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MORNE | Max Furst, Milosz Gassan

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Inviato da fabrizio 16 Set 2011 - 19:17

Freschi autori di un album, Asylum, che ne conferma le potenzialità e ne arricchisce ulteriormente l’immaginario sonoro, i Morne hanno saputo bilanciare i molti ingredienti per creare una miscela dinamica e coinvolgente. Sembrerebbe proprio l’ennesimo caso in cui la Profound Lore ha saputo accaparrarsi quanto di più interessante oggi in circolazione, per ampliare ancora una scuderia senza rivali almeno in campo estremo. Potevamo lasciarci sfuggire all’occasione di scambiare quattro chiacchiere con loro?




Qualcuno dei nostri lettori vi avrà magari scoperto solo con Asylum, per cui non sarebbe male comunicarci qualche notizia sulla band, sugli inizi e sui momenti più significanti della vostra storia…

Milosz Gassan (voce, chitarra): Ho cominciato a pensare di formare una nuova band subito dopo la mia uscita dai Filth Of Mankind e dopo essermi mosso dalla Polonia a Boston nel 2000. Trovare persone con cui suonare musica pesante non era semplice. Tutti i miei amici, infatti, volevano suonare musica veloce come l’hardcore o il punk. Io vengo da quella stessa scena, ma volevo fare qualcosa di veramente differente. Così, poiché avevo iniziato a scrivere musica da solo, ho iniziato a suonare con amici che vivevano fuori dal mio stato, ma non ha funzionato a causa della distanza, dei nostri lavori e perché alcuni suonavano già in altre formazioni e non potevano dedicarsi al mio progetto a tempo pieno. Un giorno mi sono imbattuto in Kevin -il nostro primo batterista- e abbiamo iniziato a suonare con Max al basso. Con questa formazione abbiamo registrato la nostra prima demo e abbiamo capito di volere un altro chitarrista. Così ho chiesto a Jeff di unirsi a noi e, con questa nuova line up, abbiamo registrato tre brani per lo split con gli inglesi Warprayer. Subito dopo, abbiamo deciso di ri-registrare alcuni brani della demo e di realizzare il nostro primo album Untold Wait.

Asylum ha apportato varie innovazioni e ha aggiunto alla vostra musica alcuni nuovi elementi. Avete lavorato alle nuove tracce con un percorso già in mente o avete piuttosto adottato il classico flusso di coscienza senza porvi limiti?

Max Furst (basso): – Sono cambiate molte cose nella band dal primo disco, in particolare l’entrata a tempo pieno di Ian, il tastierista, e di un nuovo batterista, Billy.  Nuove persone, nuova chimica interna e la musica lo rispecchiano di sicuro. Credo che Asylum rappresenti una naturale evoluzione dei Morne: quest’album è il prodotto dello sforzo di gruppo sia nella scrittura sia nella composizione dei brani, ma credo che soprattutto segua un percorso che a noi sembrava quello giusto.

Milosz: Ci piace sempre sperimentare e scoprire nuovi aspetti nella musica e nella scrittura. Seguire generi e stili non fa proprio per noi. 

Siete riusciti a bilanciare il vostro lato più aggressivo con delle line melodiche dal taglio “oscuro”, così da ottenere un mix quanto mai peculiare. Come descrivereste la vostra musica se foste costretti?

Max: Direi che per certi versi è il risultato del contrasto tra i differenti stili dei musicisti della band, ma c’è anche la voglia di costruire una sorta di storia. Di creare qualcosa di bello dalle brutture del mondo esterno. Non vogliamo rendere romantica la miseria, si tratta solo di prenderla e renderla musica. Credo che sotto uno strato di malinconia ci sia anche un messaggio di speranza.

Kris Force e Jarboe appaiono come ospiti su Asylum e apportano il loro tocco particolare. Come vi siete conosciuti e com’è nata l’idea di collaborare?

Milosz: Kris aveva già lavorato sul precedente album, così le ho parlato delle idee per il nuovo album e, visto che sapevo della sua amicizia con Jarboe, le ho semplicemente chiesto cosa ne pensasse e se le andava di metterci in contatto. Jarboe era interessata a lavorare su quel brano e così è nato tutto, il resto già lo sapete. 

Parliamo di "Volition", la traccia più atipica dell’album. Vi va di darci il vostro punto di vista interno su questo brano speciale?

Milosz: Avevo un’idea su come volevo suonasse, è nato tutto da un riff semplice che volevo usare e fare andare in loop attraverso tutta la canzone,  con solo dei cambiamenti nell’arrangiamento. L’idea era di iniziare con una parte molto morbida ma decisa, con la batteria e le chitarre. Ci ho lavorato con Ian e abbiamo mandato una demo a Kris Force. Intanto, Max lavorava al testo…

Max: Ho scritto il testo a novembre 2010, pochi giorni dopo che una mia amica ha deciso di suicidarsi. Lei era una persona depressa, proprio come sono io: siamo cresciuti insieme con problemi simili, qualcosa che ci ha sempre unito, ma ciò che per me rappresentava solo la rabbia naturale nel confrontarsi con il mondo, per lei era divenuta una cosa meno facile da gestire. Quando ho capito tutto il dolore che provava era ormai troppo tardi. Se ne era andata per sempre. Oltre ad aver perso una delle mie migliori amiche, è stato anche il momento in cui ho capito quanto avesse sempre lottato con questa esistenza. Non avevo compreso quanto dolore provasse e, come me, chiunque la conoscesse si è venuto a trovare nella mia stessa posizione. Lei, comunque, ha preso la sua decisione e non c’è nulla che possiamo fare per cambiare le cose.


