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RAMESSES | Adam Richardson [2011]

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Inviato da fabrizio 16 Ott 2011 - 20:56

Chiunque segua Audiodrome con una certa regolarità si sarà accorto della passione che da sempre si nutre su questi lidi per i Ramesses, una formazione che abbiamo seguito passo dopo passo con occhio vigile e che ha dimostrato di meritarsi appieno l’attenzione raccolta. Con l’ultimo Possessed By The Rise Of Magik i Ramesses si sono superati e hanno colpito di sorpresa anche chi aveva alte aspettative per il nuovo album. Eccoci quindi a ritornare sul luogo del delitto per sentire cosa ha da raccontarci il cantante/bassista Adam Richardson.




L’ultima volta che ci siamo incontrati ci avevate parlato di sviluppi imprevedibili e questo è il risultato: Possessed By The Rise Of Magik è un altro enorme passo in avanti lungo il vostro percorso musicale. La svolta sonora è stata in qualche modo anticipata con l’ep Chrome Pineal, ma questa è la “real thing”. Meno metal e più freddo, con una forte atmosfera disperata in cui tutto sembra così reale. Come avete raggiunto un simile risultato?

Adam Richardson: Bentrovati. Sì, Possessed By The Rise Of Magik è una bestia molto differente rispetto a Take The Curse e altrettanto difficile da realizzare. Abbiamo registrato nello stesso scantinato di un palazzo infestato di epoca Tudor nella campagna, ma questa volta sapevamo esattamente come estrarne appieno l’essenza occulta. L’atmosfera in quel posto è malata, antica, posseduta, spaventosa e claustrofobica, un po' come essere sepolti vivi, proprio come piace a noi! Inoltre, quest’aria oppressiva e sinistra ha tentato di distoglierci dal completare l’album. Ci sono stati dei momenti in cui stavamo per saltarci alla gola uno con l’altro. I riff strazianti di Tim e le melodie inquietanti al solito sono risultati centrali per dare un tono sinistro alle registrazioni e io volevo proiettare una realtà differente con il mio modo di cantare. Sono state registrate in trance mentre ero in contatto con Austin Osman Spare. Abbiamo fissato solo due o tre registrazioni della voce per ogni brano e ciascuna suonava differente per stile, interpretazione e testo. Non pensavo ad altro che al legame mentale che unisce il mondo terreno a quello onirico. Quello che ascolti è un dialogo senza censure tra il mio semi-subconscio e il grande Austin Osman Spare, interpretato attraverso incantesimi, rime, sigilli e scrittura automatica, che ho raccolto per Possessed. Tutto ciò si è trasformato in una sorta di stile. Questa volta non ero interessato al solito approccio mentre registravo la mia voce. In momenti simili la mia mente non fa parte del mondo e a me piace lavorare così. Al momento stiamo lavorando nuovamente al disco per la versione in vinile che uscirà più in là quest’anno. Stiamo rifacendo missaggio e mastering per il doppio vinile e sarà ancora una volta una bestia differente, un nuovo esperimento nel terrore e nell’incognito.   

Cosa è successo e cosa è cambiato, se lo è, nel periodo trascorso tra Take The Curse e il nuovo disco? C’è stato qualcosa che ha influenzato il vostro processo creativo e il vostro modo di comporre?

Per quanto mi riguarda, il tema alchemico è diventato sempre più importante e ne sono felice. Ho trovato una fonte di ispirazione infinita e perfetta per il nostro viaggio nello spingere oltre il ponte verso l’ignoto. Ovviamente, non possiamo dimenticare l’influenza di  Austin Osman Spare, né le molte coincidenze ed eventi accaduti dopo Take the Curse, tutte cose che hanno contribuito alla nascita di Possessed e al rafforzamento del nostro nuovo ordine magico.

Siete riusciti a registrare la vostra musica all’aperto?

No, non ancora, ma speriamo sempre di riuscire a farlo prima o poi. Abbiamo iniziato a registrare Take The Curse all’aperto, ma gli dei non erano affatto contenti dell’assalto sonico grezzo, diretto e senza filtri che stavamo preparando per loro! Ovviamente avevamo bisogno di offrire più sacrifici, ma la prossima volta la situazione cambierà.

Ci sono dei passaggi, penso all’inizio di “Towers of Silence” o la marcia militare in “Plague Beak”, che ci hanno ricordato i Death In June e alcune cose definibili come neo-folk (chiamatelo come preferite): che tipo di rapporti avete con questo genere, non solo a livello musicale, ma anche di immaginario? Ascoltate questo tipo di musica? Abbiamo inoltre riscontrato influenze inaspettate come Cure (nella chitarra di “Safety In Numbness”) o Joy Division (nella title-track).

