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Inviato da fucine 09 Ago 2012 - 12:40




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Il 4 Giugno 2012 rimarra’ per molti una data importante nei ricordi delle “serate rock” della propria vita. Una data che diverse persone attendavano da 16 anni ormai... Giornata in cu si son viste cinque band calcare il palco della fiera concerti di Rho, alle porte di Milano. Forse una location con un po’ troppo asfalto e poche zone di ombra ( direi pressoche’ nessuna ) dove rilassarsi un attimo, ma che ormai e’ diventata molto importane per concerti metal, rock e dei generi piu’ disparati. Ad un nostalgico di location “erbose” come me, per i festival ed i concerti in generale, sicuramente la fiera di Rho rimane e rimarra’ sempre una location non particolarmente ideale, ma occorre comunque dare atto che lo spazio e’ molto ampio e ben si presta per eventi di questo genere. Un po’ meno comoda la viabilita’ per arrivarvi con l’auto. Anche per noi milanesi rimane un punto di domanda enorme su quanto abbia bevuto chi ha progettato le strade li’ intorno.

A scaldare gli animi dei primi sparuti presenti gia’ nel primo pomeriggio sono stati i Triggerfinger, con vestiti eleganti ed un rock-blues sui generis. Dopo una buona mezz’ora di musica ben suonata, la band ha lasciato il posto ai Gaslight Anthem, band che ha convinto poco il sottoscritto e anche una buona parte del pubblico. Con gli Afghan Whigs la giornata e’ entrata nella fase piu’ importante. Un Greg Dulli in piena forma , con una voce potente e ben controllata, ha saputo condure la sua band in cui gli innesti di Dave Rosser e Cully Symington hanno saputo donare alla performance una marcia in piu’ e brani come “Gentlemen” e “Dobonai” hanno avuto un ottimo impatto sulla platea. Un sound intrigante quello del combo originario di Cincinnati. Un mix di alternative rock, funky, grunge e blues.

Tocca ai Refused dare l’ultimo incitamento prima degli headliner. Refused...un evento nell’evento. Ad aprire lo spettacolo e’ il biondocrinito Dennys Lyxzen, con “Worms Of The Sense, Faculties Of The Skull”. Dopo quattordici anni, la band svedese e’ tornata assieme, con una grinta tale da farci dimenticare in fretta questo iato cosi’ lungo. Il singers svedese e’ un ballerino, un mimo, un giocoliere oltre che cantante. E con gli ottimi suoni della band, anche le chitarre di Brannstrom e i suoi riff precisi ed incisivi convincono il pubblico gia’ da subito interessato e curioso di vedere il loro rientro sulle scene.

Brani come “Liberation Frequency”, “Summerholidays vs Punkroutine”, ”Refused Are Fucking Dead”, “The Deadly rhythm” non potevano mancare e gratificano band e pubblico assieme. L’indole anarchica e riottosa di Lyxzen e’ ancora ben presente, e non e’ mancato l’incitamento a rialzare la testa, vista la brutta situazione economica in cui sono Italia, Grecia e Spagna in primis. Insomma una performance di tutto rispetto, una performance che con “New Noise” ha dato l’ultima sferzata di adrenalina al pubblico dell’arena di Rho. Alle 21.30 in punto e’ il momento degli headliner, della band che molti aspettavano di rivedere dopo piu’ di 16 anni. Quando i Soundgarden salgono sul palco il boato del pubblico si fa sentire. Composti ma carichi, tutti quanti salutano il pubblico attaccando subito con “Searching With My Good Eye Closed” e con i primi acuti, Cornell riesce subito a cancellare gli anni meno luminosi dei suoi dischi solisti, avvisando subito il pubblico che “per ora quello che abbiamo sono i pezzi vecchi, e quelli vi suoneremo”.

“Spoonman”, “Louder Than Love”, “Screaming Life” , “Fopp”, scaletta dedicata dunque ai primi tempi della band, almeno nella prima parte. Il “sorbetto al limone tra primo e secondo” lo fa “Live to Rise”, unico pezzo nuovo, inserito nella colonna sonora di “The Avengers” e che dal vivo suona molto potente e decisamente piu’ aggressivo che su disco.

La seconda parte della performance dei Soundgarden s’e’ incentrata tutta agli anni ’90 con brani di grande intensita’ come “Badmotorfinger” e “Superunknown”, “Burden in My Head “ e Rusty Cage”. Non poteva mancare “Black Hole Sun”, atteso da tutta la platea e un bis interessante con “Jesus Christ Pose” e “Slaves and Bulldozers”.

Questo ritorno sulle scene di una band che parecchio ha scritto e insegnato sul grunge, fa ben sperare per il nuovo album che dovrebbe arrivare in autunno. Per il momento ci godiamo il “sapore” di questa bella giornata di musica di qualita’.

A cura di: Giorgio Uccellini



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