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BARNUMFREAKSHOW | Circuiti | Carne | Metallo

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Inviato da fabrizio 25 Gen 2012 - 23:36

L'intento dei Barnumfreakshow, quintetto dell'Urbe nato nel 2005, è di fondere, nella lingua «del bel paese là dove 'l sì suona», l'industrial con l'elettronica, attraverso strutture articolate in cui si alternano sprazzi di synth a linee di chitarra, il canto liricheggiante di Emma Luce Scali (vocalist e tastierista) a quello aggressivo e declamato di Enrico Di Lorenzo.



Il progetto nasce da Stefano Tucci (chitarra), al quale si aggiungono (per poi togliersi rispettivamente nel 2006 e nel 2008) dapprima Luca Marengo (voce, testi), poi Michele Panegrossi (basso e contrabbasso). I  testi, come lascia presagire il titolo del full-length, oscillano tra la sfera semantica della corporalità e quella dell'hi-tech e delle scienze dure. La presenza di temi legati alla carne è chiara fin dal nome della band: Barnum fu un controverso imprenditore circense americano e i freaks (chi ha visto il film di Tod Browning lo sa) sono i “fenomeni da baraccone”, le cui aberrazioni fisiche venivano sfruttate proprio al circo. Le atmosfere rievocate, plumbee e distopiche, sono di dickiana memoria. Un modello letterario notevole: Philip Dick è uno dei più influenti autori dell'età argentea della fantascienza. Un bel guazzabuglio di idee!
La critica si è espressa in termini lusinghieri per quanto riguarda la suddetta poetica, parlando di «sinfonie industrial-melodiche per il 3° millennio». Non per fare i bastian contrari di turno, ma, tranne per l'encomiabile scelta di cantare in italiano in un genere prevalentemente anglofono, la commistione tra elettronica e metal è un po' la scoperta dell'acqua calda: non è forse un modus operandi ampiamente collaudato da Trent Reznor & co.? Del resto, benché talvolta rassomiglino alla versione cattiva dei Subsonica, è proprio sul solco dei NIN che i nostri si muovono. E non è che le varie parti da cui le canzoni sono composte si saldino così bene, dandoci anzi a volte l'impressione di essere dei compartimenti stagni. Gli interventi della vocalist non sembrano incisivi e la voce di Enrico è soverchiata dagli strumenti, forse a causa della qualità un po' carente della registrazione.
Nello scrivere questa recensione si è un po' amareggiati dal fatto che sarebbe bastato poco per migliore il tutto, a partire da un idea più chiara dell'obiettivo che si vuole colpire e da una maggiore qualità della produzione. Sarà per la prossima volta...


A cura di: Marco Luchi [info@audiodrome.it [1]]

Gruppo: Barnumfreakshow
Titolo: Circuiti | Carne | Metallo
Label: Autoprodotto
Anno: 2011

Voto:


Tracklist

01. Terror Manifesto Atto I
02. Anguis Lapsus Volvitur
03. Diva
04. Fuori Produzione
05. Terror Manifesto Atto II
06. Gravità Zero
07. Dolce Delitto
08. Matrice Industriale (Revisione)
09. Terror Manifesto Atto III

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