Sì, ci sono un sacco di influenze differenti che vengono alla luce più su Possessed che nei dischi precedenti. Ci sono delle strane parentele con i Joy Division nei riff di chitarra, nella batteria riverberata e nel cantato spettrale. Ma ascoltavamo molto anche i Cream durante le registrazioni. In realtà, nessuno di noi ascolta Death In June o neo-folk. Visivamente, abbiamo usato un immaginario che ha portato qualcuno a  mettere in dubbio le nostre motivazioni e le nostre idee politiche. Stiamo reclamando gli antichi sigilli magici, le rune e i simboli che sono stati rubati all’umanità dal nazismo. Morte all’ignoranza!

Di sicuro, si avverte un forte legame con la musica e l’immaginario di certo cinema anni Settanta, mi sbaglio?

Certamente, la musica che preferiamo è quella degli anni Sessanta e Settanta. Amiamo molto la psichedelia. Anche i film horror di quel periodo catturano un’atmosfera che adoriamo. Tripped out Horror Space Doom man! Anche se su Possessed c’è un tentativo di distanziarsi dai sample cinematografici, il che ha aiutato a spostare l’atmosfera verso l’altra dimensione, pur mantenendo un ovvio accenno di tetra realtà.

Siete passati da Fucking Hell di Jake e Dino Chapman alla vostra foto in bianco e nero con un demone sullo sfondo, il che ci ricorda qualcosa di collegato al black metal. Credo che l’artwork rispecchi un feeling realistico collegato alla stessa musica dell’album… 

Qua la mano! Siamo rimasti molto soddisfatti dal risultato finale e sembra rispecchiare perfettamente il suono. La foto è stata scattata da Dan Gooday, che ha anche registrato e missato la versione in CD dell’album. Avevamo appena avuto una brutta lite e la tensione di quell’angusto scantinato con i soffitti bassi ci attanagliava. Lo puoi avvertire dallo scatto in copertina. Uno scatto dalla tempistica perfetta che dice molto di noi. Lo spirito del Baphomet di Austin Osman Spare può essere scorto attraverso la porta aperta mentre se ne va verso il laboratorio dell’Alchimista. Puoi vedere tanto quanto vuoi nelle immagini dei Ramesses.

Raccontateci qualcosa in più su Austin Osman Spare, chi è il più coinvolto di voi nel suo lavoro? Credo che il titolo del disco rappresenti perfettamente l’idea che avete voluto dare all’ascoltatore, ovvero che siate realmente “posseduti dall’ascesa della magia”.

Austin Osman Spare è una delle mie maggiori influenze e credo che rappresenti una sorta di spirito guida. I suoi studi su molti campi della magia e specialmente su scrittura e pittura automatica mi hanno aperto a nuovi punti di osservazione su macro e microcosmo. Un personaggio terreno, simile a Pan, che ha rifiutato repentinamente il successo per dedicarsi ai suoi studi occulti  e al dipingere ritratti grotteschi di ragazzi di strada nell’area di Borough nella Londra Edoardiana. Incontrò Aleister Crowley e la magia cerimoniale, ma si stufò presto. Per questo parliamo di Magik – riferendoci ai metodi di Austin Osman Spare - in contrapposizione alla crowleyana Magick. Lettura consigliata:  Anathema Of Zos, The Book Of Pleasure…

C’è un concept o un sentiero che lega la vostra musica? Possiamo considerarla una sorta di viaggio iniziatico in note?

Direi che ci hai preso in pieno. Credo che questa sia la cosa più perspicace e intelligente che qualcuno abbia mai espresso sul contenuto “nascosto in bella vista” dei Ramesses. Immaginatevi immersi nel buio per giorni e giorni, senza cibo o acqua o un suono, solo il nulla. L’iniziazione al nulla! Il viaggio iniziatico è divenuto il nostro percorso e coloro che vi si immergono otterranno conoscenza e consapevolezza, come tutti noi. 

Cosa succederà ora? Farete un tour europeo per promuovere il disco?

Stiamo pianificando un tour nel Regno Unito e in Europa per il prossimo anno, così come un breve tour nell’est degli States, dove registreremo anche il prossimo disco. Le demo suonano già in maniera fantastica, per ora abbiamo sei tracce di pura magia nera e riti spaziali. Ancora una volta aspettatevi una bestia differente da Possessed.  The Grim Horror Continues!...

Grazie di tutto, concludi pure come preferisci…

Grazie a voi per il supporto e l’interesse… e per le migliori domande cui abbia mai risposto. La famiglia dei Ramesses saluta voi e tutti i Ram-head di ogni dimensione. Così in cielo come in terra.

A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it [1]]
A cura di: Valerio Spisani [valerio.spisani@audiodrome.it [2]]

Gruppo: Ramesses
Intervistato: Adam Richardson 



Data intervista: ottobre 2011

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