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THE SOVRAN | Captain T

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Inviato da fabrizio 25 Set 2011 - 23:42

Rock’n’roll come via d’uscita da reality e comunità virtuali, questa l’offerta dei The Sovran, devoti adoratori dell’antico fuoco che continua a contagiare musicisti e ascoltatori. It’s only rock’n’roll?




Sembra proprio che il rock'n'roll non ne voglia sapere di morire, anzi goda di ottima salute. Come siete stati contaminati dal morbo?


Captain T: Il primo nucleo della banda risale al lontano ’97. Stufi della scena power metal, imperante all’epoca, decidemmo di fondare un gruppo di rock’n roll/punk rozzo e senza fronzoli. Eravamo molto influenzati dai Motörhead, dai GBH e suonavamo con il volume a 11. Con il tempo abbiamo leggermente affinato il nostro sound, introducendo altre influenze musicali provenienti da generi che ascoltiamo, come la new wave, il post-punk, Bowie, gli Stones e Iggy Pop, arrivando a quello che facciamo adesso. Personalmente il rock’n roll mi è sempre piaciuto e per rock’n roll intendo sia i Motörhead che i Sisters Of Mercy. Diciamo che abbiamo una visione abbastanza ampia del genere, l’unico fattore che è rimasto intatto nella nostra musica è il volume a 11!

Impossibile non intuire un legame profondo con la Scandinavia e la scena rock'n'roll scandinava, mi sbaglio? Cosa c'è nella vostra dieta sonora quotidiana?

Affatto, gruppi scandinavi della prima ora come i Turbonegro o i Gluecifer mi piacciono molto e sicuramente abbiamo un forte legame con loro. Mi piace la loro miscela di punk e rock’n roll ad alto voltaggio ma con forti dosi di melodia. A tal proposito sono entusiasta della reunion dei grandi Turbonegro, a mio avviso una delle band più interessanti negli ultimi dieci anni.

Nella vostra musica si intuisce anche una componente garage e l'amore per l'hard-rock più sanguigno, una spruzzata di punk e tanta adrenalina. Possiamo dire che il rock'n'roll sia in fondo la vera musica capace di unire scene differenti e andare oltre le barricate tra generi?

Come ho detto prima, abbiamo una visione del rock molto ampia e questo lo puoi sentire nel nostro ultimo cd No Song For A Non-generation. L’album suona energico e pieno di adrenalina, ma ha anche un mood oscuro e metropolitano. Contiene pezzi più punk e veloci (“Rock’n roll Robber” o “The Sovran Is Dead”), roba più garage e orecchiabile (“Generation” o “Looking For”) e virate verso la new wave (“Europa”).

Vi va di raccontarci come è nato il titolo dell'album? Qual'è la Non-Generation di cui raccontate?

Il senso del titolo dell’album è contenuto nella canzone "Generation" in cui, capovolgendo il senso di un famoso pezzo degli Who, descrivo quella che per me è la nuova generazione, una “Non-Generation” tirata su a reality e facebook che fa a pugni con la propria immagine riflessa nello specchio per ostentare una sembianza che invece è poi un vuoto totale. Mentre gli Who cantavano della propria generazione, noi cantiamo la nostra “non generazoine”. Nel ’65 aveva un senso chiamare un pezzo “My Generation”, oggi, nel 2011, ha un senso chiamarlo “Non-generation”.

La vostra è musica ad altissimo tasso energetico, l'opposto delle laccate produzioni che fanno impazzire la Mtv-Generation (per restare in tema). Qual è il vostro pubblico? Chi è la vittima ideale dei Sovran?

Chiunque ami il rock’n roll nelle sue più svariate forme.

Come siete entrati in contatto con la label e cosa ne pensate dell'attuale situazione discografica italiana?

Siamo entrati in contatto con la Logic(il)logic, che ringraziamo per il lavoro di promozione svolto, tramite i canali del web. La situazione discografica è in forte crisi ormai da anni per via del file sharing e credo che i classici supporti di fruizione della musica (cd, vinili…) saranno sostituiti, non so e non ci voglio neanche pensare, chissà da quale diavoleria.


A proposito, quali sono i vostri compagni di scorrerie e con che gruppi vi piace dividere il palco e far baldoria?

Abbiamo diviso il palco con svariate band anche di generi diversi, Pino Scotto, Rain, Natron, Dome la Muerte, Paul di Anno, Lola And The Lovers, Madre De Dios, Chicken Vindaloo. Ricordo ancora le infuocate jam su “Ace Of Spades” e “New Rose” con i francesi Tommyknockers e Working Class Zero. Non ci importa del genere di musica delle band con cui dividiamo il palco, l’importante è che si faccia baldoria insieme.

Di che parla il testo di "The Sovran Is Dead" e cosa si cela dietro quel titolo provocatorio?

In realtà il titolo è meno provocatorio di quanto possa sembrare. Parla di una folle corsa in auto che facemmo per arrivare in tempo ad un festival in cui dovevamo esibirci. Tra l’altro era un festival importante e con nomi grossi quali Rage e Dark Funeral. È un testo di rock’n roll abbastanza classico e divertente, contrapposto al riff della canzone che ha un’aria molto oscura, esagerando direi quasi black metal. Boh forse sarà stata l’influenza dei Dark Funeral…

Concerti in arrivo?

Abbiamo iniziato la promozione di No Song For A Non-Generation con un minitour da headliners in Francia l’ “Italy vs Britannia spring tour 2011”, organizzato dalla Rack’ Tuff. Al momento stiamo programmando delle date sparse in Italia e nella prossima primavera probabilmente torneremo in Francia. Da noi purtroppo è sempre più difficile organizzare mini-tour degni di questo nome, tra i club vige la legge per cui suoni se sei del posto o se addirittura frequenti il locale per supportarlo. Perdona lo sfogo, ma va detto, negli altri Paesi sono avanti anni luce per quanto riguarda la promozione, l’organizzazione logistica, i cachet e il trattamento generale nei confronti delle band.

Last famous words...

Ringraziamo te e lo staff di Audiodrome per l’intervista e ricordo per chi fosse interessato che può acquistate il nostro cd scrivendo al nostro management: mj.management@libero.it [1] o visitando il sito dalla Logic(il)logic records.

A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [2]]

Gruppo: The Sovran
Intervistato: Captain T 



Data intervista: settembre 2011

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