evince nell’intervista potrebbe riservare ancora tanti frutti. E intanto riascoltiamo per l’ennesima volta l’omonimo album d’esordio recensito anche da noi di Audiodrome.




Non sarà stato semplice amalgamare i vostri stili molto personali, a causa dei differenti approcci e percorsi artistici. Come è nata l’idea di fonderli insieme in Infinite Light Ltd.?

Nathan Amundson: Non credo sia stato poi così difficile amalgamarli. Musicalmente abbiamo più punti di contatto che reali differenze. Piuttosto, abbiamo dovuto cercare dei compromessi per quanto concerne la visione delle cose, ma è su questo che si basa l’idea di collaborazione. Abbiamo già i nostri progetti personali per seguire le nostre idee in ogni momento.

Aidan Baker: Non ho mai incontrato Nathan o Mat prima di contattarli per registrare qualcosa insieme. Mi piaceva la loro musica e ho suggerito di scrivere un disco insieme con spirito di collaborazione.

Cosa vi ha attratto nell’idea di unire le forze? Più in generale, quali sono i pro e i contro del lavorare fianco a fianco con musicisti differenti?

Nathan Amundson: Innanzitutto, rispetto il lavoro di Mat e Aidan.  Il maggior pregio del lavorare con altri musicisti è, per me, proprio la sorpresa nello scoprire cosa metteranno sul tavolo, non puoi mai prevedere cosa faranno gli altri. È eccitante ascoltare cosa creano e come procedono in modo differente dal tuo. Oltre ad aiutarti a crescere ed evolverti come musicista.

Aidan Baker: Io cerco di collaborare con gli altri per espormi a idee e suoni differenti, oltre alla voglia di scoprire come ciò potrà influenzarmi o cambiare la mia musica. In realtà, non abbiamo proprio lavorato fianco a fianco, infatti l’album è stato registrato a distanza attraverso lo scambio di file e internet, il che, ovviamente, rende il processo molto differente dal registrare di persona.

Ho trovato nella vostra musica molti elementi differenti, dal krautrock al guitar ambient, da input sperimentali a un mood post rock (in particolare, Lowercase e June of 44). Cosa vi ha influenzato nel comporre l’album?

Nathan Amundson: In realtà, non pensavo ad altra musica mentre lavoravo alla mia parte. Comunque, ascolto molto krautrock e ambient, per cui credo che le influenze si sentano in ogni caso.

Aidan Baker: Non saprei dirti se abbiamo influenze esterne, piuttosto, credo che l’influenza sia ciò che abbiamo condiviso e scambiato con gli altri. In altre parole, la musica stessa ci ha influenzato.

La vostra musica mostra uno spiccato taglio cinematografico, avete mai pensato di completarla con delle immagini o dei video?

Nathan Amundson: Grazie, mi fa molto piacere sentirtelo dire. Finora non abbiamo discusso di questo, ma personalmente l’idea di vedere la nostra musica utilizzata nel cinema o nella televisione mi intriga molto.

Aidan Baker: Sarebbe davvero interessante.

Ho l’impressione che questo sia una sorta di work in progress, o meglio un viaggio che state compiendo insieme. Scontato, quindi, chiedervi se ci sarà un seguito.

Nathan Amundson: Ci piacerebbe dargli un seguito, ma questa volta sarebbe bello farlo di persona. Da un punto di vista logistico non sarà semplice, poiché ciascuno di noi vive lontano dagli altri e abbiamo tutti scadenze con i nostri progetti personali, ma credo che piacerebbe a tutti farlo e prima o poi sono convinto che accadrà.

Aidan Baker: Abbiamo già discusso di registrare un secondo album di persona, il che porterà probabilmente ad un sound molto differente, se non altro perché il procedimento stesso sarà in sé diverso.

Come vi siete incontrati con la Denovali e cosa vi ha spinto a firmare per loro?

Nathan Amundson: Aidan era già in rapporti con loro da un po’, così gli ha proposto l’idea e hanno accettato. Non conoscevo la label prima, ma hanno fatto un gran lavoro.

Aidan Baker: La Denovali mi aveva contattato per fare uno split tra Nadja e i tedeschi Kodiak, quindi ero già abituato al loro modo di trattare con cura le uscite e conoscevo il loro catalogo.

Porterete Infinite Light Ltd. sul palco o si tratta di uno studio-project?

Nathan Amundson: Proprio come per le registrazioni, è solo un problema di riuscire a riunirci. Mi piacerebbe davvero suonare dal vivo qualche volta.

Aidan Baker: Sarebbe interessante portare questo progetto in tour e osservare come si evolve il gruppo, ma ancora non ci sono piani definiti.

Venendo ai vostri progetti personali, c’è qualcosa in vista?

Nathan Amundson: Il nuovo Rivulets uscirà il trenta agosto su Important Records. Si chiamerà We’re Fucked.

Aidan Baker: Farò uscire uno split dei Nadja con un’altra band canadese, Picastro, intitolato Fool, Redeemer per Alien8 Recordings / Broken Spine Productions. Da solo ho invece appena realizzato un album chiamato Still Life per una nuova label americana, la Primary Numbers.

Siete sempre alla ricerca di nuova musica da ascoltare? Cosa vi attrae e quali generi riescono ancora a catturare il vostro interesse? 

Nathan Amundson: Certamente! È quasi preoccupante come questa ossessione non mi abbandoni. Non ascolto troppa musica recente, ma colleziono molte cose del passato che sento di dovermi procurare. Nell’ultimo paio d’anni si è trattato per lo più di dub e ambient, nonché molto di ciò che chiameresti classic-rock, e che non citerò perché ha già avuto abbastanza esposizione mediatica.

Aidan Baker: Ovviamente. A volte, trovo difficile restare in contatto con le ultime uscite, perché oggi la popolarità musicale è così veloce e mutevole, per cui spesso mi ritrovo a guardare a band del passato che ho trascurato o che non ho apprezzato nel modo giusto. Al momento sto ascoltando molto Cocteau Twins e Siouxsie and The Banshees...

Grazie mille del tempo, concludete pure come preferite questa chiacchierata.

Nathan Amundson: Grazie per l’intervista. Mi fa davvero piacere sapere che le persone ascoltano il nostro album e lo apprezzano.

A cura di: Maurizio Inchingoli [info@audiodrome.it [1]]
A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [2]]

Gruppo: Infinite Light Ltd.
Intervistato: Nathan Amundson
Intervistato: Aidan Baker 



Data intervista: agosto 2011

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