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MALAZETA | Burattinai

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Inviato da fabrizio 17 Gen 2012 - 22:47

Una figura femminile troneggia in copertina, bislunga, sinistra; ai piedi due maiali dall'aspetto surreale, a lato una cascata. Tutto senza prospettiva. Davvero inquietante! Con l'immagine di Massimo Fenzi (che è anche il batterista del gruppo) i padovani Malazeta sembrano precisare da subito che Burattini non è un disco semplice.



Si apre la custodia, si prende il libretto e si dà un'occhiata. Uh, quante citazioni! Alcune un po' scontate, in ogni caso in sintonia col loro reading rock, il cui perno è appunto la parola. Il nome della band non nasconde l'impegno civico: Malazeta deriva da Mala Zimetbaum, ragazza ebrea (ricordata da Levi in “Se questo è un uomo”) trucidata dai nazisti e assurta a simbolo della libertà. Libertà intesa come conoscenza di/emancipazione da quel “Meccanismo Geniale” ai cui vertici stanno organizzazioni di banchieri e massoni; un meccanismo basato sul do ut des e i cui ingranaggi sono oliati dalla sete di denaro. La stessa sete che spinge l'umanità a macchiarsi di mille scempi: dall'allevamento intensivo degli animali alle guerre fratricide. E mentre tanti misfatti si compiono, noi, fagocitati e metabolizzati dal sistema, inebetiti dal tubo catodico, non ce ne rendiamo neanche conto. Per fortuna c'è Michele Segala a declamarci in modo istrionico (e un po' dal pulpito) «la via, la verità e la vita».
Beh, la sua demonizzazione della tv ci pare eccessiva (benché la tv di qualità sia in via d'estinzione, c'è pur sempre qualche Philippe Daverio o qualche Mentana a far cultura e/o informazione). Una piccola divergenza di opinione, scaturita dall'ascolto dell'opera, che comunque conferma la riuscita dell'album: questo infatti non si propone di stimolare la riflessione critica? E lo fa affrontando temi scottanti, la cui difficoltà è stemperata da una certa dose di ironia, spesso basata sulla contrasto tra il punto di vista di chi è fuori e quello di chi è dentro il “sistema” (significativa in questo senso “Scatola”). La loro musica, tra i Massimo Volume e il punk melodico (se non addirittura post-punk in brani come “Applausi”), non è mai fuori posto: attraverso un uso convenzionale ma sapiente di feedback, arpeggi, riff, con la giusta alternanza di pause e attacchi, la band riesce a far scivolare giù bene l'amara medicina che vuol farci bere. Degna di nota l'onestà intellettuale, merce rara, di riconoscere la fonte d'ispirazione (in questo caso Marcello Pamio, autore de “Il lato oscuro del nuovo ordine globale”). Se non sono pregi questi... mezza stella in più!


A cura di: Marco Luchi [info@audiodrome.it [1]]

Gruppo: Malazeta
Titolo: Burattinai
Anno: 2011

Voto:


Tracklist

01. Terra Santa
02. Scatola
03. Burattinai
04. Piacevolmente Doloroso
05. Applausi
06. Agosto
07. Verità Ingiustificate
08. Alma Ata
09. Ali
10. Meccanismo Geniale

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