[audio]drome

MORKOBOT | GRIME | 7/1/2012

Articoli / [live]view
Inviato da fabrizio 08 Gen 2012 - 21:02

Etnoblog - Trieste



Prima volta a Trieste senza stecche per i tre messaggeri di Morkobot.

Iniziano i Grime, che sono triestini e stanno per uscire su Mordgrimm. Abbiamo giù parlato di loro un paio di volte: suonano uno sludge radioattivo che a qualcuno ha ricordato gli Iron Monkey e – toccando ferro per loro  – sembrano raccogliere consensi ovunque li si ascolti. Il live set è incentrato su quella manciata di pezzi finita sul demo da poco messo in circolo, ma già ampiamente elogiato in rete. L’esecuzione è sicura, c’è anche una finestra per qualcosa di nuovo e in generale riescono a ricamare intorno ai brani senza rieseguirli pedissequamente. Il pubblico, che di solito ignora il gruppo spalla, apprezza.

Pausa sigaretta, poi tocca ai Morkobot, che portano in tour il loro Morbo (nella speranza che contagi tutti potrebbe starci, ma non fa ridere, si può saltare). Due bassisti, uno di fronte all’altro, ciascuno con una doppia fila di effettistica varia. Dietro a loro il batterista, dei tre quello che più faticherà, dietro a tutti e di lato le visuals che giocano con gli artwork made in Malleus. Niente look residentsiano delle foto per la band, quindi niente scatole sulla testa e nemmeno trovate alternative, che invece servirebbero molto, data la mancanza di un frontman e l’assenza totale d’interazione col pubblico. I pezzi, invece, non deludono. Del trio nato su Supernatural Cat di cui tanto s’è parlato in questi ultimi anni (Ufomammut, Lento, Morkobot), sono di sicuro i più storti. Vederli all’opera con la loro strumentazione conferma quanto curino la ricerca di un sound molto personale e quanto – pur possedendo buona tecnica – sappiano che la gente che viene ad ascoltarli vuole sentire roba impattante. I brani non hanno né inizio né fine, sono dei treni in corsa sui quali il gruppo sale e scende di botto, senza altre soluzioni. Le ritmiche sono spezzate, le sequenze che escono dai due bassi seguono geometrie altrettanto inusuali, ma che vengono ripetute all’infinito e senza pietà. C'è anche una pausa ambient nella quale li vediamo chini sui controlli (scena classica degli anni Zero), il cui suono giustifica il “concept” spaziale su cui imbastiscono i dischi. Nonostante il mondo dove li conoscono sia quello metal, c’è chi stasera e nei loro dischi ci vede il noise, chi ascendenze kraut, chi il math, il che significa che hanno vinto loro.

A cura di: Fabrizio Garau [fabrizio.garau@audiodrome.it [1]]

Gruppo: Morkobot [morkobot.wordpress.com [2]]
Gruppo: Grime [grime666.bandcamp.com [3]]



Questo articolo è stato inviato da [audio]drome
  http://audiodrome.it/

La URL di questo articolo è:
  http://audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=8120

Links in questo articolo
  [1] http://audiodrome.it/mailto:fabrizio.garau@audiodrome.it
  [2] http://morkobot.wordpress.com/
  [3] http://grime666.bandcamp.com/