Magari, qualcuno dei fan della prima ora sarà sorpreso dal nuovo lavoro. Avete mai tenuto in conto questa possibilità e le aspettative dei vostri fan mentre scrivevate le nuove composizioni?

Milosz: Sapevamo che Asylum sarebbe stato differente dal precedente Untold Wait. Conosciamo le aspettative delle persone e le apprezziamo, ma tocca a noi decider cosa fare della nostra musica, non vogliamo essere schiavi delle pressioni esterne e non è il modo in cui ci piace lavorare. Prima di tutto ci siamo noi e il nostro modo di comporre, poi presentiamo il risultato ai nostri fan. Siamo veri in ciò che facciamo. 

Cosa mi dite della Profound Lore? Come vi siete incontrati con Chris?

Milosz: Chris ci ha contattato un paio di anni fa e ci ha chiesto dei nostri piani per il futuro, una conversazione casuale. Dopo un po’ ci ha chiesto se volevamo unirci alla sua label e ci ha fatto una proposta. Gli abbiamo detto chiaramente cosa ci aspettavamo da lui e lui ha accettato. Credo sia una relazione sana. Chris fa tutto quello che ci aspettiamo da lui e lavora sodo per noi, per cui siamo davvero contenti.

Asylum mostra una gamma di stili/linguaggi decisamente ampia. Immagino manteniate questa mentalità aperta anche come ascoltatori, per cui sarebbe interessante sapere cosa vi ha influenzato e cosa amate ascoltare oggi…

Max: Le band che mi hanno più influenzato sono senza dubbio Black Sabbath, Metallica, Nirvana, Motorhead e Amebix.  È grazie a loro che ho trovato ispirazione per scrivere musica, mi hanno cambiato la vita e resteranno sempre in heavy-rotation a casa mia. A parte queste, al momento sto ascoltando l’ultimo album dei Corrupted, Garten Der Unberwusstheit, i The Brats (1980 Lp), i The Impalers, i Death Evocation, il tutto infarcito con varie cose dei Depeche Mode, New Order e Zola Jesus.

Milosz: Credo che ad influenzarmi siano stati soprattutto I vecchi Metallica, gruppi della scena punk/crust inglese come Concrete Sox, Heresy, Ripcord, ENT o Doom. Poi mi sono spostato verso Amebix, Misery e Neurosis. Ascolto molto anche New Model Army, Pink Floyd, Joy Division, New Order e di recente ho scoperto I Kingston Wall, e anche i nostri amici Heirs dall’Australia sono incredibili. Ci sono tantissime band che amo, ma poco tempo per ascoltarle tutte.

Più in generale, vi sentite legati ad una scena specifica, magari come approccio/attitudine?

Milosz: Come persone, veniamo tutti dalla scena punk/hardcore, è più che altro un modo di pensare, non di suonare. Comunque, vogliamo tenere I Morne fuori da scene, stili o etichette, queste sono cose che cambiano di continuo e che la gente tende a dimenticare. Noi vogliamo restare, invece, fedeli alle nostre convinzioni e la strada che percorriamo come persone riguarda solo noi. Non vogliamo essere infilati in una scatola con l’etichetta punk o sludge.  La gente ci etichetta post-rock,sludge, ma cosa significa, ci hanno comparato a musicisti che non abbiamo mai ascoltato e che non ci somigliano. Suoniamo musica pesante e questo è tutto.

Max: Sebbene consideri l’attuale cultura un po’ troppo superficiale e vuota, arrivati a questo punto, a livello personale mi identifico con il punk e probabilmente lo farò sempre, è il luogo con cui sento maggiori legami via via che la mia visione del mondo e la mia attitudine avanzano. Musicalmente, è stata una scoperta spartiacque e non la do come una cosa scontata. Comunque, concordo con Milosz, preferisco mantenere la band al di fuori di certe etichette e lasciare che le persone arrivino alle proprie conclusioni attraverso la musica piuttosto che sulle false aspettative provocate da paragoni pigri. 

Parliamo di Circle The Wagons (ultimo album dei Darkthrone) e del logo dei Morne che appare nell’artwork. La cosa vi ha stupito? Cosa ne pensate del lavoro svolto da Fenriz per far conoscere band underground e meno famose? 

Milosz: Fenriz ci ha contattato per chiederci se poteva mettere il nostro logo sul loro nuovo album, ovviamente abbiamo accettato. Credo che quello che fa per dare una mano alla musica underground sia meraviglioso, mi piacerebbe che più nomi noti lo imitassero. Questo tipo di approccio funziona e permette a molte piccolo realtà di farsi ascoltare.

Siete stati di recente in tour in Europa. Cosa vi ha maggiormente colpito? Quali sono, secondo voi, le maggiori differenze tra l’audience americana e quella europea?

Max: Questo è stato il nostro secondo tour europeo come band, ma abbiamo speso tutti molto tempo in viaggi lungo gli anni. Viaggiare in Europa è più semplice e confortevole che farlo negli USA, specialmente per una band. Le persone sono più recettive e ricche di entusiasmo nei confronti delle band in tour e ci sono migliori possibilità per i concerti. Le comunità punk e metal sembrano più devote alla scena che negli States. Anche qui, le sottoculture punk e metal prosperano, ma il modo in cui sono vissute non è minimamente paragonabile all’Europa.

Grazie mille per questa chiacchierata e per la vostra musica, a voi le ultime parole famose….

Milosz: Grazie mille a voi.

Max: Grazie per aver trovato il tempo per intervistarci e per il supporto.

A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [1]]

Gruppo: Morne
Intervistato: Max Furst
Intervistato: Milosz Gassan



Data intervista: settembre 2011

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